Uddhava Gita

Andare in basso

Uddhava Gita Empty Uddhava Gita

Messaggio Da MAURO LORE il Sab 6 Set 2008 - 13:35

Uddhava Gita

Il seguito e l’ideale complemento della BHAGAVAD GITA

L’insegnamento finale di Krishna


Tradotto dalla versione inglese di SWAMI AMBIKANANDA SARASWATI
(Tratto da: Ed. ARMENIA – Edizione 2001 – 287 Pag. - Euro 17,56)


Dialogo 23 di 24


Questo dialogo contiene uno degli insegnamenti più diretti dell'intero testo. Le parole di Krishna sono più urgenti che mai; il tempo che gli rimane sulla terra è breve, e ogni dubbio restante deve essere dissipato.

Ho notato che le verità che il mio guru, Swami Venkatesanan­da, insegnava con parole delicate quando lo vidi per la prima volta, erano spogliate da ogni fronzolo alla fine della sua vita. La vita è breve e ciascuno di noi marcia verso la certezza della morte senza la certezza di sapere quando vi arriverà. Dobbiamo chiarire ogni dubbio adesso, nel mezzo della nostra vita. E possiamo farlo rinunciando alla mitologia che abbiamo creato attorno a noi e al mondo che percepiamo. Dobbiamo iniziare dal punto in cui l'unica cosa che possiamo dire con convinzione è: «Credo di star vivendo qualcosa, ma non sono del tutto sicuro di che cosa si trat­ti». È a questo punto che l'ahamkara rifiuta con forza di collabo­rare, aggrappandosi fermamente all'illusione come se si trattasse di una realtà.

Lo scienziato Arthur Eddington si espresse così:

Nulla è reale. Nemmeno la moglie dello scienziato. La fisica dei quanti lo induce a credere che sua moglie sia un'equazione differenziale alquanto complessa. (.....) Per concludere in modo un po'' brutale, la materia del mondo è materia mentale.'

Ed è proprio così: la materia del mondo è materia mentale. Solo quando questa diventa una convinzione, possiamo iniziare la nostra ricerca spirituale. Se restiamo fedeli al viaggio, arriveremo alla visione che Krishna ci promette al verso 33.



1 Il Radioso, Krishna, disse:

Comprendere l'unità essenziale

Del Purusha e della Prakriti

Ti aiuta a evitare di emettere giudizi

Sulla natura e le azioni degli altri.



2 Lodare o criticare

E semplicemente un impegnarsi

Verso qualcosa di irreale.

Ciò può condurre solamente a una visione

Che si limita sempre alla dualità.



3 Quando un individuo

Dorme o sogna profondamente,

Perde la consapevolezza del mondo esterno.

Se tu vedi soltanto il mondo delle molteplicità

E non estendi la tua visione all'Uno,

Sarai come il dormiente e il sognatore

E continuerai a incontrare l'illusione della morte.

4 In una dualità che non esiste realmente,

Che cosa è reale e che cosa irreale?

Che cosa è buono e che cosa cattivo?

Eppure emettere tali giudizi

E parlarne

Li rende reali nella propria mente.



5 I riflessi, le eco e i miraggi,

Sebbene si sappia che sono irreali,

Provocano una reazione.

Così il corpo

Continua a ispirare un timore della morte

Fino a che ci si identifica con esso.



6 Solo il Sé supremo è.

E’ il creatore e il creato;

E’il protettore e il protetto;

E’il distruttore e il distrutto.



7 Perciò nulla esiste oltre al Sé.

Ciò che sembra esistere,

Quella triplice categoria del

Sé di ogni vivente od oggetto,

Dell'agente per cui esso esiste e si muove,

E dell'oggetto stesso:

Tutto esiste dentro il Sé soltanto

E solo a causa della maya appare separato.



8 Chi sa questo E colui al quale

Questa conoscenza è divenuta realtà

Non giudica né critica.

