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Messaggio Da viernes il Ven 8 Ago 2008 - 11:07

Il Progetto Cina


T. Colin Campbell, PhD; Hans Diehl, DrHSc, MPH





Traduzione a cura di Luciana Baroni


Copyright 2004 by Lifestyle Medicine Institute.


Questo documento riassume in modo divulgativo le caratteristiche
salienti del Progetto Cina. Il Progetto Cina è uno degli studi più
completi sui rapporti tra alimentazione e malattia mai intrapreso nel
mondo, definito dal New York Times il “Grand Prix” dell’epidemiologia.
Il Progetto Cina è il risultato di uno sforzo internazionale congiunto
tra l’Università Cornell, l’Accademia Cinese di Medicina Preventiva,
l’Accademia Cinese di Scienze Mediche e l’Università di Oxford.

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Popolazioni Stabili e Abitudini Dietetiche Regionali


"I tassi di morte dipendenti dalla stessa malattia potevano differire di svariate centinaia di volte da regione a regione."
In Cina, le persone consce del proprio status sociale fanno dei
prodotti animali un segno di prestigio. Chi indossa un cappello di
pelliccia, un cappotto di lana e scarpe di pelle, si fa notare più di
un compagno vestito da capo a piedi di un umile cotone. Ma c’è una cosa
che la passione per i prodotti animali non è ancora riuscita a
conquistare in Cina: il modo in cui la maggioranza delle persone si
alimenta. Fatta eccezione per piatti occasionali a base di maiale o
pollo, per la maggior parte dei Cinesi che vivono in campagna, la carne
— sino a poco tempo fa — è stata molto scarsa nella loro società, di
tipo prevalentemente contadino. Con una popolazione abbastanza stabile — la maggioranza delle persone
passa la vita intera nella stessa zona mangiando tutta la vita lo
stesso cibo coltivato localmente — e un’alimentazione che varia
considerevolmente da una regione all’altra — coloro che abitano sulla
sponda nord del fiume Yangtze possono contare su pane cotto a vapore e
pa tate dolci, mentre nelle terre delle ricche fattorie sulla sponda
sud, gli abitanti si possono riempire il piatto di riso —la Cina ha
offerto un’opportunità unica ai ricercatori e agli epidemiologi di far
ricerca osservando in modo diretto le possibili connessioni di
alimentazione e altre abitudini dello stile di vita, con malattia e
mortalità.


Statistiche Affidabili


China study China1
Il Progetto Cina rappresenta il Grand Prix dell'epidemiologia

- New York Times

Più di ogni altra cosa, i vasti archivi di dati su malattia e
mortalità, raccolti dal governo Cinese su 800 milioni di persone,
residenti in qualcosa come 2.400 paesi, hanno dimostrato che i tassi di
morte dipendenti dalla stessa malattia potevano differire di svariate
centinaia di volte da regione a regione.
Allo stesso tempo, confronti su base internazionale hanno
dimostrato che negli Stati Uniti gli uomini sotto i 65 anni hanno un
tasso di morte per malattia coronarica 17 volte superiore rispetto alla
Cina, e che le donne Americane hanno un tasso di morte per cancro della
mammella 5 volte maggiore di quello delle donne Cinesi. Un Laboratorio Umano Ideale


La disponibilità di questi dati affidabili su morbosità e mortalità,
con caratteristiche sufficientemente variegate per quel che riguarda i
possibili tipi di malattia e la mortalità, e la presenza di una
popolazione stabile con caratteristiche alimentari altrettanto
variegate — dalle vaste aree tipicamente rurali alle regioni
industrializzate di Nanjing, Beijing and Shanghai — ha reso la Cina un
laboratorio vivente ideale per studiare l’impatto di diversi tipi di
alimentazione su malattia e morte.

