EQUISETO: RIMINERALIZZANTE TESSUTI

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EQUISETO: RIMINERALIZZANTE TESSUTI

Messaggio Da Shantiwoman il Dom 6 Gen 2008 - 21:19

EQUISETO, equisetum arvense


famiglia delle Esquisetacee, si usano le parti aeree della pianta, i cauli i fusti, è diffusa in tutto l'emisfero boreale, discende dalle felci, la medicina Cinese la impiega per la cura dell'Artrite, delle ferite, delle emorroidi, della dissenteria, per le ulcere e le emorragie nasali, di aiuto essenzialmente nella fragilità ossea, nella osteoporosi, nella caduta dei capelli, nelle unghie fragili.Ha una azione diuretica, utile per la ritenzione idrica, nelle infezioni renali, nelle infezioni dell'apparato urinario, nella incontinenza, nei calcoli urinari, nella insufficienza cardiaca congestizia, nella uretrite, nella prostatite, nella osteoporosi, nelle emorragie uterine e delle emorroidi, ha una azione anticancerogena, utile nella cura delle anemie secondarie, nelle forme reumatiche, nell'aterosclerosi, rallenta l'invecchiamento delle fibre elastiche, è una pianta diuretica ma non altera gli elettroliti, si consiglia l'uso dell'Equiseto negli edemi post-traumatici, in caso di infezioni batteriche ed infiammatori delle vie urinarie per favorire la eliminazione della renella. Può essere di aiuto come coadiuvante nelle cure dimagranti. Favorisce le cicatrizazioni, utile nelle dermatiti, migliora la elasticità cutanea, previene le rughe dell'invecchiamento e previene anche la cellulite. E' utile per chi vuole smettere di fumare, è una pianta essenzialmente remineralizzante.

PRINCIPI ATTIVI, acido silicico, sali di potassio, acido ascorbico, acidi fenoli, cinnaminici, dacaffeiltartrici, equisetonina, composti flavonici, isoquercitina, galuteolina, alcaloidi, 3-metossipiridina, palustrina, nicotina, cloruro di potassio, acido malico e ossalico, gliceridi dell'acido stearico, linoleico, lonolico, oleico. L'azione diuretica della droga è dovuta dalla presenza di sali di potassio, della saponina, della esquisetonina ed ai flavoni, contiene oro che assorbe acqua, ed è in grado di curare l'artrite reumatoide.

CONTROINDICAZIONI, evitare in gravidanza, in allattamento, alle dosi consigliate la pianta è sicura

TRATTO DAL SITO: http://www.erboristeriaedaltro.com/BORRI%20COMPR.%20EQUISETO.html

PRINCIPI ATTIVI
Numerosi flavonoidi , un triterpene : equisetonina, acido ferulico e adico

caffeico; numerosi sali minerali in particolare acido silicico, fondamentale tra le sue qualità Le sue caratteristiche sono:

rimineralizzante
cicatrizzante
tricotrofico (stimola la crescita dei capelli)
emostatico
diuretico (ne aumenta la quantità)
antinfiammatorio
astringente
rinforza il tessuto connettivo e le unghie
L’alto quantitativo di silice contenuta nell’Equiseto lo rende una delle piante in assoluto più utili per il ripristino dei tessuti: tendinei, catilaginei, conntettivali, unghie e capelli.


PRELE
Macinare finemente 30 grammi di Equiseto secco sino a ridurli in polvere finissima., va consumato in dose di un cucchiaino al giorno, può essere diluito in miele. Ottimo come rimineralizzante, conosciuto in macrobiotica

IMPACCHI DI EQUISETO

Bollire 20 gr di Equiseto in mezzo litro d’acqua per 5 minuti. L’erba può essere utilizzata per impacchi cicatrizzanti su piaghe e ferite. L’acqua di bollitura può essere usata per pediluvi o maniluvi nelle patologie artrosiche dolorose.L’assorbimento del Silicio presuppone un ambiente gastrico acido.

TISANA DRENANTE DIURETICA
EQUISETO PIANTA INT. 50 GR
CENTELLA FOGLIE 20 GR
PILOSELLA FOGLIE 20 GR
GINEPRO BACCHE 10 GR

Bere due tazze al giorno lontano dai pasti : 1 cucchiaio in 250 ml di acqua far bollire un minuto quindi lasciare infusione 15 minuti. filtrare.

