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Messaggio Da XENA il Mar 28 Set 2010 - 9:38



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fonte :La Repubblica

LOTTA AL TUMORE
"Una molecola disorienta il cancro"
E sulle terapie si punta sugli antiacidi
È in grado - sono le conclusioni di uno studio pubblicato su Nature - di far ignorare ai geni del tumore il loro "manuale di istruzioni interne". Arginando così la diffusione della malattia. Ma sul fronte della ricerca non è tutto. In Italia sono partiti i primi due trial clinici per sostituire i chemioterapici con i farmaci per l'acidità di stomaco

"Una molecola disorienta il cancro" E sulle terapie si punta sugli antiacidi

ROMA - La ricerca guarda al tumore e continua a cercare possibili alterazioni genetiche in grado di originare il cancro. E a pensare a farmaci che, individuando queste modificazioni, interrompano la malattia. L'ultima novità in questo campo arriva da Nature: un gruppo di studiosi americani ha creato in laboratorio una molecola che, riuscendo a far ignorare ai geni del cancro il loro 'manuale di istruzioni interne', blocca la proliferazione delle cellule cancerose. Ma non è tutto, sul fronte della ricerca farmacologica dall'Istituto superiore di sanità arriva una notizia: i farmaci antiacidità, gli inibitori della pompa protonica e persino il bicarbonato, potrebbero sostituire la chemioterapia.

La molecola "americana". E' la prima molecola che riesce a far ignorare ai geni del cancro il loro "manuale di istruzioni interne". Così sopprime il processo del tumore alle sue radici. Per adesso è stata creata in laboratorio ma, dai primi esperimenti, sembra funzionare. Il risultato pubblicato su Nature si deve a un gruppo di ricercatori americani del Dana-Farber Cancer Institute. "Essere abili a controllare l'attività dei geni del cancro - dice James Bradner, del Dana-Farber Cancer Institute - può avere un impatto elevatissimo per la lotta contro questa malattia. Se si riesce a spegnere i geni responsabili della crescita delle cellule cancerose queste cellule muoiono".

La ricerca è stata condotta su un tumore raro ma molto devastante che colpisce giovani e bambini chiamato carcinoma della linea mediana che può svilupparsi nel torace, collo, testa o lungo la colonna vertebrale.
Grazie a test eseguiti su topi è stato dimostrato che la molecola sintetizzata in laboratorio può controllare l'attività dei geni del cancro lavorando sull'apparato multistrato delle cellule, dove vi sono proteine che, leggendo il manuale di istruzioni dei geni, li attivano o li spengono. In altre parole, la molecola creata in laboratorio si è rivelata capace di bloccare l'attività dei geni "cattivi" agendo sull'apparato multistrato delle cellule. Qui, infatti, "abitano" delle proteine che, leggendo il manuale di istruzioni interne dei geni, possono attivare o spegnere i tumori.

Il bicarbonato al posto dei chemioterapici. I farmaci antiacidità, gli inibitori della pompa protonica e persino il bicarbonato, potrebbero sostituire la chemioterapia. E' un nuovo filone a cui si stanno dedicando diversi scienziati, perché questi prodotti potrebbero essere efficaci, senza effetti collaterali e con costi molti più bassi. A fare il punto della situazione sono stati gli scienziati dell'Istituto superiore di sanità (Iss), in occasione del primo simposio dell'International society for proton dynamics in cancer (Ispdc).

Questa nuova terapia si basa su un approccio diverso da quello adoperato finora, perché parte dall'assunto che i tumori sono acidi. "L'acidità è un meccanismo che il cancro usa per isolarsi da tutto il resto, farmaci compresi - spiega Stefano Fais, presidente Ispdc e membro del dipartimento del farmaco dell'Iss -. Ma le cellule tumorali, per difendersi a loro volta da questo ambiente acido, fanno iperfunzionare le pompe protoniche che pompano protoni H+. Se si bloccano queste pompe, la cellula tumorale rimane disarmata di fronte all'acidità, e finisce per morire autodigerendosi".

