Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

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Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da silver surfer il Mer 17 Set 2008 - 12:50

Ho letto tantissimo al riguardo e la sintesi più avanzata disponibile mi pare quella oggi proposta in Italia dal Progetto Amaltea: http://www.progettoamaltea.it/accessibile/ovaio/7.htm -. Non crediate che sia iter comunemente accettato.Vedasi, per esempio, quanto propone per lo stadio III, ovverossia il II look laparotomico e la possibile chemioterapia intraperitoneale.Chemioterapia intraperitoneale che è alla base del protocollo standard americano e che in Italia è sotto discussione per gli effetti collaterali (a fronte però di vantaggi indiscussi!!!!).I centri che in Italia praticano chemioterapia intraperitoneale sono pochissimi, in ipertermia ancora meno. http://www.sitilo.org/gruppi_lavoro_lineeguida.htm Raccomando quindi qui a tutti PUBBLICAMENTE uno di questi centri, il Centro di Chirurgia Oncologica di Empoli diretto dal Prof. De Simone: realmente all'avanguardia in tecnica e UMANITA'.Il razionale dell'intervento è riassunto qui: http ://www.sitilo.org/protocolli/ovaio.htm dove però sconsiglio, per esperienza personale, il redattore del lavoro, per quanto titolato.

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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da silver surfer il Mer 17 Set 2008 - 15:48

Il problema però di questa malattia è che ha prognosi piuttosto infausta e nessuna strategia di prevenzione delle recidive.
Si esegue il classico follow-up con CA125, ecografie, Ct-scan o PET, sperando che beccare la recidiva agli esordi permetta un maggior successo di una 2° linea di chemio o, se possibile, un intervento meno invasivo.
Si fanno sperimentazioni su una strada possibile di prevenzione, ma non ci sono ancora dati probanti.
Non siamo cioè ancora allo situazione del cancro alla mammella dove, con tamoxifene o derivati, si riesce a ridurre il numero delle ricadute.

Un tentativo attuato in Italia è quello con anticorpo monoclonale specifico al CA125:
http://www.mimosa-study.com/it/mimosa_studio_frame.htm

Il guaio di questi studi è che i candidati devono essere agnellini sacrificali da batteria, simili tra loro il + possibile.
Per fare un esempio, chi segue il protocollo del Progetto Amaltea e fa 2nd look laparotomico e chemio intraperitoneo non entra nel progetto Mimosa.... testa al muro
non ci pensare propr
Credo che si possa fare parecchio per migiorare i protocolli di ricerca con maggior vantaggio per i pazienti!
medico prescrive
Il prossimo capitolo lo dedicherò alle strategie alternative di prevenzione secondaria.
E qui potremo anche mettere i dati della ricerca e di nuove terapie all'orizzonte....

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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da silver surfer il Gio 18 Set 2008 - 14:54

silver surfer ha scritto:Chemioterapia intraperitoneale che è alla base del protocollo standard americano e che in Italia è sotto discussione per gli effetti collaterali (a fronte però di vantaggi indiscussi!!!!).

http://www.cancer.gov/newscenter/pressreleases/Ipchemotherapyrelease

http://translate.google.it/translate?u=http%3A%2F%2Fwww.cancer.gov%2Fnewscenter%2Fpressreleases%2FIpchemotherapyrelease&sl=en&tl=it&hl=it&ie=UTF-8

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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da silver surfer il Mar 23 Set 2008 - 10:30


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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da silver surfer il Mar 23 Set 2008 - 10:33


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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da silver surfer il Mar 23 Set 2008 - 10:49

....ma l'interferon gamma ha più specifica attività antiproliferativa:
http://en.wikipedia.org/wiki/Interferon-gamma

http://translate.google.it/translate?u=http%3A%2F%2Fen.wikipedia.org%2Fwiki%2FInterferon-gamma&hl=it&ie=UTF-8&sl=en&tl=it

Da notare in particolar modo che:

Gli scienziati presso l'Università di California a Berkeley hanno
recentemente scoperto che Diindolylmethane (DIM), un composto naturale
trovato in CAVOLI, e di assunzione per via orale, è un diretto e potente attivatore di produzione e di sensibilità di interferone-gamma all'interno del corpo e traccia la via per lo studio di questo composto come un terapeutico anti-virus, anti-batterico e anti-cancro. Dato che questi composti della dieta sono trovati in ortaggi, legumi commestibili, questo ha causato un sacco di eccitazione nel campo della immunologia. Questo composto è stato inoltre dimostrato che è synergico con interferone-gamma nella espressione e il potenziamento dei complessi MHC-I , e ciò conduce ad un suo studio come un possibile adiuvante a modelli terapeutici di uso di Interferone-gamma .

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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da silver surfer il Mar 23 Set 2008 - 12:34


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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da silver surfer il Mar 23 Set 2008 - 15:38

silver surfer ha scritto:
silver surfer ha scritto:Chemioterapia intraperitoneale che è alla base del protocollo standard americano e che in Italia è sotto discussione per gli effetti collaterali (a fronte però di vantaggi indiscussi!!!!).

http://www.cancer.gov/newscenter/pressreleases/Ipchemotherapyrelease

http://translate.google.it/translate?u=http%3A%2F%2Fwww.cancer.gov%2Fnewscenter%2Fpressreleases%2FIpchemotherapyrelease&sl=en&tl=it&hl=it&ie=UTF-8

http://www.cancer.gov/clinicaltrials/developments/IPchemo-digest

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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da silver surfer il Mar 23 Set 2008 - 15:57

L'interferone gamma è così efficace da solo che hanno provato ad aggiungerlo a potenziare la chemio standard (platino + taxolo).
Il guaio è che gamma interferon non è acqua fresca e va a potenziare anche gli effetti collaterali di quel tipo di chemio.
Risultato: quella che era una promettente combinazione terapeutica s'è rivelata un pericoloso cocktail:
http://www.pslgroup.com/dg/2576D6.htm
e la sperimentazione è stata chiusa.

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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da silver surfer il Mar 23 Set 2008 - 16:58

Un ulteriore contributo alla comprensione della tecnica e dei risultati possibili con la chemioipetermia intraperitoneale ipertermica lo trovate dalla metà di questa pagina in giù:
http://progettooncologia.cnr.it/strategici/locoregionali/02-tl.html
E' citato proprio il De Simone .........

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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da silver surfer il Mar 23 Set 2008 - 17:05

Una pagina da tener d'occhio per fare un controllo ogni tanto sullo stato dell'arte:
http://www.ovariancancerresearch.thegcf.org/research_tool.html

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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da silver surfer il Mer 24 Set 2008 - 17:44

Altrettanto importante tenere sotto controllo il sito che registra le sperimentazioni di farmaco in Italia.
Per quanto riguarda il carcinoma dell'ovaio la pagina è questa:
http://oss-sper-clin.agenziafarmaco.it/cgi-bin/ricerca_sperim_keyword_pp?VISIONE=PUB&SPERIM_REP.AREA_TERAP=12&SPERIM_REP.ID_PAT=12_17&TIPOLOGIA=PATOLOGIA&AREA_TERAP=12&&PAG_CUR=1&DEFAULT=20
Direi evidente che il centro di riferimento nazionale è il Policlinico Gemelli.
Notate diverse sperimentazioni nazionali della chemioipertermia intraperitoneale.

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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da silver surfer il Mer 24 Set 2008 - 17:51

silver surfer ha scritto:Un ulteriore contributo alla comprensione della tecnica e dei risultati possibili con la chemioipetermia intraperitoneale ipertermica lo trovate dalla metà di questa pagina in giù:
http://progettooncologia.cnr.it/strategici/locoregionali/02-tl.html
E' citato proprio il De Simone .........