La Raccolta Dati



Nel 1983 uno sforzo internazionale congiunto tra l’Università
Cornell, l’Accademia Cinese di Medicina Preventiva, l’Accademia Cinese
di Scienze Mediche e l’Università di Oxford, in Inghilterra, ha dato il
via a una raccolta di informazioni su come le persone vivono e muoiono.
Qualcosa come 367 tipi diversi di dati furono sistematicamente
raccolti per 6.500 adulti attraverso 138 villaggi e 65 contee. I
ricercatori dovettero a volte viaggiare per giorni attraverso terreni
accidentati per raggiungere nomadi sul confine con la Russia o abitanti
di un villaggio su un’oasi vicino al deserto dei Gobi. Questa indagine
monumentale su cibo, ambiente, pratiche sociali e malattia, è lo studio
più completo mai fatto sul popolo Cinese. Conosciuto come il Progetto
Cina, esso rappresenta il “Grand Prix” dell’epidemiologia. Esso ha dato
ai ricercatori una rara visione di primo piano sui complessi
collegamenti tra pratiche alimentari e diversi tipi di malattia e
morte. I dati raccolti da questa prima indagine, pubblicati dalla
Cornell University Press, riempiono, da soli, un volume di 920 pagine.
Nel 1989, venne intrapresa una seconda indagine. Questa volta
vennero raccolti più di 1.000 diversi tipi di dati attraverso 170
villaggi nella Cina rurale e a Taiwan, coinvolgendo 10.200 adulti e le
loro famiglie. I soggetti di questo studio vennero osservati,
intervistati, misurati e indagati per svariati giorni. Ogni pezzo di
cibo che mangiavano venne registrato. Inoltre, vennero raccolti
campioni di urina e sangue. Questi nuovi dati, comprendenti anche un grande numero di
caratteristiche socio-economiche, saranno combinati con una nuova
indagine sulle cause di morte di una popolazione di 100 milioni di
persone. La banca dati è talmente colossale che per essere analizzata e
interpretata richiederà lavoro per i prossimi 20 anni. Il Dr. T. Colin
Campbell, biochimico nutrizionista presso l’Università Cornell,
responsabile della ricerca e direttore USA del Progetto Cina, ha
affermato, in una conferenza a Kalamazoo, in Michigan, che “Le
opportunità di esplorare le cause di malattia sono incalcolabili.
Questi dati hanno la potenzialità di formare un nuovo paradigma sulla
concezione dei rapporti tra nutrizione e salute.”
Gruppi di Malattie Legate al Reddito



Nelle grandi città, mangiare carne è diventato uno status symbol e un segno di prestigio

I ricercatori hanno raggruppato la polmonite, la tubercolosi, le
malattie infettive, le parassitosi, l’eclampsia, e il cancro dello
stomaco e del fegato, sotto la sigla di Malattie della Povertà.
Queste malattie sono intrecciate in modo predominante con scarsa
igiene, carenze nutrizionali e bassa qualità del cibo dovuta a mancanza
di refrigerazione.

Malattie dell’Abbondanza



"Questa forma Epicurea di ascesa sociale ha il proprio lato negativo"

Dall’altra parte, i ricercatori hanno raggruppato la malattia
coronarica, l’ictus e l’ipertensione, il cancro della mammella, della
prostata e del polmone, così come il diabete e l’osteoporosi, sotto la
sigla di Malattie dell’Abbondanza.
Queste malattie sono responsabili di oltre il 75% di morti premature
negli USA. Sebbene siano rare in Cina, queste malattie killer sono
fortemente correlate ad elevate assunzioni di prodotti animali, in
particolar modo grassi e proteine. Queste caratteristiche alimentari, a
loro volta, sono correlate strettamente al livello di sviluppo
economico. Non ha sorpreso verificare che, tra i gruppi di popolazione analizzati,
quelli vicini alle grandi città Cinesi hanno evidenziato i più elevati
tassi di incidenza di queste malattie dell’abbondanza.
Quando le persone divengono più abbienti, cominciano a consumare diete
più ricche di cibi animali. A Nanjing, Beijing, and Shanghai, mangiare
carne è diventato uno status symbol e un segno di prestigio. I dati
biochimici, tuttavia, hanno dimostrato che questa forma Epicurea di
ascesa sociale ha il proprio lato negativo. È infatti accompagnata da
più alti livelli di azoto ureico nel sangue che - eccezion fatta per alti livelli di colesterolo nel sangue - emergeva come uno dei marcatori biochimici principali per le malattie dell’abbondanza.
L’azoto ureico è lo scarto del metabolismo delle proteine, quel che ne
rimane nell’organismo. Più proteine si consumano-come carne, latte e
uova-più aumentano i livelli di azoto ureico nel sangue.
I ricercatori erano convinti che questa scoperta sul
colesterolo e l’azoto ureico fosse oltremodo rilevante, in quanto
persino l’assunzione di piccole quantità di prodotti animali era
associata ad aumenti significativi di malattia cardiaca, cancro e
diabete. D’altra parte trovarono che maggiore era la percentuale di
prodotti vegetali nell’alimentazione, minore era il rischio di esser
soggetti a quelle malattie.
“È difficile enfatizzare a sufficienza l’importanza delle pratiche
dietetiche e nutrizionali come causa principale delle malattie degli
Americani”, dice il Dr. Campbell. “Le contee Cinesi con uno stile di
vita più ricco hanno mostrato un chiaro passaggio dalle malattie della povertà alle malattie dell’abbondanza. Ma le malattie dell’abbondanza non sono inevitabili. Una Società che si può permettere igiene, refrigerazione e cibo in abbondanza, può sconfiggere pure le malattie dell’abbondanza semplificando la propria alimentazione e mangiando più cibi come colti.”