Usando quindi degli antiacidi, anche generici, come gli inibitori della pompa protonica, generalmente adoperati per le ulcere gastriche si potrebbe curare il cancro. "A differenza dei chemioterapici - continua Fais - questi farmaci non hanno effetti collaterali e hanno dei costi molto più bassi. Basti pensare che quelli usati con la target therapy, che provocano tossicità e resistenza nel paziente, costano 50-60mila euro l'anno a malato. Con questa terapia invece il costo annuale sarebbe di circa 600 euro con il generico, e di 1200 con quelli di marca. Ma le industrie farmaceutiche al momento non sono molto interessate a questo tipo di approccio". Nonostante ciò, l'Iss è riuscito a far partire i primi due trial clinici del genere in Italia: uno presso l'Istituto dei tumori di Milano per il melanoma su circa 30 pazienti, e l'altro presso l'università di Siena per l'osteosarcoma su 80 pazienti.

"I risultati sono molto incoraggianti - prosegue Fais - perché questi farmaci, associati ai chemioterapici, hanno migliorato la risposta del paziente alla terapia, anche nei casi in cui non funzionava più, o di metastasi o recidive. Ma i dati devono essere confermati su un numero più ampio di pazienti e serve il supporto delle case farmaceutiche". Lo stesso di approccio è stato utilizzato anche presso la Fudan University di Shangai per il cancro al seno, mentre al Cancer Center di Tampa in Florida si sta sperimentando l'impiego del bicarbonato assunto per bocca. A Tokyo invece l'università di Edobashi sta studiando sui sarcomi una vecchia molecola, l'arancio di acridina, che si concentra negli organuli acidi della cellula e dopo uno stimolo luminoso ai raggi X si trasforma in un composto altamente tossico per le cellule tumorali. "Ma la vera svolta - conclude Fais - sarà se avremo l'approvazione per uno studio clinico in cui useremo solo con gli inibitori della pompa protonica, senza chemioterapici. Così dimostreremo la loro efficacia e la possibilità di usarli come alternativa alla chemioterapia".


(27 settembre 2010)

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Messaggio Da rosenz il Mar 28 Set 2010 - 11:17

Bene, finalmente si tenta un approccio causalista nella cura dei tumori...sempre sulla stessa onda questa news.
E pensare che qualcuno in passato è stato radiato dall'Ordine dei Medici per aver sostenuto l'uso del bicarbonato.....

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DALLO STUDIO DELL’ACIDITA’ DEI TUMORI UN ALTERNATIVA ALLA CHEMIO

Sono cinque i trial clinici basati su un'alternativa alla chemioterapia presentati all'Istituto Superiore di Sanità durante il Primo Simposio Internazionale dedicato a tutti gli studi su cui sta puntando l'International Society for Proton Dynamics in Cancer' (ISPDC) che utilizzano queste nuove strategie antitumorali.
Per Stefano Fais, del Dipartimento del Farmaco dell'Istituto Superiore di Sanità, l'obiettivo è quello di colpire soltanto il target molecolare che causa il tumore, per evitare gli effetti collaterali frequenti nelle terapie tradizionali utilizzando inibitori della pompa protonica per interrompere la crescita della massa tumorale.
Questi studi sono partiti dalla considerazione che l'acidità e' una caratteristica del microambiente tumorale tanto che le cellule normali ai livelli di acidità nei quali normalmente cresce il tumore muoiono. Queste condizioni si creano progressivamente durante la crescita del tumore, con un iniziale accumulo di acido lattico, dovuto al metabolismo tumorale, e la successiva selezione di cellule che per sopportare l'incremento dell'acidità fanno iperfunzionare delle pompe cellulari che eliminano protoni all'esterno della cellula.
I primi due studi clinici eseguiti in Italia all'Istituto dei Tumori di Milano ed all'Università di Siena sono per i melanomi e presso il Gruppo Italiano per i sarcomi, con sede a Bologna per gli osteosarcomi. Lo stesso approccio e' utilizzato per combattere il carcinoma alla mammella presso la Fudan University di Shangai. Anche il bicarbonato assunto per bocca potrà rientrare fra le nuove terapie anti-tumorali, utilizzato in Florida dal professor Robert Gatenby del Dipartimento di oncologia integrata al Cancer Center di Tampa'.
A Tokio, invece, il prof. Kusuzaki del Dipartimento di Oncologia dell'Università di Edobashi usa una vecchia molecola, l'arancio di acridina per combattere i sarcomi.
L'arancio di acridina si concentra negli organuli acidi della cellula e, in risposta ad uno stimolo luminoso (raggi x), si trasforma in un composto altamente tossico per le cellule tumorali, senza conseguenze per i tessuti normali circostanti. Tutte queste terapie sono basate sull'utilizzo di farmaci che usano l'acidità tumorale come target o inibendo i meccanismi che la causano (inibitori di pompa protonica) o semplicemente tamponando (bicarbonato) o cambiando il loro stato una volta concentrati all'interno dei tumori (arancio di acridina).

