"9/11 & Patriot Act" anche per Internet

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Messaggio Da MAURO LORE il Lun 18 Ago 2008 - 15:54

... da "EC Planet" : http://www.ecplanet.com/canale/varie-5/manipolazioni-147/1/0/41720/it/ecplanet.rxdf

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09 ) RUBRICHE VARIE / MANIPOLAZIONI: - Il bavaglio su Internet... -
di: Straker

...aspetta solo un grande pretesto

Sono emerse delle rivelazioni stupefacenti in relazione ad alcuni attuali
piani governativi che intendono mettere mano al funzionamento di internet
per applicare restrizioni e controlli molto più estesi sul web.

Il professor Lawrence Lessig, un autorevole giurista della Stanford
University, nel rivolgersi al pubblico che quest'anno presenziava alla
conferenza Brainstorm Tech - organizzata da Fortune a Half Moon Bay, in
California - ha dichiarato che «sta per accadere una specie di '11
settembre di internet'», un evento che catalizzerà una radicale modifica
delle norme che regolano la Rete.

Lessig ha anche rivelato di aver appreso nel corso di un pranzo con l'ex
"Zar" governativo del controterrorismo, Richard Clarke, che c'è già un
'cyber-equivalente' del Patriot Act, una sorta di 'Patriot Act per la
Rete', mentre il Dipartimento della Giustizia è in attesa di un evento
cyber-terroristico per poterne applicare le norme.

Durante una sessione di un gruppo di discussione, intitolata "2018: Vita
sulla Rete", Lessig ha dichiarato:

«Sta per accadere una specie di '11 settembre di internet' ("an i-9/11
event" nell'originale, NdT). Il che non significa necessariamente un
attacco di al-Qa'ida, bensì un evento in cui l'instabilità o l'insicurezza
di internet diventi manifesta durante un fatto doloso che poi ispira al
governo una reazione. Dovete ricordarvi che dopo l'11 settembre il governo
ha predisposto il Patriot Act in appena 20 giorni e lo ha fatto
approvare».

«Il Patriot Act è bel mattone e ricordo qualcuno che chiedeva a un
funzionario del Dipartimento della Giustizia come avessero fatto a
scrivere un cosi vasto corpus giuridico in così poco tempo, e ovviamente
la risposta fu che esso se ne era stato buono buono dentro i cassetti
ministeriali per tutti gli ultimi 20 anni, in attesa di un evento che lo
avrebbe fatto tirar fuori di lì.»

«Naturalmente il Patriot Act è pieno di ogni sorta di follia su come i
diritti civili vengono protetti, o non protetti in questo caso. Perciò
mentre pranzavo assieme a Richard Clarke gli ho chiesto se ci fosse un
equivalente, se c'era per caso un 'Patriot Act per la Rete' dentro qualche
cassetto, in attesa di un qualunque considerevole evento da usare come
pretesto per cambiare radicalmente il modo in cui funziona internet.
Disse: "Naturalmente sì"».

Lessig è il fondatore del Center for Internet and Society alla Stanford
Law School. È membro fondatore di Creative Commons, fa parte del consiglio
di amministrazione della Electronic Frontier Foundation nonché del
Software Freedom Law Center. È ancora più noto quale proponente di
riduzioni nelle restrizioni legali nei confronti dei diritti d'autore, dei
marchi e dello spettro delle frequenze radio, specie nelle applicazioni
tecnologiche.

Questi non sono dunque i vaneggiamenti di un qualche smanettone paranoico.

Il Patriot Act, così come il meno conosciuto provvedimento denominato
Domestic Security Enhancement Act 2003 (altrimenti noto come Patriot Act
II), sono stati universalmente condannati dai difensori dei diritti civili
e dai costituzionalisti collocati lungo tutto l'arco delle posizioni
politiche. Queste leggi hanno sguarnito i diritti fondamentali e modellato
quel che perfino i critici più moderati hanno definito come un "controllo
dittatoriale" ceduto al presidente e al governo federale.

Molti credono che la legge fosse una risposta agli attentati dell'11/9, ma
la realtà è che il Patriot Act è stato preparato ben prima dell'11/9 e se
ne stava in sospeso, pronto per un evento che ne giustificasse
l'applicazione.

Nei giorni successivi agli attentati, la legge fu approvata dalla Camera
dei Rappresentanti con una maggioranza di 357 a 66. Al Senato fu approvata
con 98 voti a favore e un solo voto contrario. Il parlamentare
repubblicano texano Ron Paul dichiarò al «Washington Times» che a nessun
membro del Congresso fu nemmeno consentito di leggere il provvedimento.
Ora scopriamo che quasi la stessa normativa restrittiva per le libertà è
stata già preparata per il cyberspazio.

