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Messaggio Da XENA il Ven 8 Feb 2008 - 12:18

Centro di Ricerche Nutriterapiche (Convenzionato Università di Urbino)
Via I Maggetti 14, 61029 Urbino, Italy
Tel. 39-0722-351483 www.nutriterapia.it; e-mail: info@nutriterapia.it; scoglio@nutriterapia.it

LETTERA APERTA AL DR. FIRENZUOLI SULLA QUESTIONE ESSIAC


Gentile dr. Firenzuoli,

sono Stefano Scoglio, Direttore del Centro di Ricerche Nutriterapiche di Urbino, che da anni collabora con l’Università di Urbino per la ricerca scientifica nutriceutica. Sono anche stato il primo promotore dell’Essiac in Italia, e sono autore del libro “ESSIAC”, pubblicato da Macro Edizioni.
Ho letto con enorme sorpresa il comunicato diffuso dal Suo Centro, nel quale si afferma in maniera perentoria che la tisana ESSIAC “si è rilevata inutile e addirittura dannosa al vaglio della medicina ufficiale”; e addirittura che “la miscela di erbe in questione, infatti, per quel
che comporta il tumore al seno in particolare, si è dimostrata in grado persino di incrementare la proliferazione di cellule maligne.”
Si tratta di un’affermazione molto forte, potenzialmente devastante, e dunque tale che, per essere resa pubblica con comunicati addirittura alle agenzie giornalistiche (agr.corriere.it; ANSA, etc.), deve essere supportata da dati incontrovertibili e univoci, almeno se uno vuole
essere un ricercatore responsabile e immune da un facile sensazionalismo. Invece Voi utilizzate solo due studi, non prendendo in nessuna considerazione il resto degli studi favorevole all’Essiac (che sono in numero maggiore). Ad una lettura attenta, questi stessi studi contengono importanti dati a favore dell’Essiac, che di fatto ne svuotano qualsiasi capacità di indicare l’Essiac come inutile o addirittura dannoso (dati che Voi avete omesso di citare proprio per sostenere la dannosità del prodotto).

Nel Suo comunicato si dice che “non c’è alcuna prova di efficacia” dell’ESSIAC, e questo è errato sotto diversi punti di vista. Cominciamo dal fatto che l’ESSIAC è stato usato per oltre 70 anni da decine di migliaia di malati tumorali che giurano sulla sua efficacia. Ora, sarà anche vero
che questo non è sufficiente per definire la cosa su basi scientifiche, ma occorre anche ricordare che le stesse autorità sanitarie hanno riconosciuto la validità dell’uso tradizionale addirittura costituendo a livello europeo una nuova classe di farmaci vegetali, come Lei sa bene, la cui validità è data appunto solo dal loro uso tradizionale. Non voglio certo dire che l’uso tradizionale sia di per sé sufficiente, ed eventuali studi che provino il contrario di ciò che afferma la tradizione sicuramente devono avere prevalenza; ma per rovesciare un uso tradizionale di oltre 70 anni ci vogliono degli studi solidi , studi conclusivi. E cosa abbiamo qui? Un misero e unico studio in vitro, per di più altamente contraddittorio!!! 1

Come sanno tutti coloro che si occupano di pubblicazioni scientifiche, lo studio in vitro, avendo una correlazione bassissima con l’effettiva fisiologia dell’organismo umano, serve solo per verificare che vale la pena di procedere con ulteriori studi in vivo. Certamente nessun ricercatore serio si azzarderebbe a strombazzare ai quattro venti le conclusioni di uno studio in vitro come se si trattasse di dati provati e definitivi.

E, conoscendo la Vostra dichiarata intenzione di voler fare una medicina naturale seria e scientificamente fondata, spiace dover sottolineare come il Vostro comunicato appaia soprattutto scorretto perché da nessuna parte si chiarisce che l’incremento della proliferazione delle cellule maligne si è verificata in vitro, dunque con tutti i forti limiti suddetti. Ciò ha fatto passare nell’opinione pubblica l’idea che i dati di cui parlate siano stati provati sulle donne malate di tumore al seno; e che addirittura tali dati sarebbero il prodotto di un Vostro studio specifico (come riporta, ad esempio, l’agenzia AGR)! Come lei stesso sa, si tratta di notizie false, eppure non ho ancora visto correzioni o rettifiche da parte vostra.