Modalità di esecuzione: le tecniche ad addome aperto e semi-chiuso e chiuso (Stephens et al., 1999; De Simone et al., 2003; Glehen et al., 2003a; Kusamura et al., 2003)

Nella tecnica ad addome chiuso, la pelle della parete addominale è temporaneamente chiusa con sutura continua e le cannule vengono connesse al circuito ai fini di iniziare la CIIP. Nella modalità aperta, l'addome è coperto con uno strato di materiale plastico ed il vapore dei farmaci sono aspirate per proteggere l'equipe della sala operatoria

Il perfusato riscaldato contenente i farmaci viene somministrato nella cavità peritoneale attraverso la macchina con un flusso medio di 600‑1000 ml/min per 60/90 minuti. Al fine di ottenere una temperatura intra-addominale di 42,5 ° C, è necessario mantenere la temperatura di infusione a 44 ° C circa. Durante la perfusione, se la tecnica in utilizzo è ad addome aperto, l'operatore deve continuamente manipolare l'intestino al fine di garantire un'omogenea distribuzione di calore e chemioterapici. Dopo la perfusione, il perfusato viene rapidamente drenato e si procede alla chiusura della parete addominale dopo un'ispezione accurata della cavità.

Precauzioni e sorveglianza dei parametri cardiovascolari ematochimici e della temperatura
La maggiore complicanza intra-operatoria è rappresentata da un'ipertermia generalizzata, per cui preventivamente un'ipotermia del paziente viene eseguita mediante applicazione di sacche ghiacciate a livello delle pieghe di flessione ed eventualmente di gambali ghiacciati; inoltre un casco ghiacciato serve a refrigerare il cranio. Anche nella vescica si infonde soluzione fisiologica raffreddata ai fini di evitare danneggiamenti della mucosa. La temperatura ottimale da raggiungere prima dell'inizio della CIIP è di 32-33 ° C; a ciò concorre il solo fatto di mantenere l'addome aperto per un lungo periodo di tempo senza essere riscaldato (fase di citoriduzione). La temperatura centrale deve essere accuratamente monitorata durante il trattamento, come pure la pressione arteriosa e venosa centrale; la temperatura della vescica urinaria verrà rilevata mediante un particolare catetere dotato di trasduttore di temperatura; la temperatura del cranio verrà rilevata a livello di una narice; altri siti dove è opportuno rilevare le temperature sono il retto e gli arti. Durante l'intervento, ogni 30 minuti viene valutato il flusso cardiaco, effettuato un prelievo ematico per monitorare i parametri ematochimici ed eseguita una emogasanalisi.

Periodo post-operatorio immediato
Nel periodo post-operatorio i pazienti sottoposti a CCR + CIIP vengono assistiti presso l'unità di terapia intensiva per un periodo di circa 72 ore. I pazienti ricevono un trattamento con plasma fresco congelato in quantità tale da mantenere adeguato il livello serico di albumina. Al fine di prevenire un'eventuale insufficienza renale, i pazienti vengono adeguatamente idratati. Inoltre, sono attentamente valutati i parametri emodinamici, di funzionalità renale ed epatica.

Patologie bersaglio
* CP resecabile da carcinoma dell'ovaio (Rossi et al., 1999; Deraco et al., 2001)
* Mesotelioma peritoneale (Deraco et al., 2003b,c)
* CP resecabile da carcinoma colorettale (Elias et al., 2001; Glehen et al., 2003b; 2004b; Verwaal et al., 2003; Cavaliere et al., 2004)
* Tumori mucinosi dell'appendice condizionanti un Pseudomixoma peritonei (Deraco et al., 2002; 2003d)
* Carcinomi dell'appendice con CP resecabile (Mohamed et al., 2004)
* Carcinoma dello stomaco con CP resecabile (Akiyama et al., 1998; Bozzetti et al., 1998; Yu et al., 2001; Sugarbaker et al., 2003)

Eleggibilità

Criteri di inclusione
* età inferiore ai 75 anni;
* adeguata funzionalità renale, epatica e midollare;
* performance status (ECOG) 0, 1 o 2;
* consenso informato firmato dal paziente.

Criteri di esclusione
* impossibilità di un adeguato follow-up ;
* presenza di altre malattie neoplastiche maligne;
* infezione attiva o altre condizione cliniche contemporanee che possano interferire nella capacità del paziente di ricevere il trattamento proposto secondo il protocollo;
* metastasi extradistrettuali;
* occlusione intestinale completa;
* inadeguata funzionalità renale, epatica o midollare.

