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Trimiprob, chi e perché ha paura del bioscanner

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Trimiprob, chi e perché ha paura del bioscanner

Messaggio Da XENA il Lun 15 Mar 2010 - 14:52

articolo di domenica 14 marzo 2010

Ha inventato la macchina che vede
i tumori: lo accusano di stregoneria

di Stefano Lorenzetto

Clarbruno Vedruccio costruisce una sonda contro le mine antiuomo e scopre che interagisce col suo corpo. "Merito di un panino ingurgitato in treno e della gastrite"
Un tubo lungo 30 centimetri che permette di scoprire i tumori non appena cominciano a formarsi. Una sonda elettromagnetica che vede qualsiasi infiammazione dei tessuti. Un esame che dura appena 2-3 minuti, non è invasivo, non provoca dolore o disagi al paziente, e fornisce immediatamente la risposta. Un test innocuo, ripetibile all’infinito e senza togliersi i vestiti, che ha una precisione diagnostica come minimo del 70% ma, se eseguito da mani esperte, può arrivare anche al 100% di attendibilità. Uno strumento rivoluzionario, poco ingombrante, portatile, che si può usare ovunque e che non necessita di mezzi di contrasto radioattivi, lastre fotografiche o altro materiale di consumo. Un’apparecchiatura che si compra, anzi si comprava, con 43.000 euro più Iva, contro i 3-4 milioni di euro di una macchina per la risonanza magnetica, i 2 milioni di una Pet e il milione e mezzo di una Tac, tutt’e tre con costi di gestione elevatissimi.
Allora chi e perché ha paura del bioscanner, nome commerciale Trimprob? Non certo i potenziali pazienti, che potrebbero individuare per tempo la malattia. Non certo il ministero della Salute, che lo ha inserito nel repertorio dei dispositivi medici del Servizio sanitario nazionale. Non certo il professor Umberto Veronesi, che lo ha sperimentato nel suo Istituto europeo di oncologia di Milano e ne ha decantato la validità. Eppure la Galileo Avionica, società del colosso Finmeccanica, ha annunciato la chiusura della Trim Probe Spa, l’azienda che lo produceva e lo commercializzava, messa in liquidazione in quanto ritenuta non più strategica nell’ambito di un gruppo internazionale specializzato nei mezzi di difesa militare.
Questa è l’infelice historia di un cavaliere d’altri tempi, il professor Clarbruno Vedruccio, 54 anni, l’inventore del bioscanner, laureato in fisica e in ingegneria elettronica negli Stati Uniti, già collaboratore dell’Istituto di fisica dell’atmosfera del Cnr a Bologna e docente di metodologia della ricerca all’Università di Urbino, che nei tempi presenti avrebbe meritato i premi Nobel per la fisica e la medicina fusi insieme, se solo il mondo girasse per il verso giusto, e invece è costretto a prosciugare il conto in banca per tutelare la sua creatura.
Vedruccio è arrivato al bioscanner per puro caso, mentre stava fornendo tecnologia militare avanzata ad alcuni reparti d’élite delle nostre forze armate. Pur di non lasciarsi sfuggire un simile cervello, nel 2004 i vertici della Marina hanno rispolverato la legge Marconi del 1932, così detta perché fu creata su misura per Guglielmo Marconi, l’inventore della radio, che minacciava di passare armi e bagagli agli inglesi. Arruolato «per meriti speciali» nella riserva selezionata, con decreto del presidente della Repubblica, l’Archimede Pitagorico è diventato capitano di fregata ed è stato assegnato all’ufficio studi del Comando subacquei e incursori alla Spezia. Ha anche partecipato con l’Onu alla missione di pace Leonte in Libano, dove s’è guadagnato un encomio.
Quando nel 2004 una serie di fenomeni impressionanti - elettrodomestici che prendevano fuoco, vetri delle auto che esplodevano, bussole che impazzivano, cancelli automatici che si aprivano da soli - sconvolse la vita di Caronia, nel Messinese, la Protezione civile chiamò Vedruccio per trovare il bandolo della matassa. Lo studioso accertò che il paesino dei Nebrodi veniva colpito da fasci di radiazioni elettromagnetiche con particolari caratteristiche. Se oggi gli chiedi chi fosse a emetterle, si limita a tre parole: «Non posso rispondere». L’inventore abita con la moglie Carla Ricci, sua assistente, a pochi chilometri dal radiotelescopio Croce del Nord di Medicina (Bologna). Quando si dice il caso.
Nome insolito, Clarbruno.
«Viene dalla fusione di Clara e Brunello, i miei genitori».
Lei è un fisico. Perché ha accettato di diventare ufficiale di Marina?