Gruppi di Malattie




Malattie dell’Abbondanza


  • Malattia coronarica, Ictus, Ipertensione
  • Cancro della mammella, del colon, della prostata, del polmone, del sangue, del cervello (bambini)
  • Diabete
  • Osteoporosi


Malattie della Povertà


  • Polmonite, Tubercolosi polmonare
  • Malattie digestive, Ostruzioni intestinali, Ulcera peptica
  • Cancro dello stomaco e del fegato
  • Malattie infettive
  • Malattie da parassiti
  • Nefrite
  • Eclampsia, Malattie della gravidanza
  • Reumatismo cardiaco
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Messaggio Da viernes il Ven 8 Ago 2008 - 11:08

Cancro

Cancro della mammella



Molti studi epidemiologici hanno mostrato una forte associazione tra la
quantità di carne e grassi consumati e l’incidenza del cancro della
mammella in una popolazione. Maggiore l’introito di carne e grassi,
maggiore si è rivelato il rischio di cancro (cf. i grafici nella
prossima pagina). Studi di migrazione hanno confermato questa
relazione. Quando soggetti provenienti da Paesi a basso rischio
emigrano verso Paesi ad alto rischio, e modificano conseguentemente il
loro stile di vita tradizionale a favore di quello nuovo, raggiungono
gradualmente i tassi di rischio di malattia del Paese ospitante.
Dopo aver analizzato i loro dati e averli confrontati con quelli di
altri Paesi, il ricercatori del Progetto Cina hanno trovato che le
morti per cancro della mammella risultavano associate a:

  • Elevate assunzioni di grassi con la dieta e alti livelli di colesterolo nel sangue
  • Estrogeni ed elevati livelli di testosterone nel sangue
  • Menarca precoce e menopausa tardiva


Grassi e Colesterolo

I grassi assunti con l’alimentazione e i livelli di colesterolo nel
sangue sono notoriamente collegati ad alti consumi di carne, latticini
e uova; ma è possibile che fattori dietetici giochino anche un ruolo
nel determinare i livelli di estrogeni e testosterone e l’epoca di
inizio delle mestruazioni (menarca) e della menopausa?




Il Cibo Quotidiano nei Due Mondi Variabile Media Cinese Media Occidentale
Alcune differenze chiave tra l’alimentazione Cinese ed Occidentale ed i rispettivi livelli di colesterolo nel sangue.
CONSUMO DI NUTRIENTI (in grammi/giorno)
Proteine Totali 64 100
Proteine Vegetali 60 29
Proteine Animali 4 71
Amidi 371 120
Grassi (% delle calorie) 14% 40%
Calorie 2.636 2.360
Fibre Alimentari 33 10
Calcio (mg/giorno) 544 1.143
Ferro (mg/giorno) 34 18
Vitamina C (mg/giorno) 140 73

LIVELLI DI COLESTEROLO NEL SANGUE (in mg%)
Colesterolo Totale 127 212
Colesterolo HDL 40 45
Colesterolo LDL 85 155



Livelli di Estrogeni e Testosterone

I ricercatori sanno da tempo che elevati livelli di estrogeni,
gli ormoni che regolano il ciclo mestruale, possono stimolare alcune
forme di cancro della mammella. Alcuni hanno persino ipotizzato che i
livelli di estrogeni possano essere marcatamente influenzati da fattori
dietetici. Il Progetto Cina ha trovato che l’aggiunta di quantità anche
piccole di latte, carne e grassi alla dieta Cinese tradizionale basata
su cibi vegetali, può far aumentare i livelli di estrogeni e altri
ormoni sessuali.
I ricercatori hanno pure trovato che le donne Cinesi di età
compresa tra i 35 e i 60 anni di età avevano livelli di estrogeni nel
sangue molto più bassi delle donne Britanniche della stessa età.
Inoltre, le donne Cinesi avevano livelli molto più elevati di una
proteina “buona” che si lega agli estrogeni nel sangue, rendendoli così
molto meno attivi nello stimolare il cancro della mammella.
Così come gli estrogeni nella donna, il testosterone è un
ormone che si trova soprattutto negli uomini. Ma anche l’organismo
della donna ne produce piccole quantità, che hanno il ruolo di
influenzare l’impulso sessuale. Il Progetto Cina ha trovato che le
donne che mangiavano più grassi e prodotti animali avevano non solo
livelli di testosterone più elevati, ma anche più alti tassi di cancro
della mammella.

