Dott. Hoffer: Il sistema adrenalina-adrenocromo e il cancro

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Messaggio Da klodia il Ven 17 Apr 2009 - 19:13

Quanto segue é tratto dal libro:

"Guarire il cancro"
Aut: Abram Hoffer con Linus Pauling
Edito da Macroedizioni

Il sistema adrenalina-adrenocromo e il cancro
Il sistema nervoso autonomo controlla le risposte fisiologiche allo stress. 1 mediatori chimici del sistema simpatico sono le catecolamine, la dopamina, la noradrenalina e l'adrenalina, in particolare queste ultime due. Per quanto riguarda noradrenalina e adrenalina, la definizione originaria del dott. Cannon del meccanismo latta a fuga è sempre valida. Un'emergenza, vera 0 presunta tale, è 10 stimolo principale che porta il sistema nervoso autonomo a rilasciare grandi quantità di adrenalina 0 noradrenalina. Questo fa SI che il corpo sia preparato a rispondere al meglio alle emergenze. Negli animali, una secrezione insufficiente di queste sostanze porterà alla morte (nel caso della preda) 0 all'incapacità di procurarsi cibo (nel predatore). Un coniglio che risponde adeguatamente riuscirà a scappare, cosi’ come un coyote riuscirà a catturare la preda e sfamarsi. l'.adrenalina accresce il livello di attenzione dell'organismo, aumenta la pressione del sangue e i battiti cardiaci, rende il respiro più frequente e provo ca l'afflusso di sangue dai visceri ai muscoli, laddove è più richiesto. Aumenta la sudorazione per raffreddare la temperatura corporea e diminuisce la sensazione di dolore. Questa risposta fisiologica si è sviluppata in milioni di anni di evoluzione ed è ancora presente e pienamente funzionante, nonostante l'umanità civilizzata molto raramente abbia bisogno di far frônte alle emergenze allo stesso modo degli animali selvaggi.
Adrenocromo e cancro
Tuttavia, l'adrenalina è molto tossica, pèrché aumenta la pressione deI sangue; quindi, l'organismo deve sbarazzarsene al più presto. Per far cio’, sono stati messi a punto due meccanismi principal iper convertirla in altre sostanze. Il primo porta all'adrenocromo, che ha la proprietà di non aumentare la pressione sanguigna, l'altro porta a derivati non indolici ed è controllato da diversi enzimi chiamati amino-ossidasi. ln questo modo, un composto altamente reattivo che aumenta la pressione del sangue viene convertito in altri composti che non hanno questa proprietà.
l'.adrenocromo (cosi’ come gli altri cromo-indoli derivati dalla noradrenalina e dalla dopamina) possiede altre proprietà. È un agente antimitotico, ovvero inibisce la replicazione cellulare. Nel muscolo cardiaco e nei leucociti, circa 1'80 percento dell'adrenalina è convertita in adrenocromo, il quale tuttavia ha i suoi inconvenienti, come ad esempio proprietà allucinogene. Cià è stato dettagliatamente spiegato nel libro da me scritto nel1967 insieme al dott. Humphry Osmond, The Hallucinagens. ln questo testo si discute delle proprietà biochimiche, fisiologiche e psicologiche dell'adrenocromo. l'.adrenocromo è un composto altamente reattivo con una emivita ridotta all'intemo dell'organismo, dove è rapidamente trasformato in adrenolutina, 3,4,5-triidrossi-N-metilindolo, che è a sua volta allucinogeno, e nel 5,6-diidrossi-N-metilindolo, che invece non lo è. Al contrario, quest'ultimo composto, chiamato leucoadrenocromo (0 adrenocromo bianco) ha notevoli proprietà ansiolitiche. Queste sostanze circolano nel corpo. Le proprietà allucinogene dell'adrenocromo e dell'adrenolutina .ci hanno portato alla nostra teoria sulla schizofrenia, secondo cui tale malattia è dovuta all'aumento di questi prodotti di ossidazione dell'adrenalina. Nel resto di questa trattazione, ne considerero’ soprattutto le proprietà antimitotiche e quelle allucinogene.
Nel nostro libro del 1967 scrivevamo: «L’.:adrenocromo inibisce chiaramente la frequenza di replicazione cellulare, probabilmente andando a interferire con i cicli glicolitici. Bullough scopri’ che quando i topi soffrivano di stress da sovraffollamento, la parte midollare del surrene aumentava le dimensioni dell'80 percento. Allo stesso tempo la frequenza di replicazione cellulare dell'epidermide calava del 60 percento. ln vitro, l'adrenalina non aveva nessun effetto antimitotico sulle cellule epidermiche, al contrario di quando veniva iniettata. Al contrario, l'adrenocromo aveva effetti antimitotici sia in vitro che in vivo. Bullough ipotizzava che durante lo stress l'aumentata quantità di adrenalina venisse convertita in adrenocromo, che causava il rallentamento della mitosi cellulare».
Queste due proprietà, antimitotica e allucinogena, suggeriscono che l'adrenocromo è coinvolto in due patologie: il controllo della mitosi nel corpo e la schizofrenia. Altrove ho suggerito la possibilità che la schizofrenia sia un meccanismo difensivo contro lo stress, portato a un livello estremo. È assai probabile che, dal momento che l'adrenocromo è presente nell'organismo, esso possa essere utilizzato per tenere sotto controllo la mitosi eccessiva, e che quindi sia coinvolto nella prevenzione dei tumori. È questa l'ipotesi che ora esporro’: la scarsità di adrenocromo aumenta l'incidenza del cancro e diminuisce quella della schizofrenia, mentre una sua quantità abbondante diminuisce l'incidenza del cancro e aumenta quella della schizofrenia.
Piccole quantità di adrenalina sono sempre prodotte, anche durante il sonno, ma nel corso della giornata e quando ci si trova di fronte a situazioni di stress, la quantità di adrenalina prodotta aumenta. La presenza continua, ancorché fluttuante, di adrenalina assicurerà una produzione costante di adrenocromo e la sua conversione in adrenolutina e altri indoli. Ritengo che questo sia uno dei modi con cui il corpo faccia fronte a una mitosi eccessiva. I leucociti probabilmente distruggono le cellule anormali rilasciando adrenocromo, che ha le stesse proprietà di un radicale libero e distruggerà la cellula. È risaputo che i proossidanti sono indispensabili per uccidere le cellule cancerose. L’.:adrenocromo è probabilmente il migliore e più sicuro proossidante naturale presente nel corpo. Questa ipotesi suggerisce un certo numero di sottoipotesi da verificare.
1. Una deficienza nella produzione di adrenocromo incrementerà l'incidenza del cancro e diminuirà l'incidenza della schizofrenia. Questo puo’ essere dovuto a: (a) inadeguata produzione di adrenalina; (b) deficienza di enzimi che convertono adrenalina in adrenocromo; (c) deficienza di ossigeno; (d) deficienza di sistemi auto ossidanti, come quelli basati su rame 0 ferro.
Una deficienza di adrenalina puo’ risultare da scarsità di tirosina, ma questo è altamente improbabile. Puo’ anche derivare dall'asportazione delle ghiandole surrenali, ovvero le maggiori fonti di adrenalina. Oppure potrebbe essere causata da una