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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da silver surfer il Mer 24 Set 2008 - 18:01

Novità è novità proprio di oggi:
http://www.agi.it/milano/notizie/200809241352-cro-rmi1026-art.html

SALUTE: IEO, A MILANO PRIMO CENTRO IN ITALIA SU TUMORE OVAIE
(AGI) - Milano, 24 set - All'Istituto Europeo di Oncologia di Milano nasce il primo centro di alta specializzazione per il tumore dell'ovaio in Italia. L'obiettivo del centro, diretto dalla professoressa Nicoletta Colombo, e' offrire al paziente "un servizio medico-chirurgico in linea con i migliori standard internazionali". "Il tumore dell'ovaio - spiega la Colombo - e' la prima causa di morte fra quelli ginecologici in tutti i Paesi sviluppati. In Italia abbiamo 4.800 nuovi casi ogni anno e 3 mila decessi". Negli Usa, ha invece dichiarato Robert Bristow della Johns Hopkins di Baltimora, "su 43 mila casi ci sono 30 mila decessi". Secondo la Colombo e' importante "mettere a disposizione delle malate la nostra esperienza di multidisciplinarieta', di scambio fra ricerca molecolare e clinica, di collaborazione fra discipline chirurgiche e non chirurgiche". Questo perche' e' possibile garantire una continuita' di cura solo con la collaborazione di numerosi esperti come: chirurgo ginecologo oncologo, chirurgo generale, chirurgo toracico, l'anatomopatologo, il radiologo, il genetista e lo psico-oncologo. "Per ora - dice Angelo Maggioni, direttore della divisione di Ginecologia dello IEO - possiamo operare 80 pazienti l'anno per tumore alle ovaie. L'attesa e' in media di tre settimane, col nuovo centro puntiamo ad abbreviarla e a raddoppiare le operazioni annue". La sopravvivenza dei pazienti e' legata soprattutto "al residuo tumorale al termine della citoriduzione primaria. Cioe' alla massa tumorale che rimane dopo il primo intervento. Piu' e' piccola piu' ci sono speranze di sopravvivere. In Europa la percentuale di pulizia 'totale' e' del 40%, allo IEO riusciamo ad arrivare al 70%". L'obiettivo - conclude Maggioni - e' che lo IEO sia il primo di tanti Ovarian Cancer Centres of Excellence in Italia, luoghi in cui le pazienti potranno contare su standard di cura eccellenti". (AGI)

Non ho una grande stima dello IEO.
Tre settimane di attesa per essere operati è un enormità, per una paziente.
Specie quando, pagando invece decine di migliaia di euro, le file si annullano.
A me sa di sparata pubblicitaria per incrementare il fatturato, ma era notizia da dare.
Sarebbe interesante sapere che offrono...
Di certo fino all'anno scorso a parlargli di CIIP vi ridevano dietro. piange con fazzolett

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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da XENA il Mer 24 Set 2008 - 18:08

La sopravvivenza dei pazienti e' legata soprattutto "al residuo tumorale al termine della citoriduzione primaria. Cioe' alla massa tumorale che rimane dopo il primo intervento. Piu' e' piccola piu' ci sono speranze di sopravvivere. In Europa la percentuale di pulizia 'totale' e' del 40%, allo IEO riusciamo ad arrivare al 70%".

con me all'Istituto dei tumori di Milano sono riusciti nonostante la gravidanza in atto a eliminare la massa al 100% a distanza di 17 anni chirurgicamente siamo in balia della professionalità del chirurgo.

Stai facendo un'ottimo lavoro silver surf.

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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da silver surfer il Mer 24 Set 2008 - 18:35

XENA ha scritto:
con me all'Istituto dei tumori di Milano sono riusciti nonostante la gravidanza in atto a eliminare la massa al 100%

....bene così!
Ma tutto dipende dalla stadiazione che avevi.
Se era I o II (veri) non era difficile quel risultato; considerati i 17 anni di sopravvivenza mi viene da pensare che fosse proprio così.
Il guaio è che talvolta ti dicono I o II perchè non vedono il resto.
Quando poi è III bisogna proprio essere fortunati per avere una pulizia completa.
Di certo un centro di chirurgia oncologica è sempre preferibile.