Epoca del Menarca e della Menopausa

Ancora più impressionante è stato scoprire che l’età del menarca
e della menopausa erano fortemente associate a maggior rischio di
cancro della mammella. I ricercatori hanno trovato che il ciclo
mestruale delle donne Cinesi comincia di norma a 17 anni e termina
intorno ai 44. In America, invece, il ciclo mestruale comincia di norma
sotto i 12 anni e termina intorno ai 48. Questo significa che le donne
Cinesi hanno circa 8-10 anni in meno, rispetto alle donne Americane, di
ondate ormonali associate a un maggior rischio di cancro della
mammella. Studi di popolazione condotti a livello internazionale
avevano già suggerito che le diete ricche di grassi, calorie e proteine
animali potessero accelerare la comparsa delle mestruazioni,
accelerando la crescita. Queste ipotesi ora sono state rafforzate e
confermate dai risultati del Progetto Cina.
China study China3
"Queste nuove scoperte
sfidano le credenze tradizionali sulle proteine, il calcio, il controllo del peso,
i livelli ideali di colesterolo e
il fabbisogno di vitamine."


— T. Colin Campbell, PhD


CANCRO del COLON



"Più elevata è l’assunzione di fibre, più bassa è l’incidenza di cancro del colon."


— T. Colin Campbell, PhD


Vari studi epidemiologici hanno messo in relazione il cancro del
colon con elevate assunzioni di grassi e basse assunzioni di fibre.
Diete ricche di grassi aumentano la produzione di bile, che può subire
trasformazioni chimiche e diventare carcinogena e promuovere il cancro.
Diete scarse di fibre, d’altro canto, rallentano il passaggio del cibo
attraverso il tubo digerente, così che spesso possono essere necessarie
circa 100 ore tra il momento dell’ingestione e quello dell’eliminazione
del cibo. Il Progetto Cina ha confermato questi concetti: più aumenta
l’assunzione di una grande varietà di fibre, più l’incidenza di cancro
dell’intestino si riduce.
I Cinesi assumono il triplo di fibre rispetto agli Occidentali:
le fibre dei cereali integrali, dei legumi e della verdura aumentano la
produzione di feci e ne accelerano il transito lungo il tratto
digestivo, che può quindi compiersi in circa 24 ore. Ciò riduce
drasticamente il tempo durante il quale la superficie intestinale si
può trovare esposta ai carcinogeni derivanti dai cibi. Inoltre le feci,
essendo molto più morbide e abbondanti, diluiscono gli acidi biliari,
potenziali promotori del cancro. I bassi tassi di incidenza di cancro
del colon in Cina sostengono fortemente l’ipotesi che le fibre
alimentari giochino un ruolo protettivo in questa malattia.

CANCRO della PROSTATA



"I Cinesi che vivono in America
hanno tassi di incidenza di cancro della prostata 15-20 volte superiori rispetto ai Cinesi che vivono in Cina."


— T. Colin Campbell, PhD

A un uomo su cinque, in Nordamerica, verrà prima o poi
diagnosticato un cancro della prostata. Sebbene la maggioranza di
questi tumori cresca molto lentamente e nella maggior parte dei casi
non rappresentino una minaccia letale, la loro crescita può risultare
marcatamente accelerata da alti livelli di testosterone che, a loro
volta, sono largamente influenzati dalla dieta.
La produzione di testosterone viene accelerata da
un’alimentazione ricca di proteine animali, mentre un’alimentazione
povera di proteine animali e di grassi, e contestualmente ricca di
fibre, ne rallenta la produzione e ne accelera l’eliminazione.
Inoltre i cibi vegetali, oltre a contenere certi antiossidanti e
vitamine, contengono gli estrogeni delle piante, che aiutano a
normalizzare il rapporto testosterone/estrogeni. È stato verificato che
gli uomini la cui dieta è ricca di cibi contenenti fitoestrogeni (come
fagioli di soia e piselli) sono meno a rischio di sviluppare il cancro
della prostata.
Due importanti studi, che hanno tenuto sotto osservazione circa 68.000
uomini Americani, hanno trovato che quelli che seguivano una dieta più
ricca di carne e di burro avevano un cancro della prostata di quasi
l’80% più avanzato di uomini che evitavano questi cibi ricchi di grassi
animali.
Uno studio comparativo sull’incidenza di cancro della prostata
ha trovato che gli uomini Cinesi avevano l’incidenza di cancro della
prostata più bassa al mondo, mentre i Cino-Americani residenti a San
Francisco avevano un’incidenza 19 volte più elevata!

Proteine Animali: Allarme Rosso!

In generale, una delle scoperte più clamorose del Progetto Cina
è stata la forte associazione tra cibi di origine animale e cancro. I
villaggi con diete ricche di carne esibivano tassi di incidenza di
cancro molto più elevati rispetto ai villaggi con diete povere di
carne. Il Dr. Chen Junshi, capo ricercatore Cinese del Progetto Cina,
non è stato sorpreso da questa scoperta. “Dopo tutto, ce lo
aspettavamo,” dice, riferendosi a studi precedenti.
La carcinogenesi è apparentemente attivata da un’alimentazione
ricca di proteine animali (e grassi) e disattivata da un’alimentazione
ricca di proteine vegetali (e povera di grassi). Questo vale persino se
il cancro è già insorto. I dati del Progetto Cina evidenziano come la
dieta della maggior parte delle persone che vivono in zone rurali
contiene solo 4 grammi di proteine animali, mentre l’alimentazione
Occidentale ne contiene 71 grammi.