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Messaggio Da klodia il Ven 17 Apr 2009 - 19:13

mancata stimolazione del sistema nervoso simpatico. Stare a letto tutto il giorno, per esempio, diminuisce il bisogno di adrenalina per tenere sotto controllo la pressione sanguigna. La mancanza di stimoli fisici e psicologici possono ugualmente inibire la produzione di adrenalina. È anche possibile che la mancata produzione adrenalinica sia dovuta a sostanze tranquillanti a ansiolitiche che isolano il paziente dagli stimoli stressanti. Le infezioni causano stati di stress e stimolano l'attività del sistema immunitario. LUSO dei tranquillanti, fin da11950, ha rimosso in molte persone questo stimolo del sistema immunitario, e questo puo’ essere un'altra causa dell'abbassamento della produzione di adrenalina, e quindi di adrenocromo. Helen Coley Nauts fece l'intelligente osservazione che la mancanza di ripetuti episodi di infezioni batteriche, a causa dell'uso di antibiotici, puo’ essere un fattore importante nell'aumento del cancro nel mondo industrializzato. Seconda questa ipotesi, le ripetute infezioni agivano come stimolo per rinvigorire continuamente il sistema immunitario. Secondo l'ipotesi dell'adrenocromo, questo sarebbe una sorta di stimolo per aumentare la produzione di adrenocromo.•
2. Una eccessiva formazione di adrenocromo abbasserà l'incidenza deI cancro e aumenterà quella della schizofrenia. Questo puo’ derivare dai seguenti fattori: Ca) una aumentata produzione di adrenalina per periodi prolungati, dovuta a eccessivo stress di varia tipo; Cb) un aumento della produzione di adrenocromo dovuta all'aumento delle condizioni che favoriscono questa reazione, come l'aumento di enzimi ossidativi, scarsa attività degli altri enzimi che convertono l'adrenalina in sostanze non indoliche, un aumento della tensione dell'ossigeno, un aumento dei metalli ossidanti come rame a ferro e infine una forte inibizione della reazione, qualunque ne sia la causa, che dovrebbe normalmente convertire l'adrenalina in sostanze non adrenocromiche. Se il cancro si sviluppasse in una persona schizofrenica, probabilmente sarebbe mena invasivo e più facile da trattare, con un miglior risultato finale. Pazienti malati di cancro difficilmente diventerebbero schizofrenici, e pazienti schizofrenici difficilmente si ammalerebbero di cancro.

Ambedue queste supposizioni sono vere. Fin dal1977 ho visitato e trattato oltre 780 pazienti malati di tumore, coprendo quasi interamente la spettro di tutti i possibili tipi di cancro e organi interessati. Solo cinque erano schizofrenici. Tre avevano cancro al seno, uno un linfoma e uno un tumore alla tiroide. In tutti i casi, la risposta al trattamento fu eccellente. Sono tutti vivi e in media hanno raggiunto i sei anni di sopravvivenza. Si ritiene che l'incidenza della schizofrenia, nell'arco della vita umana, sia circa l’1 per cento. Io credo ci si avvicini al 2 percento. Pertanto mi sarei aspettato, in questo gruppo di pazienti, di vederne un numero maggiore anziché solo cinque. J.D. Kanofsky e collaboratori hanno concluso che i pazienti schizofrenici avessero una incidenza più bassa di tumore ai polmoni rispetto alla popolazione generale, sebbene fossero fumatori notevolmente più accaniti degli altri. I pazienti delle cliniche psichiatriche di solito fumano il doppio del resto della popolazione. Si scopri’ anche che nel loro casa il fumo non abbassava i livelli di acido ascorbico nel sangue, nella stessa misura in cui questo fenomeno accadeva al resto della popolazione. Questo fatto, pensava Kanofsky, abbassava il loro rischio connesso all'esposizione al fumo ma, secondo questa teoria dell'adrenocromo, esso poteva anche essere originato dall'aumentata concentrazione di adrenocromo. Kanofsky sottolineà, sulla base di una ricerca nella letteratura scientifica, che in generale gli schizofrenici hanno un tasso di mortalità maggiore rispetto alla popolazione normale. Alcuni studi hanno evidenziato come gli schizofrenici abbiano un maggior tasso di incidenza per i tumori non polmonari e un minore a maggiore tasso per tutti gli altri tumori. La letteratura precedente affermava che i casi di cancro sono rari negli schizofrenici catatonici a ebefrenici (ovvero affetti da schizofrenia disorganizzata), termini non più in uso oggi. Al contrario, il tasso di mortalità per cancro nei malati di schizofrenia paranoide era maggiore rispetto alla popolazione normale. L’unico dato chiaro era quello relativo alla riduzione del tumore polmonare. Forse, se non fossero stati fumatori, la frequenza di tumore al polmone sarebbe stata ancor più bassa. DaI 1952 in poi, ho visitato circa 4.000 pazienti schizofrenici. Attualmente, ho in cura almeno 500 malati cronici. L’incidenzadel cancro è bassissima. Nel mio schedario attuale, solo 5 sono malati di tumore, gli stessi 5 di cui ho parlato nella