«Non sono né guerrafondaio, né pacifista. Ma se la guerra si deve fare, si fa. Diciamo che la vita militare è la normalità, nella nostra famiglia. Sono nato a Ruffano, provincia di Lecce. Mio nonno materno, Ettore Giaccari, disperso in mare nel 1941, era il capo motorista dell’incrociatore Fiume, affondato dagli inglesi nella battaglia di Capo Matapan. Mio padre comandava la brigata costiera della Guardia di finanza. Sono cresciuto tra la caserma e il faro di Torre Canne. Nel gennaio 1958 precipitò in Adriatico un aereo F86 e papà si gettò a nuoto nelle acque gelide per salvare il pilota. Lo riportò a riva: purtroppo era già morto. Io passai l’infanzia fra i rottami di quel caccia militare. Ricordo ancora la carlinga, i comandi, la sala radio. Il mio amore per l’elettronica è nato lì».
E il bioscanner com’è nato?
«Nel 1985 collaboravo col battaglione San Marco. Mi fu chiesto se ero in grado di mettere a punto una tecnologia per intercettare i pescatori di frodo che di notte approdavano sull’isola di Pedagna, zona militare al largo di Brindisi. Le telecamere non potevano essere installate per la troppa salsedine e le frequenti mareggiate. Stavo lavorando a una specie di radar antiuomo, come quelli che gli americani usavano in Vietnam, quando mi accorsi che alcune bande di frequenza in Uhf, fra i 350 e i 500 megahertz, quindi al di sotto dei canali televisivi, interagivano bene con i tessuti biologici delle persone».
In che modo se ne accorse?
«Volevo sperimentare la possibilità di usare l’elettromagnetismo anche per rintracciare le mine antiuomo sepolte nel terreno: il rilevatore registrava qualsiasi discontinuità nella compattezza della sabbia fino a 20 centimetri di profondità. Mentre ero nel mio laboratorio, notai che sugli analizzatori di spettro una delle tre righe spettrali spariva completamente ogniqualvolta mi avvicinavo al banco di prova. Strano. Quel giorno avevo ingurgitato un panino col salame in treno ed ero in preda a una gastrite terribile. Mi si accese una lampadina in testa. Chiamai Enrico Castagnoli, ex radarista della Marina, mio vicino di casa, e gli chiesi come si sentisse in salute. “Benone”, mi rispose. Ripetei la prova su di lui: nessuna variazione di spettro. La conferma che cercavo».
Cioè?
«Allora non potevo saperlo. Ma avevo appena provato in vivo ciò che gli scienziati Hugo Fricke e Sterne Morse intuirono e descrissero nel 1926 su Cancer Research e cioè che i tessuti sani hanno una capacità elettrica più bassa, quelli infiammati più elevata, quelli oncologici ancora maggiore. In pratica il mio bioscanner consente di fare una specie di biopsia elettromagnetica, quindi incruenta, dei tessuti biologici, grazie a tre frequenze in banda Uhf, intorno ai 460, ai 920 e ai 1350 megahertz. In particolare, il segnale sulla prima frequenza interagisce con le formazioni tumorali maligne, evidenziando un abbassamento della riga spettrale».
E individua qualsiasi tipo di cancro?
«A eccezione delle leucemie. Ma i tumori solidi su cui abbiamo indagato li ha letti tutti. Ho visto alcuni carcinomi del seno con due anni d’anticipo sull’ecografia e sulla mammografia».
Chi è stato il primo paziente a sottoporsi all’esame?
«Un fisico britannico che era venuto all’Università di Urbino per un congresso. Gli ho scoperto un tumore alla prostata. Nei giorni successivi gli studenti di medicina, farmacia e veterinaria facevano la fila per sottoporsi all’esame e lo stesso i miei colleghi docenti. Io insegnavo a loro e loro a me. Nel 2006 ho portato la macchina in Libano durante la missione Leonte. È stato un altro screening di massa».
Ma chi garantisce che il test non faccia male e sia affidabile?
«Il bioscanner ha l’omologazione dell’Istituto superiore di sanità, che ne ha attestato la non nocività. Per ogni organo occorre poi una procedura di validazione presso enti accreditati dal ministero della Salute. Per le ovaie la sperimentazione avviata dall’Istituto nazionale dei tumori di Milano ha dimostrato un indice di sensibilità del 91%, il che è particolarmente confortante, trattandosi di una neoplasia che non dà sintomi e in genere viene scoperta quando vi sono già le metastasi. Nello stesso istituto sono stati testati i tumori del retto: siamo sull’89% di attendibilità. Le prove per la tiroide e lo stomaco-duodeno, eseguite nelle Università di Catanzaro e Genova e nell’ospedale maggiore della Marina militare a Taranto, si sono rivelate esatte al 90% e in due casi al 100%. I tumori della vescica, testati all’ospedale Vito Fazi di Lecce, hanno restituito un dato sicuro nell’89,5% dei casi. Per la prostata e il seno siamo al 72%».
