CRIOTERAPIA.

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CRIOTERAPIA.

Messaggio Da silver surfer il Mar 12 Ago 2008 - 0:34

So che non si tratta di una terapia "naturale", ma di una tecnica chirurgica innovativa e di possibile applicazione in molti campi dell'oncologia.
Poichè però terapie naturali non contrastano quelle chirurgiche e posson bene avvantaggiarsi le une delle altre, posto qui questo contributo per chi deve decidere di testa propria cosa scegliere in determinate indicazioni oncologiche.
Il campo d'applicazione d'elezione della crioterapia è in questo momento quello urologico:
http://it.health.yahoo.net/c_news.asp?id=15591&c=29&s=2

Tumore del rene, per la prima volta in Italia trattato con crioterapia
A cura de Il Pensiero Scientifico Editore
15/05/2006 10.19.00
Primo intervento in Italia di ablazione di un tumore del rene con crioterapia di terza generazione invece che con l’utilizzo della tradizionale - e più invasiva - tecnica chirurgica.
L’intervento – mai avvenuto in precedenza nel nostro paese – è stato eseguito presso l’Università di
Tor Vergata da una équipe formata da Giuseppe Vespasiani, Direttore del Dipartimento di Urologia della Facoltà di Medicina della Università di Tor Vergata e Direttore della Scuola di Specializzazione in Urologia,
coadiuvato da Pierluigi Bove, dello stesso istituto, in collaborazione con Fernando Kim, urologo esperto in questo tipo di interventi della Colorado University di Denver giunto nella capitale per coordinare
questo primo caso.
Non più tagli sull’addome, cicatrici evidenti e lunghi decorsi post-operatori: con la crioterapia i fastidi per il paziente con un tumore del rene (di dimensione non superiore ai 4 centimetri) sono ridotti al minimo.
Con un risparmio in termini di sofferenza del malato e di spesa sanitaria, poiché i tempi di degenza sono ridotti al minimo: il paziente viene dimesso il secondo giorno dopo l’intervento. Il procedimento, applicato da tempo da Kim e da altri urologi americani e già in uso, con successo, in altri paesi europei tra cui Spagna e Inghilterra, si basa sul ‘congelamento’ del tessuto, che va incontro a necrosi, attraverso un'apparecchiatura di terza generazione, chiamata SeedNet Gold, che sfrutta le proprietà di alcuni tipi di gas e l’applicazione esterna attraverso particolari aghi congelanti miniaturizzati, detti CryoNeedles.
La macchina e la procedura, brevettate dall’azienda Oncura, offrono vantaggi evidenti, consentendo una procedura d’intervento non invasiva e più rapida.
“Non ci sono controindicazioni per questo tipo di procedura", spiega Kim, "e l’attività che il Centro di Ricerca che sta per nascere dalla collaborazione tra la nostra università di Denver e quella romana
di Tor Vergata dovrà potenziare la capacità di intervento dell’apparecchiatura SeedNet Gold su neoplasie di dimensioni più consistenti, superiori cioè all’attuale standard di 4 centimetri come massimo.”
“Questo progetto", aggiunge Vespasiani, "si inserisce nella più generale attività di sviluppo della Università di Tor Vergata in generale e del Policlinico in particolare. Stiamo compiendo consistenti investimenti sia in termini di tecnologie e strutture, sia come investimento in risorse umane di primissimo livello”.

Fonte: Ufficio stampa Dipartimento di Urologia della Facoltà di Medicina della Università di Tor Vergata 2006.

http://www.oncura.com/Italian/kidney-cryotherapy.html

Rene:
Crioterapia

SeedNet™-

un trattamento risparmia-nefroni (“nefron-sparing”) per i tumori renali

La crioablazione tramite SeedNet, oltre ad essere un ottimo trattamento per il cancro alla prostata, è
stata applicata con grandi risultati anche ai tumori al rene. L’avvento di modalità di diagnostica
per immagine di qualità superiore, ha permesso una maggiore prevenzione permettendo di scoprire piccoli
tumori al rene, spesso localizzati come maligni, e, in alcuni casi, benigni. I trattamenti standard di nefrectomia
radicale o anche parziale, a causa anche delle complicazioni ad essa associate, non sono trattamenti appropriati per questo tipo di tumori.
La crioablazione si è dimostrata la tecnica più promettente, tra le varie tecniche d’ablazione
tramite l’utilizzo d’aghi, grazie alla sua capacità di produrre una necrosi completa e lesioni
renali ben definite (Rehman et al, J of Urol 2001 June; 165(5); 21).
L’utilizzo di SeedNet e del gas di base argon, permettono un trattamento risparmia-nefroni (“nefron
sparing”) per i tumori al rene ed una migliore scelta rispetto alla nefrectomia radicale o parziale.
SeedNet™ permette varie tecniche durante lo svolgimento della crioablazione renale:


  • Nei casi di laparotomia, la crioablazione è una scelta per trattare lesioni multiple con minimo
    danno al parenchima renale.
  • Usata in laparoscopia, la crioablazione riduce in maniera indicativa la morbidità ed i tempi
    di convalescenza (Gill IS, Urology 2000 Nov 1:56(5): 748-53).
  • Grazie al sempre maggiore utilizzo di sistemi di chirurgia ecoguidata eseguita in via percutanea, SeedNet™ ed i suoi aghi collegati di soli 17 gauge forniscono un trattamento che risponde a tutti i criteri necessari.

