MELATONINA

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Messaggio Da Ospite il Sab 18 Apr 2009 - 11:37

Ciao a tutti , consiglio a tutti la lettura del libro del Dr. Pierpaoli. "L'orgoglio della Vita" che sto leggendo con molto interesse ... anche perchè è stato l'unico regalo di compleanno Very Happy .

Il libro è nel suo sito http://www.drpierpaoli.ch/ , ha dentro anche un DVD con un intervista al Dr Piepaoli.

Penso che dovremmo iniziare ad approfondire .

Ciao

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Messaggio Da Ospite il Sab 18 Apr 2009 - 11:40

Da Wikipedia

La melatonina è un ormone prodotto da una ghiandola posta alla base del cervello, la ghiandola pineale o EPIFISI, agisce sull'ipotalamo ed ha la funzione di regolare il ciclo sonno-veglia.

Storia [modifica]


La melatonina fu scoperta e isolata nel 1956 da Aaron Lerner.
I primi impieghi a scopo terapeutico risalgono al 1969[senza fonte] con le sperimentazioni del prof. Luigi Di Bella che ne intuì un potenziale terapeutico (con una discussione scientifica in corso dell'efficacia della melatonina nella sua terapia). Alcuni dei principali studiosi dell'efficacia terapeutica della melatonina sono: Lissoni, Pierpaoli, Regelson, Reiter, Tancini, Mandala, Barni, Giani, Ardizzoni, Panzer, Viljoen, Bartsch.

Definizione [modifica]


Propriamente, la melatonina non sarebbe un ormone perché, diversamente dagli altri ormoni e organi di secrezione:

  • è secreta anche da altri organi (quali ipofisi, tiroide, surrenali, gonadi) e non solo dalla pineale;
  • se si asporta la ghiandola pineale, la melatonina circolante non scompare, come invece accade quando sono rimosse le ghiandole endocrine citate al punto precedente;
  • non esiste alcun fattore di rilascio per la melatonina;
  • provoca effetti da sovradosaggio pressoché nulli.


La melatonina come regolatore sonno-veglia [modifica]


La melatonina viene sintetizzata o secreta di notte dalla ghiandola pineale; poco dopo la comparsa dell’oscurità le sue concentrazioni nel sangue aumentano rapidamente e raggiungono il massimo tra le 2 e le 4 di notte per poi ridursi gradualmente all’approssimarsi del mattino. L’esposizione alla luce inibisce la produzione della melatonina in misura dose-dipendente.
A dosi farmacologiche la melatonina sembra poter risincronizzare l’orologio biologico interno in caso di variazioni indotte da repentini cambi di fuso orario.
A conferma di questo ruolo dell’ormone un recente editoriale[senza fonte] del British Medical Journal ha preso in considerazione una metanalisi di 10 trial randomizzati controllati in cui la melatonina è stata messa a confronto con un placebo in viaggiatori di lunghe percorrenze. Ben 8 di questi studi hanno rilevato che questo ormone si dimostra realmente efficace nell’alleviare gli effetti del jet lag.
Bastano – secondo i ricercatori – dai 2 ai 5 milligrammi di questa sostanza, quando si va a letto il primo giorno dopo il viaggio e nei successivi due-quattro giorni, per assestare i propri ritmi sul nuovo fuso orario.[senza fonte]

Legislazione [modifica]


Anche per i bassi effetti collaterali da sovradosaggio, la melatonina è venduta in erboristeria e al supermercato, senza prescrizione medica.
La melatonina non è registrata come farmaco in nessuno stato membro della Comunità Europea. A questo fatto contribuisce molto la legislazione sui brevetti di vari stati europei (fra i quali l'Italia), in cui vige il principio per il quale le sostanze naturali non sono brevettabili. La mancata registrazione nel prontuario farmaceutico per il principio della libertà di cura non ne vieta la prescrizione medica, ma ne rende assente il mercato e concretamente difficile il reperimento.
Tuttavia in Italia attualmente la melatonina è venduta sotto forma di integratore alimentare notificato al Ministero della salute.