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Messaggio Da klodia il Ven 17 Apr 2009 - 19:16

serie dei malati di cancro.
Sia il cancro sia la schizofrenia sono patologie croniche. Questi fatti suggeriscono che le persone destinate ad avere il cancro non possono mai accumulare tanto adrenocromo da diventare schizofreniche, né possono sintetizzarne abbastanza per tenere il tumore sotto controllo. L’aumento della quantità di ossidanti nell'ambiente e l'abbassamento della quantità di antiossidanti (vitamina C, vitamina E ecc.) possono pertanto spiegare perché l'incidenza del cancro è aumentata tanto negli ultimi vent'anni. D'altra parte, gli schizofrenici non producono sempre alti livelli di adrenocromo, pertanto sono protetti solo parzialmente. Quando stanno bene, ne produrranno molto di meno e potrebbero non essere in grado di tenere sotto controllo lo sviluppo tumorale.
1 seguenti casi di pazienti schizofrenici malati di cancro illustrano meglio questa ipotesi.
(1) Caso # 467, Cancro al seno
Nata nel1930, visitata per la prima volta nel 1977, quando mi disse di non essere mai stata davvero in buona salute. Era stata trattata per la schizofrenia con molte ospedalizzazioni e cure, insieme a sedute di terapia elettroconvulsiva. Aveva avuto il suo primo attacco all'età di 15 anni. Cominciai a prescriverle il programma ortomolecolare, partendo da niacinamide 3 g, acido ascorbico 3 g, piridossina 250 mg e una dieta priva di zuccheri. Torno’ nell'agosto 1990. Aveva continuato il programma, ma aveva iniziato a prendere niacina. Soffriva ancora di depressione, in maniera episodica, e prendeva litio e Prozac, ma a causa degli effetti collaterali di quest'ultimo, lo prendeva in maniera discontinua. La convinsi a riprendere l'antidepressivo. Più tardi, le prescrissi Anafranil e comincio’ a sentirsi molto meglio. Nel settembre 1992 mi disse che si sentiva bene e aveva smesso di prendere gli antidepressivi, ma quando la depressione la assaliva, ricominciava a prenderli. Continuava a seguire il programma e aveva aggiunto betacarotene 25.000 UI. Allora mi disse che nel1986 aveva avuto una nodulectomia, seguita tre anni più tardi da mastectomia. Le venne prescritto Tamoxifene, ma dovette interromperlo perché non riusciva più a dormire; al suo posto, comincio’ a prendere il Megace. Nel gennaio 1993 le cambiai l'antidepressivo e le prescrissi Zoloft 50 mg. Nell'ottobre 1995 stava bene.
(2) Caso # 422, Tiroide
Nata nel1954, venne da me nel1992 per un tumore alla tiroide, ma l'avevo già conosciuta nel luglio 1977, quando era stata ammessa alla nostra clinica psichiatrica. Affermava di sentire voci ormai da tre anni. Le voci arrivarono qualche mese dopo aver preso LSD in tre diverse occasioni. Ne11976, quando si trasferi’ a Victoria, era già stata ammessa all'UBC Health Sciences Center quattro volte: Li le era stata diagnosticata la schizofrenia. Dopo il trasferimento a Victoria, comincio’ per lei un periodo di grandissima depressione, con istinti suicidi. Soffriva di allucinazioni e illusioni percettive, ed era molto paranoica e depressa. Comincia un programma ortomolecolare che comprendeva niacinamide 1,5 g e niacina 1,5 g giornalieri, insieme a clorpromazina 100 mg al giorno. Alla fine de l1977 stava bene. Successivamente, continuo’ ad avere pochi e prolungati episodi di depressione e a bere troppo alcool. A metà del 1982 aveva smesso di bere. Nel dicembre 1986 diede fuoco alla sua casa in un tentativo di suicidio. All'inizio del 1991 si era sposata e successivamente si era separata. Nel maggio nel 1992 era incinta al quarto mese e mezzo e scopri’ di avere un ingrossamento alla tiroide, poi diagnosticato come tumore. Mentalmente stava bene. A giugno fu sottoposta all'intervento chirurgico e quindi ricevette iodio radioattivo per cinque giorni. Nell'ottobre 1992 stava bene. Era diventata un'imprenditrice e aveva circa dodici dipendenti. L’umore era buono. Quando la visitai la prima volta per il tumore alla tiroide, le raccomandai acido ascorbico 6 g, niacinamide 1,5 g, complesso di vitamine B-50, betacarotene 25.000 UI, selenio 200 microgrammi e chelato di zinco 30 mg. Aveva continuato a prendere la vitamina B3 per dieci anni dopo che gliela avevo prescritta la prima volta per la schizofrenia. Il 17 maggio 1994 stava bene. Non seguiva il programma vitaminico per intero. Nel maggio 1996 stava bene e aveva alle sue dipendenze trenta persone.
(3) Caso # 352, Seno
Nata ne l1952, la visitai per la prima volta per il cancro 1'1 gennaio 1991. Questa paziente era una schizofrenica cronica e un'alcolista. Per tali ragioni l'avevo già visitata precedentemente, nell'agosto 1989. Era una delle pazienti più malate che avessi visto nell'arco di molti anni: aveva fatto molte sessioni di elettroshock, anche ambulatorialmente, senza risultati, cosi’ come senza risultato erano rimaste tutte le altre cure fatte. Comincio’ un programma ortomolecolare esteso. Questo, combinato con l'aiuto del medico di famiglia molto scrupoloso, gradualmente la rimise in forze. All'inizio del1991 stava molto meglio e aveva perso molte delle sue allucinazioni e disturbi del pensiero. Scopri’, nel gennaio 1991, un nodulo al seno destro. Il 21 marzo 1991 ebbe una mastectomia, seguita da chemioterapia. Aveva continuato un buon programma ortomolecolare e l'acido ascorbico venne aumentato a 9 g al giorno con l'aggiunta di betacarotene 25.000 Ul, complesso di vitamine B-50, più vitamina B3 500 mg al giorno e tutte quelle medicine necessarie per tenere a bada i sintomi della schizofrenia. Il 30 novembre 1992 aveva quasi debellato i suoi problemi con l'alcool ed era praticamente priva di sintomi di schizofrenia; non c'erano ricadute del tumore. Non metteva più tanta attenzione nella cura come nel passato. Nel luglio 1996 era ancora viva.
(4) Caso # 561, Seno
Nata nel 1924, visitata per la prima volta per cancro il 23 febbraio 1994. L’avevo già visitata nell'agosto 1984, quando si pensava potesse soffrire di sindrome di Korsakoff. In seguito si appuro’ che non soffriva di questa patologia, bensi’ probabilmente aveva avuto una ricaduta nella schizofrenia unita a depressione. Fu curata e l'avevo vista l'ultima volta nel maggio 1987. ln quell'occasione

