La "sola" del detox foot

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Messaggio Da XENA il Dom 10 Gen 2010 - 23:52

Un mia conoscente mi ha chiesto ,se potevo informarmi su quest'apparecchio ,perchè aveva intenzione di acquistarlo da un rivenditore della zona al modico prezzo di 800 euro,quindi cercando, in rete mi son fatta un'idea e la condivido anche con voi:




Da qualche anno è conosciuto in Italia e nel mondo un apparecchio che, attraverso un pediluvio, permetterebbe l’espulsione delle tossine dal corpo umano attraverso i piedi.

Inventato dalla sedicente “dottoressa” Mary Staggs – secondo quanto sostiene lei stessa – il “foot detox” (ed in particolare l’idea insita nel suo funzionamento), è stato riprodotto da molte altre ditte con svariate nomenclature, mantenendo però le caratteristiche peculiari dell’apparecchio “progenitore”.

Attualmente, è venduto a cifre che variano dai 234 ai 1500 euro ma è impiegato anche (soprattutto, ndr.) da estetiste e centri estetici ed i trattamenti, che comprendono 6-10 sedute con lo stesso apparecchio, vengono offerti a cifre intorno ai 100-150 euro (a salire).

Le origini

Prima di entrare nei dettagli della nostra inchiesta, è necessaria una premessa: la signora Staggs, di origine britannica, ha ottenuto le sue due lauree in naturopatia da una scuola per corrispondenza americana non accreditata e svolge gran parte del suo lavoro in Spagna.
Royal Rife

Royal Rife

Mary Staggs ha basato la sua invenzione su una ricerca svolta da Royal Raymond Rife, un inventore americano che negli anni ‘20 dichiarò di aver inventato un potente microscopio capace di individuare microbi vivi mediante il colore dell’aura emessa tramite il loro ritmo di vibrazione.

Il microscopio fu esaminato dalla comunità scientifica fino agli anni ‘50, quando l’interesse andò via via scemando in quanto le affermazioni di Rife non trovarono alcun riscontro.

Dagli anni ‘80, però, l’interesse verso le affermazioni dell’inventore tornò vivo nella sfera della medicina alternativa a seguito della pubblicazione del libro “The Cancer Cure That Worked” (la cura per il cancro che funzionava, ndr.), che sostenne la validità del lavoro di Rife e che la sua cura per il cancro era stata nascosta da una cospirazione capeggiata dall’American Medical Association.

A seguito della pubblicazione, vari dispositivi recanti il nome di Rife furono commercializzati come cura per diverse malattie come il cancro e l’AIDS.

Un apparecchio analizzato dall’Electronics Australia si è rivelato una semplice batteria a 9v, cavi, un interruttore, un timer e due piccoli tubi di rame, che emettevano corrente “quasi impercettibile” e del tutto insufficiente per penetrare la pelle.

Da questa analisi inizia l’inchiesta realizzata da l’abAteo Impertinente (il video è alla fine della pagina).

Come funziona
La "sola" del detox foot Detox10


Il colore dell'acqua a fine trattamento

Il dispositivo si presenta in numerose varianti, le cui differenze sono esclusivamente visive: alcuni si presentano come una “scatola” con display, pulsanti e un apparato composto da elettrodi, altri invece hanno quasi tutto incorporato nella bacinella provvista.

Nella sostanza, il “foot detox” è un pediluvio “particolare” (il perché verrà svelato più avanti): un po’ d’acqua calda in una bacinella (o nella bacinella dell’apparecchio, se ne è dotato), un po’ di sale, l’elettrodo e inizia il “trattamento”.

Dopo soli 30 minuti, la seduta è terminata e l’acqua, magicamente, assumerà una colorazione generalmente marronastra e il dispositivo avrà svolto egregiamente la sua funzione.

Tutti, a questo punto, si chiederanno cosa fa questo sensazionale apparecchio. Già, cosa fa…

Le sensazionali promesse

La storia del “foot detox” è costellata di mirabolanti affermazioni; le più eclatanti si sono diffuse soprattutto quando è entrato in commercio.

«Immergendo i piedi in acqua calda, contenente “sali organici naturali”, con una lieve corrente che “risuona” con il “vostro campo bio-energetico” passandogli attraverso, si favorirà l’espulsione delle tossine dai 2000 pori presenti nei piedi.»

Il tutto “corroborato” da un sostanziale cambiamento di colore dell’acqua del pediluvio.

In principio, la colorazione dell’acqua a termine della seduta veniva giustificata con l’espulsione delle tossine attraverso i piedi. I più arditi, addirittura, sostenevano (e alcuni lo fanno ancora, ndr.) che diverse tonalità di colore equivalevano alla detossificazione o a una patologia di una specifica parte del corpo.

La verità

Ma la “pacchia” è finita il 2 settembre del 2004, quando il dottor Ben Goldacre, colonnista di Bad Science per il Guardian, ha svelato sulle pagine del quotidiano cosa si nasconde dietro le meraviglie tanto decantate.