Il margine d’errore a che cos’è dovuto?
«All’imperizia di chi esegue l’esame e alla fallibilità di tutti i sistemi diagnostici. Non dimentichiamo che anche un ecografo può sbagliare nel 45% dei casi: tanto varrebbe buttare in aria una monetina e fare a testa o croce. Da uno studio pubblicato sulla rivista Urology nel 2008, e relativo alla diagnostica della prostata, risulta che il bioscanner ha offerto un’accuratezza del 72% contro il 55% di un’ecografia transrettale, tanto invasiva quanto fastidiosa».
Gli amici si rivolgeranno a lei al minimo acciacco.
«Li dirotto verso gli ospedali. È troppo pesante scoprire che una persona ha un tumore e doverglielo dire all’istante. Se il Trimprob fosse dato in dotazione ai medici di base, si risparmierebbero miliardi di euro spesi per accertamenti diagnostici spesso inutili. Purtroppo è presente solo in 50 ospedali sui circa 2.000 esistenti in Italia».
E all’estero?
«Si trova in Giappone, Brasile, Malesia, Turchia, Iran, Regno Unito, Francia, Belgio. Ma da due anni la Galileo Avionica ha smesso di produrlo e io mi ritrovo a pagare le spese per il mantenimento del brevetto internazionale dalla Cina al Sudafrica, dall’India al Canada. Si tratta di costi largamente superiori al mio stipendio».
E dire che la Galileo Avionica era andata ad analizzare col bioscanner persino la prostata di Beppe Grillo...
«Credo che il Trimprob sia stato testato anche su Umberto Bossi, che ne ha parlato benissimo a Silvio Berlusconi».
Attrezzo bipartisan. «A questo punto come si fa a dire che l’esposizione ai campi elettromagnetici non ha effetti sulle persone?», s’è chiesto Grillo nel suo blog.
«Il Trimprob utilizza una potenza 100 volte inferiore a quella dei cellulari: 10 milliwatt contro 2 watt. Però bisogna essere onesti: l’industria non ha alcun interesse a divulgare le indagini che invitano ad applicare il principio di precauzione all’elettromagnetismo».
Non mi aveva detto che la non nocività del bioscanner è certificata?
«È così. L’esame dura poco o niente, non vi è un’esposizione cronica, e la frequenza ha uno spettro di assorbimento selettivo sui tessuti infiammati, non su quelli sani».
E i collegamenti wireless sono sicuri?
«Da elettromagnetista ho sviluppato una particolare sensibilizzazione ai campi elettromagnetici anche deboli. Mi sono accorto che il mio vicino di casa aveva cambiato il modem per collegarsi a Internet perché ho cominciato a dormire male. Ho acceso l’analizzatore di spettro e ho visto che aveva installato una rete wi-fi. Gli ho chiesto di spegnerla almeno di notte e sono tornato a dormire bene».
Il Trimprob rischia di rendere superfluo il lavoro dei radiologi?
«No. La diagnostica per immagini resta lo standard. Il bioscanner aiuta, dà il primo allarme. Per esempio, gli urologi che lo impiegano hanno ridotto di molto la prescrizione di biopsie».
Però manda in pensione le mammografie per prevenire il tumore al seno.
«Se vuole condannarmi a morte, scriva così».
Insomma, a quali specialisti dà fastidio?
«A tutti quello che non lo usano».
Qualcuno l’ha ostacolata?
«Durante un vertice all’Istituto superiore di sanità, al quale ero stato accreditato dall’Ieo del professor Veronesi, uno dei presenti mi ha detto: “Cos’è? Stregoneria?”. Gli ho obiettato che un’industria che produce cacciabombardieri difficilmente spreca tempo in riti vudù. Il bioscanner è la macchina del futuro. Ma capisco che sarebbe stato come parlare dei telefonini nel 1700».
Com’è possibile che l’Italia non riesca a sfruttare l’invenzione di un italiano?
«Vuol sapere una cosa? Sono un capitano di fregata precario. In Marina ho lavorato solo sei mesi l’anno, agli inizi senza stipendio. E dal 2 luglio sarò congedato perché compio 55 anni, che è l’età limite per far parte come ufficiale delle forze di completamento. Eppure questo è il periodo più fertile della mia vita di inventore: due brevetti depositati, fra cui un’antenna tattica omnidirezionale per collegamenti satellitari utilizzata dal contingente italiano in Afghanistan, e altri quattro già pronti».
Si sarà pentito di non essere rimasto negli Stati Uniti.
«A fuggire si fa presto. Rimanere a combattere in Italia, quello sì è da soldati».
(487. Continua) ---------> www.ilgiornale.it/interni/ha_inventato_macchina_che_vede_i_tumori_accusano_stregoneria/14-03-2010/articolo-id=429339-page=0-comments=1
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Ultima modifica di XENA il Mar 16 Mar 2010 - 0:10, modificato 2 volte