CANCRO del FEGATO



Per più di 60 anni i ricercatori hanno creduto e insegnato che le
aflatossine contenute nei cereali e nei legumi ammuffiti fossero la
causa principale dell’alta incidenza di cancro del fegato nei Paesi in
via di sviluppo. Il Progetto Cina, tuttavia, non ha trovato alcuna correlazione tra
questi carcinogeni e il cancro del fegato. Invece, si è osservato che i
soggetti con infezione cronica di epatite virale di tipo B (60 volte
più diffusa in Cina che in Nordamerica) erano predisposti a sviluppare
il cancro del fegato, e quelli con livelli di colesterolo più elevati
erano più a rischio di esserne colpiti. Questo tipo di cancro primitivo
del fegato, quindi, può non essere una malattia tumorale di origine
virale/chimica come si pensava in precedenza, ma può essere di origine
virale/alimentare. Se fosse così, dovrebbe essere trattata con
un’alimentazione a bassissimo contenuto di grassi e a base di cibi
vegetali.

CANCRO dello STOMACO



La Cina, assieme ad alcuni altri Paesi in via di sviluppo, ha
un’alta incidenza di cancro dello stomaco, una malattia che non si
trova frequentemente in Nordamerica.
Spesso correlata a ulcere gastriche come potenziali precursori
del cancro dello stomaco, si credeva che questa condizione fosse
largamente collegata allo stress cronico. Si è scoperto solo di recente
che il batterio Helicobacter pylori è il principale indiziato tra i
fattori eziologici della malattia. Il Progetto Cina ha confermato che
vi è infatti un rischio aumentato di cancro per uno stomaco con
infezione cronica da Helicobacter pylori. Dato che in Cina vi è una
bassa disponibilità di frigoriferi, la maggior parte delle persone
conserva il cibo facendolo fermentare o salandolo. Sfortunatamente, il processo di fermentazione, non sempre condotto in
condizioni controllate, facilita spesso la contaminazione da parte di
batteri pericolosi, come l’Helicobacter, che poi possono collaborare ad
innescare la sequenza di eventi che conducono al cancro dello stomaco.
La relazione è ormai chiara: più i Cinesi mangiano cibo fermentato o
salato, più sono a rischio di sviluppare patologie croniche dello
stomaco. Il Progetto Cina, tuttavia, suggerisce anche che persino nelle
persone predisposte a sviluppare cancro del fegato e dello stomaco, una
ricca assunzione di cibi vegetali porti ad una riduzione del numero di
queste patologie.
CANCRO del POLMONE



"Di tutti i Cinesi attualmente in vita, 50 milioni moriranno di cancro del polmone."


— Dr. Richard Peto, PhD


La propaganda attiva ed aggressiva a favore dell’uso del tabacco in
Cina, da parte di industrie sia Americane che Cinesi—in accordo con i
Ministeri Cinesi dell’Agricoltura e dell’Economia—ha reso la Cina il
Paese con più fumatori al mondo. Come risultato, il tributo di morte
per cancro del polmone sta salendo vertiginosamente. Il Dr. Richard
Peto ha stimato che di tutti i Cinesi attualmente in vita, almeno 50
milioni moriranno prematuramente per questa malattia.

Antiossidanti

È sorto un considerevole interesse circa l’uso degli
antiossidanti, da quando si è scoperto che l’ossigeno può modificarsi
in una molecola ad effetto ossidante, o radicale libero, strettamente
associata all’invecchiamento degli organi e alla diminuzione della
funzionalità del sistema immunitario. Una varietà di condizioni
ambientali può causare la trasformazione delle molecole di ossigeno in
radicali liberi, come alcune infezioni o elevate assunzioni di grassi.
Siccome la formazione di radicali liberi non può essere evitata, è
importante ridurre al minimo i danni che possono produrre,
assicurandosi abbondanti assunzioni di cibi ricchi di antiossidanti,
come verdura, frutta e cereali, che contengono le vitamine
antiossidanti C ed E e il beta-carotene, oltre a molte altre vitamine.
Molti degli antiossidanti più noti, come la vitamina C e il
beta-carotene, sono praticamente assenti nella carne o nel latte.
Il Progetto Cina ha permesso di verificare che più basse sono
le assunzioni di vitamina C e beta-carotene, più elevata è l’incidenza
di cancro dell’esofago e dello stomaco. Numerosi studi hanno provato
che questi antiossidanti possono risultare protettivi anche in svariati
altri tipi di tumori. La ricerca più recente ha dimostrato in modo
consistente che questi antiossidanti sono protettivi quando vengono
assunti attraverso il cibo che li contiene; possono invece non
esercitare alcun effetto protettivo quando assunti tramite integratori.
Si reputa che questo dipenda dal fatto che, oltre alle vitamine e agli
antiossidanti, i cibi vegetali possiedono abbondanti quantità di
sostanze fitochimiche, come indoli, fenoli e flavonoidi, che gli
integratori non hanno. “Tutti questi composti funzionano probabilmente
in maniera sinergica, come una specie di cocktail biochimico,” afferma
il Dr. Campbell. “Se manca anche uno solo di essi, l’effetto desiderato
può venire a mancare.”