TRATTO DAL SITO: http://www.poudzo.it/Giornale/Erboristeria/equiseto.htm

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Equiseto per emorroidi e mestruazioni abbondanti, diuretico.

Messaggio Da Shantiwoman il Lun 7 Apr 2008 - 12:22

Rimedi naturali per le emorroidi e le mestruazioni abbondanti: il decotto di equiseto
pubblicato: giovedì 06 dicembre 2007 da fritha in: Rimedi e Prodotti Naturali Piante e Erbe Officinali Come vivere meglio

Le numerose proprietà dell’equiseto sono note da tempo immemore e tra i rimedi naturali è forse la pianta che offre lo spettro d’azione tra i più ampi, grazie alla ricchezza di sali minerali e alle capacità diuretiche, astringenti ed emostatiche. Un infuso a base di equiseto è utile nella cura delle emorroidi e delle mestruazioni troppo abbondanti.

Acquistate in erboristeria 5 grammi di equiseto (parte aerea della pianta) e lasciate in infusione in 1 dl. d’acqua. Usando delle compresse di garza applicate l’infuso sulle zone interessate. Usando i gambi, invece, si prepara un decotto che - assunto quotidianamente per 4-5 giorni prima della mestruazione - contrasta i flussi troppo abbondanti, regolarizzandoli.

tratto da: http://www.benessereblog.it/post/666/rimedi-naturali-per-le-emorroidi-e-le-mestruazioni-abbondanti-il-decotto-di-equiseto

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Re: EQUISETO: RIMINERALIZZANTE TESSUTI