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la scienza sbagliava i cani vedono a colori...

Messaggio Da XENA il Lun 15 Mar 2010 - 17:51

http://dweb.repubblica.it/dweb/2006/04/22/attualita/attualita/079cap49679.html

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Re: Trimiprob, chi e perché ha paura del bioscanner

Messaggio Da XENA il Lun 15 Mar 2010 - 17:56

Dottor Carlo Bellorofonte del San Raffaele di Milano .
Il Dott. Carlo Bellorofonte, specialista in Urologia e in Andrologia, visita quotidianamente e sottopone al Trimprob numerosissimi pazienti.

- TRIMprob: storia di
un'invenzione
- Il Prof. Veronesi
parla del TRIMprob
documenti sul trimprob
- come si effettua
l'esame
- La Sonda
- Esame normale
- Come appare una
calcificazione
- Come appare un
tumore
documenti sul trimprob
- Se l'esame TRImProb è positivo?
- Se l'esame TRIMProb è negativo?
Documentazione TEcnica
- Attestazione CE del
governo italiano
- Confronto tra dato
ecografico e TRIMprob
nella diagnosi del
carcinoma prostatico
- Non-invasive detection
of prostate cancer by
electromagnetic
interaction
- TRIMprob: un nuovo
mezzo diagnostico non
invasivo nel carcinoma
prostatico dell'anziano

http://www.carlobellorofonte.it/pagine/trimprob.htm

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Re: Trimiprob, chi e perché ha paura del bioscanner

Messaggio Da XENA il Mar 29 Giu 2010 - 10:16

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Re: Trimiprob, chi e perché ha paura del bioscanner

Messaggio Da Hengel il Mar 29 Giu 2010 - 12:38

Circa 10 anni fa i russi avevano presentato alla classe medica uno strumento molto più sofisticato del Trimprob e capace di una diagnosi preventiva generale, con precisione elevatissima.

La classe medica ha preso atto e ha provveduto celermente a insabbiare ogni informazione in merito, facendola anche passare per ridicola.

Io ho usato vari anni questo strumento e posso confermare che è eccezionale, molto preciso e ti permette di capire tutto ciò che succede in ogno momento nell'organismo.

Ma tutto ciò non interessa alla classe medica:

primo perchè i medici non hanno una adeguata informazione scientifica,

secondo perchè vedono un tremendo competitore in queste macchine e hanno paura di perdere il controllo dei malati,

terzo un test sostituisce decine di analisi e radiografie varie, abbattendo enormemente i loro introiti,

quarto se entrassero in uso estensivo tali strumenti, le cliniche, metà degli ospedali, moltissimi ambulatori specialistici, la vendita di medicinali, crollerebbero tutti, si potrebbe chiudere quasi tutta la sanità nazionale.