Osteoporosi



Sebbene l’assunzione di calcio venga spinta vigorosamente
dall’industria dei latticini e propagandata dal sistema
medico/farmaceutico per prevenire la fragilità delle ossa, la riduzione
della statura e le fratture osteoporotiche, rischiose per la vita, i
dati
del Progetto Cina non sostengono questo punto di vista. La maggioranza
dei Cinesi consuma pochissimi latticini oppure nessuno.
Essi ingeriscono quantità relativamente piccole di calcio, ottenute per
lo più mangiando vegetali a foglia verde, legumi e cereali.
Ciononostante, l’osteoporosi è poco comune in Cina. Il tasso di
prevalenza di fratture dell’anca, per esempio, è il 19% di quello degli
USA.
“Ironicamente,” osserva il Dr. Campbell, “i Paesi che hanno la
maggior incidenza di osteoporosi consumano la maggior quantità di
calcio, che per la maggior parte deriva dai derivati del latte, ricchi
di proteine. I dati Cinesi ci aiutano a capire che alle persone serve
meno calcio di quello che si crede e che ne possiamo assumere in
quantità adeguata dai cibi vegetali. Quello che dobbiamo fare è
diminuire i nostri elevati introiti di proteine animali, che sono
proprio quelli che costringono le ossa, i nostri depositi di calcio, a
rilasciarlo. Probabilmente l’osteoporosi non è tanto una malattia da
carenza alimentare di calcio, piuttosto una malattia da perdita di
calcio dovuta a eccessi alimentari.”
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Messaggio Da viernes il Ven 8 Ago 2008 - 15:14

Questo studio non fa altro che rafforzare in me la convinzione che i cibi di origine animale, che siano carne latticini o uova, siano dannosi per il nostro organismo.
Il fatto poi, che a 3/4 anni di distanza non ne abbia mai sentito parlare su alcun mass-media, mi convince ancor di più (se possibile) sulla bontà di questi dati.
La mia testa dice questo.
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Messaggio Da Dezeb il Sab 9 Ago 2008 - 11:22

Secondo me la cultura multimillenaria cinese, che annovera molta natura presente, erbe, piante, spezie, nel loro background, oltre alle relazioni tra alimenti (yin e yang dell'alimentazione) falsifica la tendenza occidentale e nello specifico degli USA nell'andare a creare una cultura del tutto falsa riguardo ad alimentazione e salute, va bè che capità per situazioni varie che mangino insetti o simili, ma la presenza di cose naturali è conpresente...

Secondo me, l'aspetto positivo di un colosso come la Cina (mi pare che alcuni giorni fa è fallito un accordo internazionale per la regolamentazione delle sostanze naturali, proprio per il peso di India e Cina e gli USA se ne son tornati a casa loro, spero che ci rimangano o che comincino a non snaturare le cose... ci voleva una cosa simile...) è quello di fare incidere la naturalità delle cose nell'aspetto di marketing... perchè se fossimo solo nelle mani USA, almeno, della loro industria, arriveremmo a mangiare alimenti purificati testa al muro con radiazioni, secondo me saremmo anche arrivati a surrogati di cibo, a cibo di cartongesso o di cartone pressato (non scherzo, la consistenza è questa delle loro intenzioni testa al muro , tolti i principi naturali nel cibo, perchè questi aumenterebbero la deperibilità, presto arriveremo appunto a questo tipo di cibo, ma ne vale la pena? dicono gli americani: si conserva meglio, non deperisce, ma allora visto che l'alimento viene deprivato direi quasi meglio o simile il cartone pressato, con gli aromi di cibo... ma che bontà, ma che bontà questa robina qua. testa al muro