Messaggio Da XENA il Mar 17 Giu 2008 - 15:34

Equisetum arvense L.
Famiglia:
Equisetaceae
Droga: pianta intera (rami e steli) senza radici
Costituenti principali:
minerali (silicio, potassio, alluminio e manganese), acido silicico, flavonoidi (isoquercitina, kaemferolo), saponosidi (equisetonina), alcaloidi piridinici (nicotina)
Attività principali:
remineralizzante, diuretico, astringente, spasmolitico, cicatrizzante (per uso esterno)
Impiego terapeutico:
carenze di minerali, soprattutto per ossa e annessi cutanei (unghie e capelli fragili), artrosi, ritardo di consolidamento delle fratture; edemi, anche post traumatici, affezioni batteriche o flogistiche delle vie urinarie, ritenzione idrica; cicatrizzante
Attività farmacologica:
L'Equiseto è un antico remineralizzante con azioni diuretiche e coagulanti il cui uso terapeutico risale ai più antichi trattati di medicina e di cui si tramandano appunto le virtù remineralizzanti, diuretiche ed emostatiche. I greci ed i latini, usavano fare un pastone che somministravano prima e dopo le campagne belliche ai cavalli in modo da assicurare agli animali, una buona riserva di ferro e di energia. La parola 'Equiseto', deriva dal latino 'Equisetum', che si scompone in Equus = cavallo e Saeta = pelo, crine. per la somiglianza della pianta alla coda del cavallo. L'Equisetum arvense contiene flavonoidi, saponosidi (equisetonina), alcaloidi (nicotina) ma soprattutto è ricchissimo in silicati e silicio (sotto forma di silice) arrivando a fornire anche 2-3% di ione silicio elementare; è quest'ultimo principio attivo che conferisce alla pianta le proprietà di remineralizzante per le quali è estremamente apprezzata, con intervento nel processo di calcificazione delle ossa in quanto il silicio ha un ruolo primario nel facilitare il deposito di calcio. Il silicio inoltre rinforza la resistenza dei tessuti connettivi, contribuendo alla costituzione delle cartilagini ed esercitando un'azione antiartritica oltre che di prevenzione osteoporotica. L'Equiseto ha inoltre azione diuretica, grazie alla presenza di flavonoidi (isoquercitina, kaemferolo ma ne sono stati identificati ben quindici tipi diversi) coadiuvati dai sali minerali, che rendono la pianta molto indicata in caso di edemi diffusi, anche post-traumatici o operatori, nonché in tutti i casi in cui sia consigliabile indurre diuresi forzata per la risoluzione di infezioni batteriche o flogistiche dell'apparato urinario. Il silicio contribuisce a eliminare le scorie metaboliche (urea, acido urico, nicotina etc.) con effetto detossificante. La diuresi provocata dalla droga è tuttavia puramente idrica, senza alterazione del tenore in elettroliti, ovvero acquaretica. La pianta di Equiseto ha anche un'azione emostatica derivante dalla capacità di attivare il sistema di coagulazione fibrinico. Preparazioni ad uso esterno si sono dimostrate efficaci quali terapia di sostegno nel trattamento di ferite a cicatrizzazione difficile. L'Equiseto ha un'ottima tolleranza e non presenta particolari controindicazioni, né sono stati riportati effetti avversi in seguito a trattamento. In caso di forzata diuresi assicurare un abbondante apporto di liquidi. Non somministrare in gravidanza e allattamento. L'unica segnalazione di pericolosità è rappresentata dalla possibilità di confusione con un'altra specie di Equiseto, E. palustre, tossica per la presenza di alcaloidi.
Aspetti botanici:
L'Equiseto, molto noto anche con il sinonimo di Coda Cavallina, è una pianta erbacea ampiamente diffusa nelle aree temperate di Asia, Nord-America, Europa e molto comune in Italia, dove cresce soprattutto in luoghi umidi, campi incolti e prati caratterizzati da un certo grado di umidità, e spesso su terreni argillosi dai quali assorbe la silice e altri minerali che trasforma in composti biodisponibili. La presenza di silicati è stata quantificata fino al 5-7% sul peso secco della droga, in parte presenti sotto forma di acido silicico o silicati solubili in acqua, ma ben poco è noto sulla struttura chimica delle forme di acido silicico contenute nella pianta. L'Equiseto è una pianta molto interessante dal punto di vista botanico: è una erbacea alta fino a cinquanta centimetri, con lungo rizoma sotterraneo e fusti aerei di due tipi diversi, entrambi articolati in nodi ed internodi. Quelli vegetativi (sterili) sono cavi, ruvidi per la presenza di granuli di silice, assai simili nell'aspetto all'asparago, verdi per svolgere la funzione clorofilliana, sostituendosi alle foglie, piccole e di importanza limitata. Gli equiseti sono gli ultimi discendenti di un gruppo di piante, un tempo di dimensioni gigantesche, che comparvero sulla Terra in ere geologiche lontanissime, all'epoca preistorica degli anfibi e dai primi rettili. Essi conservano, anche nella forma esteriore, numerosi caratteri di arcaicità che li fanno apparire come piante strane e diverse. Per gli scopi fitoterapici, la pianta dell'Equiseto può essere usata tal quale, fresca o disseccata, in infusi o come estratto standardizzato in silicio in preparati per uso orale per l'impiego nella fitoterapia moderna.
Forme farmaceutiche e posologia:
Decotto o Infuso: 2-4 g in 150 ml di acqua per 10-15 minuti/ più volte al dì
Tinture: 1:1 25% alcool : 2-6 ml al dì
Polvere: 6 g /cps al dì
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Re: EQUISETO: RIMINERALIZZANTE TESSUTI

Messaggio Da XENA il Mar 17 Giu 2008 - 18:18

Applicazioni terapeutiche.

Aciduria, anite, calcolosi renale e vescicale, cistite, cistite da nefrite, cistorragia, colite ulcerosa, congiuntivite, diarrea, disuria, efflorescenza della pelle, ematocisti, emorroidi, emottisi, enterorragia, epistassi, escoriazioni, ferite, gastrosuccorrea, gengivite, glicosuria, idropisia, inerzia vescicale, insufficienza renale, ipercloridria, ipertrofia prostatica, laringotracheite, litiasi intestinale, Lupus, metrorragia, nefrorragia, nefrospasmo, pietra, piuria, prostatite, rectorragia, renella, tubercolosi, ulcera renale, ulcera varicosa, uricemia.