Ne approfitto per una domanda: avevo visto una trasmissione in cui operavano patologie oncologiche usando un tracciante delle cellule tumorali che ne permetteva in fase operatoria una miglire individuazione tramite occhiali speciali.
Nessuno che abbia qualche riferiemnto al riguardo?
Un Centro del genere sarebbe una bella garanzia, a prescindere.....

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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da silver surfer il Mer 24 Set 2008 - 19:04

XENA ha scritto:
Stai facendo un'ottimo lavoro silver surf.

Se il lavoro è buono lo vedremo sulla nostra pelle. prega
Qui io sto solo riassumendo il frutto di questo mio ultimo anno e mezzo di studio.
Per dirti dello IEO:

http://forum.corriere.it/sportello_cancro_ginecologia/06-07-2007/nuove_speranze_per_il_carcinoma_alle_ovaie-870690.html

http://forum.corriere.it/sportello_cancro_ginecologia/23-12-2007/mantenimento-974429.html

Indovina chi è Titti? Rolling Eyes


Ultima modifica di silver surfer il Mer 24 Set 2008 - 19:10, modificato 1 volta

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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da XENA il Mer 24 Set 2008 - 19:09

ho capito Titti è tua moglie vero?

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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da silver surfer il Mer 24 Set 2008 - 19:13

XENA ha scritto:ho capito Titti è tua moglie vero?

Si, ma non era lei che scriveva.... Wink
Nota che a Luglio non mi ha detto niente del MIMOSA.
A Gennaio anche i sassi (io tra quelli) sapevano del Mimosa e lei s'è decisa a parlarne.
Loro non avevano il Mimosa, ce l'aveva il Gemelli.
Allo IEO fanno prevalentemente ..... marketing


Ultima modifica di silver surfer il Mer 24 Set 2008 - 19:17, modificato 1 volta

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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da XENA il Mer 24 Set 2008 - 19:14

Insomma di ciò che fanno in America -chemio in infusione peritoneale -qui in Italia non ne vogliono sapere nulla .

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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da silver surfer il Mer 24 Set 2008 - 19:26

XENA ha scritto:Insomma di ciò che fanno in America -chemio in infusione peritoneale -qui in Italia non ne vogliono sapere nulla .

I centri che in Italia ce l'hanno (es: Gemelli) la stanno sperimentando per avere una propria casistica.
Oppure la usano in maniera discrezionale (immagina tu quale è il "criterio" Rolling Eyes )
Quelli che non ce l'hanno (IEO, S Gerardo) la "disprezzano", salvo poi mandare ad Empoli i loro pazienti problematici.
Scommetti che al Centro Tumore Ovaio dello IEO tra un po' avranno la CIIP? Wink
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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da XENA il Mer 24 Set 2008 - 19:39

silver surfer ha scritto:

I centri che in Italia ce l'hanno (es: Gemelli) la stanno sperimentando per avere una propria casistica.
Oppure la usano in maniera discrezionale (immagina tu quale è il "criterio" Rolling Eyes )
Quelli che non ce l'hanno (IEO, S Gerardo) la "disprezzano", salvo poi mandare ad Empoli i loro pazienti problematici.
Scommetti che al Centro Tumore Ovaio dello IEO tra un po' avranno la CIIP? Wink
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La risposta della dottoressa Colombo è categorica almeno a me è sembrata tale ,ha escluso questa tecnica per tossicità;tu hai i numeri casistici americani che avvalorano la tesi della dottoressa?