Per il resto sono d'accordo, ripeto di avere tolto le proteine animali da un anno e mezzo, e sto meglio, vedo i miei genitori nutrirsi di carne e stare male quando non ne mangiano, attribuiscono il motivo al fatto che la carne dà (darebbe) sostanza, questo può essere stato vero in passato, ma esagerando, una porzione di carne al giorno, non serve, e i sintomi di stare male dopo qualche giorno senza carne io li attribuisco alla disintossicazione e alla messa in circolo di tossine varie, il fatto è che la medicina non sta a limitare l'opportunità di mangiare o meno carne, poi si formano varie malattie e io ho verificato che è in relazione alla dieta proteica. Da quanto l'ho fermata sto acquistando salute.
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Messaggio Da silver surfer il Sab 9 Ago 2008 - 15:53

Lo studio è interessante per il peso statistico, ma sono dati arcinoti nella loro sostanza da decenni.
Basti pensare che mia moglie (ed io, di riflesso, per quanto ci lavorai su) li aveva disponibili per una tesi di un master di circa 12 anni fa.
A mio avviso il problema non è tanto essre convinti, quanto riuscire a modificare le proprie abitudini di conseguenza.
Ci sono gusti che è difficile variare.
Sarebbe quindi utile poter sposare la teoria con la pratica e sapere come porsi concertamente tutti i giorni davanti al problema.
Per esempio: avete suggerimenti di libri di cucina con ricette che assecondino questi indirizzi?
Capite bene che buttare un fettina padella è anche una maniera per semplificarsi la vita al momento dei pasti.
Altre considerazioni: bene l'obiettivo finale della sopravvivenza, ma come la mettiamo con gli obiettivi intermedi?
Penso, per fare un esempio tra i tanti possibili, allo stress della bambina che ha il menarca a 17 anni quando le compagnette sono già "donne" da 14.
Bambina che inoltre, per la sua dieta "sana", sarà anche più piccolina delle amichette.
Siamo in grado, come genitori, di combattere queste battaglie?
Qui ci vuole una rivoluzione culturale complessiva che non può prescindere da un coinvolgimento dei mass-media.
Pensiamo solo al mito dello sportivo "sano" che si alimenta di abbuffate proteiche....
Ricordo ancora l'ammirazione in TV per un atleta americano (non ricordo chi, 100mtsta, mi pare...) che LUI SI (poveri noi, quindi...) era omaccione da 1 pollo al giorno.
Alla faccia dei suoi studi, io fatico a far stare mia moglie senza carne in frigo e in realtà in famiglia io sono l'unico a farmi fuori la mia quotidiana insalatona, nonostante la proponga a tutti.

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Messaggio Da viernes il Sab 9 Ago 2008 - 16:09

silver surfer ha scritto:Lo studio è interessante per il peso statistico, ma sono dati arcinoti nella loro sostanza da decenni.

Non mi pare proprio siano arcinoti.
Per definire qualcosa con quel termine, bisogna proprio che anche i sassi la conoscano, e non mi pare questa la situazione.

Basti vedere, ancora oggi, i consigli alimentari di qualunque medico di famiglia o peggio ancora oncologo: secondo loro non bisogna esagerare (solite frasi fatte) ma latte formaggio, carne e pesce non devono mancare nella nostra dieta.
Tenendo in considerazione poi che ciò che dicono loro è il vangelo del 99,9% di noi... no, non mi pare che ci siamo proprio.

PS x gli amministratori: è "scomparso" un messaggio che ho inserito in questa discussione dopo quello di dezeb Shocked
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Messaggio Da minerva il Sab 9 Ago 2008 - 16:17

Non solo gli oncologi, ma praticamente tutti i nutrizionisti a meno che tu non sia vegetariano ti danno carne o pesce 1 volta al gg, formaggi 2/3 volte a sett. uova 2 volte a sett. + proteine vegetali.
Penso che 1 volta a sett. la carne sia + che suffi.(a me piace poco), uova 1 volta, form.1/2 volte se proprio non si riesce ad alimentarsi in maniera diversa.
Io mangerei legumi sempre!

Viernes è passato il mess. alieno! affraid
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Messaggio Da silver surfer il Sab 9 Ago 2008 - 16:33

Hai ragione Viernes.
Sono andato a rivedermi questo:
http://www.piramidealimentare.it/pg-af/giornaliera.php
ed ho capito che i nostri produttori di carne hanno non pochi agganci dentro all'Istituto di Scienza dell'Alimentazione.
Restano però aperti tutti i problemi che ho detto e magari lor signori giustificano proprio in tal modo la loro "piramide".
("i bambini devono crescere, il "modello" di crescita è quello, e quindi per rimanere "al passo" quello devono mangiare")
Dobbiamo cambiare "modelli" ed accontentarci di essere magari meno alti e forti....
Può funzionare, secondo te? scratch

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Messaggio Da Ospite il Sab 9 Ago 2008 - 16:41

viernes ha scritto:

PS x gli amministratori: è "scomparso" un messaggio che ho inserito in questa discussione dopo quello di dezeb Shocked