Preparazioni e dosi.
Riassunto.
Decotto della pianta gr.100 in 1 litro d’acqua. Bollire 8 minuti. Colare e bere 3-4 tazze al giorno.
Infuso: 3-5% infusione 20 minuti: 3-5 tazze al giorno.
Infuso emostatico: 10%, infusione 30 minuti. Dosi: a cucchiai.
Estratto fluido: 2-5 gr. come diuretico. 5-20 gr. come emostatico (1 gr. = 57 gocce).
Tintura: 20 gr. di estratto in 80 gr. d’alcool a 20°: 10-30 gr. al giorno.
Sciroppo: 10 gr. d’estratto in 90 gr. di sciroppo zuccherino. Dosi: 2-4 cucchiai.
Polvere dei cauli sterili secchi pestati: 5 gr. al giorno, durante i pasti, in ostia, come remineralizzante.
Vino: 30 grammi di equiseto macerato per 2-3 giorni in 1 litro di buon vino bianco. Dose: bere un bicchiere ogni mattina a digiuno, contro le emorroidi interne ed esterne, le emorragie delle emorroidi, le emottisi.

Per uso esterno, in impacchi: decotto di coda cavallina contro il lupus, piaghe cancerose. Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi
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Re: EQUISETO: RIMINERALIZZANTE TESSUTI

Messaggio Da XENA il Mar 17 Giu 2008 - 18:24

EQUISETO - EQUISETO ARVENSE

Famiglia: Equisetaceae
Pianta officinale
Parte utilizzata: fusti sterili

PRINCIPI ATTIVI
Flavonoidi (isoquercitrina), triterpenoidi (equisetonina), acido silicico e silicati 5-8%, sali di calcio, magnesio, potassio, acido ferulico, acido caffeico, dimetisulfone, tracce di alcaloidi (nicotina).

PROPRIETA'

Negli anni trenta il dottor Gibelli dell’Università di Genova, tramite esperienze biologiche e prove cliniche dimostrò le proprietà diuretica, emostatica, rimineralizzante e emopoietica, proprietà che si estrinseca solo con i prodotti freschi o non sottoposti a temperature oltre i 50 gradi, e solo sulle anemie secondarie. L’equiseto contiene due tipi di silicio solubile e insolubile, quest’ultimo è responsabile del potere abrasivo dell’equiseto e della capacità di riflettere la luce, che gli consente di proteggersi da un’intensità luminosa troppo forte. L’equiseto è ricco di silicio anche quando cresce in terreni calcarei. Per l’azione rimineralizzante conosciuta da secoli, Vaquelin suggerì l’ipotesi che tramite riarrangiamenti di sito degli elettroni, il silicio potesse facilitare la formazione di carbonato di calcio. Kevran ( 1975) come risultato di una sua esperienza sui ratti con equiseto dice: “solo il silicio organico è un silicio che può ricalcificare”. Il silicio è presente in tutto il nostro organismo, in particolare nel tessuto aortico e nei tendini, con l’invecchiamento esso diminuisce favorendo la perdita di elasticità delle fibre elastiche e dei tendini.
L’equisetonina facilita l’assorbimento dei principi attivi, sembra stimoli le surrenali e i processi biochimici di utilizzazione dei silicati. I flavonoidi hanno azione diuretica (insieme agli ioni metallici), senza alterazione del tenore in elettroliti, ed emostatica attivando il sistema fibrino-piastrinico e aumentano l’efficienza dell’incorporazione del calcio.

INDICAZIONI
Demineralizzazioni, astenia, rachitismo, rallentato consolidamento di fratture, cistiti, calcolosi renale, diatesi uratica, enuresi notturna, anemie ipocromiche da insufficienza midollare, diatesi emorragiche (epistassi, emottisi, meno-metrorragie, emorroidi), lesioni gengivali, stomatiti, ulcere varicose (uso topico).
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silicio organico