Ma quello che lascia veramente di stucco è il fatto che, mentre avete dato un peso assolutamente esagerato allo studio in questione, Vi siete completamente dimenticati di citare altri 2 studi in vitro nei quali l’ESSIAC ha dimostrato forti capacità di inibizione della proliferazione tumorale, uno in rapporto alle cellule del tumore della prostata 2 e l’altro in rapporto alle stesse cellule del tumore al seno 3 utilizzate nello studio da voi così “parzialmente” preferito!!!

Non basta, ma la stessa integrità degli autori dello studio in questione appare discutibile, perché questi, mentre danno estremo risalto ai risultati in cui basi dosaggi di Essiac hanno aumentato la proliferazione in vitro, ammettono solo di sfuggita, e senza riportarlo nelle conclusioni e nell’abstract, il fatto che a più alti dosaggi il prodotto “...o non ha causato alcuna stimolazione delle cellule tumorali o ne ha inibito la proliferazione.” 4 Questa ammissione rende lo studio dimezzato e contraddittorio; e questa perdita di valore diventa enorme quando si considera che questo “mezzo studio” si contrappone ad altri 2 studi favorevoli all’ESSIAC.

Anche l’altro studio da Voi citato, mi spiace doverlo dire, oltre ad essere confuso e contraddittorio, è stato utilizzato in maniera parziale e, di conseguenza, distorta. Anche questo studio, se uno legge tutto l’articolo e non solo l’abstract, alla fine è in realtà favorevole all’ESSIAC!!! Innanzitutto è da dire che si tratta di uno studio retrospettivo, ovvero di una valutazione successiva (cioè su pazienti che hanno avuto il tumore alcuni anni prima, e gli stessi autori ammettono che questo è un forte limite, limite aumentato dal fatto che alla fine solo poche
decine di consumatori di Essiac sono stati intervistati, e dalla necessariamente scarsa capacità degli intervistati di riportare in maniera adeguata stati d’animo e situazioni avvenute anni prima. Proprio per questi limiti tipici dello studio retrospettivo, a tali tipi di studi è attribuito generalmente un valore relativo e certo non definitivo. Ad ogni modo, alla fine questo stesso studio 5 risulta in realtà
favorevole all’Essiac, perché:

a) gli stessi autori ammettono che la correlazione statistica tra uso di Essiac e peggior qualità della vita non indica un ruolo negativo dell’Essiac: “La nostra ipotesi è che l’Essiac sia solo un indicatore del disagio fisico, e non la sua causa.”; e spiegano che l’Essiac, tra le poche donne intervistate, era usato da donne più giovani, meno supportate socialmente e affette da tumori più gravi, le quali semplicemente, proprio perché soffrivano di più, erano più predisposte ad usare un rimedio alternativo!

b) In realtà, al di là della valutazione statistica delle scale, gli stessi autori riferiscono che: ”Solo due donne hanno riportato minimi effetti avversi, mentre numerose donne hanno riferito effetti benefici derivati dal loro uso dell’ESSIAC”. E continuano citando tutta una serie di effetti benefici, tra cui minor fatigue, miglior sopportazione degli effetti della chemioterapia, maggior efficacia della chemioterapia stessa, e così via!!

Come si fa ad omettere dati così importanti, e scatenare una campagna di stampa con conseguenze devastanti sulla base di una lettura così superficiale e distorta?


Se tutto questo non bastasse, si può aggiungere che la Vostra equipe si è anche dimenticata di citare altri studi che corroborano quello che la tradizione e un vastissimo numero di individui affermano da decenni:

a) uno studio canadese dimostra come l’ESSIAC sia un antiossidante 10 volte più potente della vitamina E, e che la sua capacità antiossidante e antinfiammatoria è rilevante proprio in rapporto alla prevenzione tumorale; 6

b) in un altro studio sono state verificate elevate proprietà antiossidanti dell’ESSIAC, anche in rapporto ai danni sul DNA. Gli autori hanno concluso che i loro risultati “...indicano che il tè Essiac espleta una potente attività antiossidante e DNA-protettiva, attività che sono tipiche delle sostanze antitumorali naturali. Questo studio può dunque aiutare a spiegare i meccanismi alla base dei riferiti effetti antitumorali dell’Essiac.” 7

c) Infine, last but not least, la remissione di un tumore alla prostata in un paziente anziano è stata attribuita dai medici curanti all’uso dell’Essiac; e per quanto si tratti di un caso singolo e aneddotico, si tratta d’altronde dell’unico caso in cui gli effetti siano stati testati clinicamente su un essere umano. 8