E' evidente che di fronte a una simile catastrofe, faranno di tutto per ostacolare ogni forma di evoluzione che tenda a minare guadagni e funzioni.

Hengel
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Re: Trimiprob, chi e perché ha paura del bioscanner

Messaggio Da XENA il Mar 29 Giu 2010 - 12:46

Io ho usato vari anni questo strumento e posso confermare che è eccezionale, molto preciso e ti permette di capire tutto ciò che succede in ogno momento nell'organismo.
Sarebbe molto interessante se ce ne parlassi,
di questa strumentazione di cui hai fatto uso.

grazie

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Re: Trimiprob, chi e perché ha paura del bioscanner

Messaggio Da Hengel il Mar 29 Giu 2010 - 16:15

Questo strumento entra negli studi della Medicina delle Frequenze.
Ne ho già fatto accenno nella discussione specifica.

Tale strumento nasce dalla tecnologia della medicina spaziale, ossia dalla messa a punto di uno strumento capace di controllare le condizioni di salute degli astronauti in orbita, di valuare le condizioni in ogni istante e di apportare le cure necessarie mediante l'invio delle frequenze adeguate, secondo necessità.

La medicina delle frequenze è vecchia di 5000 anni e fa capo alla vecchia medicina cinese.

L'elettronica moderna e tutti i comparti della fisica, hanno permesso di trasferire su un monitor i valori e le infìdicazioni delle funzioni anomale dell'organismo, ossia delle malattie, dalle più semplici alle più complesse.

L'organismo emette una molteplicità di frequenze, relative a ogni organo, ogni sitema, ogni cellula.

Quando qualche parte si ammala, vengono emesse frequenze anomale che permettono di interpretare il tipo e la gravità della malattia, la sua localizzazione, la sua evoluzione, ecc.

I rilievi delle frequenze vengono fatti mediante due magnetoinduttori appoggiati vicino alle tempie, perchè la testa è circondata da un grande vortice di energia che rispecchia tutte le funzionalità e le condizioni del copro.

Lo strumento intercetta e seleziona le frequenze anomale e, dopo averne elaborato i dati, fornisce sul monitor le informazioni in base alle quali si può intervenire.

Tali informazioni sono completate con i tipi di prodotti necessari per le cure, siano essi allopatici, omeopatici, fitoterapici.

Lo strumento stesso seleziona le frequenze anomale, ne inverte la fase e le ritrasmette all'organismo neutralizzando la disfunzione.

Questa terapia, che corrisponde a una omeopatia virtuale, ha validità da 1 -2 a 3- 4 giorni, secondo l'intensità della disfunzione e secondo la capacità dell'acqua dell'organismo di memorizzare la frequenza della terapia.

In partica, questo strumento è un laboratorio virtuale completo, non invasivo, assolutamente privo di alcun effetto nocivo o collaterale, portatile con un notebook.

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Re: Trimiprob, chi e perché ha paura del bioscanner

Messaggio Da rosenz il Mar 29 Giu 2010 - 16:33

Hengel ha scritto:
In pratica, questo strumento è un laboratorio virtuale completo, non invasivo, assolutamente privo di alcun effetto nocivo o collaterale, portatile con un notebook.
Grazie Hengel ma arrivati a questo punto non mi basta , vorrei sapere di più....
Ha un nome preciso questo strumento? si trova da qualche parte in commercio?

C'è, che tu sappia, qualche medico che, magari di nascosto, usa questa tecnologia?.....insomma in che modo (se c'è un modo) potremmo noi comuni mortali avvalerci di questa strumentazione diabolica ...? Ri-grazie....

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Re: Trimiprob, chi e perché ha paura del bioscanner

Messaggio Da Hengel il Mar 29 Giu 2010 - 17:46

L'apparecchio originale è stato modificato e adattato per uso civile e messo in commercio con il nome di Oberon.

E' molto diffuso presso le cliniche e gli ambulatori russi, dove se ne trovano anche molti cloni, con capacità ridotte.

E' molto diffuso in Polonia ed è presente un pochino in tutti i paesi.

In Italia è stata tentata molte volte la vendita, ma sempre con effetti negativi.

Va detto che per usare questo strumento bisogna prima farsi una buona preparazione in Fisica Atomica, Fisica Quantistica, Fisica delle Frequenze, Elettrochimica, Microbiologia e tante altre materie complementari.