Questa persona

Si muove nel mondo

Come il sole che risplende allo stesso modo su tutti.



9 Per mezzo dei propri sensi,

Del ragionamento o dell'autorità delle scritture, Si può giungere alla sola conclusione

Possibile per questo mondo:

Esso ha avuto un inizio e avrà una fine.

Sapendo ciò,

Muoviti nel mondo,

Ma restane libero.



10 Il devoto Uddhava disse:

Le esperienze, come la vita e la morte,

Il dolore e il piacere, sono vissute

Non dal Sé, che è il soggetto,

Né dal corpo, che è l'oggetto.

Eppure sembra che siano vissute.

Che cos'è dunque che fa l'esperienza?



11 Il Sé è eterno, trascendente e puro,

E una luce su se stesso come il fuoco.

II corpo materiale è come un falò spento,

Che è incapace di dare luce da sé.

Perciò, che cosa in realtà fa

L'esperienza di una vita materiale?



12 II Radioso, Krishna, disse:

Fino a che il Sé vede se stesso

Con una intelligenza incapace di discriminazione

Come il corpo, i sensi e la vitalità,

E si limita a questi,

Questa esistenza relativa, sebbene irreale,

Apparirà reale.



13 Fino a che un sogno non è disturbato

Tutti gli oggetti al suo interno appariranno reali.

Allo stesso modo, sebbene questo mondo di esperienza

Non esista più di quanto esista un sogno,

Fino a che gli uomini si identificano con esso

Essi continueranno a vivere queste esperienze

Anche se la loro vera natura lo trascende.



14 In un sogno

Si possono sperimentare molte cose fastidiose,

Eppure al risveglio

Si cessa di esserne turbati.

Al risveglio

L'esperienza precedente non causa alcun disturbo.



15 Le emozioni come il dolore e la gioia,

Il timore, la collera, l'avidità, l'infatuazione,

La confusione e così via,

Appartengono tutte all'idea di «io»

Che sperimenta la vita e la morte,

Ma non al Sé.

...(continua)...
MAURO LORE
MAURO LORE
forista esperto
forista esperto

Maschio
Numero di messaggi : 940
Località : Roma
Data d'iscrizione : 30.12.07

Torna in alto Andare in basso

Uddhava Gita Empty ... 2 di 4 ... Uddhava Gita...

Messaggio Da MAURO LORE il Sab 6 Set 2008 - 14:00

2 di 4 Uddahava Gita :


16 Il Sé nascosto nel corpo,

I sensi, il prana e la mente

Si chiamano la Jiva.

Il corpo sottile,

Composto dal karma e dai guna,

Si evolve dalla manifestazione primaria Nota come Intelligenza Cosmica.

Governati dal tempo,

Essi si muovono in questo mondo del samsara Come se fossero separati.





17 Il saggio,

Con l'intelligenza affilata

Dalla giusta devozione al guru,

Elimina l'idea di «io»

Che è la radice

Di questo mondo di molteplicità E perciò è libero

Anche mentre vaga per questo mondo.



18 La sapienza è la capacità

Di distinguere il reale dall'irreale.

Questa saggezza può essere ottenuta

Con lo studio dei Veda,

Con l'adempimento dei propri doveri,

Con la pratica delle penitenze,

Con la percezione diretta,

Con l'ascolto di racconti storici,

E con la semplice logica.

Questa saggezza ti porterà a comprendere:

Ciò che era all'inizio della creazione,

E ciò che continuerà dopo la creazione,

E anche ciò che è ora:

Sia la creazione sia la sua causa.



19 Come l'oro,

Che esiste da sé

Prima di essere lavorato in un monile,

Rimane oro una volta lavorato,

Anche se lo si chiama bracciale,

Od orecchino o collana,

Ed è ancora oro quando il monile viene fuso;

Così è per me, la causa di questo Universo:

Io sono ciò che sono

Anche quando vengo chiamato creazione.