Viernes , non credo sia scomparso , credo piuttosto che per qualche disguido non sia stato postato, magari hai cliccato convinto che si è pubblicato invece no .... tu ti ricordi di averlo proprio visto pubblicato ??? Perchè sarebbe stranissimo

Ciao

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Messaggio Da VITA il Sab 9 Ago 2008 - 16:43

è successo qualche cosa di strano anche a me...........
da ieri sera i MP che io clicchi su cancella oppure rispondere i messaggi vanno ha finire nell'archivio............. scratch
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Messaggio Da silver surfer il Mer 20 Ago 2008 - 18:02

Ho cercato di modificare perchè ho visto anch'io che esce quello.
Non riesco a dare il collegamento: è in Corriere Tv e ha titolo "Proteine".
Metto il link ed esce di tutto e di più ma mai quello.
Andatevelo a vedere...... Crying or Very sad


Ultima modifica di silver surfer il Mer 20 Ago 2008 - 18:11, modificato 1 volta

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Messaggio Da MAURO LORE il Mer 20 Ago 2008 - 18:08

silver surfer ha scritto:Intervista interessante!

-------------------------

... ciao "Silver"... dal collegamento esce un filmato sulla "Sfilata delle PORNO STARS... in Nuova Zelanda"... ?? Laughing Wink
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Messaggio Da viernes il Mer 20 Ago 2008 - 18:10

di che intervista parlate?!! Shocked
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Messaggio Da silver surfer il Mer 20 Ago 2008 - 18:12

silver surfer ha scritto:Ho cercato di modificare perchè ho visto anch'io che esce quello.
Non riesco a dare il collegamento: è in Corriere Tv e ha titolo "Proteine".
Metto il link ed esce di tutto e di più ma mai quello.
Andatevelo a vedere...... Crying or Very sad

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Messaggio Da viernes il Mer 20 Ago 2008 - 18:26

silver surfer ha scritto:
silver surfer ha scritto:Ho cercato di modificare perchè ho visto anch'io che esce quello.
Non riesco a dare il collegamento: è in Corriere Tv e ha titolo "Proteine".
Metto il link ed esce di tutto e di più ma mai quello.
Andatevelo a vedere...... Crying or Very sad

parli del video presente qui? se sì dovrò vedere il video a casa...

http://www.corriere.it/salute/nutrizione/08_agosto_14/video_proteine_necessarie_rischi_troppe_d496fb42-69ea-11dd-af27-00144f02aabc.shtml

Quante proteine servono davvero?


E' più facile assumerne troppe che troppo poche con la nostra alimentazione

Molte persone, specie quelle che fanno sport a livello
agonistico, sono «angosciate» dal loro introito quotidiano di proteine.
Ma quante ne servono davvero? «Ogni giorno sono necessari tanti grammi
di proteine quanti sono i chili di peso corporeo ideale» spiega in una
video-intervista Andrea Ghiselli, nutrizionista dell'Inran di Roma. «Le
proteine sono presenti soprattutto in legumi, carne, uova e pesce, ma
non solo» chiarisce l'esperto, che sottolineaanche che : «mangiare
troppe proteine espone a tumori e malattie cardiovascolari e
indebolisce l’osso»
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Messaggio Da silver surfer il Mer 20 Ago 2008 - 20:03

Bravo: quello!
Io avevo visto solo il video, non l'articolo.

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Messaggio Da silver surfer il Gio 21 Ago 2008 - 16:17

La considerazione che volevo fare era semplicemente questa.....
Stante il fatto che il 1g/kg di peso coroporeo di proteine necessario è confermato in buona misura anche dall'alimentazione cinese, dove 64g di proteine totali sono a fronte di una corporatura media inferiore a quella occidentale (sono mediamente + minuti), noto che il problema del dato "occidentale" è la sovrabbondanza di proteine animali.
Ma se considero che per fare 71g di proteine animali (20-25g/100gr) dovrei consumare oltre 300g/die tra carne-uova-formaggi (non conto il latte perchè il suo apporto proteico è minimo) a me pare un dato esagerato per la dieta media italiana.
Per lo meno valutandola su un piano personale.
Nella mia dieta il maggior contributo proteico infatti è dato da pane e pasta (proteine: 18-20gr/100gr) e per fare 60gr di proteine da lì, c'è da consumarne 300gr/die, che è un bel consumare....
Insommma quella dieta più che occidentale, mi pare amerikana, con tutto il loro abbondare di farmaci inutili.

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Messaggio Da viernes il Gio 21 Ago 2008 - 16:43

La mia considerazione è in sostanza identica alla tua, anzi sarò più crudo: mi pare un'emerita stronzata.
Assumere 70gr di proteine al giorno, non ci penso proprio.
Posso dire, senza fare calcoli precisi, che se ne assumo (mediamente) 30 è già tanto.
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