28/09/2010
Fonte: Sanità News.it
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Messaggio Da lupomag il Mar 28 Set 2010 - 14:07

Accolgo con grande favore ed entusiasmo queste notizie.
Il cuore mi suggerisce, tuttavia, di non incorrere in facili generalizzazioni.
Il fatto che l'uso del bicarbonato di sodio abbia spesso, ma non sempre, sortito risultati positivi ed il fatto che nelle masse tumorali siano spesso state riscontrate colonie fungine, candida in primis, non ci autorizzano a pensare che necessariamente la candida sia la causa del cancro.
Il bicarbonato potrebbe parimenti essere efficace verso altre serie di patogeni contemporaneamente presenti nelle masse tumorali insieme alla candida.
Mi sovvengono inoltre gli studi di brillanti scienziati che già in un lontano passato avevano paventato l'ipotesi di una natura infettiva del cancro.
Mi riferisco ai lavori di Royal Rife (bacilli X), Wilhelm Reich (bacilli T), Gaston Naessens e, ancora molto prima, di Antoine Bechamp.
Costoro, ma anche molti altri, avevano in comune un aspetto fondamentale nelle loro indagini: l'uso del microscopio ottico per lunghi periodi su materia vivente.
Ripeto: l'uso del microscopio ottico sullo stesso campione per lunghi periodi.
Altro aspetto fondamentale che li accomuna è lo sviluppo della teoria del pleomorfismo, che ciascuno di essi ha dettagliatamente illustrato dopo aver quasi lasciato gli occhi sui microscopi.
Sintetizzando tale teoria: ciò che oggi è un batterio, domani potrebbe essere un fungo o un protozoo.
Per questo il cuore mi ammonisce di non incorrere in facili generalizzazioni a proposito di cause e terapie.
Qualsiasi forma vivente è un continuo divenire. La vita è un continuo divenire!
La ricerca di una causa ultima dei tumori potrebbe non portare da nessuna parte.
In certi casi la presunzione di aver trovato la causa del cancro ha portato a giuste, a mio avviso, radiazioni dall'albo.
Giuste nella misura in cui si aveva la pretesa di dimostrare inequivocabilmente di avere scoperto la causa del cancro.
Diversa è, invece, la mia considerazione sulle cosiddette terapie. Già in passato mi sono espresso sul fatto che non esiste, non è mai esistita e non potrà mai esistere una terapia definitiva del cancro, così come per qualsiasi altra malattia peraltro.
Esiste, invece, l'indiscussa possibilità e capacità di autoguarigione del malato.
Detto questo, benvenga qualsiasi possibilità che consenta al soggetto di avviare per sè stesso tali capacità o di concedergli tempo, come generalmente avviene con le terapie, siano esse ufficiali o alternative. Concedergli tempo, dicevo, per ritrovare ed avviare le proprie capacità di autoguarigione.
Concludo dichiarandomi felice che il mondo accademico si stia aprendo a possibilità di ragionamento diverse da quelle imposte finora da .............. qualche meccanismo pseudoscientifico che nei fatti ha privato l'uomo di scienza della propria capacità critica.
Benvenga, quindi, anche il bicarbonato. Era ora!