20 Mio caro Uddhava, Quell'agente per cui

La mente è soggetta ai tre stati

Di veglia, sogno e sonno profondo;

L'agente per cui la creazione

E soggetta ai tre guna; E ciò che è il sostegno

Dell'agente per cui tutto il creato

Appare, si trasforma e scompare:

Quella sola è la Verità.



21 Ciò che non esisteva prima di questa creazione

E che non esisterà più dopo la sua scomparsa

Non esiste nemmeno durante la creazione;

Dire il contrario non sono che vuote parole

Che non significano nulla.

Questa è la mia convinzione:

Qualunque cosa creata e rivelata

Da un altro oggetto o vivente

Non è altro che il suo creatore e rivelatore.



22 Non reale, essa appare dal rajas guna,

Come la molteplicità delle cose compresi

La mente, i sensi e gli oggetti

Che intrappolano i sensi.

Eppure tutto ciò non è altro

Che il Brahman che brilla di luce propria.



23 Rimuovi ogni dubbio

Con una chiara comprensione della Realtà.

Cessa di identificarti con l'irreale

E identificati con il Reale,

Con il Brahman.

Volgi le spalle ai momenti fuggevoli di piacere

E goditi l'estasi costante del Sé eterno.



24 Questo corpo materiale appartiene alla materia,

Non al Sé eterno.

Né i sensi,

Né il prana, l'aria che respiri,

L'acqua, il fuoco o la mente,

L'intelligenza, i nervi sensoriali,

L'idea di «io», lo spazio, la terra,

E nemmeno

Lo stato originale e indifferenziato della materia,

Possono essere considerati il Sé.



25 Quando vi è una completa e totale Identificazione con il Sé,

Che conta Se i sensi,

Che non sono nulla più dei guna,

Si agitano e fluiscono all'esterno?

Che importa al sole

Se le nubi vanno e vengono?



26 Come lo spazio rimane immutato

Dall'aria, dal fuoco, dall'acqua e dalla terra,

O dal passare delle stagioni,

Così il Sé rimane immutato

Dall'idea di «io» e dal flusso dei guna.





27 Ciononostante, il contatto con gli oggetti

Verso cui i sensi sono attratti

Per il potere illusorio della maya

Deve essere fermamente respinto,

Fino a che, con la devozione e la pratica,

Ogni passione sia rimossa dalla mente.



28 Come una malattia non adeguatamente sconfitta

Ritornerà ancora e ancora e porterà dolore,

Così avverrà con una mente

Non adeguatamente purificata dai desideri

In uno yogi che non ha raggiunto la perfezione.



29 A volte la completa comprensione del Sé

E ostacolata dalla famiglia e dagli amici,

Che sono inviati dagli dei per confondere lo yogi.

Ma con la forza delle pratiche Yoga,

Egli riprenderà i suoi sforzi nella prossima vita,

E non si lascerà intrappolare nuovamente nel ciclo

Di azione e reazione.



30 Spinti dall'ignoranza,

Gli uomini si impegnano in azioni

Per raggiungere determinati scopi

Fino a che la morte non li coglie.

Lo stesso non avviene con il saggio che,

Essendo immerso nell'estasi del Sé,

Non è attratto dal guadagno materiale

Anche mentre vive in questo mondo di

Azione e reazione.



31 Il saggio,

Con la sua consapevolezza fissa sul Sé,

Lascia che il corpo faccia ciò che gli è naturale:

Mangiare, dormire, stare in piedi, sedersi,

Camminare, giacere, evacuare,

E tutte le altre funzioni biologiche.



32 Quando il saggio

Percepisce un oggetto dei sensi,

Egli comprende appieno

Che esso non ha un'esistenza propria

E che non è altro che il Sé.

Per il saggio,

La natura distinta dell'oggetto

Non ha più realtà

Di un sogno che svanisce

Per qualcuno che si risveglia.