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Messaggio Da klodia il Ven 17 Apr 2009 - 19:16

stava migliorando. Quando la rividi il 23 febbraio 1994, disse che stava ancora seguendo lo stesso programma vitaminico, più Haldol 2 mg prima di coricarsi, per poter dormire. Mentalmente era a posto e aveva buone relazioni con il marito. Mi disse che aveva avuto una mas tectomia sul lato destro 16 anni prima, senza successive radiazioni né chemioterapia. In seguito, le era venuta un'irritazione sotto il braccio destro che comincio’ a trasudare. Venne visitata e fu diagnosticata una recidiva deI tumore, a lenta crescita. Il tumore fu rimosso, sebbene il chirurgo disse che non era stato asportato per intero. Le raccomandai di prendere acido ascorbico 4 g tre volte al giorno, niacinamide 500 mg tre volte al giorno, vitamine del complesso B-50 una volta al giorno, selenio 200 microgrammi una volta al giorno, betacarotene 25.000 Ul una volta al giorno, citrato di magnesio 50 mg una volta al giorno, enzima Q10 300 mg al giorno e Tamoxifene. Nel luglio 1996 era ancora viva.
(5) Caso # 11, Linfoma
Il 24 dicembre 1982 il paziente lamentava un dolore acuto al quadrante superiore sinistro. Il livello dei globuli bianchi era a 15.000 e soffriva di febbre. Venne ricoverato pochi giorni dopo. L’11 febbraio 1983 gli venne riscontrata una grossa massa addominale su llato sinistro. Dopo pochi giorni lascio’ l'ospedale prima che gli esami venissero conclusi, ma torno’ poco dopo. Nei giorni seguenti comincio’ la chemioterapia e il 3 marzo 1983 la massa era più piccola e morbida. L’oncologo scrisse: «Il paziente presenta una patologia incurabile che lo porterà senza dubbio a morte nel prossimo futuro». Gli furono diagnosticate schizofrenia paranoide e linfoma retroperitoneale. Il 27 marzo 1984 lo visitai. Era molto ansioso e preoccupato per il linfoma, ma non mostrava alcuno dei segni o sintomi della schizofrenia. Cominciai a prescrivergli acido ascorbico 12 g, niacina 1,5 g, complesso di vitamine B-75, due volte al giorno, e selenio 150 microgrammi, tutto in dose giornaliera. Il 4 febbraio 1985 fu ammesso alla clinica psichiatrica. Stavolta presentava illusioni ottiche, allucinazioni paranoidi ed era molto depresso. Fu ammesso in clinica nuovamente nel marzo 1985, e stavolta gli feci una nuova diagnosi di schizofrenia paranoide. Comincia a prendere un tranquillante per via parenterale a lento rilascio, dal momento che non era in grado di seguire la cura prescritta. L’ultima volta che entra in clinica fu nel luglio 1991 per due giorni, dopo aver preso LSD parecchie volte. Altre volte ancora era stato ricoverato nei sei anni precedenti. Per curare la schizofrenia ed evitare recidive del linfoma, prendeva niacina in quantità variabile fra 3 e 12 g al giorno, acido ascorbico fra 3 e 20 g al giorno e tutte le medicine di cui aveva bisogno tra antidepressivi e tranquillanti. Alla fine del 1993 non vi era traccia di tumore, ma le sue condizioni mentali erano ignote. Quando lo vidi l'ultima volta, prendeva niacina 6 g e acido ascorbico 20 g, giornalieri. Era vivo a131 dicembre 1995, ma non lo vedevo più da anni.
