Una storia .... dimenticata

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negativo Una storia .... dimenticata

Messaggio Da Ospite il Mar 8 Set 2009 - 15:40

Video interessante che ci fa capire lo stato della nostra Sanità .... e società



Ultima modifica di Ricky il Mar 8 Set 2009 - 15:47, modificato 1 volta

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negativo Re: Una storia .... dimenticata

Messaggio Da Ospite il Mar 8 Set 2009 - 15:46

Francesco ha 12 anni e chiede alla madre di non soffrire più. Alex, recluso in un carcere della Louisiana , è morto di Aids ed epatite C. Ed , rinchiuso in una prigione di Arkansas, e Bruce, omosessuale di Los Angeles, morivano delle stesse malattie. Alex , Ed e Bruce avevano in comune la vendita per pochi spiccioli di un po’ del loro sangue a una casa farmaceutica. la stessa che produce il farmaco destinato ad alleviare i malanni di Francesco e di milioni di emofilici.
Nei primi anni Ottanta , nelle carceri di Alabama, Florida, Arkansas, Mississippi e Louisiana , come nei ghetti urbani e nelle comunità gay di San Francisco , Los Angeles e Hudson , le ditte farmaceutiche comprarono litri e litri di sangue e plasma che utilizzarono poi per trasfusioni e vaccini. Sangue prelevato ad uomini affetti da virus dell'HIV ed epatite C.
Milioni di questi farmaci salvavita derivati da plasma infetto sono stati utilizzati in Italia. Sono
stati al centro di un processo celebrato a Napoli e concluso a febbraio di quest’anno, dopo anni di indagini. Gli imputati erano Poggiolini, vi ricordate?, direttore del servizio farmaceutico del ministero della Sanità tra i protagonisti di Tangentopoli, accusato insieme a dirigenti ed ex dirigenti del gruppo farmaceutico Marcucci , di omicidio colposo.
Il processo ha avuto una brutta fine : il giudice ha rinviato gli atti al pubblico ministero per un vizio di forma della fine delle indagini. A Napoli si deve ricominciare daccapo , mentre sono in corso 5000 cause contro il Ministero della Sanità che, tra il 2003 e 2007, ha risarcito con 400 mila euro ciascuno circa 800 emofilici e 620 mila famiglie dei defunti.
Francesco ora ha 47 anni “Ho iniziato la cura con il fattore VIII nel febbraio 1974. Per dieci anni , la vita di emofilico non mi è sembrata terribile. le mie articolazioni , grazie al nuovo farmaco, seppur colpite , funzionavano discretamente e , anche se doloranti, mi permettevano di condurre un’esistenza normale”. Poi la scoperta di avere l’HIV e l’epatite C: un coma durato tre mesi e il risveglio sulla sedia a rotelle. Una storia .... dimenticata Trasfusione
“Solo in Italia , tra gli anni anni 70 e la metà degli anni 80 sono state contagiate oltre 70 mila persone con il virus dell’epatite C e circa duemila anche con quello dell’HIV. Di questi, 4500 sono morti” spiega Ambroso , presidente del Comitato 210/92 per una giustizia equa. Tra le vittime ci sono talassemici, anemici ereditari, trapiantati, trasfusi occasionali ed emofilici . Questi ultimi sono stati i più colpiti con 3000 contagi. Un bilancio pesante , ma i farmaci stanno mietendo vittime nel silenzio.
“Non sono un uomo, sono un numero. Quello che mi ha segnato la burocrazia” afferma amareggiato Luca dopo aver contratto l’epatite B e C dopo l’utilizzo di emoderivati infetti per curare la leucemia che lo aveva colpito a 3 anni “La legge mi dà un vitalizio di 1000 euro ogni due mesi. Non bastano neanche per curarmi. E mi arriva sempre in ritardo”.Luca ha dovuto sospendere le cure a Pavia perché gli spostamenti erano troppo costosi. “Mentre sono ancora in attesa di un risarcimento, da me e altre persone nelle mie stesse condizioni lo Stato pretende ogni sei mesi un certificato di esistenza in vita, senza il quale non autorizza il pagamento del vitalizio”. Il ritardo del pagamento del vitalizio lo si riscontra dappertutto. Molte persone non possono lavorare e questi soldi sono l’unica fonte di sostentamento.
dal giugno 2003 è in procinto un processo anche negli Stati Uniti che vede imputati i colossi farmaceutici Bayer Corporation , successore della Cutter Biological , la Baxter Healthcare Corporation e la sua Hyland Division , la Armour Pharmaceutical Company , la Alpha Thera peutic , l’Aventis Behring Llc e la Aventis Inc. , citati in giudizio da emofilici italiani. “le industrie farmaceutiche erano al corrente che il plasma per produrre farmaci salvavita per far coagulare correttamente il sangue , destinati agli emofilici , era ad altissimo rischio” afferma l’avvocato Bertone legale del Comitato 210/92. “Lo sapevano perché andavano a cercarlo in posti più a buon mercato, come le prigioni. fecero ricorso anche a popolazioni del Nicaragua, Haiti, Messico e Belize”. Fatti ammessi anche da un dipendente di un azienda coinvolta.
Shanbrom , responsabile dell’Ufficio ricerca e sviluppo della Baxter , ha dichiarato di sapere che il plasma utilizzato per la produzione dei farmaci proveniva da reclusi di una prigione della Louisiana , e soprattutto che in quel plasma era presente un’epatite che non era la B. Shanbrom chiese al presidente della sua azienda di astenersi dal ricorrere a quei donatori , informando della pericolosità di quel plasma.
Le aziende si difendono affermando che il sangue acquistato è stato analizzato attraverso le conoscenze e le tecnologie dell’epoca. “L’aspetto più inquietante “ afferma Bertone “è che alcune case farmaceutiche hanno mantenuto in commercio nel nostro paese medicinali plasmaderivati non trattati quando negli Usa veniva somministrato da mesi lo stesso farmaco ma termotrattato , ovvero pulito dal virus dell’HIV”. Gli emofilici che hanno fatto causa negli Stati Uniti sono 2970 per 25 nazioni. Gli italiani sono 486 .



Pubblicato da MADYUR a giovedì, marzo 19, 2009

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