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Messaggio Da viernes il Ven 30 Mag 2008 - 13:39

di Eugenio Benetazzo

Il miglior investimento che possiate fare nei prossimi semestri è acquistare azioni di società che
producono e vendono camper e roulotte. Perchè ve ne sarà sempre più bisogno. Lasciatemi
raccontare la ingloriosa fine che ha cambiato profondamente la vita del mio collega corrispondente
da Londra, L. Tessaro, che tra di noi analisti chiamiamo scherzosamente in amicizia Tex.
Tex ha ricoperto il ruolo di Credit Strategist per una prestigiosa banca d'affari, vivendo e lavorando
per quasi cinque anni nella City, il famoso distretto finanziario indipendente di Londra, il kilometro
quadrato più costoso al mondo in cui banche, fondi di investimento e grandi investitori istituzionali
decidono le sorti di popolazioni e nazioni nel pieno rispetto dell'unico dio a cui prostrarsi: il profitto
indiscriminato.
Tex era (ma è tuttora) un grande analista, siamo stati spesso in videoconferenza assieme a
colleghi statunitensi ed inglesi: in più occasioni mi ha dato spunti operativi da sviluppare durante i
miei shows finanziari. Ma adesso Tex vive in camper da quasi due mesi: la banca per la quale
lavorava, un colosso del sistema bancario mondiale, soffre, sta male, vacilla, è in agonia finanziaria
ed ha per questo iniziato a ristrutturarsi per ottimizzare i costi di gestione industriale al fine di
sopportare l'implosione del più grande bubbone finanziario della storia economica, che presto
affosserà per sempre i già malconci bilanci bancari. Tex è una delle prime vittime colpite senza
molto preavviso dalla soluzione finale messa in atto nella City: licenziamenti di massa senza tanti
pensieri.
Tex vive in un camper che ha preso a noleggio a lungo termine perchè in questo momento non si
può più permettere di pagare le rate del mutuo del suo piccolo appartamento che ha messo tosto in
vendita. Pariteticamente ha dovuto anche riconsegnare alla concessionaria di automobili il
fiammante suv con cambio automatico e trazione integrale che aveva acquistato attraverso un
contratto di light leasing. L'ironia del destino non gli ha risparmiato proprio niente: quei quattro
risparmi che aveva messo da parte, nonostante una retribuzione piuttosto corposa, si sono dissolti
nell'aria a causa di un posizionamento eccessivamente speculativo in prodotti finanziari sofisticati
emessi proprio dalla sua stessa banca !
Il camper è una triste aspettativa per un giovane analista del mondo finanziario, ma che altro non
sa fare se non analizzare bilanci, azioni e grafici. Il mio consiglio è sempre lo stesso: imparate un
mestiere, piuttosto che cercarvi un lavoro. D'improvviso la sua vita è cambiata, quasi scoppiata di
mano a causa proprio delle scelte di investimento del suo stesso datore di lavoro, la banca presso
cui lavorava. E in che cosa aveva investito pesantemente ingenti risorse finanziarie il management
di questa grande banca d'affari ? In prodotti denominati Credit Default Swaps ovvero CDS, per non
dilungarmi eccessivamente con terminologie tecniche troppo complesse o noiose possiamo
considerare questi strumenti derivati finanziari come sofisticate polizze assicurative che coprono il
rischio per un sottoscrittore di un obbligazione che la stessa non venga poi onorata alla scadenza
prestabilita.
Immaginate per farvi un esempio che tornando al caso della Parmalat vi fosse stato qualcuno che
avesse garantito il pagamento delle loro emissioni obbligazionarie e qualcun'altro che si fosse
assicurato nel caso in cui questo si fosse verificato. Ebbene questa disamina sarebbe ineccepibile
se non ci fosse un elemento discriminatore sulla bontà di queste architetture finanziarie ovvero che
non esistono metodi e soluzioni efficaci volte ad accertare la consistenza patrimoniale della società
che si impegna ad assicurare un eventuale default di un prestito obbligazionario: questo è possibile
in quanto questi diabolici strumenti derivati finanziari sono terra di nessuno e di tutti. Non vi voglio
tediare con ulteriori sofisticazioni espositive che richiederebbero anche un sussidio visivo per
comprendere l'utilizzo ed il funzionamento di questi prodotti, un tempo utilizzati per limitare il
rischio, oggi commercializzati per finalità pesantemente speculative. Vi basti sapere che lo stesso
Warren Buffet, il secondo uomo più ricco del pianeta, famoso per le sue performance a due cifre
grazie al suo fiuto di contrarian trader, ha recentemente sentenziato di come il ricorso all'utilizzo
speculativo dei contratti derivati sia peggiore di tutte le armi di distruzione di massa messe
assieme. Considerate che lo stesso Buffet negli ultimi sei mesi è stato vittima di un bagno di
sangue (finanziario) non essendo stato nemmeno lui, con i suoi strapagati top analists, in grado di
evitare fenomeni di spiacevoli cancrene e contagi finanziari.
Le più grandi banche del mondo adesso stanno recitando tutte in silenzio religioso il mea culpa, in
quanto non sono riuscite a comprendere quello che stava succedendo ai mercati finanziari, dando
troppo ascolto e potere a spregiudicati manager, clonati al pari di replicanti frankestein finanziari
presso le tanto osannate business schools del pianeta. I grandi gruppi bancari hanno fallito.
Pesantemente fallito nel fare previsioni, e pesantemente alcuni di loro sono destinati a fallire.
Alcuni sono già falliti per definizione: basta rendersi conto di come le esposizioni debitorie nel
passivo siano di gran lunga superiori agli assets detenuti nelle attività patrimoniali, una volta
depurate dalla voce farlocca dei crediti esigibili ! La ricerca del profitto indiscriminato, costi quel
che costi, adesso sta presentando il conto: lo stesso Tex ha iniziato ad avvisare ed allertare altri
colleghi e conoscenti di prepararsi a fare la sua stessa fine e di mettere in preventivo altri default
bancari, molto più pesanti di quelli che si sono delineati recentemente nei mesi scorsi. Dura lex,
sed lex, caro Tex.
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Messaggio Da minerva il Ven 30 Mag 2008 - 13:50

Questo significa che chi ha fatto investimenti ultra consigliati dalle banche a resa d'interessi alta e nominati come sicurissimi ha preso o prenderà a breve una mazziata fotonica?

Io non ho soldi da investire! O come sono fortunata!!
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Messaggio Da mara il Ven 30 Mag 2008 - 14:10

Minerva non sei sola...anche io sono fortunatissima!

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Messaggio Da viernes il Ven 30 Mag 2008 - 14:29

Purtroppo questo non basta, per ritenersi fortunati... siccome Benetazzo (l'autore dell'articolo) ed altri indipendenti come lui prevedono il default o perlomeno grosse "difficoltà" di alcuni bigplayer del panorama bancario internazionale, l'essersi tenuti alla larga da questi strumenti d'investimento non basterà, bisognerebbe ritirare i propri risparmi da queste banche, finchè si è in tempo.
Per metterli dove? Vi starete chiedendo... la risposta gettonata, se proprio non ve la sentite di tenerli sotto il materasso, è quella di riporli in piccole entità quali ad esempio le BCC (banche di credito cooperativo) con gradi di rischio e tutele del capitale ben diverse da quelle delle grandi banche...
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Messaggio Da GRINGO il Ven 30 Mag 2008 - 14:33

viernes, sei un correntista della bcc? oppure socio?

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Messaggio Da grazia il Ven 30 Mag 2008 - 14:43

E' la prima volta che capita pure a me un colpo di fortuna...non avere denaro a sto punto è tutta tranquillità guadagnata TEX AND THE CITY 615459
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Messaggio Da minerva il Ven 30 Mag 2008 - 14:55

Scusate se in un argomento del genere trovo da divertirmi.
Vi spiego, ci sono nel mio piccolo paese persone che non mangiano per non usare la carta igenica e per mettere in banca tutto quello che hanno, giocano in borsa per guadagnare e bello della cosa non hanno figli da crescere, i nipoti avvoltoi chissà quanto rimarranno male se dovesse succedere cio', invece noi che per campare ci leviamo la pelle penso che non avremo note di biasimo.
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Messaggio Da viernes il Ven 30 Mag 2008 - 15:07

GRINGO ha scritto:viernes, sei un correntista della bcc? oppure socio?

nessuno dei due, ma conto di divenire correntista entro quest'anno... non appena avrò liquidato i miei (miseri) investimenti a bassissimo rischio (e chiuso il mio attuale conto corrente)
ho già individuato la BCC presso cui indirizzarmi...
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Messaggio Da fiume55 il Ven 30 Mag 2008 - 23:24

Beh, un ottimo investimento a questo punto potrebbe essere quello di prendere un camper, non si sa mai ... che fiuto.....


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Messaggio Da Ospite il Sab 31 Mag 2008 - 0:04

In altro buon invistemento - proprio a detta di Benetazzo - sarebbe l'acquisto di terreni e lingotti d'oro .

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Messaggio Da Pincipalla il Sab 31 Mag 2008 - 11:17

Il problema soldi per me non esiste, sono sgranata;purtroppo però una situazione così mi dà da pensare...ma non per chi ne ha tanti, che continuerà ad averne tanti, ma per chi non ne ha....il mio timore è che ci sarà anora più povertà....
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Messaggio Da Ospite il Sab 31 Mag 2008 - 11:27

Purtroppo non è un timore. Basta addentrarsi un pochino nel merito per rendersi conto che stiamo vivendo nella peggior dittatura mai esistita .... e per quasi tutti , ciò sta accadendo in assoluta INCONSAPEVOLEZZA !

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Messaggio Da Pincipalla il Sab 31 Mag 2008 - 13:53

Esatto e questa è una bruttissima cosa, il vivere decorosamente, senza sprechi, ma decorosamente fa si, a mio parere, che tante brutture non avvengano...fa si che ogni persona possa essere curata e supportata nei momenti di bisogno...che una persona sia psicologicamente e moralmente più forte; fa male al cuore vedere cosa sta succedendo....
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Messaggio Da Ospite il Sab 31 Mag 2008 - 14:17

Già

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Messaggio Da Ivana il Sab 31 Mag 2008 - 16:04

Meno male che soldi da investire non e' ho .Per quelli invece che investono su Titoli e quantaltro vedi che batoste ???? Shocked
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Messaggio Da Ospite il Sab 31 Mag 2008 - 18:08

Ivana, menomale , allora riesci a scrivere ????


Ivana sarebbe silvy, che ha avuto problemi nei giorni scorsi a postare .... giusto ??

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Messaggio Da Calypso il Sab 31 Mag 2008 - 20:38

L'investimento in Borsa e' un vero e proprio gioco d'azzardo al quale possono e dovrebbero partecipare solo coloro che possono rischiare una certa cifra. Per rischiare intendo dire disposti a "bruciare" quella cifra. Mai farsi convincere a quel tipo di investimento, se quella cifra deriva da risparmi sudati. La Borsa ha fatto guadagnare tanto in tempi passati ma ha anche decretato grossissime perdite: e' inutile poi dare la colpa al bancario perche' siamo stati consigliati male....bisogna sapere fin dall'inizio a cosa si puo' andare incontro...
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Messaggio Da viernes il Lun 14 Lug 2008 - 17:00

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...lesView=Libero

Le autorità americane sono state costrette a rilevare la IndyMac Bank, una delle principali casse di risparmio americane specializzate in mutui.
Il collasso dell'istituto, consumatosi nella notte, e' uno dei piu' grandi fallimenti bancari nella storia degli Stati Uniti: IndyMac ha asset per 32 miliardi di dollari. L'istituto riaprira' i battenti lunedi' mattina sotto la gestione dell'agenzia federale Federal Deposit Insurance Corp. (Fdic).

Il fallimento di IndyMac e l'intervento governativo sono diventati il segno piu' evidente del continuo aggravarsi della crisi dei mutui e del credito. Le autorita' temono che il crack nel settore finanziario non sara' l'ultimo. Negli ultimi giorni anche la crisi dei colossi dei mutui Fannie Mae e Freddie Mac ha scatenato voci di possibili e colossali salvataggi pubblici in arrivo.
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Messaggio Da thegame il Lun 14 Lug 2008 - 17:07

...e cuindi???
seguo anke io le vicende. come letto anche di Benetazzo, ma come dicevi tu trasferire i risparmi nelle BCC, come pensi ke si possa esssre piu tutelati????gulp ke kasino!!!!!

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Messaggio Da viernes il Mar 15 Lug 2008 - 13:46

stefano ti correggo, non lo dicevo io ma Eugenio Benetazzo (e altri indipendenti...)
http://tv.repubblica.it/copertina/usa-crisi-mutui-tutti-in-fila/22202?video

Entro questo mese vado ad aprire il conto presso la BCC...
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Messaggio Da thegame il Mar 15 Lug 2008 - 16:10

viernes ha scritto:stefano ti correggo, non lo dicevo io ma Eugenio Benetazzo (e altri indipendenti...)
http://tv.repubblica.it/copertina/usa-crisi-mutui-tutti-in-fila/22202?video

Entro questo mese vado ad aprire il conto presso la BCC...

Okei kapo!!
forse mi sono espresso male!!!!ripeto, ho letto tanto e molto su di lui, gia dal sito disinformazione che lo konosko....solo ke ponevo kuesto dubbio a te cosi per discutere, anche io sarei propenso, ma non kapisko se dovesse succedere cualkosa come si è piu tutelati da una BCC......

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Messaggio Da thegame il Mar 15 Lug 2008 - 16:12

Fosse una coda come kuella vista nel video sarebbe nulla credo, il mio timore invece è di arrivare come in argentina a cualke anno fa eheheh!!!!

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Messaggio Da viernes il Mar 15 Lug 2008 - 16:48

thegame ha scritto:

Okei kapo!!
forse mi sono espresso male!!!!ripeto, ho letto tanto e molto su di lui, gia dal sito disinformazione che lo konosko....solo ke ponevo kuesto dubbio a te cosi per discutere, anche io sarei propenso, ma non kapisko se dovesse succedere cualkosa come si è piu tutelati da una BCC......

il perchè già lo esplicai: le BCC non aderiscono al "generico" ed approssimativo fondo di tutela interbancario, ma hanno un meccanismo di tutela dei propri correntisti ben diverse (ovviamente in meglio) da quelle delle grandi banche...
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Messaggio Da thegame il Mar 15 Lug 2008 - 19:11

Graxie per la delucidazione...sai a volte non tt le sfumature vengono percepite al meglio kuando si parla di nuovi arogmenti e non se ne è a consocenza!!!! Very Happy

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Messaggio Da viernes il Mar 22 Lug 2008 - 13:23

Fannie e Freddie sono due istituti di credito degli Stati Uniti. Vendono mutui immobiliari. Sono come Ginger e Fred, ma non ballano su un set cinematografico. Danzano sul baratro del fallimento. Le loro azioni sono crollate nel mese di luglio.
In caso di bancarotta Fannie e Freddie lascerebbero un buco di 5000 miliardi di dollari,
la metà del debito pubblico americano. Dovrebbe intervenire lo Stato
nazionalizzandole con un automatico aumento del costo del denaro e
delle tasse. In Italia è come se fallisse contemporaneamente la maggior
parte delle imprese quotate in Borsa. Fannie deve rimborsare 216
miliardi di dollari entro un anno, Freddie un po’ di più, circa 291
miliardi. I soldi non ci sono. Per due motivi. Le rate dei mutui non vengono più pagate e nessuno sottoscrive nuovi mutui. In sostanza il mercato immobiliare non c’è più.
La
gente non ha più soldi e il costo del denaro è salito. Inoltre, il
valore delle case è crollato e le banche sono piene di case ipotecate.
Nella pancia dei bilanci delle banche ci sono ancora immobili valutati
al valore precedente alla crisi dei “subprime”.
Le banche non vogliono svalutare, alcune non se lo possono permettere,
il loro valore azionario crollerebbe. Fannie e Freddie rappresentano
uno tsunami finanziario che in un modo o nell’altro
arriverà da noi. I prezzi degli immobili in Italia sono drogati da un
cartello di società immobiliari. Il centro delle città non ha più scopi abitativi,
ma di lucro. Il prezzo degli appartamenti non ha alcun legame con la
realtà. Le società immobiliari stanno da tempo, in uno strano silenzio
dei media, perdendo il loro valore in Borsa. Da gennaio 2008 le prime
nove società del settore hanno perso 2,4 miliardi di euro, circa la metà della loro capitalizzazione. Pirelli Real Estate,
un po’ di più della media: il 57,82%. Il crollo del mercato immobiliare
in parte c’è già stato. Chi aveva un euro di azione a Natale, si
ritrova con 50 centesimi prima delle vacanze.
Il
valore delle case è mantenuto alto in modo artificiale. Le grandi città
sono invase da cartelli di vendita e di affitto e intanto si
costruiscono sempre nuovi alloggi in periferia.
La cosa strabiliante è che la crisi vera non è ancora arrivata.
Negli Stati Uniti le banche a rischio fallimento sono circa 90. Una,
Indy Mac, ha chiuso venerdì. Il terzo fallimento negli Stati Uniti per
importanza del dopoguerra. Le file della gente che ritirava i risparmi sono la fotografia della situazione.
Qualche consiglio:
non comprate immobili, non fate debiti, non accendete nuovi mutui, se
potete estinguete i mutui che avete, non comprate titoli di società
immobiliari, non comprate fondi con titoli di società immobiliari.
Fannie e Freddie stanno arrivando.

tratto dal blog di beppegrillo
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Messaggio Da minerva il Gio 24 Lug 2008 - 9:22

Cosa bisogna fare per cautelarsi noi in Italia, cioè famiglie normalissime come noi per assorbire il colpo come comportarsi?
Mio figlio ha una assicurazione sulla vita, mi ha chiesto se deve ritirare gli anni già versati ed eventualmente ricominciare daccapo.
Dateci qualche dritta please!
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Messaggio Da Ospite il Gio 24 Lug 2008 - 10:38

E' difficile Maria perla capire cosa si possa fare .... è davvero difficile .....

Però se hai pochi soldini ed un materasso basso ...bè ci potresti fare un pensierino Wink .

A parte gli scherzi, molti dicono di depositare i risparmi in banche di piccole dimensioni .... ma anche questo è difficile .... Qualcun'altro dice di acquistare oro fisico o terreni

... mah ..sperem

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Messaggio Da minerva il Gio 24 Lug 2008 - 10:59

Per l'assicurazione tu che faresti? Pensi che sia meglio ritirare gli anni maturati?
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Messaggio Da grazia il Gio 24 Lug 2008 - 11:04

..Sai Maria Perla che questo quesito sull'assicurazione Vita assilla da un pò di tempo pure me? A me le assicurazioni scadono una a gennaio 2009 ed una a dicembre 2009... Sono cifre molto importanti per me...e talvolta mi chiedo se succedesse un casino mondiale, le assicurazioni si troverebbero a dover risarcire un sacco di danni...e forse non ne resterebbero per restituire a me quanto ho versato in 20 anni... Mio cognato è agente dell'assicurazione dove io ho le polizze ma...è solo un affarista come ogni altro agente e non mi dirà mai di fare qualcosa che va contro gli interessi della sua amata assicurazione che lo mantiene da una vita come un nababbo...
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Messaggio Da grazia il Gio 24 Lug 2008 - 11:08

Inoltre sulle mie polizze esiste un bonus a fine versamenti che è di 16000 euro...e li perderei se mi fermassi ora...Però magari potrei chiedere un acconto...ci pagherei gli interessi, ma forse mi sentirei più sicura con i soldi sul mio conto corrente...Beh..anche le banche a questo punto non sono più sicure !!! Sai che il mese scorso avevo bisogno di soldi volevo smobilizzare una somma per comprarmi la macchina...beh mi hanno a tutti costi voluto fare un prestito...perchè mi assicuravano che disinvestire ora ci avrei rimesso... Poi a ben pensarci, intanto 3000 euro li ho già persi...perchè sono gli interessi che devo pagare in 5 anni sulla cifra del prestito...
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Messaggio Da MAURO LORE il Gio 24 Lug 2008 - 11:22

minerva ha scritto:Cosa bisogna fare per cautelarsi noi in Italia, cioè famiglie normalissime come noi per assorbire il colpo come comportarsi?
Mio figlio ha una assicurazione sulla vita, mi ha chiesto se deve ritirare gli anni già versati ed eventualmente ricominciare daccapo.
Dateci qualche dritta please!

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...chi può... si faccia l'ORTO... e il POLLAIO... Wink Wink
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Messaggio Da minerva il Gio 24 Lug 2008 - 12:34

Pollaio fatto, conigli ci sono, due vitelli pure per l'orto con l'estate cosi' corta si tribola.
Maurino mio, un abbraccione.
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Messaggio Da MAURO LORE il Gio 24 Lug 2008 - 13:19

... dimenticavo...

... il CASINO... arriverà entro il 20 SETTEMBRE 08.... (..c'è chi ha "scommesso" 2 MILIARDI di dollari... se c'azzecca... ne guadagna 1 ... ne non ci azzecca... li pede tutti....) ... a buon intenditore... poche parole... Wink

http://www.effedieffe.com/content/view/3735/179/

------------------

40 ) RUBRICHE VARIE / ECONOMIA: - In arrivo il crack economico -
di: Maurizio Blondet

Qualcuno ha scommesso su un grande crack

I mercati azionari crolleranno di un terzo entro il 21 settembre ?

Almeno, è questa la scommessa che ha piazzato uno speculatore -
rigorosamente anonimo - acquistando nei giorni scorsi 245 mila opzioni
«put» sull'indice Eurostoxx 50 del Dow Jones.

È una scommessa rischiosa: se le azioni mondiali non precipiteranno di
tanto, il compratore misterioso rischia di perdere un miliardo di dollari.
Ma se ha ragione lui, guadagnerà 2 miliardi ed anche più. Il personaggio
deve essere sicuro del fatto suo: è certo che qualcosa di brutto accadrà
tra oggi e il 21 settembre, la data in cui le opzioni spirano. (1)

Che cosa può accadere ?

I mercati stanno già cadendo, ma non nella misura imponente prevista
dall'anonimo. Tuttavia alcuni analisti finanziari puntano il dito sul
fatto che, nell'accresciuta volatilità e avversione al rischio di questi
giorni, si è apprezzato lo yen, la valuta tanto largamente usata dalla
speculazione per il «carry trade»: gli speculatori hanno contratto debiti
a breve in yen (a tasso basso) ed hanno prestato a lungo termine in
«investimenti» a tasso più alto. Ma ora che lo yen risale, il loro debito
in yen sale e rischia di schiacciarli. Ciò profila altre bancarotte, oltre
a quelle attese a danno dei demenziali compratori di titoli «subprime»
(garantiti da mutui ormai inesigibili, concessi a persone senza reddito
certo): un doppio crack.

Gli indebitati in yen sono infatti obbligati a sbolognare i loro crediti a
lungo termine (se c'è chi li compra) per comprare gli yen con cui
estinguere i loro debiti giapponesi. Ciò, come minimo, forzerà verso
l'alto i tassi d'interesse a lungo termine. Di conseguenza, anche il costo
dei mutui variabili aumenterà, accrescendo il numero dei mutuarati
insolventi, accelerando così il crack immobiliare USA (più case invendute
offerte a prezzi da liquidazione) e dunque precipitando la recessione
americana.

È questo che prevede l'anonimo scommettitore nel più imponente crollo di
mercato dal 1929 ? È possibile.

Ma come fa ad essere sicuro della data, entro il 21 settembre ?

C'è un'altra ipotesi, più inquietante: che l'anonimo «sappia» di un
attentato tipo 11 settembre fissato per quella data o poco prima.

Come si ricorderà, anche ai primi di settembre del 2001 alcuni anonimi
profeti comprarono una quantità anomala di opzioni put su United Airlines
ed American Airlines, scommettendo su un clamoroso ed improvviso ribasso
delle due compagnie aeree: coinvolte coi loro velivoli nel mega-attentato
firmato bin Laden, le due compagnie videro precipitare le loro azioni da
30 dollari a 18 in poche ore. Gli anonimi scommettitori fecero un bel
profitto, parte del quale non osarono però ritirare perché li avrebbe
rivelati come «insider» della morte.

Come si sa, parte degli ordini «put» risultò partito da una banca
d'affari, la AB-Brown, di cui era stato presidente esecutivo A.B. «Buzzy»
Krongard, uno dei capi della CIA alla data dell'attentato. Tuttavia il
profitto di quella speculazione sul terrore si valutò allora a una decina
di milioni di dollari; nulla rispetto al profitto atteso dal nuovo
misterioso speculatore. Si attende un evento evidentemente più
catastrofico e sorprendente dell'11 settembre.

Un evento capace di produrre un crollo così rilevante sarebbe, poniamo, la
svendita massiccia delle sue vaste riserve in dollari da parte della Cina,
il che sembra improbabile. Il peggio è che lo speculatore misterioso ha
puntato sul crollo di un indice azionario europeo: «sa» che la catastrofe
attesa colpirà l'Europa, piuttosto che gli Stati Uniti ?

Ricordiamo che Sarkozy s'è accodato ai neocon di riferimento, minacciando
- la prima volta di un presidente francese - un atto di forza contro
l'Iran, se non rinuncerà allo sviluppo nucleare.

Può essere necessario un attentato giustificativo per un intervento che
certo scuoterebbe i mercati ?

Si aggiunga che notizie dall'Iraq, riportate da Uruknet, parlano di una
aumentata presenza di personale del Mossad in Iraq, presso la frontiera
con la Siria. Numerosi individui, alcuni con la kippà in testa e scortati
da forze americane, hanno occupato la scuola elementare Hahsa nell'abitato
di Al-Qa'im, alcuni ex uffici doganali e l'ufficio di un ex ente di
mantenimento di strade del regime di Saddam.

Tali individui hanno installato potenti fortificazioni attorno ai loro
quartieri generali, ed installato antenne e torri di comunicazione:
evidentemente posizioni per la captazione di intelligence rivolte contro
la Siria, il nemico «facile» che il governo israeliano si sarebbe scelto
per ricostituire la sua credibilità di deterrenza in Medio Oriente, scossa
dai successi Hezbollah. Il 17 luglio la resistenza irachena avrebbe
attaccato un veicolo di costoro, uccidendone i quattro occupanti: dai
documenti trovati loro addosso sarebbero risultati agenti del Mossad.

Ma sono tutte ipotesi.

Il solo a sapere quale è giusta è l'anonimo speculatore.

A noi non resta che aspettare il 21 settembre.

Note

1) Renée Schultes, «Mystery trader bets market will crash by a third»,
Financial News, 16 agosto 2007.

2) «Zionist Mossad increasing presence in northern Iraq, tribal leader
reports», Uruknet, 26 agosto 2007.

Tratto da www.effedieffe.com


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Messaggio Da viernes il Gio 24 Lug 2008 - 13:24

L'orto non manca (anche se quest'anno è stato un po' avaro di soddisfazioni, complici le piogge), il pollaio... è vuoto (complici le mie idee alimentari).
L'investimento in oro l'ho già iniziato (anche se modesto, tuttora), il prossimo passo sarà appunto quello di apertura di un conto presso una BCC, come già anticipato.
Poi vedremo... ma per chi ne è fuori (a chi ne è dentro non mi azzardo a dare consigli, anche se potete immaginare le mie idee) consiglio caldamente di star molto lontani da fondi, index, unit e assicurazioni in genere... ovviamente mi riferisco a quelle del ramo vita.
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Messaggio Da grazia il Gio 24 Lug 2008 - 13:29

Viernes...con le mie allora devo chiedere un acconto sulla liquidazione che dovrebbe avvenire a maturazione nel 2009? Meglio perdere 16.000 euro di bonus che rischiare di perdere tutto??
grazia
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Messaggio Da viernes il Gio 24 Lug 2008 - 13:42

Grazia ho scritto appunto che non mi azzardo a dare consigli, poichè le tipologie di prodotti del ramo vita sono tantissime... e bisognerebbe conoscere nel dettaglio le condizioni economiche del tuo investimento per darti un consiglio.
Quello che posso consigliarti è
1) non chiedere consigli sul da farsi alla compagnia (ovvio che faranno sempre il loro interesse)
2) piuttosto, al tuo posto interpellerei un'associazione consumatori, io mi fido molto dell'ADUC
http://investire.aduc.it/php/formdomande.php
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Messaggio Da grazia il Gio 24 Lug 2008 - 13:55

Viernes puoi dire di cosa ti occupi come professione? Vedo che i temi economici sono spesso da te proposti e mi fai pensare ad un commercialista o comunque qualcosa di simile...
grazia
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Messaggio Da viernes il Gio 24 Lug 2008 - 14:05

eheh grazia, sei un po' fuori strada... il mio pane quotidiano sono i computer, piccolo o grandi che siano Cool
viernes
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Messaggio Da thegame il Dom 27 Lug 2008 - 12:14

Aspettando il banco delle giovani marmotte

di Eugenio Benetazzo



[size=11]Con il termine inglese bank runs
si identifica una richiesta contemporanea e massiva di rimborso dei
depositi presenti presso un determinato istituto di credito. Le scene
che abbiamo visto l'estate scorsa innanzi alle filiali della Banca
Northern Rock rappresentano un tipico esempio di bank runs ovvero
traducendo letteralmente una corsa alla banca per prelevare il contante
ivi depositato. L'attuale congiuntura che stanno vivendo i mercati
finanziari del pianeta (innanzi alla peggiore crisi economica
dal dopoguerra ad oggi, secondo Alan Greenspan) sollevano non poche
considerazioni e perplessità in merito ai sistemi di tutela dei
depositi attualmente in essere per contrastare e gestire gli effetti di
una crisi strutturale dell'intero sistema creditizio. Consideriamo a
riguardo che alcune delle più grandi banche del mondo (ed in teoria
anche le più solide e sicure) sono state recentemente in prossimità di
un default finanziario, prospettiva impensabile fino a cinque anni fa.

Tralasciando l'analisi macroeconomica già trattata in altre occasioni [/size11]
[size=11]
ritengo interessante soffermarmi sui modi e tempi messi in essere dal
nostro paese nell'eventualità che si verifichi un caso Northern Rock
anche in Italia. A riguardo infatti il nostro paese prevede per legge
la presenza di un organismo di garanzia che possa contribuire al
mantenimento della stabilità finanziaria evitando appunto comportamenti
di bank running, il nome di questo organismo viene riportato
solitamente sull'intestazione di ogni estratto di conto bancario: a
proteggere i depositi dei risparmiatori e correntisti italiani ci pensa
il cosidetto FITD ovvero il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi
.
Il nome in sè dovrebbe già rassicurare chi sta leggendo. In teoria
dovrebbe essere così. Ma siamo certi che anche una sua estrema
applicazione pratica non consenta il salvataggio di quanto depositato ?

Cominciamo
con una buona notizia. L'unica, purtroppo, a mio giudizio. L'Italia
detiene l'assicurazione con l'importo maggiore (103.000 euro)
all'interno dell'Unione Europea a copertura dei depositi presenti
presso i suoi istituti di credito. Altri paesi europei sono molto meno
virtuosi di noi, in Francia, per esempio, la copertura è di 70.000
euro, in Germania di 20.000 euro e nel Regno Unito circa 45.000 euro.
Per una volta tanto l'Italia eccelle sugli altri.
Quello che
dovremmo conoscere non è tanto il massimale assicurato dall'organismo
di garanzia (che non ha fatto altro che recepire una direttiva
comunitaria la quale imponeva un minimo di garanzia di almeno 20.000
euro), ma le modalità di intervento del fondo di garanzia per far
fronte alla stabilità e solidità del sistema bancario italiano. Tanto
per iniziare, sappiate che questo fondo non è un contenitore di
liquidità e risorse finanziarie o meglio ancora non è una cassaforte
che detiene oro, euro, immobili e preziosi, come nell'immaginario
collettivo si pensa tutt'oggi. Niente di tutto questo. Nella
fattispecie infatti il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi è un
consorzio obbligatorio di diritto privato a cui aderiscono le circa 300
banche presenti nel territorio italiano (tranne le banche di credito
cooperativo che hanno a loro volta un proprio fondo di tutela dei
depositi).

Un eventuale intervento di questo fondo a copertura
di un default finanziario di un istituto di credito italiano si
configura pertanto come un intervento congiunto in comune
partecipazione da parte di tutte le altre banche che aderiscono al
fondo attraverso l'immissione di liquidità e/o fondi nel sistema o
nella banca sventurata ormai in crisi o insolvenza manifesta. In buona
sostanza questo fondo è privo di risorse proprie. Il fondo, che
dovrebbe chiamarsi consorzio e non fondo a mio modesto parere, si
preoccupa di coordinare, a livello di tesoreria, gli accantonamenti
contributivi di cui ogni banca deve rispondere in base al volume dei
suoi depositi e ad uno specifico livello di rischio. Questo tipo di
approccio presuppone una lentezza di intervento nell'effettuare
eventuali rimborsi nel caso del fallimento di un soggetto bancario, a
causa della necessità di raccogliere i conferimenti da parte delle
varie controparti bancarie, sottolineando invece una preoccupante
inefficacia in caso di crisi strutturale dell'intero sistema bancario.

Questa considerazione infatti permette di intuire come agisce il fondo a livello pratico: se
una banca fallisce, tutte le altre intervengono per sorreggerla
attraverso il ricorso a fondi propri appositamente accantonati

(o almeno che dovrebbero essere stati prudentemente accantonati).
Mentre nel caso di una crisi strutturale del sistema (quella menzionata
da Alan Greenspan), quindi per esempio due grandi gruppi bancari che si
trovassero in situazioni analoghe a quelle della Northern Rock, il
fondo risulterebbe sostanzialmente incapace di intervenire. Questa
incapacità deriverebbe da uno stato di insolvenza che colpirebbe con
effetto domino una moltitudine significativa di banche aderenti al
fondo incapaci a loro volta di sostenere le prime in default.

In questa eventualità solamente un intervento pubblico potrebbe essere in
grado di salvare l'intero sistema bancario. Per l'ennesima volta
compare lo spettro del prestatore di ultima istanza che attualmente in
Italia ed in Europa non è ancora molto ben identificato ovvero il
soggetto che per ultimo dovrebbe essere in grado di mettere una pezza
finale al buco che si è venuto a formare. A riguardo allora ognuno di
voi tragga le dovute considerazioni sulla base di quanto proposto
recentemente in occasione del meeting Ecofin svoltosi in Slovenia,
all'interno del quale i banchieri centrali dell'Unione Europea hanno
proposto un memorandum of understanding dal quale si evince la totale
assenza di interventi con denaro pubblico a sostegno dell'azionariato
di banche in eventuali difficoltà. Pertanto consiglio a tutti di
aprire il prima possibile un conto di deposito presso il Banco delle
Giovani Marmotte in quanto grazie alle fideiussioni di Zio Paperone
potremmo contare su una banca solida ed in grado di resistere anche ai
take over ostili da parte di Rockerduck: grazie alle competenze di Qui,
Quo e Qua, finalmente saremo in grado di costruire un innovativo ed
inattacabile sistema bancario.
[/size11]

thegame
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Messaggio Da thegame il Lun 28 Lug 2008 - 21:01

..in kuesto post di ieri un po lungo io ho trovato la spiegazione del kome si potrebbe essere tutelati diversamente avendo un conto in una banca di credito cooperativo!!!! Very Happy

thegame
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