Messaggio Da XENA il Mer 18 Giu 2008 - 18:05

In natura esistono due generi di silicio: il silicio minerale e il silicio organico. Il primo è il principale componente della crosta terrestre (27%) subito dopo l’ossigeno (46,60%), ed è composto da un atomo di silicio legato a due di idrogeno. Il secondo è differente dal primo per la presenza di uno o più atomi di carbonio associati all’idrogeno. Sotto questa forma rappresenta un elemento essenziale per tutta la materia vivente. Ad esempio nell’organismo dell’essere umano lo si trova in gran quantità nei tessuti, nelle cartilagini, nel timo, nel fegato, nella milza, nel pancreas, nelle pareti vascolari e nelle ghiandole surrenali. L’essere umano nasce con un quantitativo di silicio organico tale da giocare un ruolo fondamentale per la crescita, l’equilibrio e la difesa del suo organismo. Questo quantitativo però diminuisce inesorabilmente con l’invecchiamento (l’uomo perde gradualmente l’80% di silicio a partire dalla sua maturità fino alla vecchiaia). Questo fenomeno è irreversibile in quanto l’essere umano (al contrario delle piante e dei microrganismi) non è in grado di trasformare il silicio minerale, che ingerisce attraverso alimenti o bevande, in silicio organico. Il silicio minerale, infatti, in qualsiasi forma lo si assuma, compresa quella colloidale, non è assimilabile dall’organismo e può essere tossico in alti dosaggi. Il geologo Loïc Le Ribault, scoprì “casualmente” le capacità terapeutiche del silicio organico naturale nel 1975 mentre effettuava degli studi attraverso l’utilizzazione di un microscopio elettronico a scansione che permette di ingrandire fino a 100.000 volte l’oggetto studiato. Grazie a questo apparecchio mise a punto un metodo che permetteva di determinare la storia geologica e la provenienza dei granelli di sabbia. Riuscì a dimostrare che alcuni cristalli di quarzo sulla loro superficie hanno una pellicola di silicio solubile in acqua e anche alcuni microrganismi. Per determinare il ruolo svolto da questi microrganismi nel ciclo biologico e geologico del silicio, ideò un procedimento che permetteva di raccogliere i depositi di silicio formatisi grazie all’azione di questi microrganismi. Dimostrò ulteriormente che le soluzioni così ottenute contenevano una percentuale molto importante di silicio organico. Fu a questo punto che scoprì casualmente l’efficacia terapeutica di questo componente. Loïc Le Ribault all’epoca soffriva di una psoriasi alle mani che egli stesso considerava incurabile. Un giorno mescolò con la mano destra una soluzione molto ricca di silicio organico per i suoi esperimenti, e con stupore due giorni dopo vide che la sua mano era completamente guarita. Da allora cominciò a interessarsi all’efficacia del silicio organico nel trattamento di diverse patologie in collaborazione con alcuni sui amici medici. Con grande sorpresa constatò che i pazienti trattati ottenevano risultati a dir poco miracolosi in pochi giorni. I successi del silicio organico sono stati tantissimi, ma ufficialmente questa scoperta non è mai stata riconosciuta. Davanti ai rifiuti reiterati da parte delle autorità mediche di testare il G5, Loïc Le Ribault pubblicò i suoi risultati su un giornale nel 1995. Da allora migliaia di persone si sono rivolte a lui per assumere questo prodotto ottenendo sempre notevoli risultati. Nonostante questo Loïc Le Ribault e i suoi collaboratori sono stati vittime di problemi giudiziari che li hanno portati addirittura all’incarcerazione, e questo solo perché un prodotto davvero efficace è troppo scomodo. La domanda che tutti si pongono è: come può una sola molecola avere un campo di utilizzo così vasto? Ogni cellula in buono stato è perfettamente equilibrata dal punto di vista elettrico, e il suo polo negativo è esattamente allineato a quello positivo. Studi scientifici dimostrano che tutto lo squilibrio dell’organismo è dovuto, almeno in parte, ad uno squilibrio elettrico cellulare. La molecola di G5 è carica al massimo di ioni positivi e negativi instabili e quindi può intervenire nell’organismo per ristabilire la polarità delle cellule squilibrate, liberando a seconda del caso ioni negativi o positivi. Rappresenta quindi un riequilibratore ionico dell’organismo e la sua azione contribuisce a dare alle cellule deboli l’energia necessaria per lottare contro ogni tipo di aggressione. Le Ribault, inoltre, scoprì che il silicio organico è tanto più efficace quanto più la soluzione risultava pura ( ad es. il principio omeopatico). È per questo che la concentrazione ottimale non deve essere superiore allo 0,2% di soluzione di silicio diluito in acqua. È perciò opportuno prestare molta attenzione a quanti affermano, in maniera non scientifica ma puramente commerciale, di avere prodotti con una concentrazione maggiore di silicio, o ad altri prodotti che contengono silicio mescolato ad altri ingredienti, in quanto ciò non solo non comporta alcun miglioramento ma nuoce all’efficacia del silicio per l’organismo.
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Re: EQUISETO: RIMINERALIZZANTE TESSUTI