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Re: CRIOTERAPIA.

Messaggio Da silver surfer il Mar 12 Ago 2008 - 0:49

Nel tumore prostatico:

Crioterapia per il tumore prostatico
A cura de Il Pensiero Scientifico Editore
21/04/2004
La notizia.
È stata da poco presentata in Italia la crioterapia per il trattamento del tumore prostatico. La tecnica permette di bloccare il tumore congelando la ghiandola prostatica e successivamente riportandola a temperatura normale, grazie all’uso di due gas (l'argon per abbassare la temperatura a –40°C e l'elio per scongelare). L’effetto del trattamento è sovrapponibile a quello dell’intervento chirurgico, ma non prevede operazioni impegnative né lunghe degenze ospedaliere. In Italia si pratica solo presso il San Raffaele Turro di Milano.

La tecnica.
La tecnica è stata presentata per la prima volta in diretta da Milano ai 500 specialisti riuniti a Sorrento in occasione del IV Congresso Nazionale della Società di Endourologia. Anche la brachiterapia, nuova tecnica indicata negli stadi tumorali iniziali in quei particolari casi in cui sia sconsigliato l'intervento chirurgico tradizionale permette di ottenere ottimi risultati. La brachiterapia è una forma di radioterapia mirata che avviene impiantando nella ghiandola prostatica piccolissimi semi radioattivi che rilasciano radiazioni in grado di distruggere il tumore senza danneggiare le strutture adiacenti alla ghiandola e permettendo il mantenimento della funzione erettile in circa l'80 per cento dei pazienti. Le due tecniche hanno in comune la
possibilità di evitare il ricorso a interventi chirurgici impegnativi.
Per questo trovano indicazione in quei pazienti che soffrono di altre malattie o sono avanti con l’età. Non comportano perdite di sangue e hanno basso rischio di complicanze.

Per gli interventi di crioterapia vengono utilizzate delle cannule della dimensione di un ago da biopsia. Inserite nella prostata producono palline di ghiaccio che si fondono fino a coprire l'intera superficie dell'organo, provocando la morte cellulare. La brachiterapia funziona nell'87 per cento dei casi con una sopravvivenza a 10 anni del 100 per cento. Inoltre il trattamento consente al paziente di tornare a casa entro 24 ore, al lavoro entro 4 giorni. Importata in Italia dagli Usa, è disponibile dal
1998 ma ancora poco conosciuta: solo il 5 per cento dei pazienti che potrebbero beneficiarne viene in realtà trattato.

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Re: CRIOTERAPIA.

Messaggio Da silver surfer il Mar 12 Ago 2008 - 1:02

Se parla però anche come possibilità per uil cancro al seno
http://www.bioblog.it/2007/12/06/curare-il-tumore-al-seno-con-la-crioterapia/20071891
Curare il tumore al seno con la crioterapia





La Arbel Medical si sta impegnando molto per ricevere l’approvazione da parte della Food and Drug Administration (FDA) su un nuovo sistema di crioterapia applicato ai tumori, soprattutto quello al seno, così da
entrare in commercio già dall’inizio del prossimo anno.
La tecnica di base è pompare dell’azoto liquido sulla punta di un ago; grazie a degli ultrasuoni i medici potranno guidare la sonda fino al nodulo e agire con una seduta di crioterapia. Questo sistema, chiamato IceSense, potrebbe avere il via libera per essere sfruttato non solo in ospedale, ma anche in clinica e centri autorizzati.
Alexander Levin, un ingegnere della Arbel, non ha mancato di enfatizzare quella che hanno definito “una sfida” (sfruttare l’azoto liquido in zone precise ed estremamente circoscritte).
Potrebbe essere davvero un passo avanti, non certamente la svolta, per la cura con interventi mininvasivi del cancro al seno.

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Re: CRIOTERAPIA.

Messaggio Da XENA il Mar 12 Ago 2008 - 10:00

Grazie Silver surfer pollice alto

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Re: CRIOTERAPIA.

Messaggio Da silver surfer il Mer 15 Ott 2008 - 12:58

Volevo segnalarvi che la stanno usando anche per il tumore al polmone.
Non so altrove, ma di certo al Businco di Cagliari:
http://www.corriere.it/sportello-cancro/db/ospedali/a661102.shtml

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Re: CRIOTERAPIA.

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