Se in caso di schizofrenia l'adrenocromo è sintetizzato in maggiori quantità, potrebbe non essercene abbastanza per evitare la comparsa del tumore, ma abbastanza per migliorare molto la prognosi.I 1 pazienti sono tutti guariti dal cancro. Il paziente affetto da linfoma è guarito dal cancro anche se, mentalmente, non sta bene. Nella serie molto più vasta di malati da me curati, non ricordo alcun caso di cancro. Mi sarei aspettato un'incidenza dei tumori molto maggiore nel gruppo dei pazienti schizofrenici, a meno che queste due patologie non siano tra loro incompatibili.
D'altra parte, esistono ulteriori prove. Il professor Rudy Falk, della Medical School della University of Toronto, già direttore di oncologia al St. Michael Hospital di Toronto, afferma di avere visitato 25.000 pazienti durante la sua lunga carriera, mentre il dott. J. Holt, un oncologo australiano, ha visitato circa 18.000 pazienti in quarantuno anni di attività. Ambedue non ricordano un solo paziente affetto da schizofrenia. Il dott. Holt ha riflettuto a lungo su questa stranezza. Su quasi 48.000 pazienti, solo 5 erano schizofrenici. Il gruppo a cui faceva capo Holt aveva curato anche 700 pazienti affetti da spondilite anchilosante, e qui invece c'erano 6 pazienti schizofrenici e altri 12 con disturbi psichiatrici. Apparentemente, questa patologia non proteggeva dalla schizofrenia.
Mi è venuto in mente che questa sorta di effetto protettivo potrebbe estendersi ai parenti più prossimi, come ad esempio genitori, fratelli, figli. Questi parenti possiedono un vantaggio evolutivo. Negli anni scorsi ho chiesto a ciascun paziente malato di cancro, e a ciascun malato di schizofrenia, quale fosse la situazione dei loro parenti di primo grado.
Circa il 12 percento dei parenti dei malati di cancro si ammala di cancro a sua volta. Invece, solo il 6 percento dei parenti dei malati di schizofrenia si ammala di cancro. Fra i parenti dei malati di cancro solo 2 (O,3 percento) erano malati di schizofrenia. L’incidenza fra la popolazione generale oscilla tra 1'1 e il 2 percento, che per questo gruppo significherebbe tra 5 e 10 pazienti. E tra i parenti degli schizofrenici ci furono 12 casi di cancro. Questi dati supportano l'ipotesi accennata, ovvero che i pazienti che potrebbero ammalarsi di cancro molto difficilmente si ammalano di schizofrenia, e i pazienti che hanno, o hanno avuto schizofrenia, tendono molto meno ad ammalarsi di cancro. I pazienti con predisposizione al cancro non producono abbastanza adrenocromo per diventare psicotici, mentre altri che ne producono abbastanza saltuariamente diventeranno schizofrenici ma saranno protetti, entra un certo grado, dai tumori. E i pazienti schizofrenici che si ammaleranno di tumore avranno una prognosi molto migliore quando seguiranno la terapia. Questa correlazione inversa tra due malattie mortali - il cancro che distrugge la vita e la schizofrenia che distrugge l'esistenza normale - ci porta a prevedere che se un paziente si ammala di cancro e successivamente di schizofrenia, il cancro verrà eliminato grazie all'adrenocramo.
Il mio primo malato di cancro, ne11960, che era stato anche uno psicotico per un paio di mesi, forse rappresenta uno di questi casi. Probabilmente la sua guarigione fu dovuta alla psicosi, quest'ultima peraltro guarita quasi subito grazie alla niacina, all'acido ascorbico, alle vitamine e alle radiazioni al cobalto.
A fornire un'ulteriore prova della validità di questa ipotesi è uno studio di I.S. Brawn e RD. Foster, che esamina la

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Messaggio Da klodia il Ven 17 Apr 2009 - 19:17