Un "11 settembre di internet", così come descritto da Lawrence Lessig,
offrirebbe il pretesto perfetto per applicare simili restrizioni in un
solo colpo, nonché di offrire la giustificazione per emarginare ed
eliminare specifici contenuti e informazioni presenti nel web.

Un tale evento potrebbe presentarsi nella forma di un grande attacco
virale, un hacking dei sistemi di sicurezza o dei trasporti ovvero di
altri sistemi vitali di una metropoli, o una combinazione di tutte queste
cose. Considerando la quantità di domande senza risposta riguardanti
l'11/9 e tutti gli indizi sul fatto che fosse un'operazione deviata sotto
copertura, non è difficile immaginare un evento simile dispiegarsi nel
cyberspazio.

Tuttavia, anche lasciando perdere qualsiasi "11 settembre di internet" o
"Patriot Act per la Rete", c'è già uno sforzo coordinato mirante a
circoscrivere il raggio d'azione e l'influenza di internet.

Abbiamo instancabilmente lanciato l'allarme su questo movimento generale
teso a restringere, censurare, controllare a alla fine bloccare del tutto
internet così come oggi la conosciamo, uccidendo in quel modo le ultime
vere vestigia della libertà di parola oggi nel mondo ed eliminando il più
grande strumento di comunicazione e informazione mai concepito.

I nostri governi hanno pagine e pagine di norme compilate per mettere le
ganasce all'attuale Rete. provvedimenti quali il PRO-IP Act del 2007 /H.R.
4279, inteso a creare uno 'zar degli IP' presso il Dipartimento della
Giustizia, oppure l'Intellectual Property Enforcement Act of 2007/S. 522,
mirante a creare un'intera "rete di rafforzamento della proprietà
intellettuale". Non sono che due esempi.

Inoltre, abbiamo già visto in che modo i più grandi siti web privati ed i
social network si stiano concentrando e convergano per realizzare sistemi
onnicomprensivi di identificazione, verifica e accesso che sono stati
descritti dal fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, come «l'inizio di un
movimento e l'inizio di un'industria.»

Alcune di queste grandi società tecnologiche hanno già unito gli sforzi su
progetti quali la Information Card Foundation, che ha proposto la
creazione di un sistema di carte d'identità per Internet che saranno
richieste per entrare in Rete. Naturalmente un tale sistema darebbe a chi
lo gestisse la capacità di rintracciare e controllare l'attività degli
utenti con molta più efficacia. Questo è solo un esempio.

Non basta. Come abbiamo già raccontato, i più grandi hub dei trasporti,
come St. Pancras International, o anche le biblioteche, le grandi imprese,
gli ospedali e altre grandi strutture aperte al pubblico che offrono
internet wi-fi, stanno mettendo in lista nera i siti web di informazione
alternativa rendendoli del tutto inaccessibili ai loro utenti.

Questi precedenti sono semplicemente il primo indicatore di quanto viene
pianificato per internet nei prossimi 5-10 anni, con il web 'tradizionale'
in via di divenire poco più che una vasta banca dati spionistica che
cataloga ogni attività delle persone e le bombarda di pubblicità, mentre
coloro che si conformano al controllo e alle regole centralizzate saranno
liberi di godere del nuovo e velocissimo Internet.

Dobbiamo parlar chiaro riguardo a questa spinta irruente, che mira ad
applicare meccanismi di stretto controllo sul web, e farlo ADESSO prima
che sia troppo tardi, prima che la spina dorsale di un internet libero si
rompa e il suo corpo diventi in sostanza paralizzato senza rimedio.

Articolo in linea con gli altri link correlati:
http://www.ecplanet.com/canale/varie-5/manipolazioni-147/1/0/41720/it/ecplanet.rxdf

Autore: Steve Watson
Fonte: PrisonPlanet, traduzione di Pino Cabras
Tratto da: www.pressante.com

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Messaggio Da Ospite il Sab 13 Set 2008 - 13:43

Ho sempre pensato che prima o poi ci toglieranno questa forma di libertà ...forse l'unica !

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Messaggio Da Pinco Pallino il Sab 13 Set 2008 - 15:50

Lo penso anch'io, è l'unica forma di libertà "quasi" totale che è rimasta.
Dico quasi perchè siti chiusi o censurati ce ne sono continuamente.

Vedrete che troveranno il modo di limitare anche internet, senza nemmeno farci aspettare troppo.
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Messaggio Da silver surfer il Lun 15 Set 2008 - 16:31


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Messaggio Da MAURO LORE il Lun 15 Set 2008 - 20:02


.............................


... Molto Interessante... Wink
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