Effetti collaterali [modifica]


Anche se erroneamente ritenuto il contrario, gli effetti collaterali della melatonina non sono propriamente nulli: negli ultimi anni vari bodybuilder professionisti e svariate riviste d'informazione sportiva credono nella possibilità, supportata da alcuni studi scientifici[senza fonte], che dosi fra 0,5 mg e 3 mg di melatonina assunta di giorno 30-60 minuti prima dell'allenamento, aumentino i livelli di ormone della crescita, senza dare effetti collaterali, che di solito vengono riconosciuti in irritabilità e sonnolenza. Eventuali benefici sono visibili se un medico determina dosi e tempi di assunzione della sostanza.
Assunta per periodi prolungati, la melatonina può avere effetto depressivo nei soggetti predisposti[1]; inoltre può inibire l'ovulazione [2].
Nell'assunzione a lungo periodo si tenga anche conto che ricerche recenti dimostrano l'inesistenza del decremento dei livelli di melatonina all'avanzare l'età.

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Messaggio Da toni_ba il Lun 20 Apr 2009 - 23:19

Il prof. Luigi Di Bella è stato il primo a sperimentare la Melatonina in campo oncologico e a tal proposito sul sito http://www.metododibella.org/it/mdb/dettaglioPrincipioAttivo.do?idPa=8733
una panoramica sull' uso della melatonina in oncologia e non solo

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Messaggio Da lupomag il Ven 12 Giu 2009 - 0:29

Tratto da uno scritto per così dire "borderline" di Paolo Lissoni:






FISIOLOGIA DELLA GHIANDOLA PINEALE NELLA NEUROIMMUNOMODULAZIONE




La
ghiandola pineale (che significa “pigna”), detta anche EPIFISI
(Epi-Fusin, cioè al di sopra della natura), rappresenta certamente
la più sconosciuta delle 7 ghiandole endocrine, una sorta di 7°
Sigillo della Realtà Psíconeuroendocrina. Ritenuta relata alla vita
dell’anima, sia da Galeno che da Cartesio, solo negli ultimi
decenni ha assunto dignità scientifica, configurandosi
fisiologicamente quale organo preposto al mantenimento dell'unità
fra singolo individuo ed Universo, la separazione dai cui ritmi è
causa di malattia per l’uomo. Le proprietà terapeutiche della
pineale erano note in particolare alla Medicina Islamica, a tal punto
che è citata nello stesso QURĀN, laddove si parla di AL-MUSQ,
erroneamente tradotto come “muschio”, quando invece si riferisce
il termine agli estratti della pineale di mammifero. Il primo a
volerne lo studio nel campo della terapia dei tumori umani fu
incredibilmente Giuseppe Stalin nel 1947, sulla base di dati
sperimentali attestanti le sue proprietà antitumorali emersi a
partire dagli anni 30.
Anatomia


La
pineale è sita sotto lo splenio del corpo calloso e sopra il 3°
ventricolo, formando con l'ipofisi (IPO-FUSIN, cioè sotto la natura)
un angolo di circa 150° (analogico a quello formato fra camera del
Faraone nella Piramide di Cheope e direzione della Costellazione di
Orione)
. E’ costituita da 2 tipi di cellule: pinealociti, di natura
neuro-endocrina, e cellule gliali. E’ forse l’organo, più
vascolarizzato dell'organismo.


Attività
biosintetica:



La
pineale produce ormoni di natura indolica, il più noto dei quali è
la melatonina (MLT) o N-acetil-5-metoxi-triptamina, che non è
comunque il solo indolo pinealico, dovendo quanto meno considerare la
5-metoxitriptamina ed il 5-metoxitriptofolo. La pineale contiene
inoltre, numerosi neuropeptidi, in genere aspecifici (peptidi
oppioidi, neuro-ormoni ipotalamici), mentre sono relativamente
specifici della pineale la arginina-vasotocina (AVT) e la
epitalamina, tripeptide di struttura chimica non ancora ben definita.



