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Messaggio Da VITA il Gio 11 Set 2008 - 2:12

Scoperta proteina chiave
per la crescita dei tumori


Ricerca italiana su Nature: eIF6, fondamentale per i meccanismi della vita
regola anche lo sviluppo del cancro. Riducendola, la malattia rallenta.

ROMA - E' una delle proteine alla base dei meccanismi della vita, ma gioca un ruolo chiave anche nella crescita dei tumori: senza di lei, infatti, la malattia non riesce a svilupparsi. Questa funzione chiave di eIF6 - così si chiama la molecola - è stata scoperta dai ricercatori del San Raffaele di Milano in uno studio pubblicato su Nature, che ne rivela anche un'altra caratteristica inaspettata: se se ne riduce la produzione, cala il grasso corporeo.

Lo studio è stato condotto su topi transgenici e in provetta e potrebbe aprire la strada a nuove ipotesi di cura per i tumori e contro l'obesità. "Diversi anni fa avevamo scoperto questa proteina, importante per la costruzione delle macchine che sintetizzano le proteine, i ribosomi. Non conoscevamo però la sua importanza negli organismi superiori" racconta il professor Stefano Biffi, coordinatore dello studio, responsabile del laboratorio di Istologia molecolare e crescita cellulare all'Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano.

Ora questo studio, in collaborazione con l'Università del Piemonte orientale Avogadro e la Northwestern University di Chicago, getta nuova luce su eIF6. Per crescere e quindi vivere, tutti gli organismi hanno bisogno di sintetizzare proteine. Questo processo avviene grazie a segnali esterni e mediatori specifici interni: uno di questi è, appunto, eIF6, presente in tutti gli esseri viventi, dai batteri all'uomo. In sostanza, se manca eIF6 gli organismi muoiono.

I ricercatori hanno osservato che eIF6 è indispensabile per la crescita dei tumori: dimezzandone la presenza nelle cellule, si è ridotta dell'80-90% la trasformazione delle cellule sane in tumorali. E parallelamente, gli animali con solo la metà di produzione di questa molecola sono risultati più magri e con un fegato più piccolo; un aspetto della ricerca ancora tutto da sviluppare, che potrebbe avere applicazioni significative anche per l'obesità.







I prossimi obiettivi saranno ora quelli di verificare se il blocco della trasformazione tumorale si ha non solo in provetta, ma anche negli organismi viventi. E poi capire se questa funzione può essere controllata con i farmaci e indicare ad una nuova terapia per combattere i tumori.

(10 settembre 2008)
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Messaggio Da VITA il Gio 11 Set 2008 - 2:16

Scoperta al San Raffaele una proteina che controlla i tumori



Uno studio condotto sui topi rivela una nuova e importante funzione di una proteina alla base dei meccanismi della vita: regolare la crescita dei tumori. Una curiosità: contemporaneamente riduce anche la produzione di grasso corporeo



10.09.2008 19:09:04


Milano, 10 settembre 2008 - Uno studio condotto presso l'Istituto Scientifico San Raffaele di Milano, pubblicato on line oggi su Nature, una delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, rivela una fondamentale funzione di una delle proteine alla base dei meccanismi della vita: eIF6, questo il nome della molecola, regola infatti la crescita dei tumori, costituiti da cellule impazzite che si riproducono in modo più rapido delle cellule sane. Da qui una delle possibili e più importanti ricadute mediche della scoperta: questa proteina potrebbe essere alla base di nuove strategie terapeutiche anti-cancro. Riducendo la produzione di eIF6, infatti, si potrebbe rallentare la crescita dei tumori.
Non solo, i ricercatori hanno identificato una caratteristica molto peculiare della proteina. EIF6 fa "ingrassare": a una sua ridotta produzione da parte dell'organismo, infatti, corrisponde una riduzione cospicua e specifica della formazione di grasso nel corpo.
Il lavoro è stato realizzato dall'Istituto Scientifico Universitario San Raffaele e dall'Università Vita-Salute San Raffaele in collaborazione con l'Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro e la Northwestern University di Chicago negli Stati Uniti.
Primo autore della ricerca è Valentina Gandin, ricercatore del laboratorio di Istologia molecolare e crescita cellulare all'Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano, e ne è stato coordinatore il professor Stefano Biffo, responsabile dello stesso laboratorio del San Raffaele e docente all'Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro presso il Dipartimento di Scienze dell'Ambiente e della Vita (DISAV).

La sintesi proteica ed eIF6 Per crescere, e quindi per vivere, tutti gli organismi devono sintetizzare proteine. Il principio è valido anche a livello delle cellule, dove la sintesi di queste molecole è richiesta nel processo di crescita e precede la divisione cellulare, cioè il momento della loro riproduzione. Questo meccanismo è regolato da segnali esterni (fattori di crescita) e si realizza grazie a mediatori interni, cioè strutture cellulari che hanno il compito di attivarlo e regolarlo. La proteina eIF6 è uno di questi mediatori ed è presente, quasi inalterata, da tre miliardi di anni in tutti gli esseri viventi (dagli archibatteri, antichissimi batteri, all'uomo). Senza la proteina eIF6 gli organismi viventi non sono in grado di sopravvivere poiché questa molecola è indispensabile alla loro crescita.

Lo studio La ricerca è stata realizzata osservando modelli animali che producono in modo naturale metà della quantità di eIF6 normalmente sintetizzata dalle cellule. Questi organismi sono perfettamente funzionanti: godono di buona salute e possono riprodursi. Ad un'analisi più approfondita, tuttavia, i ricercatori hanno individuato in loro anomalie curiose: una riduzione della formazione di grasso e una riduzione delle dimensioni del fegato, caratteristiche che non potevano essere attribuite alla presenza di una malattia.
I ricercatori, quindi, analizzando i meccanismi che regolano la produzione del grasso e la crescita del fegato hanno verificato che tutte le cellule con la metà dei livelli normali di questa proteina hanno un funzionamento regolare ma che, se stimolate dall'esterno a crescere e riprodursi, non reagiscono in maniera efficace. Che cosa succedeva? Il ribosoma 60, una delle due macchine che insieme al ribosoma 40 ha il compito all'interno della cellula di "costruire" le proteine, non si attivava e quindi non svolgeva la sua funzione. E' possibile presumere, quindi, che a una totale assenza di eIF6 corrisponda il completo "blocco" della produzione di proteine e la conseguente morte della cellula.
Sottolinea Stefano Biffo, responsabile laboratorio di Istologia molecolare e crescita cellulare all'Istituto Scientifico San Raffaele e docente all'Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro: «Le implicazioni di questa scoperta sono diverse. In questo studio abbiamo dimostrato che le cellule che hanno metà dei livelli di eIF6 sono meno soggette alla trasformazione in cellule tumorali. Questo perché in questo particolare processo di trasformazione la proteina svolge nei mammiferi un ruolo di "fattore limitante". Per questa ragione, anche se saranno necessari ancora anni, la prospettiva è verificare se questa funzione può essere controllata con i farmaci e diventare una possibile cura contro i tumori».

Lo studio è stato possibile grazie a finanziamenti dell' Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC), della Fondazione Telethon, della Fondazione Cariplo e del National Institutes of Health (NIH) americano.
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Messaggio Da grazia il Gio 11 Set 2008 - 11:08

Very Happy ..grazie VIta!
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Messaggio Da MAURO LORE il Gio 11 Set 2008 - 16:26

VITA ha scritto:Scoperta proteina chiave
per la crescita dei tumori


Ricerca italiana su Nature: eIF6, fondamentale per i meccanismi della vita
regola anche lo sviluppo del cancro. Riducendola, la malattia rallenta.

ROMA - E' una delle proteine alla base dei meccanismi della vita, ma gioca un ruolo chiave anche nella crescita dei tumori: senza di lei, infatti, la malattia non riesce a svilupparsi. Questa funzione chiave di eIF6 - così si chiama la molecola - è stata scoperta dai ricercatori del San Raffaele di Milano in uno studio pubblicato su Nature, che ne rivela anche un'altra caratteristica inaspettata: se se ne riduce la produzione, cala il grasso corporeo.

Lo studio è stato condotto su topi transgenici e in provetta e potrebbe aprire la strada a nuove ipotesi di cura per i tumori e contro l'obesità. "Diversi anni fa avevamo scoperto questa proteina, importante per la costruzione delle macchine che sintetizzano le proteine, i ribosomi. Non conoscevamo però la sua importanza negli organismi superiori" racconta il professor Stefano Biffi, coordinatore dello studio, responsabile del laboratorio di Istologia molecolare e crescita cellulare all'Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano.

Ora questo studio, in collaborazione con l'Università del Piemonte orientale Avogadro e la Northwestern University di Chicago, getta nuova luce su eIF6. Per crescere e quindi vivere, tutti gli organismi hanno bisogno di sintetizzare proteine. Questo processo avviene grazie a segnali esterni e mediatori specifici interni: uno di questi è, appunto, eIF6, presente in tutti gli esseri viventi, dai batteri all'uomo. In sostanza, se manca eIF6 gli organismi muoiono.

I ricercatori hanno osservato che eIF6 è indispensabile per la crescita dei tumori: dimezzandone la presenza nelle cellule, si è ridotta dell'80-90% la trasformazione delle cellule sane in tumorali. E parallelamente, gli animali con solo la metà di produzione di questa molecola sono risultati più magri e con un fegato più piccolo; un aspetto della ricerca ancora tutto da sviluppare, che potrebbe avere applicazioni significative anche per l'obesità.







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... anche se UNO si APPENDE ad UNA CORDA... dopo un pò... il "tumore".... SMETTE di CRESCERE... Laughing Laughing Laughing Wink
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