33 Mio caro Uddhava,

Prima del risveglio della saggezza

Gli uomini si identificano

Con tutto ciò che rientra

Sotto il dominio dei guna,

Comprese tutte le azioni compiute.

Ma coltivando la saggezza

Questa ignoranza svanisce,

E il Sé soltanto rimane:

Né accettato né rifiutato,

Esso è ciò che è.



34 La luce del sole che sorge

Distrugge l'oscurità

E rivela il mondo degli oggetti esterni,

Ma essa non li crea. Allo stesso modo,

La comprensione del Sé allontana il buio

Che oscura la coscienza di una persona.



35 Il Supremo non è mai nascosto alla vista.

Esso brilla di luce propria,

E innato e incommensurabile.

E pura coscienza trascendente, pienamente consapevole.

E l'uno senza secondo.

È al di là delle parole,

Perché è ciò che stimola la parola

E con cui la vitalità agisce.



36 In verità, non vi è base

Per una percezione della dualità

Nel Sé:

Questo è semplicemente il prodotto

Di una mente confusa.



37 Il mondo delle apparenti molteplicità

Che appare attraverso i cinque tattva

Come nome e forma

Non ha realtà.

Chi afferma il contrario

E che i passi vedici che a ciò si riferiscono

Devono essere presi alla lettera,

Lo fa perché non comprende.



38 Se il corpo di uno yogi

Che non è ancora un adepto

Dovesse essere sopraffatto dagli ostacoli,

Ecco che cosa si raccomanda:

2 di 4 ... Continua ...
MAURO LORE
MAURO LORE
forista esperto
forista esperto

Maschio
Numero di messaggi : 940
Località : Roma
Data d'iscrizione : 30.12.07

Torna in alto Andare in basso

Uddhava Gita Empty 3 di 4 ... Uddhava Gita...

Messaggio Da MAURO LORE il Sab 6 Set 2008 - 14:11

3 di 4 ... Uddhava Gita...


39 Alcuni ostacoli saranno superati

Con l'attenzione concentrata,

E altri ricorrendo alle asana dello Yoga,

Insieme alla concentrazione e al controllo del respiro.

Altri ancora possono essere superati da penitenze speciali,

Da mantra o anche da erbe medicinali.



40 Gli ostacoli più resistenti possono essere superati

Meditando su di me e cantando il mio nome

O in gruppo con altri o da soli,

Rendendo servizio ai grandi yogi.



41 Vi è chi si dedica

A queste pratiche yogiche che conferiscono

Un corpo forte che rimane giovane

non soccombe alla vecchiaia.

Le sue pratiche Yoga sono mirate

Al raggiungimento delle siddhi.



42 Tuttavia il saggio

Conosce la completa futilità di questo sforzo

Perché tutti i corpi muoiono.

Egli sa che il Sé è per il corpo

Ciò che l'albero è per il frutto:

Uno rimane e l'altro decade.



43 Nel corso delle pratiche Yoga

Il corpo fisico può diventare forte,

Eppure il saggio lo accetta

Senza puntarvi alcuna speranza,

Rimanendo devoto solo al Sé



44 Così lo yogi praticante

Che si rifugia in me

E che non conosce desideri

Non è mai sopraffatto

E raggiunge la comprensione del Sé

------------- o ------------



Glossario sanscrito



adharma: assenza di giustizia.

advaita (a = «non», dva = «due»): non-dualità; l'insegnamento che dichiara che tutta l'esistenza è unica. Un sistema filosofico dell'induismo.

agni: fuoco.

ahamkara (aham = «io», kara = «creatore»): l'idea di «io»; l'ego; ciò che ci separa dagli altri; un'evoluzione della Prakriti.

ahimsa: non-violenza.

ajnana: assenza di conoscenza.

akasha: spazio.

anahata (an = «non», hata = «colpito»): suono mistico prodotto senza col-pire; l'anahata chakra è la sede della coscienza, a livello del cuore nella sushumna nadi.

