Disastro economico mondiale

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Messaggio Da viernes il Mar 16 Set 2008 - 18:32

NEW YORK - Aig è un colosso dai piedi d'argilla, un
gigante che molti temono possa diventare la prossima grande vittima della crisi
dei mutui. Fino a pochi giorni fa Aig era la più grande compagnia di
assicurazione del mondo per capitalizzazione di mercato e resta un anello
fondamentale del sistema finanziario americano, l'equivalente per le
assicurazioni di Citigroup, la prima banca del mondo. Se crollasse, spiega un
analista, "sarebbe come togliere un pilastro alle fondazioni di un grattacielo".


Aig è il numero uno delle polizze assicurative Usa e la prima fornitrice
di rendite a tasso fisso, uno dei prodotti su cui si basa il sistema
previdenziale di milioni di pensionati americani. Ma Aig ha anche una divisione
finanziaria che agisce come una banca d'affari e che è fortemente esposta nei
prodotti strutturati garantiti da mutui. E' questo il buco nero di Aig. Rbs
stima che la sua esposizione sui derivati si aggiri sui 441 miliardi di dollari
(oltre 300 miliardi di euro).

Nel giugno scorso la Sec ha iniziato ad
indagare su questo buco nero, ipotizzando che Aig abbia manomesso il valore in
bilancio della polizze assicurative sui bond legati ai mutui. I guai di Aig sono
cominciati da lì e Wall Street ha iniziato a tremare, poiché se crolla Aig,
crolla un bel pezzo del grattacielo della finanza Usa, cioè rischia di saltare
tutta quella galassia di banche e società che si è assicurata dal rischio di
insolvenza stipulando polizze cds, credit default swap, proprio con Aig.


Il meccanismo è complesso. Un'enorme fetta dei mutui subprime sono
finiti in pacchetti di bond strutturati chiamati cdo, che Aig assicurava dal
rischio di default coi cds. A garanzia di queste polizze, cioè come collaterali,
ha emesso titoli di Stato e altre obbligazioni. Insomma, una gigantesca catena
di Sant' Antonio. Con la crisi dei subprime i cdo sono diventati
praticamente carta straccia e i cds sono diventati più cari. Aig ha quindi
dovuto emettere più collaterali a garanzia delle polizze. La Sec e il
dipartimento Usa alla giustizia sospettano che abbia barato sulle stime per
iscrivere in bilancio i cds e i relativi collaterali.

Nel giugno scorso l'amministratore delegato di Aig, Martin Sullivan, in sella dal 2005, si è
dimesso per lasciare il posto a Robert Willumstad. Dietro quelle dimissioni
c'erano le inchieste sui cds, ma anche lo scontro tra Sullivan ed Hank
Greenberg, azionista della banca ed ex amministratore delegato, anche lui finito
a suo tempo nel mirino della Sec. Greenberg è una vecchia volpe che ha diretto
la compagnia per 40 anni e ne conosce tutti i più reconditi segreti. Secondo gli
esperti è l'unico che conosca veramente come funziona Aig.

Il gruppo,
seduto sulla polveriera dei cds e duramente colpito dalla crisi dei mutui, è
entrato in una grave crisi di liquidità ed è alla disperata ricerca di capitali
per risollevarsi. Willumstad si è già detto disponibile a vendere attività per
rastrellare capitali. Sta di fatto che tra sabato e domenica i colloqui di Aig
con diverse aziende tra cui la finanziaria di Warren Buffet sono falliti e Aig
si è vista costretta a chiedere aiuto alla Fed. "E' una delle poche società al
mondo - spiega un analista - che possa permettersi di andare dalla Fed a
chiedere liquidità". Solo che è capitata al momento sbagliato. La Fed era alle
prese col crack di Lehman e col salvataggio di Merrill. Willumstad avrebbe
chiesto un prestito temporaneo da 40 miliardi di dollari.

La Fed si è messa in moto, perché Aig non è una società qualsiasi
e, come spiega Ken Lewis, boss di Bank of America, cioè l'uomo che sta per
diventare il più grande banchiere del mondo, "non conosco nessuna grossa banca
americana che non sia esposta con Aig. Se saltasse sarebbe un problema molto più
grosso di tutti quelli con cui abbiamo fatto i conti finora". La Federal
Reserve, dunque, ha iniziato ad aiutare Aig, il cui titolo ieri ha perso oltre
il 60% a Wall Street. La Fed di New York è riuscita a trovarle una linea di
credito da 20 miliardi di dollari, mentre la Fed nazionale, secondo quanto
riportano fonti bene informate, avrebbe chiesto a JP Morgan e Goldman Sachs di
studiare il modo di mettere assieme un prestito sindacato, cioè un pool di
banche, in grado di garantire alla compagnia assicurativa una linea di credito
tra i 70 e i 75 miliardi di dollari. Nel frattempo però S&P, Moody's e
Fitch, cioè le tre principali agenzie di rating, hanno deciso di tagliare
drasticamente le loro valutazioni di Aig, rendendo più difficile il cammino
verso la salvezza di questo gigante dai piedi d'argilla.
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Messaggio Da minerva il Mer 17 Set 2008 - 22:26

Che succederà a breve in Italia? E' vero che ci aspetta una dura recessione?
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Messaggio Da viernes il Mer 17 Set 2008 - 22:49

Chi lo può sapere, dicono che noi siamo relativamente sfiorati da tutto questo marasma, ma c'è anche chi avanza dei dubbi sulla reale esposizione di qualche grosso big player (Intesa?) del nostro panorama bancario.
Stiamo ad aspettare come evolve la situazione, io intanto oggi sono stato in BCC (da Luglio dovevo farlo!) ad informarmi sull'apertura di conto...
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Messaggio Da GRINGO il Mer 17 Set 2008 - 22:52

viernes ha scritto:Chi lo può sapere, dicono che noi siamo relativamente sfiorati da tutto questo marasma, ma c'è anche chi avanza dei dubbi sulla reale esposizione di qualche grosso big player (Intesa?) del nostro panorama bancario.
Stiamo ad aspettare come evolve la situazione, io intanto oggi sono stato in BCC (da Luglio dovevo farlo!) ad informarmi sull'apertura di conto...

viernes, ma cosa ti serve da un conto corrente?

se lo usi come deposito, ti consiglio se non ne sei già a conoscenza:

RENDIMAX oppure IWPOWER .....

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Messaggio Da viernes il Mer 17 Set 2008 - 22:55

GRINGO ha scritto:
viernes, ma cosa ti serve da un conto corrente?

se lo usi come deposito, ti consiglio se non ne sei già a conoscenza:

RENDIMAX oppure IWPOWER .....

per metterci i miei soldi Laughing
battute a parte... sì li conosco... ma quello che cerco ora non è tanto il rendimento, quanto una maggiore sicurezza

come già scrissi altrove le BCC non aderendo al fondo di tutela interbancario, ma avendone uno loro "privato", sono decisamente molto meno esposte in casi di "grossi" default
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Messaggio Da GRINGO il Mer 17 Set 2008 - 23:00

perfetto.

tieni conto che rendimax è sicuro al 100% sino ad un importo di euro 100000 e spicci.... mentre iwpower ti copre fino a 20000 euro... per questi capitali stai più che sicuro ed hai il massimo del rendimento che offre il mercato... Very Happy

le bcc, le conosco.....bene.... e non offrono tanto.... Very Happy Mad

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Messaggio Da viernes il Mer 17 Set 2008 - 23:05

il massimo che offre il mercato.... direi di no Wink
però le bcc offrono quello che cerco io.... la sicurezza, che è impagabile Shocked
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Messaggio Da GRINGO il Mer 17 Set 2008 - 23:08

viernes ha scritto:il massimo che offre il mercato.... direi di no Wink

e quale sarebbe il conto di deposito migliore?? Rolling Eyes

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Messaggio Da viernes il Gio 18 Set 2008 - 11:42

GRINGO ha scritto:
e quale sarebbe il conto di deposito migliore?? Rolling Eyes

e chi parlava di conto deposito... cmq occhio che iwpower non è, anche se lo spacciano per, un conto deposito... vi sono dietro dei titoli di stato! cmq io parlavo di pct... c'è l'offerta di barclays al 5% netto (da cui però mi tengo alla larga, non mi fido per niente), c'è conto arancio che per le nuove immissioni di denaro fresco rende il 5,5% lordo fino a marzo dell'anno prossimo... oppure se vai a fare un giro nelle banche piccoline del tuo territorio potresti trovare qualche offerta interessante, io sto girando per chiedere di pct a 1 o 3 mesi, e per ora ho trovato un 4,1% netto... non male, ma devo ancora prendere una decisione
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Messaggio Da viernes il Gio 18 Set 2008 - 11:43

"Serve una terapia d'urto
o le Borse rischiano la chiusura"
di MASSIMO GIANNINI

"Serve una terapia d'urto o le Borse rischiano la chiusura"

"FORSE non avete capito cosa sta succedendo. Qui il problema non è Wall Street che perde il 4%. Qui siamo a un passo dal collasso totale dei mercati, dalla crisi del sistema finanziario globale".
Il noto trader milanese consulta le carte, snocciola le cifre, riordina i fatti, e in cima alla giornata più drammatica e indecifrabile di questo Settembre Nero dei mercati avanza l'ipotesi più funesta: "Non si può escludere nulla. Nemmeno che da un momento all'altro si decida la chiusura delle principali Borse mondiali...".

Benvenuti nel Nuovo ?29. Evocata, temuta, ma in fondo mai presa sul serio, la "crisi di sistema" del capitalismo finanziario globale si materializza nelle parole dell'operatore che la sta vivendo in presa diretta, minuto per minuto. È anonimo, e non può essere diversamente, perché quello che dice è talmente preoccupante da non poter essere "firmato" da chi, ogni giorno, compra e vende titoli per milioni di euro. "In questo momento - spiega - ogni parola può creare altro panico, ed è meglio evitare...".

Ma se quello che racconta è vero - e a giudicare dall'andamento degli scambi sui mercati e dalle mosse delle autorità politiche e monetarie non possiamo dubitarne - il panico è già abbondantemente giustificato. "Sta accadendo qualcosa di inedito, che non abbiamo mai visto prima. Dall'America si sta diffondendo una crisi di fiducia senza precedenti, tra banche e banche e tra banche e clienti. Una crisi che colpisce in prima battuta quelle che un tempo avremmo chiamato le "Big Five", cioè le grandi "investment banks" : Bear Stearns, Lehman Brothers, Merrill Lynch, Morgan Stanley e Goldman Sachs. Le prime due ce le siamo già giocate, la terza prova a salvarla Bank of America, ma ora il punto è che stanno finendo nel mirino anche le altre due".

Non a caso, i titoli Morgan e Goldman, a New York, sono letteralmente crollati, lasciando sul campo oltre il 40% del proprio valore. "Ma quello è solo il sintomo, la febbre - spiega l'operatore - perché la malattia è molto più grave. E la malattia è questa: dopo il crac della Lehman gli investitori istituzionali, e soprattutto gli hedge funds, stanno chiudendo le proprie posizioni presso le grandi banche d'investimento americane, perché non si fidano più della loro solvibilità. Questo sa cosa significa? Significa il collasso dei mercati azionari e obbligazionari mondiali, il "meltdown" totale di tutti gli scambi finanziari del pianeta".

Non è un'esagerazione. È la pura realtà, che deriva da un dato di fatto che ci porta a riflettere sulle distorsioni del modello capitalistico "drogato" da Greenspan e cavalcato da Bush: "Queste grandi "investment banks" muovono ogni giorno trilioni di miliardi di dollari. Hanno in custodia, in regime di sostanziale monopolio, la quasi totalità dei titoli posseduti dagli investitori istituzionali e dagli hedge funds di tutto il mondo.

Ora, se questi ultimi cominciano a ritirarli, perché temono il default delle stesse banche d'affari, non si rischia solo qualche altro "fallimento eccellente", ma si blocca tutto il meccanismo che regge i mercati finanziari. Glielo spiego con un esempio: le banche d'affari sono il "motore" del sistema finanziario globale. I loro clienti, investitori istituzionali ed hedge funds, sono l'olio che fa girare quel motore. Nel momento in cui l'olio viene a mancare, perché i clienti smettono di versarlo, il motore fonde, e la macchina è da buttare".

Questa è la posta in gioco. "Con un'aggravante. Investitori ed hedge funds chiudono le loro posizioni, e per esempio sulla piazza di Londra stanno cercando di dirottare i propri investimenti sulle grandi banche "retail", che al momento sembrano più sicure: Deutsche Bank, Santander, Bnp. Ma ormai non funziona più neanche questo, perché i mercati, terrorizzati dal fantasma del crac globale, sono totalmente illiquidi. Non si riesce né a comprare né a vendere, perché mancano le controparti.

Per questo la crisi è di sistema, e rischia di travolgere tutto. Non c'è più fiducia. Le mosse di Paulson non convincono nessuno, la gente non crede al salvataggio di Aig, che infatti continua a perdere a rotta di collo, e i "Treasury bond" americani hanno raggiunto un rendimento dello 0,23%, una cosa che non si vedeva da mezzo secolo. Le stesse banche centrali, la Fed e la Bce, non sanno che pesci prendere, perché hanno capito che questo non è un "trend" classico dei cicli borsistici: rialzi e crolli non sono mai stati un problema, figuriamoci, ci siamo abituati, fanno parte del gioco. Il guaio, stavolta, è che è proprio il gioco in sé che si sta rompendo".

Il trader italiano, di stanza a Piazza Affari, vive ai margini del ciclone finanziario americano. Ma cita altri due indizi, che danno la misura del livello di allarme scattato anche nelle "province" dell'impero del capitale globale: "Primo: stamattina la Banca d'Italia ci ha chiesto di fornirgli entro mezz'ora, e dico entro mezz'ora, le posizioni aperte con Lehman da tutti noi operatori nazionali: una roba mai successa. Secondo: nel pomeriggio abbiamo vissuto momenti di forte tensione, perché neanche la Cassa di compensazione aveva più liquidità sufficiente. Cioè: la Cassa non paga, noi non paghiamo, e così tutto l'ingranaggio va in tilt da un momento all'altro". Il tema vero è: ci si può ancora salvare da questo Nuovo '29 che incombe?

L'operatore spera, ma non si avventura: "Parliamoci chiaro: qui, se siamo ancora in tempo, ci sono solo due possibilità per non far fondere tutta la macchina. La prima possibilità è che almeno un paio di grandissime banche commerciali di dimensione mondiale, che so, Hsbc tanto per fare un nome, si comprino le banche d'affari americane a un passo dal tracollo: operazione possibile, anche se molto complicata, che richiederebbe comunque una fortissima "moral suasion" da parte del potere politico. La seconda possibilità è che invece sia proprio la politica americana a fare il passo più estremo, nazionalizzando Morgan e Goldman prima che sia troppo tardi. Operazione complicata e forse impossibile, se non al prezzo di addossare ai contribuenti i costi enormi del doppio salvataggio e snaturare per sempre il modello liberale del capitalismo Usa".

Altre soluzioni, per il trader milanese, non ne esistono. E oltre tutto bisogna fare presto, perché la velocità con cui questa crisi si sta avvitando su se stessa è impressionante. Per questo, in attesa che qualcuno decida qualcosa, l'operatore ipotizza addirittura il ricorso all'arma fine di mondo: "Se questo è il clima, ci può stare anche che le autorità decidano, da un giorno all'altro di chiudere le Borse. È un'ipotesi estrema, è chiaro, che in Italia è successa solo nel luglio '81 dopo lo scandalo P2, e in America dopo l'attacco alle Torri Gemelle dell'11 settembre. Ma ora come ora non mi sento di escludere niente. Qualcosa bisogna pur fare. Bisogna prendere il toro per le corna. Anzi, stavolta bisogna prendere l'orso per la coda, visto che sul mercato, di tori, non ce ne sono più".
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Messaggio Da GRINGO il Gio 18 Set 2008 - 12:07

viernes ha scritto:
GRINGO ha scritto:
e quale sarebbe il conto di deposito migliore?? Rolling Eyes

e chi parlava di conto deposito... cmq occhio che iwpower non è, anche se lo spacciano per, un conto deposito... vi sono dietro dei titoli di stato! cmq io parlavo di pct... c'è l'offerta di barclays al 5% netto (da cui però mi tengo alla larga, non mi fido per niente), c'è conto arancio che per le nuove immissioni di denaro fresco rende il 5,5% lordo fino a marzo dell'anno prossimo... oppure se vai a fare un giro nelle banche piccoline del tuo territorio potresti trovare qualche offerta interessante, io sto girando per chiedere di pct a 1 o 3 mesi, e per ora ho trovato un 4,1% netto... non male, ma devo ancora prendere una decisione

appunto di barclays non c'è da fidarsi.....conto arancio è in offerta per 12 mesi poi scende di parecchio il tasso...

quindi credo che rendimax ( fino a 103.000 euro mi sembra e senza vincoli!) sia il migliore, poi c'è iwbank ( dove sei tutelato sino a 20.000) che con l'opzione iwpower ( vincoli a breve scadenza con titoli di stato ma pur sempre assicurati ) ha il rendimento migliore...

altrimenti per stare ancora più tranquilli si dovrebbe diversificare il portafoglio, dipende sempre quanti soldini si posso investire.... Very Happy

se ci aggiungi che i costi sono = 0........ non credo proprio che si trovi quancosa di meglio in giro, questo è il mio pensiero.. Very Happy

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Messaggio Da lalba il Ven 19 Set 2008 - 1:23

...effetto domino alle porte! cosa c'è di sicuro? sono ignorante in materia, ma qualcosa mi dice...NULLA...è solo questione di tempo...
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Messaggio Da viernes il Ven 19 Set 2008 - 12:47

Once we were bankers, cioè una volta eravamo banchieri, così si presenteranno tra dieci anni davanti ad una pinta di birra in un qualche squallido pub di alcolizzati, molti consiglieri di amministrazione di istituti di credito e di banche d'affari che sono destinati a fallire nei prossimi trimestri. Ormai le prime pagine dei giornali si sprecano con titoli sempre più drammatici del tipo siamo innanzi ad un altro 29, i mercati collassano come nel 29, panico in borsa come nel 29 e così via ricalcando su questo stile. E pensare che quando due anni fa scrissi prima, Duri e Puri: Aspettando un nuovo 1929, e successivamente, Best Before: Preparati al peggio, venni letteralmente bannato come un ridicolo catastrofista e censurato da quasi tutti i forum finanziari per il pessimismo ostentato. A distanza di due anni adesso fanno tutti a gara a scimmiottare il mio pensiero, i miei avvertimenti ed i miei consigli: andate a vedervi come in Marzo di quest'anno preannunciavo il fallimento di tre banche americane con largo anticipo ! Ma per quanto si sforzino di tentare di dare una spiegazione tecnicamente raffinata ed inattacabile, la maggior parte di questi giornalisti, analisti e trader di borsa non fa altro che dimostrarsi un mero replicante di notizie clonate ed apprese di sfuggita dalla televisione o lette avidamente in qualche redazionale economico.

Non siamo innanzi ad un altro 1929, ma già come scrivevo con inaspettato anticipo nel 2006, abbiamo di fronte un nuovo 1929, ovvero uno scenario macroeconomo di crisi globale che non ha precedenti storici e che non si può spiegare riduttivamente ancorandosi ai vecchi ed obsoleti modelli econometrici. Dalla Northern Rock alla Indymac, dalla Bear Stearns alla Fannie Mae, dalla Lehman Brothers alla AIG, troviamo un denominatore in comune: più grande è la banca, più la probabilità che essa sia stata oggetto di contagio finanziario tende ad aumentare. Già qui individuiamo un primo elemento distintivo: il 1929 vide una carneficina di piccoli istituti di credito cascare uno dietro l'altro quasi ad effetto domino, mentre i grandi colossi bancari di allora rimanevano relativamente immuni dal crash economico. Nel 2008 assistiamo ad una caratteristica situazionale esattamente opposta: più sono ridotte le dimensioni della banca, più elevata diventa la presunzione di stabilità finanziaria. Questo è una naturale conseguenza della gestione ordinaria dell'attività bancaria per un piccolo istituto di credito: infatti difficilmente quest'ultimo ha spinto all'estremo l'erogazione dei mutui ad intervento integrale, difficilmente ha rapporti ed interessi strategici con le grandi realtà bancari e difficilmente, infine, ha ideato e progettato prodotti finanziari strutturati con il fine unico di ottenere ingenti facili profitti e sodomizzare contemporaneamente con grande eleganza la propria clientela. Ecco perchè ho sempre appoggiato, per esempio, il circuito del credito cooperativo (attenzione però che nel cesto ci potrebbe essere sempre qualche isolata mela marcia).

Per ritornare in argomento sappiate comunque che la crisi è solo all'inizio, tutt'altro che passata ! Pensate all'estate scorsa, quando iniziarono le prime avvisaglie dei subprime statunitensi: dai media nazionali ci venne subito raccontato che non ci si doveva preoccupare in quanto l'Europa più di tanto non era coinvolta. Le stime iniziali sulle perdite presunte ammontavano a circa 250 MLD di dollari. Oggi siamo ad oltre i 2000 MLD.
Generalmente gli Stati Uniti anticipano gli altri mercati con sei/nove mesi, perciò è presumibile aspettarsi nei prossimi mesi momenti poco incoraggianti anche per la situazione finanziaria in Europa. Tanto per dare qualche spunto di riflessione portiamo ad esempio il caso sovietico con il governo russo che è dovuto intervenire per sostenere le prime tre banche del paese: non da meno si è deciso di congelare le quotazioni di borsa per due giorni consecutivi.
In Europa chi con certezza se la sta passando molto male sono il Regno Unito e la Spagna. Per il primo si sta vivendo un momento di forte preoccupazione per le sorti di HBOS (Halifax Bank of Scotland), la più antica e prestigiosa banca inglese, mentre la Spagna sta vivendo la peggior crisi immobiliare della sua storia. Molto presto anche nel paese della paella ci scapperà il morto.

A sentire gli insiders degli Uffici Legali, anche l'Italia non se la passa così bene come le discutibili rassicurazioni del Presidente del Consiglio a Porta a Porta darebbero a pensare. Solo nella mia regione ci sono alcuni istituti di credito con oltre 5.000 contratti di mutuo di ultima generazione in sofferenza, alcuni sono riusciti a cartolarizzarli (scaricando quindi su di voi il rischio di default), altri li hanno ancora sul groppone. Prestate attenzione a sottoscrivere prodotti di liquidità con tassi di interesse molti allettanti: rappresentano il disperato tentativo di drenare liquidità dal mercato. Lo stesso Draghi ha cambiato in meno di sei mesi le sue posizioni e convinzioni sulla crisi in atto. Voglio riportarvi un esempio emblematico che mi ha visto partecipe in prima persona: tre mesi fa una prestigiosa (si fa per dire) ed imponente banca italiana non mi ha consentito di incassare per contanti un suo assegno CIRCOLARE di 1.500 euro sostenendo che non aveva liquidità sufficiente in cassa, invitandomi pertanto a tornare il giorno successivo. I dipendenti della filiale pensavano fosse una candid camera, ma quando mi hanno sentito chiamare il 112 per verbalizzare lo stato di insolvenza, improvvisamente hanno fatto spuntare fuori una mazzetta di banconote da 5 euro e qualche blister di monete da 2 euro e si sono letteralmente messi a contare sull'unghia euro su euro !

La crisi assumerà presto anche un altro volto quando inizierà ad emergere anche il marcio del sistema industriale anch'esso drogato e sovralimentato dal debito facile e dalle promesse illusorie del turbocapitalismo sfrenato. Il ridimensionamento dei fidi e delle esposizioni debitorie con il rientro forzato dagli scoperti sta già facendo le sue vittime. Solo nella provincia di Vicenza tre recenti casi eclatanti di imminente default industriale hanno già colpito grandi aziende leader di mercato, passando dal settore tessile a quello metalmeccanico.
La Cassa Integrazione che colpisce migliaia di lavoratori e lo spettro dell'insoluto quotidiano che inquieta il sonno di imprenditori si occuperanno di fare il resto, andando ad alimentare l'altra faccia della crisi quella socioeconomica. Persino Confindustria ormai non riesce più a nascondere la gravità dell'attuale periodo storico, sottolineando come il nostro paese sia in piena recessione, purtroppo di natura strutturale e non ciclica come ci vogliono erroneamente convincere i media.

L'effetto detonatore finale tuttavia lo dovrebbero dare i Credit Default Swaps ovvero i CDS, per non dilungarmi eccessivamente con terminologie tecniche troppo noiose, li potete considerare come sofisticate polizze assicurative che coprono il rischio per un sottoscrittore di un obbligazione che la stessa non venga poi onorata alla scadenza prestabilita. Ecco quindi come si spiega il comportamento discriminatorio della FED riguardo ai recenti fallimenti e salvataggi: alcune banche sono state nazionalizzate (quindi il popolo americano si è preso in quel posto le perdite capitalizzando gli istituti), mentre altre sono state abbandonate al loro destino. Questa strategia discriminatoria è stata implementata sapendo benissimo che ci saranno altre banche da salvare nei prossimi trimestri e soprattutto perchè il fallimento di alcuni istituti come Fannie Mae o Freddie Mac avrebbe comportato perdite per successivi rimborsi assicurativi legati ai CDS notevolmente superiori agli aiuti federali. La Fed e le altre banche centrali non so fino a dove si spingeranno: ormai è una consuetudine ascoltare da più di un anno rumors del tipo sono state imesse ingenti iniezioni di liquidità per stabilizzare il sistema. Questo tipo di notizia viene presentata come se fosse una fenomenale medicina per tutti i mali del sistema, ma purtroppo non è così ! Più si vuole intervenire a sostegno del malato moribondo, più si acconsentirà di farlo sopravvivere intubato ed alimentato artificialmente. Solo una crisi dalle conseguenze ingestibili, proprio come quella che stiamo vivendo, potrà gettare le basi e le condizioni per ridisegnare e riorganizzare completamente ripartendo da zero sia il sistema monetario che quello di accesso al credito. Ma questo comporterebbe decretare la fine della globalizzazione e della intoccabile influenza dei potenti banchieri del pianeta, a strepitoso vantaggio di tutti i popoli della Terra.
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Messaggio Da grazia il Ven 19 Set 2008 - 16:49

...io per non saper nè leggere nè scrivere ieri ho dato disposizione alla mia banca di smobilizzare quei pochi risparmi che ho.. L'impiegata ci ha provato in tutti i modi a convincermi a non farlo, io però non ero tranquilla ed ho preferito che quei pochi risparmi , per il momento finissero sul mio conto corrente..Poi vedrò a mente serena come investire... Adesso dovrei anche sentire da mio cognato presso la cui assicurazione (assicuraz.Generali) ho due polizze vita. Una mi scade a gennaio 2009 e l'altra a Ottobre 2009... arrivando a compimento del periodo...Spero nel frattempo non crolli anche il mondo assicurativo, vedrei sfumare la mia sopravvivenza per la vecchiaia...
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Messaggio Da Bilou il Gio 25 Set 2008 - 0:59

GRINGO ha scritto:
viernes ha scritto:Chi lo può sapere, dicono che noi siamo relativamente sfiorati da tutto questo marasma, ma c'è anche chi avanza dei dubbi sulla reale esposizione di qualche grosso big player (Intesa?) del nostro panorama bancario.
Stiamo ad aspettare come evolve la situazione, io intanto oggi sono stato in BCC (da Luglio dovevo farlo!) ad informarmi sull'apertura di conto...

viernes, ma cosa ti serve da un conto corrente?

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Tu l'hai sottoscritto? Ti trovi bene dunnque? Ma come si fa poi a prelevare se non si può farlo con bancomat, carte di credito ecc.?
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Messaggio Da viernes il Gio 25 Set 2008 - 10:52

Bilou ha scritto:

Tu l'hai sottoscritto? Ti trovi bene dunnque? Ma come si fa poi a prelevare se non si può farlo con bancomat, carte di credito ecc.?

devi fare un bonifico dal conto deposito al tuo conto corrente... quindi pertanto si consiglia sempre di non investire tutta la propria liquidità sul conto deposito, poichè se hai bisogno di quei soldi dovrai aspettare almeno 3 giorni (lavorativi)
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Messaggio Da Bilou il Gio 25 Set 2008 - 22:56

Viernes, Conto Arancio promette più interessi, non converrebbe sceglierlo anche se questi interessi valgono solo per il primo anno? Intanto hai quello di guadagnato, poi l'anno successivo, anche se il tasso dovesse scendere, credo che vada sotto il 4,75% di Rendimax. Sono indecisa, ho i moduli da firmare di Rendimax ma non so che fare... C'è da fidarsi?
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Messaggio Da Bilou il Gio 25 Set 2008 - 22:59

...credo che non Very Happy vada sotto il 4,75% di Rendimax. (ooops)
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Messaggio Da Bilou il Gio 25 Set 2008 - 23:02

GRINGO, tu che mi dici?

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Messaggio Da GRINGO il Ven 26 Set 2008 - 0:59

ciao bilou, io non ho aperto nessun conto deposito perchè le liquidità le ho investite nel mattone, conto di farlo il prossimo anno.

Non sono un professionista della finanza ma io opterei per:

investimento fino a 20000 euro, IWBANK.

investimento oltre 20000 e fino a 100000 euro, rendimax

in alternativa se superiore ai 20000, li aprirei entrambi, dove i primi 20000 in IWBANK ed il resto in RENDIMAX.

Conto arancio è promozionale ed ho sentito molte persone abbandonarlo per diversi motivi....

io farei cosi.... Very Happy

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Messaggio Da grazia il Ven 26 Set 2008 - 10:52

scusate io sono ignorantissima...IWBANK = ????? RENDIMAX= ????
Si tratta di depositi particolari? Hanno vincoli di scadenza?
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Messaggio Da viernes il Ven 26 Set 2008 - 11:29

iwbank ---> www.iwbank.it
rendimax --> www.rendimax.it

in sostanza sono due conti deposito, senza vincoli di scandenza, puoi riprender il denaro quando vuoi senza penali o commissioni

iwbank poi ha più possibilità di investimento (con remunerazioni più alte) oltre al semplice conto deposito, ma in questo caso di tratta di PCT vincolati a 1,3 o 6 mesi
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Messaggio Da grazia il Ven 26 Set 2008 - 11:42

iwbank : pensavo fosse una modalità di deposito così denominata ...
invece è un deposito presso la banca iwbank.. Gli interessi riconosciuti sono apprezzabili, però se non ci fidiamo delle banche storiche...come possiamo fidarci di iwbank? Chi garantisce ? Ribadisco la mia profonda ignoranza..tanti anni or sono facevo PCT trimestrali ero sicura del rendimento e pure che le banche presso cui facevo l'investimento erano solvibilissime...Ora è tutto così probelmatico, occorre avere competenza infinita ...e l'ignoranza diventa un grosso fardello e limite... Qui occorre fare un corso da Benettazzo... testa al muro
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Messaggio Da viernes il Ven 26 Set 2008 - 11:46

Grazia, conti correnti e depositi sono garantiti dal fondo di tutela interbancario fino alla cifra di 103000€... e comunque iwbank per tua informazione fa parte del gruppo UBI banca Wink
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Messaggio Da Bilou il Ven 26 Set 2008 - 13:57

grazie GRINGO, chiarissimo Very Happy
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Messaggio Da grazia il Ven 26 Set 2008 - 16:19

Viernes , che lavoro fai, se puoi dirlo, nella vita? Hai mai partecipato alle conferenze di Benettazzo? Ne fa una in ottobre a Cesena, mi piacerebbe andarci, dura tutto il sabato, ed il costo è di poco superiore ai 70 euro o giù di lì...Parlerà del sistema bancario, investimenti etc...
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Messaggio Da Bilou il Ven 26 Set 2008 - 16:43

Grinko e Viernes, io possiedo un conto corrente "zerotondo" on line di Banca SanPaolo, zero spese ecc., è giusto mantenere questo conto per tenere i soldi necessari alla sopravvivenza + pagamento bollette ecc. e aprire un conto deposito tipo Rendimax per i risparmi?
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Messaggio Da viernes il Ven 26 Set 2008 - 16:44

io lavoro nell'ambiente finanziario ma come tecnico informatico... insomma è un puro caso, difatti la mia preparazione in materia è giusto al minimo essenziale
se fosse a milano ci farei un pensierino, ma cesena è decisamente fuori mano...
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Messaggio Da Bilou il Ven 26 Set 2008 - 16:50

Con Banca Sanpaolo ho il c/c zerotondo e, a parte, sempre con SanPaolo, vari investimenti "bloccati". Sarebbe più conveniente ritirarmi definitivamente dalla Banca e optare per IWBANK? E come fare per con gli investimenti a scadenza della SanPaolo? Sono costretta ad aspettare la scadenza per ritirare i soldi e chiudere, allora, per sempre con SanPaolo?
Non so che fare... Mi sono arrivati i moduli Rendimax da firmare (dopo aver chiesto informazioni online al sito) e se non invio i moduli firmati, che succede? Devo comunque inviare una lettera raccomandata di disdetta?
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Messaggio Da Bilou il Ven 26 Set 2008 - 17:02

http://www.pattichiari.it
(utile per paragonare i conti correnti)
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Messaggio Da viernes il Ven 26 Set 2008 - 17:15

Bilou ha scritto:http://www.pattichiari.it
(utile per paragonare i conti correnti)

lascialo perdere quel sito... io lo chiamo solo uno specchio per le allodole
vuoi saperne una? il giorno stesso del fallimento di LB, sul quel sito le sue obbligazioni erano indicate come a basso rischio... Rolling Eyes

per il resto, difficile dare una risposta alle tue domande, per gli investimenti che hai in corso con SP impossibile darti una risposta... se non hai penali sicuramente potresti ritirarle quando vuoi... ma solo tu puoi conoscere i prodotti sottoscritti
per rendimax se non firmi il contratto non devi disdire nulla, poichè non avresti ancora perfezionato l'adesione, quindi non preoccuparti
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Messaggio Da Bilou il Ven 26 Set 2008 - 17:28

ah, ok.. ma se sottoscrivo un nuovo conto con IWBANK, sono comunque ancora dipendente da Sanpaolo per via degli investimenti in corso... e non posso disdire il conto presso di loro?
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Messaggio Da Bilou il Ven 26 Set 2008 - 17:29

questo finché non scadino gli investimenti intendo...
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Messaggio Da viernes il Ven 26 Set 2008 - 17:31

me se non hai liquidità da smuovere perchè vuoi aprire un conto di deposito? certo puoi farlo perchè tanto sono gratuiti, ma non capisco il senso...
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Messaggio Da Bilou il Ven 26 Set 2008 - 17:41

Avrei liquidità sul c/c perché mi è appena scaduto un investimento... Gli altri investimenti in questione (Presto 625 e Performer) scadono nel 2010 e l'ultimo (World bask) scade nel 2014!!!!!
Sono costretta a continuare a mantenere il c/c con Sanpaolo o posso comunque chiuderlo?
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Messaggio Da thegame il Sab 27 Set 2008 - 1:11

Obbligazioni & vaselina
di Eugenio Benetazzo - 25 settembre 2008

Lo avevo già predetto nel Maggio del 2006, il miglior investimento per gli anni a venire sarebbe stato l'acquisto di azioni di società che producono vaselina, perchè ve ne sarebbe stata una fortissima richiesta nel successivo biennio. Andate a rileggervi quello spiritoso redazionale per capire perchè adesso la vaselina è ampiamente richiesta dai piccoli risparmiatori italiani. Iniziamo con lo svegliare tutte quelle persone che dormono nell'innocente torpore accompagnato dalle affermazioni rassicuranti delle nostre autorità istituzionali che non sanno più come tranquillizzare il pubblico risparmiatore italiano. Secondo autorevoli, quanto discutibili, fonti mediatiche, l'attuale crisi finanziaria (la peggiore di sempre) non contagerà più di tanto il vecchio continente ed il nostro paese: questo perchè le banche italiane ed europee non sono avventate e spudorate come quelle statunitensi che adesso si scontrano con il mostro che loro stesse hanno creato (il profitto indiscriminato). Infatti le banche italiane, per fare un esempio, non hanno erogato mutui al 100 % a persone che non hanno un reddito certo come in America, e nemmeno hanno cartolarizzato posizioni di debito ipotecario quando si sono rese conto che anche in Italia si stava verificando una sistematica incapacità di onorare i propri debiti nel lungo termine in seguito al progressivo rialzo dei tassi di interesse.

Secondo le fonti istituzionali, a farla grande, forse saranno state un paio di banche nel nostro paese ad aver erogato mutui ad intervento integrale, gonfiando le perizie di valutazione degli immobili pur di rendere congrua la rata del mutuo con il reddito mensile percepito e riuscire così a fare budget. Di cosa vi stupite! Ormai si cerca all'inverosimile di nascondere anche quello che è stato palese agli occhi di tutti per numerosi anni pur di evitare una crisi di fiducia da parte del sistema. Crisi che molto presto si riverserà anche sulle tasche di ignari risparmiatori che avevano investito in prodotti a capitale protetto e rendimento garantito, come le polizze index linked o le obbligazioni strutturate, nella speranza di almeno riprendersi l'integralità del proprio conferimento qualora i mercati avessero subito perdite o fossero state colpite da un andamento sfavorevole rispetto a quello pronosticato. E a questo punto si apre un vaso di pandora: infatti adesso si profilano rischi non indifferenti che vanno dall'impossibilità di smobilizzare la propria posizione fino alla perdita anche totale di quanto investito, nonostante la garanzia del capitale.

Prima di proseguire oltre è opportuno spiegare che cosa sono e come sono costruiti questi prodotti di investimento, in parte strumenti finanziari ed in parte assicurativi. Sostanzialmente, per semplificare al massimo, una obbligazione strutturata rappresenta l'unione di due strumenti finanziari a se stanti: una obbligazione tradizionale (emessa da un emittente con rating elevato) ed un prodotto finanziario derivato (come ad esempio, un'opzione su un indice di borsa). Quanto sopra esposto possiamo avallarlo anche per una polizza index linked (il cui capitale assicurato dipende dal valore di un indice azionario o di un altro valore di riferimento). Passiamo adesso a descrivere le operazioni finanziarie che effettua la banca che vi ha proposto l'obbligazione strutturata di turno: supponiamo che abbiate conferito 100.000 euro. Con questo importo viene sottoscritto l'obbligazione tradizionale che fa da sottostante alla polizza index linked, una obbligazione diciamo emessa da una primaria banca internazionale il cui rating è indiscusso. Questa obbligazione paga una cedola annuale del 4 % pari a 4.000 euro annui di interesse. La vostra banca a questo punto anticipa di tasca propria i 4.000 euro che percepirà alla fine dell'anno e li investe in prodotti finanziari sofisticati, come le opzioni su un indice di borsa, confidando in un rialzo di quell'indice per gli anni successivi. Il vantaggio di investire acquistando opzioni è duplice: infatti se il tal indice si muove al rialzo come si prevedeva, i 4.000 euro investiti potrebbero anche raddoppiare o triplicare, nel caso in cui invece questo non si verifichi, ovvero l'indice di riferimento scende piuttosto che salire, i 4.000 euro svaniscono in quanto il valore delle opzioni sugli indici si riduce a zero.

Con questa architettura è possibile pertanto investire anche su mercati molto volatili come gli indici azionari, mantenendo comunque la garanzia sul capitale in caso di andamenti avversi alle proprie aspettative, infatti trascorso un anno la vostra banca incassa l'interesse dell'obbligazione che ha per voi sottoscritto e copre la perdita dei 4.000 euro anticipati per effettuare la speculazione sull'indice di borsa. Naturalmente si può verificare che l'andamento degli indici si manifesti secondo le proiezioni ed analisi della vostra banca: in questo caso l'interesse percepito su base annua dalla vostra obbligazione strutturata o dalla vostra polizza index linked diventa significativa, anche oltre il 10%. Per come vi è stato descritto il tutto potete capire che volendo ognuno si potrebbe costruire da solo la propria obbligazione strutturata acquistando un titolo obbligazionario di first standing come il Bund (titolo di stato tedesco con scadenza decennale). E qui ora arriviamo al cuore di quanto vi voglio svelare con questo redazionale: le tecniche di marketing per vendere questi prodotti spingono molto sulle caratteristiche esplicite del prodotto ovvero il capitale protetto ed il rendimento garantito.

Tuttavia in pochi, temo, si soffermino a leggere quanto riportato nelle offerte di sottoscrizione o nei documenti di sintesi di queste obbligazioni strutturate o di queste polizze unit linked. Alle voci "Rischio Emittente" o "Garanzie" quasi tutti i modelli riportano la stessa frase di rito ovvero "il contraente assume il rischio di credito connesso all'insolvenza degli emittenti del portafoglio finanziario strutturato: pertanto, esiste la possibilità che il contraente ottenga, al momento del rimborso, un ammontare inferiore al capitale nominale". Questa clausola viene riportata molto spesso anche in grassetto, per far capire a chi sottoscrive il prodotto che la famosa frase fatta "capitale protetto e rendimento garantito" vale solo in teoria, infatti qualora l'emittente andasse in default o fallisse, il proprio capitale andrebbe a gonfiare le fila di penose vicende finanziarie stile Argentina o Cirio.

Sappiate che in quest'ultima settimana molti prodotti a capitale protetto (obbligazioni strutturate o polizze index linked) si sono polverizzati in quanto avevano come sottostante una obbligazione tradizionale di Lehman Brothers !

Inutile raccontarvi di quante banche italiane ora facciano a gara a ritirare la raccolta per la tal obbligazione strutturata di turno sapendo benissimo il marcio del sistema ed i rischi per chi le sottoscrive. Chi invece avesse sottoscritto in passato prodotti di questa fattezza è vivamente invitato ad informarsi quanto prima sulla consistenza del sottostante della propria polizza od obbligazione strutturata (per conoscere chi è l'emittente che dovrebbe garantire loro almeno il capitale versato), e qualora fosse ormai troppo tardi, di procurarsi una abbondante confezione di vaselina con relativo applicatore per sopportare con maggior serenità il dolore che avvertiranno dall'ennesima sodomia finanziaria.


Fonte:http://www.disinformazione.it/obbligazioni_vasellina.htm

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Messaggio Da sira214 il Gio 2 Ott 2008 - 0:18

Per Bilou

Puoi comunque mantenere Zerotondo per l'operatività quotidiana, come i versamenti, in fondo ti costa ZERO e sportelli Sanpaolo ne trovi in tutta italia. Da zerotondo poi bonifichi a costo zero iwbank e viceversa: quanti sportelli iwbank ci sono vicino a te?


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Disastro economico mondiale Empty La fine del secolo americano

Messaggio Da silver surfer il Gio 2 Ott 2008 - 1:11

http://www.rinascitacampania.com/?read=13950

Il quartiere generale era a Manhattan, dove
occupava tre piani della torre nord nel World Trade Center. Quel
fatidico 11 settembre 2001, tra le 2.974 vittime dell’attentato
terroristico, ci fu anche un suo dipendente. Una sola persona, contro
le 295 vittime della Cantor Fitzgerald e le 175 della Aon Corporation,
altre società che avevano sede nello stesso edificio. Pare che quel
giorno, per pura casualità, molti manager fossero assenti. Quello della
Lehman Brothers non è soltanto il fallimento di una prestigiosa banca
globale, specializzata in finanza creativa. È il crollo definitivo e
irreversibile dell’american dream, un sogno diventato incubo.

Quanto sta accadendo non è una crisi come
le altre, ma è la fine di un’epoca, la fine del secolo americano. In
poco più di cento anni, una colonia europea è divenuta potenza
mondiale. Ha vinto due guerre, ha dominato il mondo, ha sconfitto il
suo apparente antagonista, continua a minacciare nemici reali e
immaginari con il suo apparato militare. È servita da modello per la
società multirazziale, da banca centrale per l’economia globale, da
quartiere generale della strategia sionista. Ha alimentato speranze ed
illusioni, ma ormai è un sistema in frantumi, un dead man walking in
attesa del colpo di grazia. Il fallimento della Lehman Brothers, con
tutto quello che sta accadendo, può essere paragonato al crollo del
muro di Berlino (1989), che anticipò di qualche anno lo scioglimento
dell’URSS (1991) per implosione della sua economia
.........

Passiamo ora ad analizzare le soluzioni
prospettate. Il presidente della Federal Reserve, l’economista Ben
Bernanke, ha studiato molto bene la crisi del 1929. La sua teoria è
nota: per evitare una nuova grande depressione, la banca centrale può
anche gettare pacchi di banconote con un elicottero. In sostanza, è
quanto si vuole che avvenga. Dieci grandi banche (Bank of America,
Citibank, Barclays, Credit Suisse, Ubs, JpMorgan, Merrill Lynch,
Goldman Sachs, Deutsche Bank, Morgan Stanley) hanno costituito un fondo
di 70 miliardi di dollari per assicurarsi liquidità aggiuntiva. Il
Tesoro americano ha varato il piano Paulson per 700 miliardi di
dollari, al fine di acquistare i titoli senza valore di mercato dalle
banche in difficoltà. Questi titoli saranno gestiti dal Tesoro stesso
in piena autonomia, cioè assumendo gestori di fondi ed intermediari
specializzati, ma soprattutto nella più totale impunità, cioè al riparo
da eventuali azioni legali di risparmiatori e contribuenti.

.........................................

Lo Stato, questo vecchio arnese messo ai
margini dell’economia dai profeti del liberismo, dovrebbe ora
intervenire per salvare i profitti dei banchieri. La cooperazione
internazionale, rimpiazzata dalla global governance dei poteri occulti,
viene ora invocata per evitare il peggio. Resta da chiedersi perché il
resto del mondo dovrebbe salvare dal crollo la civiltà americana.
Alcuni invocano un vago senso di responsabilità globale, quello
funzionale all’attuazione del progetto mondialista. Altri
l’interdipendenza economica, quella imposta con la guerra permanente.
Forse un nuovo conflitto mondiale, un attacco alla Russia o all’Iran,
darebbe fiato all’economia USA, come avvenne nel 1939, a dieci anni dal
crollo storico di Wall Street. La teoria tardoimperialista dello
scontro di civiltà col mondo arabo e le operazioni militari contro
presunte centrali del terrorismo islamico sono servite a poco. Ma il
secolo americano è finito. L’oligarchia è seriamente in crisi. Al
crollo simbolico della Lehman Brothers seguirà l’implosione di tutto il
sistema.

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Messaggio Da grazia il Ven 10 Ott 2008 - 12:17

...questa crisi globale mi crea molta ansia...Però una riflessione mi sorge spontanea: quando c'è stato da guadagnare hanno guadagnato LORO...i potenti, i grandi...che sono diventati sempre più grandi!!! Ed ora che c'è da perdere e fare sacrifici...tocca a noi del popolino, farli??? picchiare
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Messaggio Da minerva il Ven 10 Ott 2008 - 15:10

Come sempre Grazia!
E poi chi ritirerà su la bella Italia? Il popolo dei lavoratori, con le maniche sempre piu' arrotolate!
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Messaggio Da grazia il Ven 10 Ott 2008 - 15:12

Beh..le maniche le arrotolo bene...è la vaselina che mi dà fastidio!! Embarassed
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Messaggio Da minerva il Ven 10 Ott 2008 - 15:24

Tesoro da ora in avanti vediamo di farla adoperare a loro la vaselina. Cool
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Messaggio Da silver surfer il Ven 10 Ott 2008 - 18:46

grazia ha scritto: Hai mai partecipato alle conferenze di Benettazzo? Ne fa una in ottobre a Cesena, mi piacerebbe andarci, dura tutto il sabato, ed il costo è di poco superiore ai 70 euro o giù di lì...Parlerà del sistema bancario, investimenti etc...

Cosa mai pensi possa dirti per 70€? affraid
Posso consigliarti libri che costano molto meno e ti danno molto di più.
Se poi ti servono consigli di investimento, diciamo che ..... ho qualche esperienza Rolling Eyes e qualche conoscenza. Wink
Il mio nick è nato su finanzaonline nel 1998 e, anche se mi sono stufato di postare sui forum finanziari (investuireoggi, borsateam, areaborsa, finanzaonline), non ho mai smesso di operare.
Ho ancora in piedi un mio gruppo chiuso di trading che ha smesso di comunicare a maggio '07, con la malattia di mia moglie:
http://it.groups.yahoo.com/group/thegainers/
I posts successivi che vedi sono solo gli aggiornamenti sulla malattia.

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Messaggio Da grazia il Ven 10 Ott 2008 - 19:01

Beh... diciamo che ultimamente sto andando al minimo, nel senso che grosse cifre non ne posseggo proprio e quel poco che avevo l'ho smobilizzato per metterlo sul conto corrente... In passato la borsa mi ha fatto rimettere parecchio, rapportato al mio capitale iniziale, ho perso nel 2001 circa il 30% del capitale investito e nel periodo successivo ho subito un'altra piccola rimessa , più contenuta visto che il rischio azionario lo avevo ridimensionato a suo tempo, rientrando da investimenti a rischio... Insomma, non è tanto per l'aspetto "investimenti" che mi piacerebbe andare ad ascoltarlo... ma solo per la curiosità di sentire cosa ne pensa di ciò che attualmente sta succedendo e quali misure contenitive suggerisce, visto che lui questa situazione l'aveva già prevista da 2 anni a sta parte...
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Messaggio Da grazia il Ven 10 Ott 2008 - 19:06

Ho due polizze vita con le Assicurazioni Generali che arriveranno a scadenza nel 2009...e francamente, questa burrasca mi sta generando la paura che possa accadere di vedere le mie polizze andare in fumo...Sono accantonamenti importanti di 20 anni ... la mia piccola riserva per la vecchiaia, non poca cosa!! smile spara
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Messaggio Da silver surfer il Ven 10 Ott 2008 - 19:32

grazia ha scritto:ma solo per la curiosità di sentire cosa ne pensa di ciò che attualmente sta succedendo e quali misure contenitive suggerisce, visto che lui questa situazione l'aveva già prevista da 2 anni a sta parte...

Qui c'è un silver surfer doc d'antan: annata 2005! Wink
http://forum.alguer.it/viewtopic.php?id=65&p=8

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Messaggio Da grazia il Ven 10 Ott 2008 - 19:46

Beh...a sto punto, visto le tue competenze, potresti aprire uno spazio tuo qui nel forum , su economia e la finanza... Wink
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Messaggio Da silver surfer il Sab 11 Ott 2008 - 0:40

Very Happy
Purtroppo ho altro per la testa.... No
Visto però che vi si parla di prospettive economiche, riporto qui un mio copiaincolla di allora di un articolo, per la parte che riguarda lo sviluppo prospettico di questa crisi:
III. La fine del dollaro
Il collasso del dollari accelererà l'inflazione americana e farà salire i tassi americani a lungo termine.
A quel punto, il Fed si troverà tra Scilla e Cariddi - tra il declino dei
prezzi e la super inflazione, con la crescita dei tassi di interesse,
la depressione economica, un implosione in bond, stock, e mercati
derivati, con un totale collasso finanziario, o in alternativa, la
scelta di Weimar annegando il sistema finanziario in liquidità,
liberando LTCM e superinflazionando l'economia.

La teoria austriaca dei cicli dice che non si può stare tra Scilla e Cariddi e la FED dovrà fare la sua scelta.
Senza dubbio il Commander-in-Chief Ben Bernanke, un rinomato alunno della
Grande Depressione e pilota Black Hawk sceglierà l'inflazione con il
potere annichilante del declino dei prezzi.
Per evitare questo, ricorrerà all'emissione di moneta e agli elicotteri e se necessario
monetizzerà tutto. La sua mossa finale sarà la distruzione per
superinflazione della valuta Americana e dalle sue ceneri sorgerà la
prossima valuta di riserva del mondo, quella reliquia barbara chiamata
oro.

La superinflazione, comunque, sarà istantanea. Passeranno
anni prima del collasso finale. La superinflazione di Weimar è iniziata
nel 1920 ed è finita nel 1923 con la distruzione totale della moneta.
Alla Russia e alla Bulgaria ci sono voluti 7-8 anni.
Dal momento che il dollaro è la moneta di riserva del mondo la superinflazione si
differenzierà in due modi da quella storica. Da una parte ci saranno
debiti e derivatives in dollari. Dato che il rapporto di valuta su
debiti e derivati è basso, la superinflazione sarà di proporzioni
epiche. D'altra parte, le banche centrali combatteranno per supportare
il dollaro inflazionando le proprie valute. Perciò la caduta del
dollaro potrebbe essere improvvisa o protratta nel tempo.

Qualsiasi sarà la velocità della superinflazione, gli americani comuni avranno
poche opzioni per proteggersi durante la crisi, ricorrere ai dollari
canadesi o ai pesos messicani, o convertire i dollari in terra e
immobili. Ma i venditori rifiuteranno di accettare questa valuta
superinflazionata che sparirà velocemente dal mercato. Le scelte
saranno convertire in oro ed argento alzandone i prezzi. Le banche
centrali non avranno altre opzioni che l'oro.
Storicamente, in tempi di crisi, l'oro è sempre stato l'ultima ancora di salvezza e sarà così anche questa volta.

L'autore
Krassimir Petrov è un Macro Economist/Investment Strategist laureato alla Ohio
State University e insegna Macroeconomics, International Finance, and
Econometrics alla American University in Bulgaria.
http://www.gold-eagle.com/editorials_05/petrov011606.html

Spaventoso per l'aderenza alla realtà che già viviamo...

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Messaggio Da silver surfer il Sab 11 Ott 2008 - 0:55

..... ma ottimistico per le previsioni del Robertson da me citato:
http://frkrueger.blogspot.com/2005/07/utter-global-collapse.html


Even more worrisome, he thinks central banks around the globe out of desperation
will try to re-inflate the world economy with more liquidity that will
create an inflationary spiral unseen in the economic history of mankind.

"Where does it end?", Insana asked Robertson. "Utter global collapse,"
he answered. But not just economic collapse ... collapse of epic
proportions. Collapse and disintegration of all infrastructure,
including government. Inflation will run into the double and triple
digits. "Food production will fall. People will be carrying around U.S.
dollars in wheelbarrows like Germany," he said.

There will be "total collapse of public infrastructure. Total collapse
of medical care systems. All public pension plans, Social Security will
collapse. All corporate pension plans will collapse."

"The American consumer is effectively now supporting the rest of the
planet," he continued. "Consumption rates in all other nations are
falling, have fallen to the point that the tax revenues to governments,
that the business and industries those nation states are providing is
now a net negative number relative to total debt service and public
cost, that this exists in virtually every nation state on the planet
now.
........................................ ...
Robertson ended the interview by saying that he hopes he is not alive to see this.

"The lucky ones are the ones who are my age now," he said.


Ancor più preoccupante, che ritiene le banche centrali di tutto il mondo per
disperazione si tenta di ri-gonfiare l'economia mondiale con più di
liquidità che creerà una spirale inflazionistica mai vista nella
storia economica del genere umano. "Dove sta fine?", Ha chiesto Insana
Robertson.
. "Totale globale collasso", ha risposto. Ma non solo collasso economico ... . crollo di proporzioni epiche. Collasso e la disintegrazione di tutte le infrastrutture, comprese governo. L'inflazione si svolgerà in doppie e triple cifre. "La produzione di derrate alimentari cadrà. La gente trasporterà US dollari in carriole come la Germania", ha detto. Sarà "totale collasso delle infrastrutture pubbliche. Crollo totale delle sistemi sanitarie . Tutti i piani pensionistici pubblici, la sicurezza sociale si esauriranno. Tutte le piani pensionistici aziendali crollerà
".
"Il consumatore americano è ora a sostenere efficacemente il resto del pianeta", ha continuato. "Tassi
di consumo in tutte le altre nazioni sono in calo, sono scesi al punto che il gettito fiscale per i governi, che le imprese e le industrie tali Stati nazionali forniscono ora è un numero negativo netto rispetto al totale servizio del debito pubblico e costo, che esiste praticamente in ogni Stato-nazione sul pianeta ora.
............................
Robertson ha concluso l'intervista dicendo che egli spera che non è vivo per vedere questo. . "I fortunati sono quelli che hanno la mia età ora", ha detto.

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Messaggio Da minerva il Sab 11 Ott 2008 - 7:54

Caspiterina! E quelli come i nostri figli?
Di veramente pratico cosa si puo' fare?
Convertire in oro il denaro (avendolo), e poi?
Nelle alluvioni mettono i sacchi di sabbia sugli argini noi dove li mettiamo? affraid
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