relazione geografica tra l'incidenza della schizofrenia e la mancanza di selenio nel suolo. La loro dettagliata disamina di nove diverse indagini porta alla conclusione che esista una relazione tra la mancanza di selenio e la prevalenza di schizofrenia, e viene ipotizzato che un'integrazione di selenio possa essere efficace nel prevenire e curare i pazienti schizofrenici. Esiste una relazione simile anche tra l'incidenza deI cancro all'esofago e la scarsità di selenio. Questo potrebbe suggerire che tra la schizofrenia e il cancro esista una relazione positiva, ma cosi’ non è. È probabile che la carenza di selenio aumenti la probabilità di contrarre entrambe le malattie, ma anche che il selenio abbia un ruolo molto più importante nella prevenzione del cancro. Entrambe le malattie diventano più probabili quando manca abbastanza selenio, ma allo stesso tempo l'associazione tra le due malattie è negativa.
Pirroluria e cancro
Il criptopirrolo (KP) si trova nelle urine della maggioranza dei pazienti schizofrenici e in pochissime persone normali, come abbiamo mostrato nei nostri studi, e come Eva Edelman ha poi estesamente illustrato. Il criptopirrolo è altamente correlato alla schizofrenia e la sua presenza è sufficiente per stilare una diagnosi di pirroluria. Si rinviene anche in alcuni pazienti malati di cancro, specialmente di cancro al polmone. 7 pazienti su 8 sono risultati positivi al test deI criptopirrolo, mentre 4 su 4, testati successivamente al trattamento ortomolecolare, sono risultati negativi. 2 delle 7 pazienti con tumore uterino e alle ovaie risultarono positive. in entrambi i gruppi 1'80 percento aveva pirroluria, ma per tutti gli altri tumori solo 24 su 79 erano positivi, ovvero il 30 percento. in un precedente rapporto sulla psicofisiologia del cancro, ho fatto un compendio di tutta la letteratura disponibile, la quale dimostra come nei casi di tumore al polmone e aIle ovaie si registri la più alta incidenza di alterazioni psicotiche, di solito demenza. Questo gruppo presentava anche la più alta presenza di criptopirrolo nelle urine.
La cosa mi lascio’ perplesso per molti anni. Riflettendo su questi risultati, mi venne in mente che forse questo fattore poteva influire sulla sopravvivenza. Esaminai le urine dei 34 pazienti per verificare la presenza di criptopirrolo. Solo 1 seguiva una terapia comprendente le vitamine. 13 producevano il criptopirrolo e sopravvissero 647 giorni dopo il test dell'urina. 4 vissero per almeno 3 anni. La sopravvivenza media dei 21 senza il criptopirrolo fu 297 giorni. 3 vissero per almeno 3 anni.
Se l'ipotesi dell'adrenocromo è valida, esiste una correlazione tra schizofrenia e formazione di adrenocromo, e anche fra questa malattia e la presenza di criptopirrolo nelle urine. Quindi, la presenza di criptopirrolo potrebbe essere un indice dell'aumentata produzione di adrenocromo. Anche il dottor O'Reilly, un collega di ricerche, ha esaminato le urine alla ricerca del criptopirrolo, scoprendo che i malati di cancro che lo producevano vivevano in media 40 giorni di più dei malati che invece non 1o producevano. Cio’ rappresentava un incremento medio di longevità del 10 percento. Nessuno di questi malati era stato trattato con le vitamine.
Il sistema delle difese naturali contra il canera
Per tenere a bada i tumori occorrono due tipi di reazione. (1) 1 proossidanti, come a esempio l'adrenocromo, sono usati dal corpo per distruggere le cellule cancerose. 1 leucociti uccidono scaricando radicali liberi sui batteri 0 su Ile cellule che stanno attaccando. L’adrenocromo è un ottimo radicale libero naturale. (2) Gli antiossidanti neutralizzano i radicali liberi non appena il lavoro di questi ultimi è concluso, per evitare che danneggino altre cellule e tessuti. Il sistema adrenalina-adrenocromo costituisce un ottimo sistema per tenere sotto controllo la mitosi. L’adrenalina è mantenuta dalla ripetuta esposizione agli stress. L’adrenalina è convertita in adrenocromo ed è utilizzata dal corpo quando esso lo richiede, mentre l'eccesso è neutralizzato dalla conversione in altri indoli non altrettanto tossici. Questo lavoro è svolto dagli antiossidanti naturali come l'acido ascorbico, la vitamina E, i caro teni e altri antiossidanti che si trovano negli alimenti.
Trattamento per il cancro basato su questa ipotesi
Questo regime per la cura deI cancro si basa sul bisogno di quantità adeguate di adrenocromo e antiossidanti allo stesso tempo.
1) Aumentare la produzione di adrenalina
(a) tramite mezzi psicologici: la rabbia aumenterà la secrezione di adrenalina, ma andrebbe utilizzata contro il tumore, non contro se stessi. Molti malati di tumore hanno capito il meccanismo e usano la visualizzazione contro il cancro. La rabbia diretta contro se stessi tende a produrre depressione. Il paziente deve avere una combinazione di rabbia nei confronti del cancro e di speranza che riuscirà a vincere. Troppi oncologi hanno dimenticato il potente effetto della speranza e aumentano il tasso di mortalità nei propri pazienti infondendo una sorta di speranza negativa.
(b) Tramite infezione batterica: circa 100 anni fa, il dottor Coley, un chirurgo di New York, studiando le cartelle cliniche allora disponibili scopri’ che in alcuni pazienti una grave infezione di stafilococchi 0 streptococchi portava alla guarigione dal cancro. Più tardi, egli sviluppa un vaccino che usa con grande successo per molti anni. Le infezioni aumentano lo stress deI corpo, il quale attiva il sistema immunitario facendo insorgere la febbre, che a sua volta aumenta la velocità delle reazioni corporee. La combinazione deve aumentare la produzione di adrenalina e pertanto anche di adrenocromo. Vaccini simili sono oggi usati da molti medici, con qualche successo.

klodia
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Dott. Hoffer: Il sistema adrenalina-adrenocromo e il cancro Empty Re: Dott. Hoffer: Il sistema adrenalina-adrenocromo e il cancro