Antar Yoga: venerazione interiore in cui le formalità esteriori divengono ridondanti.

anugraha: grazia.

aparigraha: assenza di avidità.

apas: acqua.

Arjuna: uno dei cinque fratelli Pandava, che ha un ruolo fondamentale nel Mahabharata; il discepolo a cui Krishna trasmette l'insegnamento che è divenuto noto sotto il nome di Bhagavad Gita.

asteya: non rubare.

Atman: il Sé; l'eterna essenza di ogni cosa; il Supremo.

avadhuta: un purificato; un aspirante spirituale che merita la riverenza universale e che ha la conoscenza del Sé.

avairagya: assenza di equanimità.

avatara (ava-tri = «discendere»): la discesa diretta di Dio sulla terra; un'incarnazione di Dio.

Balarama: il fratello di Krishna.

Bhagavad Gita: il «Canto di Dio»; il poema facente parte del Mahabharata che contiene l'insegnamento di Krishna trasmesso ad Arjuna sul campo di battaglia.

Bhagavan: il divino; l'adorabile: generalmente, questo appellativo viene usato per Krishna o per Shiva in quanto possessori delle qualità che solo un dio può avere: potere assoluto, coraggio. fama, ricchezza, conoscenza e rinuncia.

Bhagavatham: il «Libro di Dio»; uno dei Purana della setta vaishnavita; noto anche come Bhagavatha Purana.

bhakta: un devoto che segue la via della bhakti.

bhakti: devozione; venerazione; amore; adorazione.

Bhakti Yoga: la via dello Yoga dedicata alla venerazione e all'adorazione.

Brahma: il primo membro della trinità induista. il dio responsabile della creazione.

brahmacharin: colui che pratica il brahmacharya.

brahmacharya (Brahman = «il Sé trascendente»; acharya = «discepolo» o «ricercatore»): colui che cerca di conoscere il Brahman; il primo stadio della vita nel sistema del varnashrama.

Brahman (<

brahmana: vedi brahmino.

brahmino: un membro della casta dei sacerdoti, l'ordine più elevato nel sistema del varnashrama.

buddhi (budh = <

chakra («ruota»): un centro nelle nadi dei corpo «sottile».

dharana: concentrazione; il secondo stadio della meditazione.

dharma (dhri = «sostenere»): ciò che è stabilito; la legge; il dovere; la giu&shy;stizia; la virtù; la natura o la qualità essenziale di qualunque cosa da una cellula a un essere umano.

dhyana: concentrazione ininterrotta, quando la mente è completamente sotto controllo e fissata sulla deità prescelta.

dvaita («duale»): scuola del Vedanta fondata da Madhva, che sottolinea la dualità fra il Brahman e l'individuo.

Dvaraka: famosa e antica città sulla costa nord-occidentale dell'India; la capitale di Krishna, che fu sommersa nell'oceano quando Krishna partì.

Gayatri: mantra vedico; nome di una dea.

ghee: burro chiarificato non salato, usato nei rituali vedici.

Govinda: uno dei nomi di Krishna.

grihastha: secondo stadio della vita nel sistema del varnashrama.

guna: le tre qualità della creazione: sattva, rajas e tamas.

guru: colui che è irremovibile o incrollabile; colui che è stabilito nella comprensione dei Sé; il precettore spirituale che ha un ruolo centrale nel cammino spirituale.

Hamsa («cigno»): un simbolo della Realtà suprema; un mantra simbolico sotto forma di inspirazione (ham) ed espirazione (sa); ham è il simbolo del Purusha e sa il simbolo della Prakriti; insieme essi sono Ishvara.

Hanuman: il supremo devoto di Rama, che fu la prima incarnazione umana di Vishnu, e di Sita, la moglie di Rama.

Hari (hri = «rubare»: «colui che ha rubato i nostri cuori»): uno dei nomi di Krishna.