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Messaggio Da lupomag il Mar 28 Set 2010 - 14:54

Aggiungo: oggi per fortuna esistono anche le telecamere che consentono l'osservazione e la registrazione di ciò che avviene su un campione di tessuto "vivo" al microscopio "ottico".
Mi si consenta, a tal proposito, di menzionare il grande lavoro svolto finora dall'amico Armando Vecchietti: http://www.cellulacancerosa.it/

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Messaggio Da rosenz il Mar 28 Set 2010 - 16:03

Condivido la tua prudenza lupomag.
Ma infatti l'aspetto positivo che volevo sottolineare era l'inizio (il primissimo inizio) di un modo diverso concettualmente di porsi davanti al problema cancro.

Iniziare a cercare seriamente di studiare metodologie di cura che almeno si avvicinino ad affrontare le cause, a capire che lo sviluppo della cellula tumorale avviene su un "terreno canceroso" e che è principalmente su quest'ultimo che occorre agire.
Di conseguenza concordo con le tue considerazioni, soprattutto quando tocchi il tasto sulle capacità di autoguarigione dell'organismo... Qualsiasi terapia per essere vincente e duratura nel tempo dovrà essere in grado necessariamente di stimolarle.

Del resto quando si sarà compreso pienamente il significato di questa famosa frase di un notissimo personaggio che tutti conoscerete "il microbo è nulla, il terreno è tutto"...allora ci avvicineremo di molto alla soluzione definitiva, ma temo che i tempi siano ancora lontani....
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Messaggio Da Hengel il Mar 28 Set 2010 - 20:36

Personalmente ho dei dubbi.

Se la scoperta, se così si può chiamare, porta a una formula brevettabile e che potrebbe rendere molto danaro, allora potremo vedere degli sviluppi.

Se invece, l'evoluzione economica sarà di modesto valore, vedremo che tutto sarà insabbiato al più presto.

Ciò che non rende econonomicamente alla grande medicina, non interessa.

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Messaggio Da XENA il Mer 29 Set 2010 - 9:32

io credo invece che se funziona ,sicuramente troveranno un modo per brevettare un farmaco specifico e guadegneranno "molto" anche sul semplice antiacido infiocchettandolo a dovere...intanto per fare un'esempio, la metformina economica molecola è entrata in studi spontanei...


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Messaggio Da Hengel il Mer 29 Set 2010 - 15:38

Va precisato che tale scoperta ha ben poco di scoperta nuova, è stata semplicemente scoperta l'acqua calda perchè già da oltre 10 anni dei bravi oncologi curano i loro pazienti malati di tumore, usando una soluzione del modestissimo bicarbonato da cucina.

Purtroppo, tale percorso non permette di aggredire tutti i tipi di tumore perchè in certi casi l'irrorazione con la soluzione è impossibile, per cui sono usate altre soluzioni, sempre di totale disinteresse per la medicina ufficiale.

Il punto fondamentale è quello di portare il pH della zona tunmorale a valori di 7,0 - 8,0.
E per quanto possibile, generare tale ambiente anche all'interno della cellula cancerosa, come ad esempio, usando soluzioni di Cloruro di Cesio.

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Messaggio Da Pinco Pallino il Gio 30 Set 2010 - 9:12

Falso allarme, non è il bicarbonato a funzionare, ma gli "antiacidi" , su Repubblica se ne sono accorti e hanno corretto in tempo Very Happy è stata una svista http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3618
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Messaggio Da Hengel il Gio 30 Set 2010 - 14:22

Non cambia praticamente nulla.

Che sia bicarbonato, o che sia un antiacido, la funzione biochimica è sempre quella di creare un ambiente che tende a valori di pH intorno al 7,0 - 8,0.

Nulla di nuovo dal punto di vista scientifico.