Messaggio Da XENA il Gio 19 Giu 2008 - 22:35

L’acido ortosilicico è la forma idrosolubile del silicio che si trova soprattutto nell'acqua del mare. Stabilizzato da della colina, ha una biodisponibilità particolarmente elevata. Il silicio è presente in diversi tessuti e fluidi dell'organismo. Svolge una funzione importante per la salute delle ossa, delle articolazioni, dei vasi sanguigni ma, anche, per quella della pelle, dei denti e delle fanere. Il silicio regolatore della mineralizzazione ossea. ¤ Degli studi su animali indicano che un'integrazione con silicio riduce il numero degli osteoclasti, le cellule responsabili del riassorbimento osseo, e sembra aumentare quello degli osteoblasti responsabili della formazione ossea. Degli studi clinici mostrano che un'integrazione con silicio, in donne che soffrono di osteoporosi, è associata a un aumento significativo della densità minerale ossea. Il silicio accelera la riparazione delle fratture ossee. ¤ Delle concentrazioni importanti di silicio si osservano vicino a dei punti dove avviene un processo intensivo di calcificazione, come in caso di frattura. Diversi studi realizzati in seguito a fratture legate a degli urti traumatici oppure in caso di interventi chirurgici indicano una cicatrizzazione più rapida e un miglior rafforzamento con un'integrazione con silicio. Il silicio è essenziale per la formazione della cartilagine articolare. Il silicio è un componente importante della parete arteriosa. ¤ Dopo la pelle e il timo, l'aorta è il tessuto che contiene la maggiore quantità di silicio. Con l'età, questo tasso diminuisce molto rapidamente, suggerendo che questa perdita svolge un ruolo importante nell'invecchiamento delle arterie e aumenta il rischio di lesioni. Degli studi post mortem hanno messo in evidenza dei livelli di silicio più bassi nei tessuti delle arterie colpite da arteriosclerosi rispetto a quelli delle arterie sane. L'aorta e la carotide delle persone in buona salute contengono circa una quantità di silicio dieci volte superiore rispetto alle arterie colpite da arteriosclerosi. Degli studi su animali e sull'uomo mostrano che un'integrazione con silicio si oppone all'ossidazione delle LDL, una fase chiave nello sviluppo dell'arteriosclerosi. La salute della pelle è legata al contenuto in silicio. ¤ Il silicio è indispensabile per una sintesi ottimale del collagene e dell’elastina. È anche cruciale per l'attivazione degli enzimi di idrossilazione che intervengono nei legami incrociati del collagene, responsabili della resistenza e dell'elasticità delle proteine fibrose. Una quantità maggiore di collagene è sinonimo di una pelle più elastica e meno rugosa. In uno studio su delle donne di età compresa fra 40 e 65 anni che mostravano dei segni netti di fotoinvecchiamento cutaneo, un'integrazione con acido ortosilicico stabilizzato ha diminuito le piccole rughe e ha migliorato l'elasticità della pelle. Un’integrazione con silicio migliora la durezza delle unghie e le rende più brillanti e meno fragili. ¤ Sembra anche frenare la caduta dei capelli, favorire la loro ricrescita e renderli più brillanti.
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duranti

Messaggio Da XENA il Gio 19 Giu 2008 - 22:41

dal sito del dott.Duranti


IL SILICIO

Proprietà del Silicio Organico (S.O.)

Il Silicio Organico è un elemento strutturale del tessuto connettivo ed entra nella costituzione delle principali macromolecole quali elastina, collagene, proteoglicani e glicoproteine, promuovendo la loro rigenerazione.