Messaggio Da klodia il Ven 17 Apr 2009 - 19:17

(c) Tramite ipertermia: questo metodo dovrebbe aumentare la secrezione di adrenalina e pertanto di adrenocromo.
2) Aumentare la produzione di adrenocromo
(a) Aumentando l'attività enzimatica: l'attivazione delle fenolasi che catalizzano questa reazione provocherà un aumento di attività degli enzimi che ossidano l'adrenalina in adrenocromo. La diminuzione delle attività delle amino-ossidasi per mezzo di inibitori dovrebbe sortire questo effetto convogliando più adrenalina nel processo di formazione dell'adrenocromo. Ho assistito a reazioni di delirio psicotico indotto da grandi quantità di Pamate. Leffetto sulla produzione di adrenocromo non è stato testato.
(b) Usando derivati dell'adrenocromo.
(c) Aumentando la quantità di ossigeno nei tessuti: usando ossigeno( in camera iperbarica) 0 aumentando il flusso del sangue attraverso il tumore, la quantità di ossigeno nel tessuto pua essere aumentata. Il tessuto tumorale tende a essere anossico, e i tumori più maligni sono i più anossici. La niacinamide aumenta la circolazione nel suddetto modo, come dimostrato da J.H. Kim e collaboratori. La niacina potrebbe avere le stesse proprietà, 0 forse anche maggiori.
(d) Aumentando l'auto-ossidazione dell'adrenalina: l'auto-ossidazione dell'adrenalina potrebbe essere provocata aumentando il rame 0 il ferro nel corpo.
La sinergia dei nutrienti antiossidanti
Basandosi su questa ipotesi dell'adrenocromo, la terapia per il cancro dovrebbe prevedere l'uso di sostanze che contrastino l'effetto allucinogeno dell'adrenocromo, oltre a composti che facilitino la conversione in altre sostanze mena tossiche. La vitamina B3 (niacina e nicotinamide) è il miglior antidoto contro le proprietà allucinogene dell'adrenocromo e dell'adrenolutina, cosi’ come della dietilamide dell'acido lisergico (LSD). Gli antiossidanti favoriranno la conversione dell'adrenocromo in leucoadrenocromo e adrenolutina. Tra questi, l'acido ascorbico, il miglior antiossidan te solubile in acqua, e la vitamina E, il miglior antiossidante solubile nei grassi presente nel corpo. Sono compresi anche i caroteni, il coenzima QlO' il glutatione, i bioflavonoidi e l'elemento antiossidante selenio, presente in tracce.
Sia la vitamina C sia la vitamina B3 hanno un largo spettro applicativo in campo terapeutico. Questo suggerisce che tranne il casa delle due malattie cancro e schizofrenia, che hanno una relazione diretta con l'adrenocromo, queste vitamine hanno un effetto sistemico generale che riduce la reazione patologica deI corpo allo stress, permettendo al naturale processo di riparazione di essere più efficace. DaI momento che ogni malattia è provocata dallo stress, oppure crea stress, per effetto di una più elevata produzione di adrenalina e adrenocromo, queste vitamine antistress dovrebbero avere un effetto terapeutico generale su qualsiasi malattia. Tutte le malattie, oppure tutte le attività che generano stress, beneficeranno dall'addizione di quantità ottimali di vitamine B, specialmente B3' e di altri nutrienti antiossidanti. Ci sono già molte prove, oltre a quelle presentate in questo libro, sull'allungamento e il miglioramento della qualità della vita tramite questa terapia. La niacina allunga la vita, la vitamina E dovrebbe fare la stessa cosa dal momento che abbassa la frequenza delle malattie coronariche, mentre la vitamina C allunga la vita dei malati di cancro. Ognuna di queste vitamine agisce per conto proprio, ma ci sono sempre più prove che la combinazione di questi antiossidanti abbia un effetto sinergico.
Per esempio, K.N. Prasad e collaboratori, usando cellule in coltura, hanno scoperto che l'uso delle vitamine singole puo’ essere efficace, inefficace 0 anche controproducente, a seconda deI tipo di vitamine, del dosaggio e del tipo di tumore. Al contrario, la miscela di quattro vitamine (vitamina C, alfa tocoferolo succinato, betacarotene e acido retinoico) ha ridotto in maniera consistente la crescita delle due linee cellulari studiate, aumentando gli effetti inibitori (a opera degli agenti chemoterapici) sulla crescita di queste cèllule. 1 cibi non trattati non contengono una sola di queste vitamine. Le contengono tutte, anche se in quantità molto basse. Non sorprende che le vitamine lavorino meglio in combinazione l'una con l'altra, dal momento che è COS1 che la natura opera fin dall'origine della vita.
La malattia di Parkinson è un altro esempio di patologia dovuta a eccessiva ossidazione (auto-ossidazione), dal momento che produce troppi radicali liberi. Come ha osservato P. Jenner, «C'è riluttanza da parte degli scienziati, degli enti che elargiscono fondi e delle industrie farmaceutiche ad accettare il fatto che i meccanismi che danno luogo ai radicali liberi siano un'importante componente della malattia neurodegenerativa. Una decina di anni fa, il concetto era visto con sufficienza, ma aIme no adesso c'è un minimo di interesse sull'argomento. Nessuno sta dicendo che i radicali liberi spieghino ogni caratteristica delle malattie neurodegenerative. Stiamo piuttosto suggerendo che essi siano una caratteristica comune nel processo della morte cellulare in molte di queste malattie, se non in tutte. Se cio’ è vero, le conseguenze terapeutiche potrebbero essere notevoli. Potrebbe essere possibile fermare o rallentare il progresso di malattie come il morbo di Parkinson 0 l'Alzheimer, attraverso un singolo approccio terapeutico». Io ho le prove che la combinazione di niacina (e forse anche niacinamide) e antiossidanti è di grande aiuto nella cura del morbo di Parkinson. Negli ultimi trent'anni, ho curato con la niacina pazienti affetti da morbo di Parkinson, da 500 mg a 1.000 mg tre volte al giorno. Vi sono stati ottimi risultati per quanto riguarda l'eliminazione dei sintomi psichiatrici, ma non si è avuto alcun beneficio riguardo la componente neurologica. Questa malattia è considerata un problema da deficienza di dopamina e viene trattata con grandi quantità di I-dopa, in una forma 0 l'altra. Ma quantità notevoli causano sintomi simili alla schizofrenia, e maggiore è la dose, maggiore è l'incidenza.