Indi a: sovrano degli dei e del paradiso.

indriya: organo, arto; senso; azione; organo di azione (come una mano o un occhio).

Ishta-Devata: la deità prescelta; la deità usata per devozione personale o come centro della meditazione.

Ishvara. ciò che è; la divinità.

ishvara prahidhana: allinearsi con la deità.

jagat: universo descritto nei Purana; la terra è il luogo in cui si elabora il karma e si guadagna il samsara.

Jiva: io vivente; ogni cosa vivente; il Brahman come individuo.

jnana: conoscenza che rimuove la sofferenza risultante dall'avidya (igno&shy;ranza). Esistono due tipi di jnana: bauddha (intellettuale) e paurusa (intui&shy;tivo); è quest'ultimo che conduce alla liberazione.

Jnana Yoga: la via dello Yoga che conduce alla conoscenza dei tattva e all'espansione del paurusa (conoscenza interiore o intuitiva).

jnanendriya: i cinque organi di percezione: naso, lingua, occhio, pelle, orecchio.

kala: il tempo e la dottrina del tempo; una delle evoluzioni della Prakriti.


... 3 di 4 continua...
MAURO LORE
MAURO LORE
forista esperto
forista esperto

Maschio
Numero di messaggi : 940
Località : Roma
Data d'iscrizione : 30.12.07

Torna in alto Andare in basso

Uddhava Gita Empty ...4 di 4... Uddhava Gita - Dialogo 23 di 24

Messaggio Da MAURO LORE il Sab 6 Set 2008 - 14:19

...4 di 4 Uddhava Gita... (Dialogo 23 di 24)...

...Glossario Sanscrito - 2 di 2

Kali Yuga: la quarta e ultima epoca dell'attuale ciclo della creazione.

kalpa: età o epoca.

karma (kri = «fare») azione; azioni passate che conducono a un risultato.

Karma Yoga: lo Yoga dell'azione priva di egoismo.

karmendriya: i cinque organi di azione: riproduttiva, escretiva, piedi, mani, orecchie.

Keshava («colui dai lunghi capelli»): uno dei nomi di Krishna.

Krishna: " l'oscuro ", con riferimento a Krishna, o "colui che ci attira a sé", con riferimento a Vishnu; nato in risposta alla preghiera della madre terra di liberarsi dal peso dell'ingiustizia.

kriya: esecuzione di azioni.

Kriya Yoga: sistema Yoga che applica rituali e pratiche purificatrici.

kshatriya: casta dei guerrieri nel sistema del varnashrama.

Kurukshetra: il campo di battaglia della Bhagavad Gita.

kusha: erba sacra usata nei rituali.

Mahabharata: il più lungo poema della storia; uno dei poemi epici com&shy;posti in sanscrito oltre tremila anni fa.

Mahat Tattva: Intelligenza Cosmica.

manas: mente.

mandala: forma o schema geometrico che viene spesso «percepito» nella meditazione e che di solito rappresenta un aspetto dell'Infinito.

mantra: incanto mistico; potente formula di parole o suoni da recitare ad alta voce o interiormente; i testi vedici.

maya: illusione; falsa conoscenza; ciò che è limitato o misurato; ciò che cerca di limitare o di misurare.

Mimamsa: uno dei sei sistemi ortodossi dell'induismo; più precisamente chiamata Purva Mimamsa.

Moksha: salvezza, liberazione spirituale.

nada («suono»): l'Essere Supremo che si esprime come creazione attra&shy;verso la prima vibrazione sonora.

nadi: meridiani del corpo sottile attraverso i quali scorre il prana; si dice siano settantaduemila; sushumna, ida e pingala sono le nadi principali. Narayana: uno dei nomi di Krishna.

niyama: contratto con se stessi; coltivazione di specifiche virtù personali come la purezza, l'appagamento, l'autodisciplina fisica, lo studio delle scritture e la dedizione al dio.