Regolazione
fisiologica pinealica:



La
pineale è innervata dalle fibre, post-gangliari provenienti dal
ganglio cervicale, superiore, costituendo pertanto il vero terminale
prossimale dello stesso sistema simpatico. Tali fibre rilasciano
noradrenalina, la quale, agendo su di un beta-recettore adrenergico a
livello dei pinealociti, porta alla liberazione di MLT. La luce
inibisce la liberazione di noradrenalina, la quale è invece
stimolata dall’oscurità, ragion per cui esiste un ben definito
ritmo circadiano luce/buio nella produzione di MLT, con livelli
ematici bassi durante le ore di luce e massimali durante la fase di
buio, con valori almeno 3 volte superiori a quelli diurni. La MLT
viene sintetizzata a partire dal triprofano, per azione sequenziale
di 2 enzimi: la NAT (N-acetil-Transferasi) e la HIOMT
(idrossi-indol-0-metil-transferasí). La NAT è inibita dalla luce,
mentre diviene attiva nella fase di buio. Se è vero che il ritmo
luce/buio (primo evento nella dinamica creatrice della Genesi) è il
principale fattore regolante l'attività endocrine pinealica, è
parimenti vero che la secrezione di MLT è modulata da vari altri
fattori (neuropeptidi, neurotrasmettítori vari, citochine, ormoni
cardiaci, steroidi, ormoni ipofisarici), realizzando pertanto in sé
il centro di massima integrazione fra i principali sistemi biologici,
ivi compreso quello nervoso, endocrino, immunitario, ematologico e
cardiovascolare).


Meccanismo
d'azione della MLT:


La MLT agisce sia modulando la funzionalità
recettoriale per vari fattori (serotonina, dopamina, GABA,
oppioidi…), sia agendo su specifici recettori melatoninergici, i
quali sono di 3 tipi: recettori di membrana (ad alta affinità e a
bassa affinità, citoplasmatici (probabilmente aspecifici) e
nucleari. L'azione potente anti-ossidante della MLT avverrebbe con
meccanismo recettore-indipendente, mentre gran parte delle altre
azioni sono mediate da recettori ed il gran numero di effetti
biologici assegnati alla MLT dipenderebbero in ultima analisi da
quella che può venire considerata l'attività essenziale della MLT,
vale a dire il controllo della espressione dei geni relatí alla
differenziazione e proliferazione cellulare, potendo al contempo sia
inibire i meccanismi apoptotici nel caso di una loro esaltazione (es.
l'aplasia midollare), sia reindurre l'apotposi laddove è stata persa
(es. la crescita maligna).

Proprietà
biologiche della MLT
: L’ampio spettro di
azione biologica della MLT può venire sintetizzata nelle seguenti
funzioni:



- Attività
anti-ossidante (è il più attivo agente anti-ossidante noto in
natura).



  • Attività
    neurotrofica (con capacità di ridurre il danno neurologico da
    qualmque agente: virus, ischemia, sostanze neurotossiche).


  • Attività
    psico-mimetica: la MLT rientra nel controllo degli stati di
    coscienza, del ritmo sonno-veglia e del tono dell'umore:


  • Attività
    anti-stress (la KLT è il principale fattore anti-stres endogeno)


  • Attività
    emopoietica (in particolare trombopoietica)


  • Attività
    endocrina (in genere modulante sia in senso inibitorio che
    stimolatorio a secondo delle diverse condizioni sperimentali, in
    particolare su GH, PRL e gonadotropine).


  • Attività
    cardio-vascolare (la MLT tende ad avere effetti modulanti la
    pressione arteriosa in senso riduttivo).


  • Attività
    anti-epilettica, anti-cefalalgia, ipno-inducente, ansiolitica,
    anti-depressiva


  • Azione
    anti-infiammatoria (per inibizione della secrezione citochinica).


  • Azione
    anti-cachettica (per inibizione del TNF).


  • Azione
    immunomodulante.


  • Azione
    anti-tumorale (dovuta a più meccanismi di azione:




  1. possibile
    azione citostatica diretta su cellule maligne esprimenti recettori
    per la MLT


  2. inibizione
    della secrezione di vari fattori di crescita (PRL, IGF-1, EGF)


  3. azione
    cito-differenziante (stimolazione della espressione di recettori
    endocrini)


  4. stimolazíórie
    dell’immunità antitumorale.


lupomag
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