L'unico inghippo è che comunque sono soluzioni di interesse economico nullo per la BigPharma, quindi non interessano a nessuno (fatto salvo naturalemte i malati).

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Messaggio Da rosenz il Gio 30 Set 2010 - 14:37

Era ironico il commento di Pinco Pallino....
Interessanti le riflessioni sui comportamenti dei "dinosauri" e dei "camaleonti" fatte da Mazzucco.

Saluti.
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Messaggio Da barbi il Gio 21 Ott 2010 - 13:56

Scusa Hengel ...ma chi sono questi 10 oncologi che usano il bicarbonato per il cancro?

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Messaggio Da rosenz il Ven 22 Ott 2010 - 11:27

In attesa della risposta di Hengel cito di seguito il comunicato ufficiale dell'Istituto Superiore di Sanità sulla vicenda.
Dalle dichiarazioni di Stefano Fais si evince abbastanza chiaramente che sperimentazioni sull'uso degli "antiacidi" sono già state fatte, oltre a quelle già in corso oltreoceano.
Per maggiori informazioni occorrerebbe chiedere all'Istituto stesso... questo il comunicato:

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Istituto Superiore di Sanità
Viale Regina Elena 299
00161 - Roma (I)
Telefono: 06 4990 2950
Fax: 06 49 38 71 54

Combattere l’acidità per sconfiggere il tumore
ISS 27 settembre 2010

Sono cinque oggi i trial clinici basati su un’alternativa alla chemioterapia. Saranno presentati oggi, infatti, all’Istituto Superiore di Sanità durante il Primo Simposio Internazionale tutti gli studi su cui sta puntando l’ "International Society for Proton Dynamics in Cancer" (ISPDC) che utilizzano queste nuove strategie antitumorali. "L’obiettivo - spiega Stefano Fais, del Dipartimento del Farmaco dell’Istituto Superiore di Sanità - è quello di colpire soltanto il target molecolare che causa il tumore, per evitare gli effetti collaterali frequenti nelle terapie tradizionali utilizzando inibitori della pompa protonica per inibire la crescita della massa tumorale ".

Questi studi sono partiti dalla considerazione che l’acidità è una caratteristica del microambiente tumorale tanto che le cellule normali ai livelli di acidità nei quali normalmente cresce il tumore muoiono. Queste condizioni si creano progressivamente durante la crescita del tumore, con un iniziale accumulo di acido lattico, dovuto al metabolismo tumorale, e la successiva selezione di cellule che per sopportare l’incremento dell’acidità fanno iperfunzionare delle pompe cellulari che eliminano protoni all’esterno della cellula.

"I risultati sono estremamente incoraggianti - conclude Fais - ma devono essere confermati su un numero più ampio di pazienti".

I cinque trial
Nel mirino di queste terapie melanoma e osteosarcoma. Sono i primi due studi clinici eseguiti in Italia all’Istituto dei Tumori di Milano ed all’Università di Siena per i melanomi e presso il Gruppo Italiano dei sarcomi, con sede a Bologna per gli osteosarcomi.
Lo stesso approccio è utilizzato per combattere il carcinoma alla mammella presso la Fudan University di Shangai.

Anche il bicarbonato assunto per bocca potrà rientrare fra le nuove terapie anti-tumorali, utilizzato in Florida dal professor Robert Gatenby del Dipartimento di oncologia integrata al Cancer Center di Tampa.

A Tokio, invece, il prof. Kusuzaki del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Edobashi usa una vecchia molecola, l’arancio di acridina per combattere i sarcomi. L’arancio di acridina si concentra negli organuli acidi della cellula e susseguentemente ad uno stimolo luminoso (raggi x) si trasforma in un composto altamente tossiche per le cellule tumorali, senza segni di tossicità per i tessuti normali circostanti.

Tutte queste terapie sono basate sull’utilizzo di farmaci che usano l’acidità tumorale come target o inibendo i meccanismi che la causano (inibitori di pompa protonica) o semplicemente tamponando (bicarbonato) o cambiando il loro stato una volta concentrati all’interno dei tumori (arancio di acridina).


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