Autoemoterapia perchè nessuno ne parla?

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Messaggio Da klodia il Mer 21 Ott 2009 - 22:45

Avete mai sentito parlare dell'autoemoterapia? (ma non quella all'ozono)
La mamma di una mia amica la pratica in Brasile con ottimi risultati.
Su Facebook ho trovato questo articolo

Autoemoterapia: Una piccola nozione per incominciare a capire

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mardi 1 septembre 2009, à 01:08


"Da cinquant'anni l'autoemoterapia (terapia con il proprio sangue) viene impiegata in medicina con alterne vicende: ora obliata, ora rilanciata. Autosiero, autosangue defibrinato di recente, autosangue defibrinato da tempo, autosangue non modificato, autosangue irradiato con raggi ultravioletti, autosangue analizzato, autosangue trattato con onde corte, sono un esempio delle possibili varianti dell'autoemoterapia che ha un vasto campo di applicazione."

Una tecnica semplice, in cui, dal ritiro di sangue venoso e le applicazioni nel muscolo, stimola un aumento della macrofagi, in modo conosciuto come Comlurb (Cleaning Company Urbana) o sia, pulizia del corpo.

I macrofagi fanno una pulizia totale, eliminando i batteri, i virus, il carcinoma a cellule germinali, che sono chiamati neoplastiche. Fanno una pulizia, rimuovono anche la fibrina, il sangue coagulato. Succede l' incremento di macrofagi nella colonna vertebrale, perché il sangue nel muscolo funziona come un corpo estraneo ad essere rifiutato dal Reticolo endoteliale System (RES). Mentre vi è il sangue nel muscolo il Sistema Reticolo Endoteliale è attivato. L'aliquota normale di macrofagi è di 5% (cinque per cento) nel sangue, con auto-Ematologia, eleviamo questa percentuale al 22% (ventidue per cento) per 5 (cinque) giorni. Di 5 (cinque) a 7 (Prestito) giorni, inizia a diminuire, perché l sangue stà calando di percentuale. Quando finisce torna al 5% (cinque per cento). Per questo la tecnica stabilisce che l'autohemotherapy deve essere ripetuta ogni 7 (sette) in 7 (sette) giorni.

L'Autohemotherapy è un metodo di bassissimo costo, solo una siringa. Si può fare ovunque, perché non dipende dal frigorifero - proprio come il sangue prelevato al momento e applicato al paziente, nessuna tecnica applicata nel sangue, solo una persona che conosce una vena e che sappia fare iniezione nel muscolo, che abbia nozioni di igiene e, una siringa per la rimozione di sangue, nient'altro e il risultato è un stimolo immunologico potentissimo

P.S.: Ovvio si raccomanda farla da un preofessionale o persona molto pratica, perché farsi da sè può essere rischioso: inserire aria nella vena non è una cosa simpatica...






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Autoemoterapia





Qualcuno ne sa di piu'?

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Messaggio Da klodia il Mer 21 Ott 2009 - 22:51