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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da XENA il Mer 24 Set 2008 - 19:50

Tutto ciò che stai scrivendo è molto illuminante per tante persone che sono all'oscuro dei tanti approcci terapeutici possibili.
grazie

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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da silver surfer il Mer 24 Set 2008 - 19:50

I numeri ce li hai nei links ...che non hai aperto.
Il NCI non fa announcement a pera e precisa bene che ci sono maggiori rischi.
Da correre, visti i vantaggi!
La realtà è che qui nella maggior parte dei centri non sanno fare CIIP: rischio ....TOTALE, quindi risatona
Preparare i chirurghi ci vuole tempo e viaggi all'estero: nel frattempo, chi la sa già fare si costruisce i propri numeri, chi non la sa/può fare ... disprezza.
Chi ha viaggiato negli USA sa bene che in Italia siamo in ritardo, in TUTTI i campi, ALMENO di un paio d'anni.
La medicina non fa differenza.

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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da XENA il Mer 24 Set 2008 - 21:18

hai ragione non li ho aperti manca la visibiltà all'argomento nello specifico con il link e il tempo vola...
infatti io sono dell'idea che si debba postare l'articolo per intero ,quindi non farti problemi ; è una discussione seria e lo spazio per questo c'è.
posta pure l'articolo integralmente se puoi per il futuro

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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da silver surfer il Mer 24 Set 2008 - 22:24

XENA ha scritto: con me all'Istituto dei tumori di Milano sono riusciti nonostante la gravidanza in atto a eliminare la massa al 100% a distanza di 17 anni chirurgicamente siamo in balia della professionalità del chirurgo.

Dimenticavo....
Anche all'Istituto Tumori fanno la CIIP:
http://www.marcelloderaco.com/ita/chemioipertermia_intraperitoneale.htm
Peccato che abbiano criteri "discrezionali" piuttosto limitativi:
La seconda parte dell'operazione prevede la chemio-ipertermia intraperitoneale: l'ipertermia ha un effetto diretto contro il tumore, mentre i chemioterapici oltre ad agire sul tumore, esercitano un'azione maggiore grazie all'ipertermia che facilita l'accesso del farmaco all'interno delle cellule". L'intervento (costa intorno ai 30 mila euro) dura in media (400 casi trattati all'Irccs di Milano) 10 ore, mentre il più lungo si è protratto per 23 ore.
A me ha chiesto 50.000!

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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da silver surfer il Mer 24 Set 2008 - 22:40

silver surfer ha scritto:I numeri ce li hai nei links ...che non hai aperto.

On January 5, 2006, the National Cancer Institute (NCI) released a clinical announcement concerning recommended treatment for advanced ovarian cancer.

Based on the results of eight phase III clinical trials, the NCI is encouraging doctors to follow surgery with a combination of two drug-delivery methods: intravenous (by vein) and intraperitoneal (directly into the abdomen). The combined approach, though more toxic, extends overall survival for women with advanced ovarian cancer by about a year compared to intravenous delivery alone.

Epithelial ovarian carcinoma is the leading cause of death from gynecologic malignancies in the developed world. To date, no effective screening regimen for ovarian cancer has been identified. More than half of women with ovarian cancer present with advanced-stage disease (stage III or IV) at the time of diagnosis.

For more information, please see the links in this and the following sections.....

silver surfer ha scritto:
Il NCI non fa announcement a pera e precisa bene che ci sono maggiori rischi.
Da correre, visti i vantaggi!

Rischi pesanti: non so se hai letto la descrizione dell'intervento...
3 giorni in camera di rianimazione.
4 giorni interapia intensiva.
20 giorni in ospedale.
Normalmente lo riservano a pazienti con malattia ben più avanzata, anche se a quel punto (credo) perde molto di significato.
Non capisco molto bene i princìpi ispiratori della medicina... scratch
C'è da precisare che senza l'ipertermia sarebbe stato certo più leggero e che la chemio intraperitoneo si può fare anche ad addome chiuso: meglio non fare confusione tra le cose, come ho fatto io finora.
Spero si sia comunque capito il concetto di fondo, che non è molto diverso da quello che ho scritto.
Attaccare una flebo sono buoni tutti, mettere cateteri in addome viene un po' in salita ed è complicarsi la vita...

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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da silver surfer il Gio 25 Set 2008 - 13:10


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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

Messaggio Da XENA il Mer 15 Ott 2008 - 15:02

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Re: Carcinoma ovarico: quale strada terapeutica?

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