E questo ci porta alla conclusione. Credo che abbiate il dovere morale di rettificare al più presto le perentorie e distorte affermazioni che avete sparso ai quattro venti. Basta fare un giro su Internet per vedere come si è moltiplicata la Vostra notizia, soprattutto grazie alla Vostra comunicazione ad agenzie come l’ANSA. In questi siti si propaga anche un altro notevole errore che avete fatto circolare, ovvero l’idea dell’ESSIAC come tisana del web. Questa versione, che ovviamente aumenta lo scandalo, dato che fa immaginare orde di malati di tumore a cui viene ingannevolmente venduta speranza da ignoti e criminali siti Internet, è falsa. La tisana ESSIAC originale, l’unica che può fregiarsi di tale nome e l’unica a cui si riferiscono gli studi citati sopra, è esclusivamente distribuita in Italia dalla ditta Nutrigea in farmacie ed erboristerie, e a quanto ne so è per lo più consigliata da medici che, come Lei, praticano medicina naturale e fitoterapia. Questo dato, guarda caso, è confermato anche dallo studio da Voi citato, che dimostra come la totalità delle donne intervistate riferiva di aver usato ESSIAC o su consiglio di persone che ne avevano tratto beneficio, o dietro consiglio del medico naturopata. Dunque nessuna “speculazione” sulla pelle dei malati. Non si capisce come mai, un “devoto” della fitoterapia come Lei non spenda la stessa energia per denunciare la vera speculazione che avviene sulla pelle della gente attraverso l’autorizzazione come farmaci chemioterapici di sostanze che hanno dimostrato
pochissima efficacia ed enormi effetti collaterali!

L’unica cosa positiva in tutta questa storia è la Vostra dichiarata intenzione di svolgere uno studio sull’uso dell’ESSIAC in oncologia, idea che mi pare meritevole del massimo supporto.
Ma perché tale studio possa essere davvero valido e credibile, dovete prima scrollarvi di dosso la sensazione di mancanza di imparzialità che avete dimostrato nei confronti dell’ESSIAC in questa occasione. Forse sarebbe opportuno che lo studio venga svolto in collaborazione con chi non ha pregiudizi nei confronti di questa storica tisana. Il sottoscritto, e gli altri ricercatori del Centro di Ricerche Nutriterapiche e dell’Università di Urbino, danno la loro piena disponibilità a collaborare con Voi nella messa e punto e gestione di tale studio.

Per qualsiasi ulteriore informazione e collaborazione, potete contattare direttamente il nostro Direttore Scientifico Prof. Franco Canestrari, M.D., Direttore dell’Istituto di Istologia e Analisi di laboratorio dell’Università degli Studi di Urbino, Via Zeppi, 61029 Urbino, tel. 0722-32168; fax 0722-322370; e-mail: f.canestrari@uniurb.it

Distinti saluti.
Stefano Scoglio
Direttore Centro di Ricerche Nutriterapiche

1 Kulp KS. et al., Essiac and Flor-Essence herbal tonics stimulate the in vitro growth of human
breast cancer cells, in Breast Cancer Res Treat. 2006 Aug;98(3):249-59. Epub 2006 Mar 16.

2 Ottenweller J. et al., Inhibition of prostate cancer-cell proliferation by Essiac, in J Altern
Complement Med 2004 Aug;10(4):687-91.

3 Tai J. et al, In vitro comparison of Essiac and Flor-Essence on human tumor cell lines, in Oncol
Rep 2004 Feb;11(2):471-6. In questo studio, l’ESSIAC originale ha dimostrato una capacità
inibitoria circa doppia rispetto a quella del FlorEssence, una versione modificata e non originale
della miscela.

4 Kulp KS., ibid., p. 257.

5 Zick SM. et al., Trial of Essiac to ascertain its effect in women with breast cancer (TEA-BC), in J
Altern Complement Med 2006 Dec;12(10):971-80.

6 Cheung S. et al., Antioxidant and anti-inflammatory properties of ESSIAC and Flor-Essence, in
Oncol. Rep., 2005 Nov;14(5):1345-50. Anche in questo studio l’ESSIAC originale ha dimostrato
proprietà notevolmente superiori a quelle dell’ESSIAC.

7 Leonard SS. et al., Essiac tea: scavenging of reactive oxygen species and effects on DNA damage,
in J Ethnopharmacol 2006 Jan 16;103(2):288-96.

8 Al-Sukhni W. et al., Remission of hormone-refractory prostate cancer attributed to Essiac, in Can
J Urol. 2005 Oct;12(5):2841-2.

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