Il grande inganno

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negativo Il grande inganno

Messaggio Da viernes il Mar 24 Mar 2009 - 15:21

Vediamo di capire come funziona il meccanismo diabolico alla base del Piano sulle Banche di Geithner & co...tanto apprezzato dalle borse...

Benedetta sia la leva: il Tesoro USA mette sul piatto 75-100 miliardi di dollari per creare fondi insieme ai privati allo scopo di acquistare gli assets tossici ed illiquidi che teoricamente valgono zero e che nessuno vuole. Poi il tocco diabolico: attraverso la garanzia della FDIC (il fondo che garantisce i soldi sui conti correnti degli americani...) questi 100 miliardi possono trasformarsi fino a 1000 grazie ad una leva di indebitamento 1:10.
Alla faccia che si cercava il deleverage del sistema e si etichettava la leva come l'origine del collasso delle banche...Ma se la leva è avallata dalla FDIC, l'organo di garanzia dei correntisti delle banche in caso di fallimento...allora tutto OK!

Come ti gonfio il nulla: Rischia lo Stato, guadagnano gli Hedge & affini
I questi fondi a maggioranza statale, i privati ci mettono 15 e lo stato 85...soldi dei contribuenti naturalmente che vengono usati per alleggerire le banche di assets tossici che nessuno vuole e che teoricamente valgono zero.
Se uno speculatore privato dovesse aggiudicarsi quegli assets tossici senza prendere a prestito soldi, farebbe di tutto per pagarli il meno possibile, supponiamo 50. Se poi dovessero salire a 100, avrebbe fatto un bel guadagno. Se le cose dovessero andare male i titoli potrebbero andare a 25 e la perdita massima sarebbe di 25.
Supponiamo ora che il governo presti allo speculatore l'85% del valore: ecco che il valore dell'assets tossico si può gonfiare notevolmente perchè lo speculatore può permettersi di pagarlo anche 100 sborsando solo 15 mentre il "resto è regalo di stato"...
Se i titoli dovessero salire a 150, lo speculatore privato guadagnerebbe molto di più mentre se dovessero scendere rischierebbe di perdere solo 15, mentre 85 lo perderebbe lo stato...ovvero i contribuenti.
il tutto per ripulire le banche dagli assets tossici a valore zero che loro stesse hanno creato. Comodo farsi togliere le castagne dal fuoco in questo modo...
(questa artimetica dell'inganno è stata svelata nientepopodimeno che dal premio nobel per l'economia Paul Krugman sul suo Blog, ne parlerò tra poco)

Insomma viene creato un super-derivato di stato proprio per combattere la peste dei derivati...Un mega asset-tossico statale per ripulire gli asset-tossici privati...
Geniale vero? Un'ottima ragione perchè le borse salgano...

Lo stesso Larry Summers, l'eminenza grigia dell'amministrazione Obama, il segretario-ombra del tesoro, ha dichiarato ieri senza pudore
the administration is “gratified” that stocks are rallying today...
Siamo molto soddisfatti che le borse oggi stiano correndo...
Come a dire che il piano Geithner per le banche era espressamente disegnato per far correre le borse. Detto poi da Summers fa un certo effetto dal momento che è stato segretario del Tesoro nel 1999 ed è stato il precursore dell'uso speculativo della finanza e dei mercati finanziari per sostenere sia l'economia che l'amministrazione Clinton.
La sua strategia è sempre stata quella di pompare i mercati finanziari creando bolle su bolle come quella della New Economy insieme al suo compagno di merende Bob Rubin (ex-capo di Golman Sachs, poi segretario del Tesoro con Clinton e poi presidente-affondatore di Citigroup).

Per fortuna che qualche persona onesta ancora s'indigna e si alza l'autorevole voce dell'economista Paul Krugman, fresco fresco di Nobel.
Pare che il coro delle voci critiche si stia allargando e che la firma del piano Geithner non sarebbe scontata...(sai come si sgonfierebbero le borse...)
Krugman: Sarà un fiasco il piano di rilancio dell'economia americana messo a punto dal presidente Obama e dal segretario al Tesoro Geithner, perché non prevede il controllo pubblico delle banche più esposte. Ne è convinto il premio Nobel dell'economia Paul Krugman, che giorno dopo giorno assume toni sempre più duri contro l'Amministrazione Usa. «Obama si sta giocando la propria credibilità e se questa piano fallirà - come senza dubbi succederà - (il presidente) non sarà verosimilmente in grado di convincere il Congresso a finanziare le azioni che avremmo dovuto decidere all'inizio», scrive Krugman nel suo editoriale sul New York Times, insistendo che occorre fare molto in fretta, perché ogni mese che passa sono 600mila disoccupati in più. La soluzione proposta dal Nobel dell'economia è la seguente: salvare le banche con una soluzione alla svedese degli anni Novanta: «Il governo ristabilisce la fiducia nel sistema garantendo numerosi (ma non necessariamente tutti) debiti delle banche. Nel contempo acquisisce il controllo delle banche realmente insolventi, per ripulirne i conti». Krugman non esclude che gli asset tossici valgano più di quanto si pensi adesso, ma giudica il piano Geithner confuso, macchinoso, probabilmente inutile e non legato al mercato. «Se il valore degli asset sale - scrive l'economista - gli investitori ne approfittano; ma se cala possono lasciar perdere. Ciò non significa far lavorare i mercati, ma è soltanto un modo indiretto e mascherato di sovvenzionare l'acquisto di asset tossici».
Il problema, secondo Krugman, è che il presupposto implicito del "piano Geithner" è che in realtà il sistema finanziario è solido, non ci sono asset "tossici", ma asset "incompresi" (cioè che il mercato sottostima). Un presupposto che contrasta con la realtà dei fatti: gli assets tossici si sono basati sulla scommessa della crescita infinita della bolla immobiliare e della bolla del debito di privati ed imprese, ma le bolle sono scoppiate e la scommessa è stata persa sgonfiando di fatto il valore di tali assets.
Secondo Krugman non sarebbe vero che gli investitori privati condividerebbero il rischio del salvataggio: aumenterebbero invece le probabilità di perdite in quanto la garanzia data dal governo porterebbe ad una situazione di moral hazard che farebbe gonfiare e sopravvalutare gli "asset tossici" rispetto al loro valore reale (come spiegavo prima nell'artimetica dell'inganno introdotta dallo stesso Krugman).

Aggiungo un'ultima notazione: ma che fine ha fatto il famoso stress test delle banche USA da parte del Tesoro USA?
Le banche dovevano essere messe sotto esame usando come parametro principale il TCE (Tangible Common Equity), ossia un parametro che tiene in considerazione le sole attività materiali e include nel computo del patrimonio le sole azioni ordinarie. In soldoni il Tce indica quanto gli azionisti ordinari otterrebbero in ipotesi di scioglimento della società, ed esclude dal calcolo titoli ibridi e soprattutto e i beni intangibili.
Il TCE è quindi sostanzialmente collegato al valore delle azioni delle banche...
Da indiscrezioni pare che quasi nessuna banca americana avrebbe passato lo stress test che valutava la capacità di camminare con le proprie gambe.
Grazie al piano Geithner le quotazioni azionarie delle banche USA sono anche triplicate...prima che lo stress test faccia il suo corso. Sarà un caso? Rolling Eyes
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