I rischi del sale.

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I rischi del sale.

Messaggio Da silver surfer il Dom 28 Set 2008 - 21:15

http://www.sin-italy.org/paziente/divulgazione/sale_salute.asp
Quali sono le conseguenze di un eccessivo consumo di sale?


1. Sale e pressione arteriosa


Gli studi effettuati su diverse popolazioni di tutto il mondo hanno dimostrato che nei popoli in cui l'apporto di sale è tradizionalmente molto ridotto la pressione arteriosa è bassa e l'ipertensione assente; soprattutto, non si assiste all'aumento dei valori pressori con l'età, che è invece tipico dei popoli che consumano molto sale.
Numerose ricerche hanno dimostrato che la riduzione dell'apporto di sale può abbassare significativamente la pressione arteriosa sia nei soggetti normotesi, contribuendo quindi a prevenire il futuro sviluppo
dell'ipertensione, sia negli ipertesi, migliorando l'effetto dei farmaci antiipertensivi o addirittura limitandone l'impiego. In particolare, lo studio americano DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension) ha evidenziato che una dieta ricca di verdura e frutta, povera di grassi e contenente 3 g di sale, ha ridotto di oltre 11 mmHg
la pressione sistolica rispetto a una dieta tradizionale americana contenente 9 g di sale.

2. Sale e patologie cardiovascolari


L'ipertensione arteriosa è uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare, ed è quindi logico che la riduzione dei valori pressori conseguente a una dieta a basso contenuto di sodio si accompagni a una diminuzione del
rischio di infarto e di ictus. Tuttavia, i benefici della riduzione del consumo di sale possono anche essere indipendenti dalle modificazioni della pressione arteriosa. Infatti, alcuni studi hanno dimostrato che c'è un rapporto tra sale e sviluppo dell'ipertrofia cardiaca, cioè un ingrossamento del cuore che può precedere l'infarto o lo scompenso cardiaco. Una ricerca pubblicata di recente ha evidenziato che all'aumento di 6 g al giorno del consumo di sale si accompagna un incremento di circa il 50% del rischio di mortalità per infarto del
miocardio. Riferito all'Italia, questo dato si traduce in oltre 16.000 decessi. Anche l'incidenza di ictus cerebrale risente dell'eccessivo apporto di sale, in maniera indipendente dalla pressione arteriosa.
Soprattutto le persone in sovrappeso sembrano subire gli effetti negativi dell'eccessivo consumo di sale sull'apparato cardiovascolare.
Un apporto elevato di sale, quindi, deve essere considerato come un fattore di rischio cardiovascolare, alla stregua di colesterolo o fumo.

3. Sale e malattie renali


Anche il rene subisce gli effetti negativi di un eccessivo apporto di sale.
Infatti, il rene è l'organo deputato a controllare l'equilibrio di questo elemento nell'organismo. Il superlavoro al quale è sottoposto in caso di un'alimentazione troppo ricca di sale potrebbe, soprattutto nei pazienti con ipertensione arteriosa o diabete, favorire la comparsa di una nefropatia. I pazienti che sono già affetti da malattie renali sono particolarmente sensibili agli effetti del sale sulla pressione arteriosa; inoltre, un eccessivo consumo di sale può diminuire l'efficacia di farmaci come gli ACE-inibitori, che sono in grado di rallentare l'evoluzione di molte malattie renali e di ridurre il rischio di insufficienza renale.

4. Sale e calcoli renali


L'apporto di sale aumenta la perdita di calcio nelle urine, favorendo la formazione dei calcoli renali. Per questo motivo si raccomanda ai pazienti affetti da calcolosi dell'apparato urinario di limitare il consumo di sale, soprattutto quando i calcoli sono costituiti da calcio o acido urico.

5. Sale e osteoporosi

L'osteroporosi, caratterizzata da una riduzione del contenuto di calcio delle ossa, che diventano fragili con rischio di fratture, è una patologia che ha un elevato costo sociale e può risentire di un elevato apporto alimentare di sale. Infatti, il sale può aumentare la perdita di calcio dalle ossa, e questo effetto è articolarmente evidente in alcuni gruppi di soggetti a rischio, come gli anziani e le donne dopo la menopausa. Una corretta alimentazione, in questi soggetti, deve prevedere anche l'attenzione al consumo di sale.

6. Sale e tumori


Il sale svolge un ruolo nella genesi di alcuni tumori, in particolare quelli dello stomaco e del nasofaringe. Vi sono prove convincenti che il consumo di pesce salato aumenti il rischio di tumori del nasofaringe, che peraltro sono molto rari nei paesi occidentali. I rapporti tra consumo di sale e cancro dello stomaco sono meno definiti,
ma si suppone che il sodio possa agire come un fattore predisponente, provocando un assottigliamento della parete gastrica e facilitando l'attecchimento di un agente infettivo correlato con lo sviluppo del tumore. Tra le raccomandazioni dietetiche dell'Istituto Americano per la Ricerca sul Cancro vi è anche la riduzione dell'apporto alimentare di sodio.

7. Sale, sete e consumo di bevande


La conseguenza diretta di una dieta ricca di sale è rappresentata dall'aumento della sete e del consumo di bevande; se queste sono ricche di calorie, come la birra o le bevande gassate, le ricadute nutrizionali non sono trascurabili. L'eccesso di calorie introdotte concorre a causare il sovrappeso e la tendenza all'obesità, sempre più frequenti nella nostra popolazione. Se si tiene presente che proprio le persone con eccesso ponderale sono più sensibili agli effetti cardiovascolari negativi del sale, si comprende come si possa instaurare un vero e proprio circolo vizioso dalle conseguenze nefaste.

Suggerimenti per ridurre l'apporto sodico.........

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