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Messaggio Da klodia il Ven 17 Apr 2009 - 19:18

Questo non sorprende, dal momento che il dopacromo deve avere caratteristiche simili all'adrenocromo (in altre parole, è un allucinogeno). Più probabilmente, il morbo di Parkinson è una combinazione tra una quantità troppo esigua di dopamina e una eccessiva di dopacromo. ln altre parole, vi è un'eccessiva conversione di dopamina in dopacromo. Il dopacromo è neurotossico e aumenta la distruzione dei neuroni che accelererà lo sviluppo della malattia, allo stesso tempo mascherandone alcuni sintomi. L’adrenalina si ossida in adrenalina ossidata, perdendo un elettrone. In presenza del sistema NAD-NADH l'adrenalina ossidata viene ridotta, tornando cosi’ adrenalina, e il ciclo continua. Quando vi è scarsità di NAD, di NADH 0 di entrambe, un altro elettrone va perduto e si forma adrenocromo. Quest'ultima reazione è irreversibile. La vitamina B3, pertanto, puo’ diminuire la produzione di adrenocromo. Questo fatto non è stato provato sperimentalmente, ma in una recente serie di rapporti il professor ].G.D. Birkmayer e i suoi collaboratori, presso l'Istituto Birkmayer per la cura del morbo di Parkinson di Vienna in Austria, hanno studiato una forma stabile di NADH. Si è scoperto che il loro preparato stabile, in dosi di 5 mg, aveva effetti terapeutici sul morbo di Parkinson, sull'Alzhaimer e sulla depressione. La loro conclusione era: «Quando abbiamo usato l'NADH la prima volta per verificarne l'efficacia elinica, l'effetto non fu convincente. Cio’ fu probabilmente dovuto alla rapida dissoluzione (approssimativamente 10-15 minuti) della capsula, che porto’l rilascio di NADH nell'ambiente acido dello stomaco. DaI momento che l'NADH si ossida rapidamente al di sotto di un pH 7,6, le condizioni ambientali nello stomaco renderanno l'NADH inattivo, convertendolo in NAD. Le ricerche sono quindi continuate utilizzando capsule di NADH ricoperte da un film resistente all'ambiente acido, con un tempo di rilascio di 2-3 ore. Con questo preparato galenico di NADH, si potrebbe ottenere un miglioramento paragonabile a quello dell'NADH applicato per via endovenosa».
Anche la vitamina E, solubile nei grassi, è efficace contro il morbo di Parkinson.
Il coenzima QIO è sempre più usato come potente antiossidante. A.H.V Schapira e collaboratori hanno scritto che le attività dell'NADH-ubichinone-(Qlo)-reduttasi (Complex 1) e dell'NADH-citocromo-c-reduttasi sono state ridotte nella substantia nigra, nel morbo di Parkinson. Mi è successo che somministrare una grande quantità di niacina (il precursore di NAD e NADH) e di coenzima QIO fosse di grande beneficio nel trattamento dei casi di Parkinson. Ho somministrato questa combinazione a un malato con i sintomi clssici del Parkinson. Egli, di 84 anni di età, stava seguendo il programma ortomolecolare da almeno venticinque anni ed era mentalmente sano. Il suo programma includeva niacina 1 g tre volte al giorno e i consueti antiossidanti, come acido ascorbico, vitamina E e selenio. Un paio di anni fa, gli venne diagnosticato il morbo di Parkinson. Tale patologia era evidente dalla sua camminata, dai tremori e dalla debolezza muscolare delle gambe. L’anno scorso il suo neurologo gli ha prescritto Sinemet, che forse lo ha aiutato leggermente, ma in realtà il suo stato è continuato a peggiorare. Alla fine dell'estate scorsa gli ho consigliato di aggiungere al trattamento il coenzima QIO' 600 mg al giorno. Nell'arco di due settimane stava molto meglio. Quando lo vidi, nel luglio di quest'anno, aveva riguadagnato l'uso degli arti, aveva pochissimo tremore ed era capace di giocare a golf come prima. Continua a prendere coenzima QIO 300 mg al giorno. Il suo neurologo è rimasto molto sorpreso da questo miglioramento.
Un'altra paziente aveva difficoltà a camminare da molti anni. A vederla camminare, sembrava affetta dal morbo di Parkinson, e infatti questa era stata la diagnosi del suo medico. Cercai di aiutarla per anni, senza risultati. Ma dopo che inizià a prendere il coenzima QIO' 300 mg al giorno, in un mese aveva migliorato la cammina ta e anche il suo umore generale.
Tramite una combinazione di vitamina B3 e antiossidanti, specialmente QIO' è forse possibile prevenire e curare il morbo di Parkinson. Il trattamento dovrebbe cominciare il prima possibile, per impedire che troppi neuroni vengano distrutti dall'adrenocromo 0 dal dopacromo. La niacina proteggerà dagli effetti psicologici collaterali deI trattamento a base di l-dopa, mentre gli antiossidanti proteggeranno dagli effetti neuromuscolari della malattia. ln tal modo si potrebbe usare l-dopa aumentando la vita deI paziente e risparmiandogli gli effetti tossici.

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