Om: il pranava (monosillabo) mantra considerato il più potente e il più sacro di tutti i mantrapanchatattva: terra, acqua, fuoco, aria e spazio.

Pingala: nome della prostituta del dialogo 3; una delle tre nadi principali.

prahvi: umiltà.

Prakriti: il principio della creazione; la controparte del Purusha; l'origine dell'universo.

prana («colmare»): la vitalità che ricolma il creato.

pranayama: quelle pratiche (spesso, ma non sempre, pratiche di respira&shy;zione) con cui si tiene sotto controllo il prana, o la vitalità.

prithvi: terra.

puja: venerazione di una divinità o dell'Ishta-Devata eseguita con acqua, cibo, fiori e profumi.

Purana («antico»): un gruppo di testi sanscriti, composti in versi, che rac&shy;contano le storie e le genealogie di dei e saggi e che hanno una cosmolo&shy;gia personale; fra i Purana principali ricordiamo il Bhagavatha Purana (da cui è tratta la Uddhava Gita), il Vishnu Purana, lo Shiva Purana e il Devibaghavata Purana.

Purusha: la persona; la controparte della materia; il Sé trascendente; ciò che è ma non rientra nella creazione.

Purushottama: la persona suprema, un nome di Vishnu.

Purva Mimamsa: vedi Mimamsa.

rajas: secondo dei tre guna; la forza dell'espansione; creazione; passione; energia.

rishi («colui che vede»): uno di un gruppo di antichi saggi a cui vennero rivelati i Veda.

rudraksha mala: corona di perle per la preghiera composta di centootto bacche essiccate.

rupa: la forma vista; l'apparenza esteriore.

sadhana: pratiche che conducono alla comprensione del Sé.

samadhi (sam = «insieme», adhi = «superiore» , «sopra» e «l'Assoluto»): fusione individuale con l'Assoluto.

Samkhya: sistema filosofico proposto dal saggio Kapila; il precursore del buddhismo e dell'Ashtanga Yoga di Patanjali. samsara: il ciclo di nascita, morte e rinascita.

Sanatana Dharma («legge eterna»): il nome adottato dai riformatori induisti nel diciannovesimo secolo.

sannyasa: lo stadio finale della vita nel sistema del varnashrama; rinuncia. sannyasi: chi pratica il sannyasa.

santosha: appagamento.

satsanga: frequentazione di persone dalla purezza spirituale.

sattva: il primo dei tre guna; legge; purezza.

satya: sincerità.

saucha: purezza.

shakti: potere; nome di una dea.

Shiva («il benevolente»): il terzo membro della trinità induista; il dio della distruzione; colui che presiede sulla distruzione dell'ego (ahamkara).

shudra: la quarta casta del sistema del varnashrama.

Shuka: narratore dell' Uddhava Cita; figlio del saggio Veda Vyasa.

siddhi: perfezione; i poteri che derivano da certe sadhana.

sushumna («la rilucente»): la nadi principale che risale dal muladhara chakra fino alla corona del capo; il suo flusso corrisponde al midollo spi&shy;nale.

svadharma: il dharma individuale.

svadhyaya: lo studio della verità.

tamas: il terzo dei tre guna; la forza della contrazione; sonno; letargia: oscurità; ignoranza; inerzia.

tanmatras: i cinque elementi sottili della materia: suono, tatto, forma, gusto, odorato.

Tantra: antica religione precedente i Veda.

tapas ((

tarpana: lo spruzzare acqua in certi rituali.

tattva («codestitudine»): le parti della creazione.

turiya ((dl quarto»): il quarto stato della coscienza che sta al di là della veglia, del sogno e del sonno profondo; il campo ultimo della conoscenza.

tyaga: rinuncia; specialmente l'atto formale del sannyasa.

Uddhava: cugino, consigliere, amico e servo di Krishna.