Convinto della natura fraudolenta del dispositivo, il dottore ha voluto fare delle analisi per chiarire ogni dubbio.

Per il primo esperimento ha utilizzato una bacinella con acqua e sale e due chiodi collegati a una batteria di un’auto. Come per incanto, l’acqua assume lo stesso colore di quella ottenuta al termine di una seduta con il “foot detox”.

Per il secondo, ha mandato un suo amico, il dottor Mark Atkins, a sottoporsi ad un trattamento con il dispositivo. In entrambi i casi, è stato prelevato un campione d’acqua all’inizio e al termine.

I campioni sono stati poi inviati per l’analisi al Medical Toxicology Unit di New Cross, che, senza alcun stupore per Goldacre, ha presentato i seguenti risultati: prima del trattamento, l’acqua conteneva 0.54 mg per litro di ferro; dopo, 23.6 mg/l.

L’acqua del primo esperimento conteneva 97 mg/l ed era, infatti, più scura. In sostanza, l’apparecchio produce ruggine ed è l’unico motivo della colorazione dell’acqua.

E le tossine?

«Essenzialmente, i produttori di questi apparecchi offrono una dialisi attraverso i piedi. Urea e creatinina sono probabilmente le più piccole molecole – chiamatele “tossine” se preferite – che il corpo espelle, attravero urina e sudore: se fossero uscite “tossine”, sarebbero presenti anch’esse. Nell’acqua, non ve n’era traccia né prima né dopo il trattamento,» afferma il dottor Goldacre.

Cosa è cambiato

Poco dopo l’uscita dell’articolo, molti dei siti che reclamizzavano il prodotto hanno chiuso e gran parte di quelli che tuttora lo producono e lo vendono hanno “abbassato il tiro”.

La Staggs in primis, ha dichiarato apertamente sul suo sito web che la colorazione dell’acqua è dovuta alla corrosione degli elettrodi (che produce ruggine) e le diverse tonalità sono causate dalla pulizia dei piedi, da residui di sapone, creme, smalto e così via.

Ha dovuto, inoltre, sottolineare il fatto che i cambiamenti di colore non corrispondono ad alcuna patologia o detossificazione di una specifica parte del corpo.

Il nuovo escamotage

Urgeva, quindi, una soluzione rapida per riportare il “prodotto” ad un livello di credibilità accettabile (credulità, ndr.) .

Semplice: depennata da quasi tutti la funzione indicativa della colorazione dell’acqua, è stata mutata la descrizione del processo di detossificazione aggiungendo improbabili peculiarità.

Il “nuovo” dispositivo si focalizza sul riequilibrio del “campo bio-energetico”, attraverso l’emissione di ioni positivi e negativi che darebbero la spinta allo smaltimento delle tossine indesiderate, ristabilendo l’equilibrio delle cellule.

Gli ioni positivi e negativi, però, non possono “risuonare” attraverso il corpo in risposta a nessuno di questi apparecchi e il “bilanciamento dell’energia” non è misurabile attraverso strumenti scientifici.

Per risolvere questo problema, molti hanno ben pensato di far ricorso al metodo della fotografia Kirlian, enfatizzando il miglioramento del profilo energetico dopo il trattamento.

L’effetto Kirlian
La "sola" del detox foot Kirlia10

In un articolo di qualche mese fa, l’effetto Kirlian veniva egregiamente spiegato dal CICAP nel video realizzato dalla National Geographic, che confutava anche l’esistenza “dell’energia interiore”.

Le apparecchiature basate sul metodo della fotografia di Kirlian vengono utilizzate per visualizzare l’aura, ritenuta una radiazione luminosa prodotta solo da esseri viventi.

I test effettuati dal CICAP, invece, dimostrarono che la fotografia Kirlian, in realtà, non visualizza la cosiddetta aura ma semplicemente umidità o calore in qualsiasi tipo di oggetto, che sia esso animato o inanimato.

Noi vi proponiamo una foto Kirlian di una moneta e del suo relativo “campo energetico”.

Foto Kirlian di una moneta

Foto Kirlian di una moneta

Apparecchio medicale di classe II

Per dare una parvenza di approvazione da parte del mondo della medicina, viene spesso propagandata la Certificazione Medica di Classe II assegnata all’apparecchio. Quello che non viene detto, però, è che tale “classificazione” riguarda esclusivamente l’invasività del prodotto – come è possibile riscontrare nel DL 24 febbraio 1997, n 46 – Allegato IX, per conformità alle direttive europee – e non garantisce in alcun modo che il dispositivo svolga realmente il suo lavoro.

Il nostro video

Per completare il nostro “viaggio” nel mondo del “foot detox”, abbiamo deciso di realizzare anche una video-inchiesta che vi invitiamo a visionare in alta definizione da youtube anche se, per comodità, viene proposta anche di seguito.

In conclusione, l’apparecchio è stato giustamente definito una truffa dal dottor Ben Goldacre e l’unico risultato concreto che potreste ottenere dopo un trattamento è un po’ di ruggine sui vostri

piedi

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