Autoemoterapia con ozono: articolo tratto dal seguente sito

http://www.prevenzionetumori.it/archivio/archivio_text.php?cat_id=107&pos=685



Curarsi al naturale
Monica Melotti, N. 3 marzo 2000


I benefici dell'ozono terapia
Di ozono si parla a proposito del temuto buco dell'ozono che ci sovrasta, ma del suo uso in campo medico si discute raramente. Eppure questo gas, intrinsecamente tossico, se somministrato alle giuste dosi e opportunamente miscelato con l'ossigeno, permette di curare diverse patologie: dall'acne alle flebiti, dalle emorroidi alle malattie neurovegetative, dalle infezioni virali all'ernia del disco. Ma l'ozono terapia può anche trovare applicazione nelle neoplasie, grazie all'uso dell'autoemoterapia con ozonizzazione, che stimola la produzione di citochine, fondamentali per il sistema immunitario, tra le quali l'interferone. "L'ozono terapia è stata sempre usata come pratica alternativa e ha sempre incontrato un certo scetticismo, se non addirittura un vero e proprio ostracismo da parte della medicina ortodossa" dice il professor Velio Bocci, ordinario all'istituto di fisiologia generale all'Università di Siena, che ha appena pubblicato il libro "Ossigeno ozono terapia, comprensione dei meccanismi di azione e possibilità terapeutiche" (Casa editrice Ambrosiana) "Questo pregiudizio può essere spiegato dal fatto che l'ozono terapia è stata spesso usata senza delle basi razionali e senza eseguire un appropriato protocollo. Inoltre non sono stati fatti degli studi clinici controllati perché sono costosi e ovviamente le industrie farmaceutiche non hanno interesse a finanziarli (l'ozono terapia ha dei costi bassissimi, ndr). Esiste comunque una vasta letteratura scientifica che testimonia le numerose prove in vitro per valutare i meccanismi d'azione dell'ozono terapia. I paesi in cui viene praticata sono: Russia, Grecia, Germania, Svizzera, Austria, Belgio, Brasile, Cuba e in cinque stati degli Stati Uniti. In Italia non è così diffusa come nei paesi mitteleuropei".
L'autoemoterapia per le neoplasie
Nelle forme tumorali la sua applicazione avviene mediante autoemoterapia, una pratica dove normalmente vengono prelevati 200-300 ml, di sangue del paziente, esposti brevemente ed omogeneamente ad una miscela gassosa di ossigeno e ozono e poi reiniettati, il tutto in una seduta che dura al massimo un'ora. Può essere usata come complemento alle terapie tradizionali. Le sue finalità sono quelle di rallentare la crescita dei tumori metastatici, soprattutto nei pazienti anziani, riattivare il sistema immunitario, aumentare l'ossigenazione ed il metabolismo cellulare e migliorare la qualità della vita, come spesso si osserva. L'ossigenazione del tessuto neoplastico dovrebbe inibire la proliferaizione tumorale ed in particolare la formazione di nuovi capillari e di metastasi. "L'autoemoterapia è una procedura in uso soprattutto nell'Europa centrale e viene applicata per i disordini circolatori, malattie virali e tumori" continua Bocci, che nel 1988 ed anche recentemente ha pubblicato uno studio sull'ozono terapia sul British Journal of Biomedical Science "Si effettua soprattutto in cliniche private e non sono stati ancora pubblicati studi clinici di buona qualità sui suoi effetti. Tuttavia dal 1968 fino ad oggi sono stati effettuati oltre 340 mila trattamenti senza che fossero riscontrati effetti nocivi. Il decesso di una giovane donna nel dicembre scorso non è dovuto alla ozonoterapia, come venne impropriamente pubblicizzato (ma ad una iniezione di farmaco sclerosante, ndr). Anche sul versante della tossicità i rischi sono molto ridotti, grazie alle apparecchiature che generano l'ozono in modo sempre più preciso e sicuro. Tra le neoplasie trattate vi sono quelle a base linfocitaria, tutti quei tumori che sono trattabili con il ciclofluorouracile (cancro alla mammella, pancreas, polmone) dove l'ozono terapia ne potenzia l'effetto di almeno cinque volte (il ciclofluorouracile blocca la sintesi dell'acido folico che è indispensabile per la replicazione cellulare)". Ma lo sviluppo più interessante fu che il professor Bocci scoprì che l'ozono, in concentrazioni adeguate, può agire da moderato induttore di citochine. La grande autoemoterapia induce leucocitosi (aumento dei leucociti nel sangue), migliora l'attività fagocitaria e battericida dei leucociti, oltre a migliorare la produzione di immunoglobuline. È stato anche osservato, almeno in vitro, che l'ozono possa sia inattivare i virus nel sangue che accentuare la lisi (dissoluzione dei tessuti di cellule) delle cellule infette.
Tuttavia gli effetti più importanti sembrano essere la conseguenza di una attivazione immunologica più profonda, dove l'ozono attiva i monociti e linfociti, induce la produzione di un ampio ventaglio di citochine, come l'interluchina, l'interferone, il fattore di necrosi tumorale e altri. Purtroppo si hanno solo dei resoconti aneddotici sui vari risultati dell'impiego dell'autoemoterapia con ozonizzazione su pazienti neoplastici, anche se i risultati sono incoraggianti.
"Un gruppo di donne con tumore alla mammella che si erano sottoposte ad autoemoterapia avevano registrato un abbassamento dei marcatori del tumore" dice Roberto Dall'Aglio, vice presidente della Imos-Italia (International Medical Ozone Society) e assistente del professor Fraschini, direttore della cattedra di chemioterapia presso l'Università di Milano "Inoltre l'ozono terapia viene impiegata come terapia palliativa, perché è in grado di limitare i sintomi fisici, primo fra tutti il dolore. Per dare più dignità a questo metodo è importante però riuscire ad effettuare studi clinici promettenti e con il tempo superare il disinteresse e lo scetticismo degli oncologi".
La storia dell'ozonoterapia
Scoperta 128 anni fa da un medico tedesco, il dottor Christian Schonbein, l'ozonoterapia permise durante la prima guerra mondiale di salvare centinaia di soldati dalla cancrena.
Il suo uso è stato poi esteso a diverse patologie: nelle cure delle ernie discali, nel trattamento delle ulcere, nell'insufficienza venosa e arteriosa, nelle infezioni virali e in medicina estetica per il trattamento delle lipodistrofie la cosiddetta cellulite.
L'ossigeno ozonoterapia è oggi una pratica diffusa che sta dando risultati sorprendenti: in Italia sono circa duemila i medici che la praticano. Negli Stati Uniti è stata inserita dall'Istituto superiore di Sanità (Nih) tra le pratiche mediche alternative, insieme all'omeopatia, l'agopuntura e molte altre.
Oggi è utilizzata in 16 paesi: in Germania tutte le assicurazione private la rimborsano ed in Grecia è inserita nel prontuario del Servizio Sanitario Nazionale. In Italia una legge del 1994 ne riconosce l'uso topico (per i bagni termali), ma molte università ne stanno studiando la potenzialità.
Per avere maggiori informazioni su questa terapia sono stati attivati due siti internet:
www.biaccabi.com e www.bhb.it oppure telefonare allo 049.8073447

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Messaggio Da XENA il Gio 22 Ott 2009 - 10:57

L'ozono terapia è una pratica purtroppo poco conosciuta e le sue applicazioni hanno un campo vastissimo;
ho portato mia madre a fare circa 12 sedute di infiltrazioni d'ozono per un problema di sciatalgia e posso confermare il suo potere analgesico e antinfiammatorio ;
il tutto con costi diciamo, abbastanza abbordabili.

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Messaggio Da LUNA il Gio 22 Ott 2009 - 14:38

Grazie Simo della info,questo per Gu che soffre di sciatalgia!!!!
ciao e bacione Autoemoterapia perchè nessuno ne parla? Icon_biggrin
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Messaggio Da XENA il Ven 27 Nov 2009 - 0:35

avrei voluto attaccare questo post a quello di Klodia ,ma non riesco a trovarlo

OSSIGENO - OZONOTERAPIA

CHE COSA E' L'OZONO
L’ozono (O3 – PM 48) è una forma allotropica dell’ossigeno.
Il suo nome deriva dal greco e significa "mando odore".
DISTRIBUZIONE NELL'ATMOSFERA
L’ozono è conosciuto principalmente per il ruolo che svolge nell’equilibrio ecologico della Terra. Esso è, infatti, un componente naturale dell’atmosfera, nei cui vari strati è presente in concentrazioni diverse. Si forma nella stratosfera (30 Km) in seguito all’azione dei raggi ultravioletti sull’ossigeno (meccanismo di Chapman).

O2 + hv -> O + O
O + O2 -> O3
O3 + hv -> O2 + O
O + O3 -> O2 + O2

L’ossigeno, ma soprattutto l’ozono, sono in grado di assorbire i raggi ultravioletti solari, con un meccanismo ("effetto Urey") che consente una formazione costante di ozono nell’atmosfera.

Per la sua capacità di assorbire i raggi ultravioletti, l’ozono è indispensabile per la vita sulla Terra; essendo ricchi di energia, infatti, i raggi ultravioletti, se non filtrati, determinerebbero la denaturazione delle proteine e la distruzione di ogni forma di vita.
Oltre a tale effetto protettivo, tuttavia, l’ozono ha anche un effetto tossico sull’uomo, che può essere determinato da una prolungata respirazione di atmosfera con una concentrazione di ozono oltre il limite tossico stabilito dalla UE (0,3 m g/m3).
IMPIEGHI DELL'OZONO
In campo industriale, l’ozono, grazie alle sue proprietà antisettiche, viene utilizzato nella disinfezione delle acque (potabilizzazione e trattamento delle acque reflue) e nell’igienizzazione delle piscine. A tal scopo risulta più efficace del cloro, poiché è in grado di eliminare anche virus resistenti ad alte concentrazioni di cloro. Per il suo potere ossidante, viene inoltre utilizzato per la neutralizzazione di gas di scarico contenenti solfato ed in diverse sintesi organiche.
In campo medico, l’ozono viene utilizzato sotto forma di miscela O2-O3 (ozono medicale). La sua utilizzazione risale alla guerra 1915-18, durante la quale, grazie al potere disinfettante dell’ozono, si poté evitare la diffusione della gangrena in molte ferite agli arti. L’O2-O3 terapia ha avuto ampia diffusione nell’Europa orientale ed a Cuba e negli ultimi cinquanta anni in Germania, Austria e Svizzera.
PROPRIETA' DELL'OZONO
Fisiche
A temperatura ambiente l’ozono è un gas incolore ed irritante con un caratteristico odore pungente.
Agli stati liquido e solido è molto instabile. Anche allo stato gassoso, però, l’ozono è notevolmente instabile, soprattutto ad elevate concentrazioni ed in presenza di acqua, per la presenza tra gli atomi di legami di tipo endotermico (H = 34 Kcal/mol).
A concentrazioni del 20%, si possono verificare fenomeni di autoaccensione, non più evidenziabili al di sotto dell’8%; tuttavia, la velocità di decomposizione dipende dalla temperatura.
Per tale motivo l’ozono da utilizzare in medicina va prodotto al momento dell’uso e conservato per un breve periodo.
Chimiche
L’ozono è un forte agente ossidante, nettamente più reattivo dell’ossigeno.

L’ozono reagisce con sostanze organiche insature (contenenti un doppio legame) determinandone la scissione: tale reazione è detta ozonolisi.

Nella prima fase della reazione, l’ozono reagisce a livello del doppio legame formando un ozonide primario instabile che si degrada rapidamente dando origine ad un carbonile ed allo zwitterion. Quest’ultimo, estremamente reattivo, in assenza di sostanze reattive forma gli ozonidi, mentre in presenza di acqua e sostanze reattive forma i perossidi (è ciò che avviene nell’organismo).

BIOCHIMICA DELL'OZONO
Effetti sul metabolismo
In quanto potente ossidante, l’ozono influenza il metabolismo a diversi livelli. I suoi effetti terapeutici sono dovuti essenzialmente alle sue proprietà biochimiche.
La sua diversa affinità per i diversi substrati è alla base dei meccanismi di protezione dell’organismo dagli effetti negativi dell’ozono; notevole è, ad esempio, l’affinità per il peptide glutatione (GSH) che viene trasformato nella forma disulfidica dall’enzima GSH-perossidasi. Il GSH ossidato viene poi nuovamente ridotto dall’enzima GSH-reduttasi.

Attraverso questo meccanismo si ha la protezione dei lipidi di membrana dalla eventuale perossidazione e la difesa degli acidi nucleici e delle proteine a livello endocellulare. Esistono comunque anche sostanze con funzione protettiva (b -carotene, a -tocoferolo, vitamina C) che reagiscono con i radicali liberi (azione scavenger) disattivando i processi di perossidazione e formando idroperossidi non tossici.
Per comprendere gli effetti dell’ozono somministrato per via parenterale è utile ricordare la sua azione sui coenzimi.
Sono noti gli effetti ossidanti dell’ozono sui coenzimi NADH e NADPH, che intervengono in numerose reazioni metaboliche: glicolisi, gluconeogenesi, sintesi di acidi grassi, b -ossidazione di acidi grassi, catena respiratoria, ciclo dell’acido citrico.
L’azione dell’ozono sui coenzimi e sulle sostanze organiche si manifesta a livello di tutte e tre le linee metaboliche fondamentali:
Metabolismo glucidico
Nel metabolismo glucidico, l’ozono determina un aumento della velocità della glicolisi. L’energia liberata dalla demolizione aerobica del glucosio è utilizzata per la sintesi di ATP; in alcune situazioni patologiche, l’aumentata richiesta di ATP da parte degli organi può essere soddisfatta dall’accelerazione della glicolisi ad opera dell’ozono, in seguito alla sua azione sui coenzimi.
Metabolismo protidico
L’intervento dell’ozono nel metabolismo protidico è dovuto alla sua affinità per i gruppi sulfidrilici. L’ozono può infatti reagire con aminoacidi essenziali (metionina, triptofano) o contenenti zolfo (cisteina), la cui degradazione risulta tuttavia protetta dall’ossidazione del glutatione e dei coenzimi NADH e NADPH.
Metabolismo lipidico
L’ozono determina l’attivazione del metabolismo dei lipidi, intervenendo sul catabolismo dei grassi e per un effetto lipolitico diretto, determinando un aumento della produzione di energia.
L’ozono reagisce direttamente con gli acidi grassi insaturi determinando in ambiente acquoso la formazione di perossidi, con frammentazione delle catene lipidiche che assumono carattere idrofilo. Tale degradazione è protetta dall’azione dell’a -tocoferolo.
Effetti sui globuli rossi ed azioni sulla reologia
La membrana dei globuli rossi è composta strutturalmente da proteine, carboidrati e fosfolipidi.
L’ozono reagisce con la componente idrofoba dei fosfolipidi con una reazione di perossidazione determinando un aumento della carica negativa della membrana eritrocitaria. L’accorciamento delle catene lipidiche provoca un rilasciamento della struttura molecolare della membrana eritrocitaria, che si conclude con la lesione della stessa. Tali modificazioni riducono la tendenza all’impilamento dei globuli rossi (dimostrabile direttamente al microscopio o indirettamente dalla diminuzione della VES) e migliorano la loro deformabilità, facilitando gli scambi metabolici; inoltre riducono la viscosità ematica globale e l’aggregabilità piastrinica.
L’effetto dell’ozono sugli eritrociti si esplica anche a livello di metabolismo intracellulare. L’accelerazione della glicolisi porta ad aumento del 2,3-difosfoglicerato, sostanza deossigenante determinante per alcuni effetti terapeutici dell’ozono: essa, infatti, facilita la cessione di ossigeno ai tessuti da parte dell’emoglobina.

Azione battericida, fungicida e virustatica
L’azione antisettica dell’ozono è nota da tempo. Tale proprietà è dovuta al contatto diretto con i microrganismi, che determina la distruzione della capsula in seguito a processi ossidativi causati dal gas e/o dai perossidi. Il meccanismo è simile a quello che l’organismo utilizza con la formazione di una sostanza ossidante da parte dei leucociti adibiti alla fagocitosi batterica.

L’azione distruttrice è resa possibile dall’affinità per l’ozono dei componenti lipoproteici della capsula e dall’insufficiente capacità di difesa della cellula batterica dall’ossidazione dell’ozono.
L’effetto germicida è sotto l’influenza di alcuni fattori, tra cui il grado di umidità (l’azione si esplica solo in presenza di acqua) e la temperatura (è favorito dalle basse temperature).
I batteri dimostrano una diversa sensibilità all’ozono: i Gram-negativi sono meno sensibili dei Gram-positivi ed i batteri sporigeni sono più resistenti dei non sporigeni. Tale diversità è tuttavia relativa, data la potente capacità sterilizzante e disinfettante delle acque da parte dell’ozono.
L’azione dell’ozono sui virus consiste non in una distruzione, come nel caso dei batteri, ma in una inattivazione dei recettori cellulari presenti sulla superficie virale, impedendo così il contatto tra virus e cellula bersaglio. Si determina in tal modo un arresto del meccanismo di riproduzione virale a livello della prima fase di invasione cellulare.
L’azione battericida e virustatica dell’ozono è di tipo "tutto o nulla": al di sotto di una dose-soglia non si osserva alcun effetto.
Azione immunomodulante
L’azione dell’ozono sul sistema immunitario si esplica a carico dei linfociti e dei monociti, esercitando un effetto stimolante sul rilascio di citochine, tra cui interferoni, fattore di necrosi tumorale e interleuchine. Gli effetti dell’ozono sono stati valutati in tal senso in patologie autoimmunitarie e nelle risposte immunitarie acquisite di origine virale.
Inoltre, l’ozono ha un effetto simile all’ipertermia, rendendo ipotizzabile un suo impiego nella terapia di alcune neoplasie.

TOSSICITA' DELL'OZONO
L’ozono è un gas irritante con effetti tossici sull’uomo.
L’ozono risulta essere tossico per via inalatoria; non sono stati osservati effetti indesiderati se somministrato correttamente per altre vie (effetti collaterali sono per lo più legati ad errori della tecnica di somministrazione) ed alle dosi adeguate (1-40 m g/ml di ossigeno).
La dose somministrata non deve eccedere la capacità che gli enzimi antiossidanti (superossido dismutasi e catalasi) ed il glutatione hanno di impedire l’accumulo di anione superossido e perossido di idrogeno.
L’ozono determina la formazione di radicali liberi solo in un mezzo con pH >8. A pH inferiori prevale il meccanismo di reazione ionica (ozonolisi) che porta alla produzione di perossidi.
I radicali liberi sono specie chimiche altamente reattive per la presenza di uno o più elettroni spaiati nell’orbitale periferico. Attualmente essi sono riscontrati in numerose situazioni fisiologiche e patologiche: invecchiamento, respirazione cellulare, perossidazione di lipidi insaturi di membrana, processi infiammatori, trasformazioni neoplastiche, ecc.. Esistono tuttavia meccanismi di protezione anti-ossidativa intrinseci all’organismo e meccanismi di riparo che in seguito alla somministrazione di ozono portano all’attivazione di enzimi deputati all’inattivazione dei radicali liberi.
La tossicità dell’ozono dovuta a prolungata inalazione di aria inquinata da ozono provoca danni che possono essere suddivisi in:

PRODUZIONE DI OZONO MEDICALE
In medicina, l’ozono viene utilizzato sotto forma di miscela gassosa O2-O3 (l’O2 non è mai inferiore al 95%), detta ozono medicale.
Data la notevole instabilità e reattività, deve essere prodotto al momento dell’impiego.
L’ozono viene prodotto da un flusso di O2 terapeutico attraverso un generatore, regolandone il voltaggio e la distanza tra gli elettrodi.
Il generatore è dotato di un fotometro che consente il controllo della concentrazione di ozono da prelevare.
Il prelievo avviene direttamente agendo per pressione su una valvola, mediante siringhe o appositi tubi.

MODALITA' DI SOMMINISTRAZIONE
La miscela gassosa viene somministrata attraverso varie metodiche.

- Iniezioni

- Intrarteriose

- Intramuscolari

- Sottocutanee

- Intrarticolari

- Intracavitarie

- Contatto con cilindri e campane

- Insufflazione retto-colica

- Autoemotrasfusione

L’autoemotrasfusione (grande o piccola) è ampiamente utilizzata e consiste nella reinfusione i.v. del sangue venoso prelevato e trattato ex vivo con O2-O3.
APPLICAZIONI DELL'OZONOTERAPIA
L’ozonoterapia trova applicazione in svariate patologie, in particolar modo quelle caratterizzate da difetti di irrorazione arteriosa periferica e cerebrale, nelle patologie venose, nelle ulcerazioni croniche e nelle malattie batteriche e virali, grazie alle sue proprietà biochimiche, alla sua influenza sul metabolismo ed i suoi effetti antibatterici, antivirali, lipolitici, immunomodulanti e sulla reologia.
Diverse specializzazioni mediche possono essere interessate alla sua applicazione:
ANGIOLOGIA - DERMATOLOGIA - CARDIOLOGIA - INFETTIVOLOGIA - NEUROLOGIA - CHIRURGIA - GERIATRIA - OFTALMOLOGIA - ONCOLOGIA - ORTOPEDIA

Si ringraziano il Prof. Beniamino Palmieri (Università di Modena) ed il Dott. Massimiliano Manno per il valido supporto.

Il Prof. Velio Bocci dopo essersi laureato in Medicina e Chirurgia nel 1954 presso l'Università degli studi di Siena, si è specializzato in Medicina Nucleare, Malattie Respiratorie ed Ematologia Chimica. Dal 1959 al 1970 ha lavorato in diverse università inglesi e americane, in particolare nei dipartimenti di Biofisica e Biochimica. E' professore ordinario di Fisiologia Generale dal 1971.

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Messaggio Da klodia il Ven 27 Nov 2009 - 0:52


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Messaggio Da XENA il Ven 27 Nov 2009 - 11:06

si ... pollice alto

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Messaggio Da XENA il Ven 27 Nov 2009 - 13:38

Credo che questa pratica debba essere conosciuta di più a livello informativo, qui in questo forum ,dunque informiamoci Very Happy
Veramente molto interessante ciò ch'è scritto qui,val la pena di leggere attentamente.


www.docstoc.com/docs/14017268/Tradu%C3%A7%C3%A3o-do-v%C3%ADdeo-do-Dr-Luiz-Moura+Professor+Jesse+Teixeira&cd=2&hl=it&ct=clnk&gl=it&client=firefox-a" target="_blank" rel="nofollow">http://209.85.129.132/search?q=cache:MrykfkW7pXoJ:www.docstoc.com/docs/14017268/Tradu%C3%A7%C3%A3o-do-v%C3%ADdeo-do-Dr-Luiz-Moura+Professor+Jesse+Teixeira&cd=2&hl=it&ct=clnk&gl=it&client=firefox-a





http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&tl=it&u=http%3A%2F%2F209.85.129.132%2Fsearch%3Fq%3Dcache%3AMrykfkW7pXoJ%3Awww.docstoc.com%2Fdocs%2F14017268%2FTradu%25C3%25A7%25C3%25A3o-do-v%25C3%25ADdeo-do-Dr-Luiz-Moura%2BProfessor%2BJesse%2BTeixeira%26hl%3Dit%26client%3Dfirefox-a%26gl%3Dit%26strip%3D0


Ultima modifica di XENA il Ven 27 Nov 2009 - 14:17, modificato 1 volta

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Messaggio Da XENA il Ven 27 Nov 2009 - 14:10

Qualche volenteroso che traduca il portoghese a grandi linee, c'è?Very Happy