  • Ha azione di regolazione del metabolismo e della divisione cellulare.
  • Induce il controllo e la proliferazione dei fibroblasti (le cellule che producono il collagene) a livello del tessuto connettivo.
  • Ha funzione di biocatalizzatore, intervenendo in diversi processi enzimatici.
  • Funge da protettore metabolico, agendo a vari livelli: si oppone alla per ossidazione lipidica responsabile della liberazione dei radicali liberi e contrasta la reticolazione e la glicosilazione non enzimatica delle proteine costituenti il tessuto connettivo, che ne provocano rigidità e sclerosi.
  • Regola e stimola le mitosi dei fibroblasti e per questa proprietà riveste un ruolo di fondamentale importanza nel processo di rigenerazione delle cellule dermiche ed epidermiche.
  • E'un co-fattore della sintesi dell'elastina.
  • Favorisce la cicatrizzazione delle ulcere.
  • Il processo di cheratinizzazione è correlato alla presenza del S.O.
  • Possiede una spiccata azione lipolitica,legata alla stimolazione dell'AMPc. Questa proprietà è legata all'attivazione promossa dal S.O. della formazione di adenil-ciclasi a livello adipocitario. La induzione della lipolisi indotta dal S.O. è circa 7 volte superiore a quella provocata dalle metil-xantine e non presenta alcun effetto collaterale.
  • Il S.O. è contenuto in elevatissima percentuale nel mesenchima embrionario e diminuisce con il passare del tempo.

Nel giovane la cute contiene una grande quantità di Silicio Organico che progressivamente decresce con l'età. A questa diminuzione sono correlati i segni visibili dell'invecchiamento cutaneo. Nella cute sono presenti fibroblasti e matrice extracellulare,costituita da collagene,elastina,acido ialuronico e GAG (GlicosAminoGlicani).
La sintesi del collagene è dipendente dal S.O.,in particolare per quanto riguarda il processo di idrossilazione della prolina in OH-prolina ( idrossi-prolina ).Il silcio è infatti un fattore limitante essenziale dell'attività dell'enzima prolil-idrossilasi. Anche la sintesi di elastina è in stretta dipendenza del contenuto in silicio. L'idratazione e l'elasticità della cute sono dovute anche esse al contenuto in GAG e macromolecole che dipendono in larga misura dal silicio.
Il contenuto in silicio è quindi strettamente correlato con le ottimali condizioni della cute,quali il tasso di idratazione, l'elasticità, l'assenza di rughe e di linee di espressione,la capacità di cicatrizzazione e di rigenerazione. La cute invecchiata presenta:

  • diminuzione di spessore (in media del 6% ogni decade)
  • lassità
  • diminuzione del contenuto di acqua (disidratazione)
  • disomogenea distribuzione del pigmento melaninico
  • dilatazione dei vasi capillari e loro aumentata fragilità
  • solchi, rughe e linee di espressione
Istologicamente si rileva:

  • atrofia (di diversi gradi) per perdita di cellule e di sostanza intercellulare
  • accumulo di fibre elastiche con caratteristiche anomale (irrigidite,sfibrate ed ispessite)
  • importante diminuzione della quantità di collagene
  • aumento della massa amorfa (GAG)
Il Silicio (sotto formasalicilato di mono-metil-tri-silanolo [CH3-Si(OH)3]) in medicina estetica:

  • Permette la rigenerazione della cute alterata, agendo sulla stereo-struttura dei componenti fondamentali.
  • Induce un significativo miglioramento delle depressioni cutanee (rughe e linee peri-oculari e peri-labiali).
  • Ritarda e contrasta l'invecchiamento come fenomeno globale, sia inducendo limitazione della degenerazione e sclerosi connettivale e attivazione del microcircolo,sia opponendosi alla formazione dei radicali liberi.
  • Esplica una azione di miglioramento sulle smagliature (specialmente se di recente comparsa) e sulle cicatrici.
  • Possiede spiccata proprietà lipolitica.Questa prerogativa, unita all'attività di rigenerazione connettivale e di rallentamento della degradazione delle fibre collagene poste fra gli adipociti, lo rende estremamente efficace nelle situazioni in cui coesiste una componente di lassità e di sclerosi tessutale associata alla PEFS.
</B>



function downloads() {
location.href='documenti/downloads.php?fileName=.pdf';
}
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