Upanishad (upa = «vicino», ni = «sotto», shad = «sedere»): l'insegnamento che il discepolo riceve quando siede vicino al maestro; la parte finale dei Veda chiamati anche Vedanta («fine dei Veda»).

Uttara Mimamsa: vedi Vedanta.

vairagya: equanimità.

vaishya: terza casta nel sistema del varnashrama.

Vamana: la quinta incarnazione di Vishnu come nano.

varnaprashta: terzo stadio del sistema del varnashrama.

varnaprashtin: colui che pratica il varnaprashta.

varnashrama: la legge del Sanatana Dharma che usa sia il sistema di caste sia i quattro stadi della vita.

Vasudeva: membro del clan degli Yadu e padre di Krishna.

vayu: aria.

Veda ((&shy;ta della conoscenza agli antichi rishi; rimangono quattro Veda: il Rig Veda, il Santa Veda, lo Yajur Veda e I'Atharva Veda.

Veda Vyasa: famoso saggio; compilatore dei Veda.

Vedanta: le Upanishad; uno dei sei sistemi filosofici accettati nell'induismo ortodosso; fondato sugli insegnamenti delle Upanishad; chiamati anche Uttara Mirnamsa.

vidvat-sannyasi: sannyasi che possiede la conoscenza.

vijnana: conoscenza ultima.

vimal: purezza.

vishishtadvaita: filosofia del non-dualismo qualificato, sviluppata da Ramanuja: sostiene l'Unità delle cose ma anche la realtà di tutte le molteplicità.

Vishnu («Colui che tutto pervade»): secondo membro della trinità induista; dio della conservazione e quindi colui che si incarna sulla terra come avata&shy;ra; venerato principalmente nelle forme di Rama, Krishna e Venkateshavara.

Vrindavana: il villaggio in cui Krishna passò la sua infanzia.

yama: autocontrollo relativo ai contatti con gli altri; comprende la non violenza, il non rubare, la continenza, la sincerità, l'assenza di grettezza e la continenza sessuale.

Yama: il dio che presiede la morte.

Yoga (yuj = «unire»): unire; rendere completo; un sistema di liberazione codificato dal grande saggio Patanjaii.

yogi: colui che pratica lo Yoga.

yuga: vedi kalpa; età o epoca; esistono quattro yuga citati nel Bhagavatham: Krita, Treta, Dvarapa eKali. Il Kali Yuga ha avuto inizio con la partenza di Krishna.

---------

Wink
MAURO LORE
MAURO LORE
forista esperto
forista esperto

Maschio
Numero di messaggi : 940
Località : Roma
Data d'iscrizione : 30.12.07

Torna in alto Andare in basso

Uddhava Gita Empty Re: Uddhava Gita

Messaggio Da MAURO LORE il Sab 6 Set 2008 - 14:46

... parti incomplete del Glossario:


Brahman "espansione": la realtà suprema; il Sé.

brahmana: vedi brahmino.

brahmino: un membro della casta dei sacerdoti, l'ordine più elevato nel sistema del varnashrama.

buddhi (budh = risvegliare): consapevolezza; comprensione; un'evolu&shy;zione della Prakriti.
MAURO LORE
MAURO LORE
forista esperto
forista esperto

Maschio
Numero di messaggi : 940
Località : Roma
Data d'iscrizione : 30.12.07

Torna in alto Andare in basso

Uddhava Gita Empty Re: Uddhava Gita

Messaggio Da MAURO LORE il Sab 6 Set 2008 - 15:02

tapas “riscaldare»”: penitenze; autodisciplina.
MAURO LORE
MAURO LORE
forista esperto
forista esperto

Maschio
Numero di messaggi : 940
Località : Roma
Data d'iscrizione : 30.12.07

Torna in alto Andare in basso

Uddhava Gita Empty Re: Uddhava Gita

Messaggio Da Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Torna in alto Andare in basso

Torna in alto


 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum