OLIO DI CANAPA : proprieta'

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Messaggio Da LUNA il Mar 29 Apr 2008 - 23:08


Il potere nutritivo del seme di canapa

Il seme di canapa è l'alimento vegetale con il più alto valore nutrizionale.
In primo luogo ha un contenuto di proteine pari al 20-25 % : l’elevato contenuto di edestina, insieme con l’altra proteina globulare, l’albumina, fa in modo che tali proteine contengano tutti e nove gli amminoacidi essenziali in una combinazione proteica unica in tutto il mondo vegetale; fornendo così al nostro corpo la base su cui creare altre proteine come le immunoglobuline: anticorpi che respingono le infezioni prima ancora che arrivino i primi sintomi percepibili.
Il seme di canapa presenta una frazione grassa (34-35%) di ottima qualità e di composizione equilibrata costituita, per il 70-75%, da una miscela di acidi grassi polinsaturi quali l’acido linoleico, l’acido linolenico ed il gammalinolenico (insostituibile, quest’ultimo, nel processo di sintesi delle prostaglandine, sostanze che regolano l’attività di numerose ghiandole, dei muscoli e dei ricettori nervosi).

Secondo il medico nutrizionista Udo Erasmus, autore del best seller Fats that Heal, Fats that Kill - una vera autorità internazionale nel campo dei grassi e degli oli alimentari - quello di canapa è l’olio vegetale più bilanciato, grazie all’elevato contenuto ed al rapporto ottimale dei due acidi grassi essenziali omega 3 e omega 6.

"Nessun alimento vegetale può essere paragonato ai semi di canapa per quanto riguarda il valore nutritivo. Mezzo chilo di semi di canapa fornisce tutte le proteine, gli acidi grassi essenziali e la fibra necessari alla vita umana per due settimane."
Dott. Udo Erasmus da Fats that Heal, Fats that Kill - Alive Books, 1993
Di grande rilievo anche il tenore dei carboidrati che gli conferiscono un valore energetico elevato (516 Kcal per 100 g).
Buona è anche la percentuale di fibra grezza e di sali minerali, tra cui prevalgono il ferro ed il fosforo. Considerevole anche la dotazione di vitamine A,E,PP,C, e del gruppo B, con l’esclusione della B 12.

L’olio di semi di canapa biologico, spremuto a freddo, viene utilizzato sia come integratore alimentare che ad uso terapeutico, per una infinita gamma di patologie tra cui:

• Eczema atopico, herpes, dermatiti, acne
Artrosi
Malfibricistica seno
Tutte le patologie dell’apparato respiratorio (asma, rinite, faringite, tracheite, otite, sinusite, allergie respiratorie)
Malattie degenerative del sistema immunitario; epilessia e crisi convulsive
Nel trattamento della chemioterapia e nella terapia anti-aids

La canapa viene utilizzata da millenni da molte popolazioni per superare epidemie e carestie. La popolazione dell’Australia, ad esempio, nel XIX secolo riuscì a sopravvivere a due lunghe carestie ed epidemie nutrendosi di semi e fiori di canapa.

La sua coltivazione non richiede l’uso di diserbanti o pesticidi e riduce l’effetto serra.

A causa della denutrizione e per carenza di proteine, il 60 % dei bambini del terzo mondo muore di fame prima di raggiungere il quinto anno di vita. Il seme della canapa potrebbe salvare la vita a molti di loro.


Ultima modifica di LUNA il Mar 29 Apr 2008 - 23:32, modificato 2 volte
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Messaggio Da LUNA il Mar 29 Apr 2008 - 23:09


Si estrae dai semi di Cannabis Sativa, è verde, e sa di nocciola. Scopriamo le virtù dell’olio alimentare di canapa, versatile in cucina e straricco di nutrienti.


Ebbene sì: dalle varietà meno "stupefacenti" di Cannabis si ottiene uno degli oli più… stupefacenti in commercio. L’olio che si estrae dai semi di Cannabis Sativa è un alimento vegetale dal valore nutrizionale molto alto.
L'olio di canapa è anche ricco di carboidrati, quindi fortemente energetico, di fibra grezza e sali minerali, soprattutto ferro, calcio, manganese e fosforo. Non mancano nemmeno le vitamine: A, E, PP, C, e del gruppo B. L’olio di Canapa ha un’elevata percentuale di acidi grassi polinsaturi, in particolare Omega-3 ed Omega-6, in un rapporto giudicato ottimale di 3:1.
Per saperne di più, abbiamo chiesto aiuto a Sonia Capra di Verdesativa, azienda che basa la sua linea di prodotti interamente sulla canapa e che produce un olio spremuto a freddo da agricoltura biologica certificata.
Quali sono le la varietà di cannabis coltivate in Italia?

Una normativa Europea specifica quali varietà di canapa a basso tenore di THC (la sostanza psicoattiva) si possono coltivare. In Italia abbiamo ad esempio la "Carmagnola", la "Carmagnola selezionata" e la "Fibranova", antiche varietà italiane recuperate. Le varietà più coltivate sono però quelle francesi e ungheresi. Purtroppo in Italia, a differenza degli altri paesi europei, la destinazione finale della canapa non può, per legge, essere quella alimentare. La canapa italiana è solo no-food, non può essere trasformata per uso alimentare. E’ quindi destinata ad essere trasformata in altri settori, come quello cosmetico o tessile. Inoltre non essendo stata ripristinata la filiera di trasformazione della fibra, né della cellulosa, a tutt’oggi la coltivazione di questa pianta dai mille utilizzi, conosciuta come "la pianta che può salvare il pianeta", rimane limitata e poco interessante per le aziende agricole italiane.
Dove viene prodotta e lavorata allora la canapa utilizzata per l’olio alimentare?
All’estero. Il nostro olio, ad esempio, da coltivazione biologica certificata, spremuto a freddo e non filtrato, proviene da canapa coltivata e trasformata in Germania. La libera circolazione delle merci ci consente di importarlo e venderlo in questo paese. Dal mio punto di vista questo è molto penalizzante per lo sviluppo della coltivazione della canapa in Italia.
Veniamo alle proprietà dell’olio di canapa. A chi è consigliato? E’ adatto ai bambini?
Le indicazioni sono tante, esiste una fitta documentazione, ed è incredibile constatare quanto poco se ne parli: psoriasi, eczema, artrite reumatoide, osteoporosi, menopausa, sindrome premestruale, diabete, depressione, deficit della memoria e dell’apprendimento, patologie dell’apparato respiratorio, malattie degenerative del sistema immunitario. Il dott. Elia Jonas di Roma, specialista in pediatria e neuropsichiatria infantile, ne consiglia l’uso per i bambini.
La letteratura al riguardo è soprattutto straniera, io vi consiglio i segunti testi: Hemo foods & Oils for health, edito da Hemptech; Cannabis, di Gisela Schreiber, edito da Tecniche Nuove; In cucina con Maria, di Paul Bernhaim, edito da Alfa Omega Editrice. Anche Stampa Alternativa ha raccolto nei suoi libricini tanti vari aspetti legati a questa pianta, incluso quello terapeutico...
E in cucina, come si usa?

Come un normale olio, per condire insalate, sughi, cereali, zuppe, avendo cura di consumarlo a freddo, per conservarne intatti i principi nutritivi e le virtù terapeutiche.
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Messaggio Da LUNA il Mar 29 Apr 2008 - 23:20

Uso cosmetico
L'Olio di semi di Canapa contiene uno dei più alti livelli di Acidi Grassi Essenziali (AGE) e Acido gamma-linolenico: 75% circa. Le altre fonti naturali di AGE normalmente usate sono l'olio di borraggine e l'olio di fegato di pesci dei mari freddi che non superano il 30%.
Questi AGE presentano il miglior rapporto tra acidi omega 6 e omega 3: (3 a 1). Essi costituiscono i fosfolipidi necessari per costruire le membrane cellulari e il rapporto 3 a 1 è quello richiesto dal corpo umano per una crescita cellulare ottimale.
La carenza degli AGE provoca indebolimento dell'epidermide con conseguenze quali eczema, psoriasi, desquamazione e anche caduta dei capelli.
L'Acido gamma-linolenico è sintetizzato naturalmente, a partire dall'Acido linoleico, per mezzo del delta-6-desaturasi, ed è un precursore della prostoglandina che ha un ruolo chiave come mediatore biologico.
Purtroppo l'attività enzimatica del delta-6-desaturasi diminuisce con l'età, così come per gli altri AGE l'Acido gamma-linolenico deve essere apportato.

Proprietà cosmetiche e benefici:
Contiene elevati livelli di Acidi Grassi Essenziali e Vitamina E
Non è untuoso
Assorbimento rapido
Molto fluido è un ottimo veicolo per altri principi attivi
Protegge la pelle dai fattori esterni che causano l'invecchiamento.
Idrata e dona morbidezza ed elasticità alla pelle.
Rivitalizza e ridà splendore ai capelli sfibrati.
Riduce la fragilità delle unghie.

Per queste caratteristiche l'olio di canapa si stà affermando come il prodotto naturale più efficace per combattere il deterioramento e l'invecchiamento della pelle.

Come è composta la pelle
Per comprendere meglio i benefici degli Acidi Grassi Essenziali e dell'olio di canapa sulla nostra pelle bisogna analizzare la struttura della pelle e le sue numerose funzioni.
La pelle non è solo un organo sensoriale e un regolatore della temperatura del corpo, ma ha anche importanti funzioni protettive: infatti è un'efficace barriera contro l'eccessiva perdita di idratazione e la penetrazione di sostanze estranee come virus e batteri. Una delle principali funzioni dei prodotti per la pelle è di migliorare, preservare o restaurare questa barriera. La salute della pelle dipende in gran parte dalla presenza e dalla ritenzione dell'acqua.
La parte addetta alla ritenzione idrica è l'epidermide, lo strato più superficiale e più sottile della pelle. Lo strato corneo, la parte più esterna dell'epidermide, impedisce l'evaporazione dell'acqua. E' composto da cellule morte o morenti che gradualmente cadono a squame dalla superficie della pelle ed è continuamente ricostruito. Queste cellule sono tenute insieme dai lipidi (proprio come mattoni uniti con la calce). L'indebolimento o l'inefficacia di questa barriera naturale porta all'inaridimento della pelle. Questo processo può essere causato dal sole, dall'aria secca, dall'uso eccessivo di saponi, dai doccia gel o da altri detergenti e da solventi organici a forte azione sgrassante. Anche il rallentamento del metabolismo delle cellule con l'età o il diabete contribuisce alla formazione della pelle secca. Tutti questi fattori cambiano la composizione lipidica dell'epidermide e riducono la capacità di ritenzione idrica della pelle che, di conseguenza, diventa più sottile, facilitando la perdita d'acqua.

Torna ai prodotti cosmetici
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Messaggio Da LUNA il Lun 9 Giu 2008 - 18:01

Io dovrei iniziare con l'olio di canapa,che finalmente sono riusciata a trovare,ma in un sito dell'olio di canapa,ho letto che è meglio evitarne l'assunzione nei mesi di lugluio e di agosto,sapete dirmi come mai?
Twisted Evil
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Messaggio Da LUNA il Lun 9 Giu 2008 - 18:18

ho trovato scritto anche questo su argomento olio di semi di canapa:
Consumare olio di semi di canapa procura positività a un test per il consumo di droga!!!! piange con fazzolett
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Messaggio Da Dezeb il Mar 10 Giu 2008 - 2:38

LUNA ha scritto:ho trovato scritto anche questo su argomento olio di semi di canapa:
Consumare olio di semi di canapa procura positività a un test per il consumo di droga!!!! piange con fazzolett

scratch se si dice che procura positività consumare l'olio di semi di canapa vuol dire che sanno che può essere sbagliata la positività... ma penso che se ne è stata autorizzata la vendita di questo devono saperlo, al limite uno magari, se capitasse un controllo tipo quelli stradali, lo dice prima che ha consumato olio di semi di canapa... di cui è autorizzato il consumo...

http://www.usidellacanapa.it/usi/derivati/salus.html

" Esistono altre fonti di EFA, tipo l'olio di lino e di canola, però l'olio di semi di canapa fornisce al corpo un ampio spettro di EFA (inglese: Essential Fatty Acids) " afferma Joel Casman, un dottore naturopatico di Southfield, " la canapa possiede un'equa divisione degli Omega, ed è il vantaggio che l'olio di semi di canapa ha sugli altri oli."

L'olio di semi di canapa contiene anche una grande quantità di vitamina E, calcio, magnesio e potassio.

Stains consiglia di prendere un cucchiaio dell'olio tutti i giorni per tenere lontana l'osteoporosi e come aiuto a mantenere le arterie pulite. Staines ritiene inoltre che l'olio di semi di canapa sia anti-colesterolo.

David Klurfed, capo del dipartimento di nutrizione e di scienza degli alimenti alla Wayne State University, è d'accordo. Egli sostiene che l'olio di semi di canapa contiene un' ottima percentuale di Omega 3 e 6, e che questi offrono i grassi migliori per ridurre il colesterolo, anche se la scienza non si spiega in che modo.

Klurfeld fa notare che esiste un problema con l'olio di semi di canapa, ovverossia che, come i semi di papavero su un panino, consumandolo procura esito positivo ad un test di droga.
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Messaggio Da Ospite il Lun 22 Set 2008 - 14:10

E' sparito il mio post precedente... sono io che non lo vedo o è stato cancellato? Ho scritto qualcosa che non va? Sorry ma insisto perchè mi pare una cosa maledettamente seria, in tema col forum e non una sciocca propaganda filo droga che non rientra nei miei parametri flower

Posto questo, tratto da http://www.xapedia.it/neurologia/show.php?a=13573&l=r&w=Rimielinizzazione


Il sistema degli endocannabinoidi è stato scoperto grazie alle ricerche effettuate sul delta-tetraidrocannabinolo ( THC ), il componente attivo della Cannabis.

Il sistema degli endocannabinoidi comprende recettori per i cannabinoidi, i cannabinoidi endogeni,( endocannabinoidi ), e gli enzimi che sintetizzano e degradano gli endocannabinoidi.

Esistono almeno 2 tipi di recettori per i cannabinoidi, CB1 e CB2.

Il sistema degli endocannabinoidi è stato individuato in molte regioni del cervello: corteccia, ippocampo, gangli basali, cervelletto, striato, amigdala e nucleo accumbens.
La densità dei recettori è particolarmente alta nel cervelletto, corteccia, ippocampo, ipotalamo e gangli basi.
Queste aree interessano la memoria, la funzione motoria ed i comportamenti di ricompensa.

I recettori CB1 sono stati trovati in modo preponderante a livello dei terminali nervosi centrali e periferici, dove mediano l’inibizione del rilascio del trasmettitore.

I recettori CB2 sono espressi principalmente sulle cellule immunitarie, dove modulano il rilascio di citochine e la migrazione di cellule del sistema immunitario.

Da questo si deduce che il ruolo comune dei recettori CB1 e CB2 sia quello di regolare il rilascio di messaggeri chimici.

Gli endocannabinoidi sono importanti modulatori della risposta fisiologica dell’asse HPA ( ipotalamico-pituitario-surrenale) durante condizioni di stress ripetitivo e nelle condizioni patologiche, come ansia, fobia, depressione e disturbi da stress post-traumatico.

Inoltre è stato ipotizzato che il sistema degli endocannabinoidi svolga un importante ruolo nella protezione contro la neurotossicità e probabilmente, contro certe forme di epilessia.
Per tale ragione i farmaci che agiscono come antagonisti dei recettori CB1 dovrebbero essere attentamente monitorati, ad esempio, nei pazienti con ansia, epilessia o disturbi neurodegenerativi.

Il sistema degli endocannabinoidi è ritenuto svolgere un ruolo in :

a) Dolore: i recettori CB1 sono localizzati sulle vie del dolore nel cervello e nel midollo spinale e sui terminali periferici e centrali dei neuroni primari afferenti che mediano sia il dolore neuropatico che quello non-neuropatico.
Studi su animali hanno indicato che il cannabinoide endogeno anandamide ed i ligandi del recettore dei cannabinoidi sono molto efficaci nei confronti del dolore, sia di origine neuropatica che infiammatoria.
Gli agonisti dei cannabinoidi possono anche rilasciare gli oppioidi endogeni.

b) Sclerosi multipla: c’è evidenza da studi clinici condotti su pazienti con sclerosi multipla, che i cannabinoidi possano ridurre gli spasmi, la spasticità, i tremori in questi pazienti. Studi su modelli murini di sclerosi multipla hanno indicato che l’attivazione dei recettori CB1 e CB2 mediante somministrazione esogena di agonisti, o favorendo il rilascio endogeno, può opporsi alla progressione della sclerosi multipla, rallentando il processo neurodegenerativo, riducendo l’infiammazione e promuovendo la rimielinizzazione.

c) Tumore: numerosi studi hanno indicato che i cannabinoidi potrebbero direttamente inibire la crescita tumorale.
I meccanismi proposti sono complessi e possono implicare l’induzione dell’apoptosi nelle cellule tumorali, un’azione antiproliferativa ed un effetto metastatico attraverso l’inibizione dell’angiogenesi e della migrazione delle cellule tumorali.

d) Disordini intestinali: esiste evidenza che certi disordini, caratterizzati da infiammazione del tratto gastrointestinale o da diarrea, possono essere associati ad un aumento dei livelli intestinali di endocannabinoidi e/o dell’espressione dei recettori CB1 mediante neuroni mesenterici; inoltre, l’iperattività del sistema degli endocannabinoidi migliora almeno alcuni dei sintomi di queste malattie. Il miglioramento può essere mimato dagli agonisti del recettore CB1 o favorito dagli inibitori del metabolismo degli endocannabinoidi.

e) Disordini mentali: gli studi hanno mostrato che i livelli di anandamide sono sensibilmente più alti nel liquido cerebrospinale degli schizofrenici paranoidi al primo episodio e naive agli antipsicotici, e degli schizofrenici che assumono farmaci antipsicotici atipici, che nel liquido cerebrospinale dei controlli sani.
I livelli di anandamide nel liquido cerebrospinale sono negativamente correlati con i sintomi psicotici nei pazienti schizofrenici. E’ stato ipotizzato che l’anandamide abbia un ruolo protettivo nella schizofrenia.

f) Eccitotossicità: è stato osservato che l’acido kainico aumenta i livelli di anandamide nell’ippocampo e che questa eccitotossina induce più gravi crisi epilettiche, quando il recettore dei cannabinoidi è deleto o bloccato farmacologicamente.

g) Disordini cardiovascolari: i recettori CB1 hanno un ruolo molto più importante dei recettori CB2 nella regolazione cardiovascolare.
I recettori CB1 sono stati trovati nel miocardio, dove mediano l’effetto inotropo negativo, ed anche nel tessuto vascolare, dove la loro attivazione porta alla vasodilatazione .
Entrambi questi effetti appaiono essere coinvolti nell’effetto ipotensivo dell’anandamide.
I terminali nervosi sinaptici contengono i recettori presinaptici CB1, la cui stimolazione inibisce il rilascio di norepinefrina, che contribuisce agli effetti bradicardici dell’anandamide in vivo.

h) Disordini oculari: gli endocannabinoidi ed i recettori dei cannabinoidi svolgono un importante ruolo nella regolazione della pressione intraoculare.
Gli endocannabinoidi così come i recettori CB1 sono presenti nella retina. I cannabinoidi esercitano effetti neuroprotettivi contro la neurotossicità a livello retinico. ( Xagena2008 )

Fonte: FDA, 2007


Aggiungo che negli USA molti ammalati di glaucoma hanno ottenuto l'autorizzazione a farne uso per mantenere sotto controllo la malattia (l'uso di cannabis abbassa la pressione intraoculare).


La canapa è stata demonizzata dalle industrie chimiche USA facendo leva sui leggeri effetti psicotropi che derivano dal consumarla perchè rappresenta un pericoloso concorrente delle loro puzzolenti produzioni tossiconocive. Tutto il resto del mondo si è rapidamente adeguato al diktat dell'imperialismo culturale di quei capitalisti senza scrupoli, li stessi di big pharma, di mcdonald e del buco fasullo nell'ozono. In Italia è stata proibita all'inizio degli anni '50 del XX secolo. Fino ad all'ora la pianura padana era un'unica immensa marcita. La canapa si integra in rotazione agricola col riso.
Le industrie chimiche nordamericane hanno compiuto un capillare lavoro di disinformazione contro la cannabis sativa proprio perchè consapevoli delle straordinarie proprietà. Una volta la si coltivava per la fibra tessile, oggi viene investigata dai ricercatori di tutto il mondo per le proprietà fuori dal comune.
Un dato su tutti: la canapa produce una biomassa otto volte superiore a qualsiasi altro vegetale. Se da un ettaro coltivato ad esempio a canna da zucchero escono 100 q di biomassa, dallo stesso ettaro a canapa ne escono 800 q. Correttamente fermentata e lavorata se ne estrae bioalcool per i nostri veicoli e fibra tessile da usare al posto dei sintetici con rendimenti eccezionali, oltre a tutte le sostanze medicinali che contiene.
Povera preziosa pianta, messa al bando dalle industrie con la scusa che qualcuno la fuma... testa al muro

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Messaggio Da XENA il Lun 22 Set 2008 - 14:13

ma Sauro che dici??? Very Happy


nessuno cancella i tuoi articoli ,perchè mai???

il forum d'appoggio è andato in tilt sono spariti tutti i messaggi di ieri,
chiedo scusa ma non è colpa nostra .

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Messaggio Da XENA il Lun 22 Set 2008 - 14:15


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Messaggio Da Ospite il Lun 22 Set 2008 - 14:31

XENA ha scritto:ma Sauro che dici??? Very Happy


nessuno cancella i tuoi articoli ,perchè mai???

il forum d'appoggio è andato in tilt sono spariti tutti i messaggi di ieri,
chiedo scusa ma non è colpa nostra .

Ero interlocutorio, non avevo visto che c'erano problemi col funzionamento forum oops... bacetto

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Messaggio Da minerva il Lun 22 Set 2008 - 17:18

Credevo foste in sciopero! Non vedevo piu' nulla aimé!
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Messaggio Da Ospite il Mar 23 Set 2008 - 19:12

Da http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/cannabis-antibiotica/cannabis-antibiotica/cannabis-antibiotica.html?ref=hpspr1

Cannabis, sorprendente antibiotico ecco come annienta i superbatteri

ROMA - Al di là dei giochi di parole, la Canapa è senza dubbio una pianta stupefacente. Le sue proprietà continuano a sorprendere la comunità scientifica e, secondo uno studio italo-inglese, da lei non solo possiamo ricavare olii, tessuti e sostanze psicotrope, ma anche alcuni fra i più potenti antibatterici, capace di sconfiggere i cosiddetti "superbugs", microorganismi resistenti agli antibiotici che infestano gli ospedali di tutto il mondo.

L'impiego dei cannabinoidi naturali ridurrebbe la diffusione di alcuni batteri resistenti agli antibiotici, tra cui lo stafilococco aureo penicillino-resistente (MRSA). La ricerca, pubblicata sul Journal of Natural Products, è frutto del menage a trois fra il Cra-Cin di Rovigo, che ha coltivato le piante, l'Università del Piemonte Orientale di Novara, dove sono state isolati i composti e sintetizzati i loro analoghi, e la School of Pharmacy di Londra, che si è occupata dei saggi biologici. Nel giro di tre anni, fra il 2005 e il 2008, gli studiosi sono riusciti a dimostrare che i cannabinoidi di tipo THC, CBD, CBG, CBC, e CBN sono eccezionalmente attivi contro EMERSA-15 e EMERSA-16, due fra i ceppi più virulenti di stafilococco; tra questi più efficaci si sono dimostrati i cannabinoidi CBD e il CBG, entrambi non psicotropi.

Una preziosa base di partenza per la messa a punto di medicine alternative in grado di rivoluzionare le condizioni igieniche delle strutture ospedaliere, dove in genere i batteri, a continuo contatto con sostanze antibiotiche, si scambiano il dna e si fortificano, diventando praticamente invincibili. "Questo scambio di materiale genetico è invece molto difficile tra batteri e piante. La Cannabis sativa è una fonte interessante di composti per combattere questi microorganismi - spiega il professor Giovanni Appendino, docente di Chimica dell'Università del Piemonte Orientale - In Inghilterra il problema è ancora più grave che da noi. C'era bisogno di una sinergia che mettesse a punto qualcosa di nuovo".

L'Italia fino agli anni '30 è stato uno dei maggiori produttori al mondo di Canapa: i suoi semi sono ricchi di proteine e carboidrati e regalano un olio cosmetico che può essere utilizzato anche come combustibile; le fibre fin dall'antichità vengono utilizzate per fabbricare tessili, corde e guarnizioni idrauliche. Fumare o ingerire i fiori femminili e la resina, che hanno effetti psicotropi, è illegale in Italia ma per i seguaci di alcune religioni, come il Rastafarianesimo, rappresenta il presupposto di ogni preghiera. Secondo i fedeli di questa religione di origine ebraico-cristiana, la marijuana è un'erba miracolosa e le sue proprietà medicinali, dalla cura delle allergie a quella della sclerosi multipla, sono note alla scienza ormai da anni.

Tanto che una miscela di cannabinoidi è stata messa in commercio da GW Pharmaceutical per il trattamento di alcune malattie neurologiche gravi. Il prodotto è in commercio nelle farmacie canadesi, e potrebbe
arrivare presto in quelle europee e americane. "Quella antibatterica è solo l'ultima delle innumerevoli funzioni di questa pianta - spiega Giampaolo Grassi, primo ricercatore del Cra-Cin di Rovigo - Noi siamo stati i primi a metterlo in evidenza ma la scienza sottolinea le proprietà terapeutiche della Cannabis da sempre. I campi di applicazione sono fin troppi".

Il professor Appendino mette comunque in guardia da eventuali semplificazioni: "Fumare la Canapa, fra i tanti effetti dannosi che provoca, facilita anche le infezioni, dato che la somministrazione sistematica della pianta provoca immunosoppressione". Secondo una ricerca pubblicata nel 2007 dalla rivista Journal of the American Medical Asociation, ogni anno lo stafilococco provoca oltre 18 mila decessi ospedalieri, più delle morti per Aids. Chissà che questo numero non sia destinato a ridursi drasticamente entro pochi anni, proprio grazie alla Cannabis.

(2 settembre 2008)

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Messaggio Da Ospite il Mar 23 Set 2008 - 22:59

"Fumare la Canapa, fra i tanti effetti dannosi che provoca, facilita anche le infezioni, dato che la somministrazione sistematica della pianta provoca immunosoppressione".

Questo non è vero, lo sai i milioni di ammalati e morti immunodepressi che ci sarebbero sennò. Terrorismo culturale puro e semplice... Appendino (che nome!) dovrebbe spiegarci il che e il come

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