Poi bisogna conoscere bene l'alimentazione che è fondamentale, assieme all'uso dei supplementi di vitamine.

Il semplice uso offre notevoli informazioni, ma se mancano le basi per interpretarle, tutto finisce in una bufala, come lo ha domostrato Striscia la Notizia.

Io stesso all'inizio interpretavo i dati così come erano forniti, ma piano piano, approfondendo gli studi e la pratica, sono riuscito a raggiungere un livello di preparazione che oggi, in pochi minuti, mi permette di fare una valutazione rapida sulla maggioranza delle malattie.

Come tutti gli strumenti, bisogna imparare a usarlo e fare molta pratica con tanto ragionamento per comprendere e valutare le situazioni.

Hengel
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Re: Trimiprob, chi e perché ha paura del bioscanner

Messaggio Da rosenz il Mar 29 Giu 2010 - 18:54

Hengel ha scritto:
Va detto che per usare questo strumento bisogna prima farsi una buona preparazione in Fisica Atomica, Fisica Quantistica, Fisica delle Frequenze, Elettrochimica, Microbiologia e tante altre materie complementari.
.....
Basta, basta Hengel per carità...., per me basta ed avanza, comunque grazie.
Per ora mi accontenterò di tenermi ben stretta la mia naturopatia....prevenzione primaria[u], stimolazione della Vis Medicatrix Naturae [/u] .....e tutte le nostre cellule risuoneranno in perfetta frequenza......

Ciao.

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Re: Trimiprob, chi e perché ha paura del bioscanner

Messaggio Da XENA il Mer 8 Feb 2012 - 1:18

[youtube][/youtube




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Clarbruno Vedruccio ha poi continuato gli studi conseguendoil Ph.D. in Ingegneria Elettronica. Nel 2004, la Marina Militare, con decreto del Presidente della Repubblica, ha conferitoa Vedruccio il grado di Capitano di Fregata, con una legge che fu applicata per la prima volta per Guglielmo Marconi. In Marina si occupa di varie tematiche nell'ambito delle Radiocomunicazioni e dell'elettromagnetismo. Presta servizio a COMSUBIN (La Spezia) e,aggregato al Reggimento San Marco, ha partecipato alla Missione di Pace O.N.U. "Leonte"a Tibnine, in Libano. Nel 2009 ha conseguito il "brevetto di abilitazione anfibia" checontraddistingue i fucilieri di Marina del Reggimento San Marco, i marines italiani..E' sposato con la dr. Carla Ricci, che oltre ad essere una studiosa nota per le sue ricerche epubblicazioni sulla figura di Maria Maddalena e delle donne all'origine del cristianesimo, lo affianca nell'avventura scientifica ed umanitaria del Bioscanner®.

Clarbruno Vedruccio graduated in Physics in the U.S.and obtained a
Ph.D. in Electrical Engineering.In 2004, by decree of the President of the Republic, the Navy awarded
Vedruccio the rank of Commander, with a law that was applied for the
first time to Guglielmo Marconi. In the Navy, he deals with various
issues relating to radio-communications and electromagnetism. He
serves in COMSUBIN (La Spezia), the elite combat frogman force, and,
having joined the San Marco Regiment, he took part in the UN Peace
Mission "Leontes" in Tibnin, Lebanon. In 2009 he received the licence
which distinguishes the Marine riflemen of the San Marco Regiment, the
Italian Marines. He has also worked as a consultant for the Civil
Protection Department, doing research on electromagnetic fields and
phenomena related to them; he is part of the Inter-institutional
Working Group for the observation of the phenomena of Canneto di
Caronia (ME). He is married to Dr. Carla Ricci, a scholar known for
her research and publications on the figure of Mary Magdalene and
women at the origin of Christianity, and who has joined him in the
scientific and humanitarian adventure of Bioscanner ®.



In the spirit of ideas worth spreading, TEDx is a program of local, self-organized events that bring people together to share a TED-like experience. At a TEDx event, TEDTalks video and live speakers combine to spark deep discussion and connection in a small group. These local, self-organized events are branded TEDx, where x = independently organized TED event. The TED Conference provides general guidance for the TEDx program, but individual TEDx events are self-organized.* (*Subject to certain rules and regulations)

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